Papa Stefano III

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Papa Stefano III
StephenIII.jpg
94º papa della Chiesa cattolica
Elezione 1º agosto 768
Insediamento 7 agosto 768
Fine pontificato 24 gennaio 772
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Paolo I
Successore papa Adriano I
Nascita Siracusa, 720?
Morte 24 gennaio 772
Sepoltura Basilica di San Pietro

Stefano III, o IV secondo una diversa numerazione (Siracusa, 720Roma, 24 gennaio 772), viene considerato il 94º papa della chiesa cattolica, dal 1º agosto 768 alla sua morte.

Prima di diventare papa[modifica | modifica wikitesto]

Nativo della Sicilia (allora sotto l'influenza bizantina per cui aveva avuto un'educazione di stampo greco), giunse a Roma durante il pontificato di papa Gregorio III (731-741). Salì gradualmente ai più alti uffizi, al servizio dei papi successivi, fino a divenire presbitero di Santa Cecilia.

In questa funzione fu molto vicino a Papa Paolo I assistendolo nei suoi ultimi giorni terreni.
Il giorno dopo la morte di Paolo I fu fatto eleggere suo successore il laico Costantino (29 giugno 767), il quale si attivò per rinsaldare l'alleanza con i Franchi. Nel giro di un anno i Longobardi di re Desiderio fecero fallire il suo progetto. Nel luglio 768 entrarono in Roma armati ed arrestarono Costantino. Un contributo determinante alla riuscita dell'azione fu dato da due importanti dignitari romani: Cristoforo, potente primicerio dei notai, e Valdiperto, presbitero, rappresentante in Roma di Desiderio.[1]

Dopo la deposizione di Costantino, e il vano tentativo di Valdiperto di insediare un pontefice fedele a Desiderio nella persona del presbitero Filippo (cappellano del monastero di San Vito sull'Esquilino), il primicerio Cristoforo fece eleggere papa il presbitero Stefano, che fino ad allora si era tenuto in disparte rispetto ai conflitti fra le varie fazioni[2]. Egli fu consacrato il 7 agosto 768.

Pontificato[modifica | modifica wikitesto]

La deposizione dell'Antipapa Costantino[modifica | modifica wikitesto]

Appena insediato, Stefano inviò Sergio, figlio del primicerio Cristoforo, l'artefice della sua ascesa al trono pontificio, presso il re di Francia Pipino il Breve per comunicargli la sua elezione e chiedergli di inviare i vescovi franchi al sinodo che egli intendeva convocare per la primavera dell'anno successivo. Pipino però nel frattempo era morto ed il legato di papa Stefano III venne ricevuto dai suoi figli, Carlo e Carlomanno, i quali aderirono alle richieste di Stefano e inviarono al concilio tredici vescovi franchi.[3]

Il 12 aprile 769 si aprì in Laterano un concilio in cui si svolse un processo all'Antipapa Costantino che durò due giorni. Il concilio terminò con la distruzione di tutti gli atti ufficiali da egli compiuti[4] e con la decisione che in futuro il papa avrebbe dovuto essere scelto solo fra i diaconi ed i "prebiteri cardinali", mentre veniva ridimensionata fortemente la partecipazione dei laici alle elezioni del pontefice[5] e venne confermata la pratica della devozione delle icone.[6]

Rapporti con i Franchi e i Longobardi[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo il comportamento di Desiderio aveva destato le ire di Stefano III, per il suo tergiversare sulla promessa fatta a papa Stefano II, in cambio del suo appoggio nell'ascesa al trono longobardo, di ritirarsi dai territori bizantini occupati a suo tempo da Liutprando (alcune città dell'Esarcato e della Pentapoli), in favore del papato. Così Stefano si rifiutò, nel 770, di approvare la nomina dell'arcivescovo di Ravenna, un prelato scelto da Desiderio.[7]

Stefano ebbe poi modo di allarmarsi, allorché apprese che stava per essere combinato un matrimonio fra Carlo Magno e la figlia di Desiderio, Desiderata (o Berterada).[8] Preoccupato che l'alleanza fra i due potenti re potesse schiacciarlo, Stefano si oppose al matrimonio, ma inutilmente, poiché questo venne egualmente celebrato.

In realtà egli credette di accorgersi che le liti tra i due fratelli franchi, Carlo Magno e Carlomanno, non gli avrebbero consentito di utilizzare i franchi contro Desiderio e quindi decise di riavvicinarsi a quest'ultimo, anche per cercare di affrancarsi dalla soffocante tutela dei potenti patrizi Cristoforo e Sergio, suo figlio. Prese quindi contatti segreti con l'esponente di Desiderio a Roma, Paolo Afiarta. Intanto Desiderio annunciò nel 769 di volersi recare in pellegrinaggio a Roma e così fece nel 771 ma, curiosamente, si portò dietro un esercito. Allorché Desiderio giunse sotto le mura romane, Cristoforo e Sergio allertarono il popolo chiamandolo alla difesa contro il probabile invasore, contando anche sull'appoggio del legato franco a Roma, Dodone. Stefano tuttavia riuscì a gettare sufficiente discredito sui due patrizi, al punto che il popolo romano, fomentato da Afiarta, si ribellò loro. Consideratisi ormai sconfitti, padre e figlio tentarono la fuga ma furono catturati dai fedeli di Afiarta che li fece eliminare.[9]

A Carlo Magno non piacque tutta la vicenda e se ne lamentò, al che Stefano gli scrisse una lettera in cui, raccontando dettagliatamente quel che era successo, accusando i due patrizi "francofili" di essere, insieme a Dodone, alleati del demonio e di avere per questo voluto la sua morte, evitata solo con il provvidenziale intervento di Desiderio. Questo voltafaccia non piacque né a Carlo né a Desiderio, che si guardò bene dal restituire al papato le terre che aveva promesso.[10] Stefano tentò quindi una ulteriore carta: cercare di separare franchi e longobardi e così fece spingendo per il ripudio di Ermengarda da parte di Carlo, cosa che puntualmente avvenne quasi in concomitanza del decesso di Carlomanno, che lasciò Carlo Magno erede dell'intero regno dei Franchi. Un alleato così potente non poteva essere che benvenuto per Stefano III, che tuttavia non poté usufruire del nuovo corso della Storia poiché circa un mese dopo Carlomanno anch'egli morì.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 257
  2. ^ Claudio Rendina, I papi - Storia e segreti, p. 232
  3. ^ John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 260
  4. ^ John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 258
  5. ^ Ambrogio M. Piazzoni, Storia delle elezioni pontificie, Casale Monferrato (AL), Edizioni Piemme S.p.A., 2005. ISBN 88-384-1060-7. p. 80
  6. ^ Vedi: iconoclastia
  7. ^ John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, p. 261
  8. ^ Il nome della prima figlia di Desiderio e sposa di Carlo Magno non è sicuro: indicato dagli storici con Desiderata e poi dal cronista del IX secolo, Andrea da Bergamo, con Berterada, venne "inventato" da Alessandro Manzoni in Ermengarda.
  9. ^ Claudio Rendina, I papi, pp. 232-233
  10. ^ Claudio Rendina, I papi, pp. 233-234

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • John N.D. Kelly, Gran Dizionario Illustrato dei Papi, Casale Monferrato (AL), Edizioni Piemme S.p.A., 1989, ISBN 88-384-1326-6
  • Claudio Rendina, I papi, Roma, Ed. Newton Compton, 1990

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Papa Paolo I 7 agosto 768 - 24 gennaio 772 Papa Adriano I

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