Papa Bonifacio IX

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Papa Bonifacio IX
IX.Bonifac.jpg
203º papa della Chiesa cattolica
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Elezione 2 novembre 1389
Incoronazione 9 novembre 1389
Fine pontificato 1º ottobre 1404
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Urbano VI
Successore papa Innocenzo VII
Nome Pietro Tomacelli
Nascita Casarano, 1350 circa
Morte Roma, 1º ottobre 1404
Sepoltura Basilica di San Pietro in Vaticano

Bonifacio IX Tomasello, nato Pietro Tomacelli (Casarano, 1350 circa – Roma, 1º ottobre 1404), fu il 203º papa della Chiesa cattolica dal 1389 alla morte, e venne eletto a trent'anni di età. Regnò durante lo Scisma d'occidente, mentre il papa rivale (antipapa), Clemente VII, risiedeva ad Avignone sotto la protezione della monarchia francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Piero (Perino, Pietro) Tomacelli discendeva da un'antica ma impoverita famiglia baronale di Napoli. Pur non essendo né un esperto teologo, né avendo aderenze nella curia, si mosse con tatto e prudenza in un'epoca difficile. Germania, Inghilterra, Ungheria, Polonia e gran parte dell'Italia lo accettarono come papa (lui e il papa di Avignone, Clemente VII, si erano scomunicati a vicenda).

Il pontificato[modifica | modifica wikitesto]

Governo della Chiesa[modifica | modifica wikitesto]

Il pontificato di Bonifacio fu contrastato da due antipapi: Clemente VII (1378-1394) e Benedetto XIII (1394-1417). Entrambi risiedettero ad Avignone. Durante il suo pontificato fu forte la pressione per la convocazione di un concilio ecumenico, come unico modo per ricomporre lo Scisma d'occidente, ma il movimento conciliare non si fece strada durante il papato di Bonifacio.

Bonifacio IX celebrò a Roma due giubilei. Il primo nel 1390, era stato dichiarato dal suo predecessore Urbano VI, e fu molto partecipato da Germania, Ungheria, Polonia, Boemia, e Inghilterra. Diverse città della Germania ottennero i "privilegi del giubileo"; vennero chieste molte indulgenze, ma queste diedero vita anche ad abusi e scandali. Il giubileo del 1400 attirò a Roma grandi folle di pellegrini, in particolare dalla Francia. Nonostante una disastrosa epidemia di peste, Bonifacio rimase in città.

Nella seconda metà del 1399 sorsero gruppi di penitenti flagellanti, noti come Bianchi, o Albati, specialmente in Provenza, che si diffusero poi in Spagna e nell'Italia settentrionale. Questi evocarono scomodi ricordi delle processioni di flagellanti erranti del periodo della Morte Nera (1348-49). Si spostavano in processione di città in città, indossando vesti bianche, con i volti coperti e una croce rossa cucita sulla schiena, seguendo un capo che portava una grossa croce. Le voci di un imminente giudizio divino e le visioni della Vergine Maria abbondarono. Durante le loro processioni cantavano un inno, lo Stabat Mater, divenuto rapidamente popolare. Per un momento, mentre i "penitenti bianchi" si avvicinavano a Roma, Bonifacio e la curia appoggiarono il loro entusiasmo penitenziale, ma quando questi raggiunsero la città, Bonifacio fece bruciare sul rogo il loro capo, e questi si dispersero rapidamente. "Bonifacio frammentò gradualmente queste folle vaganti, facile preda di agitatori e cospiratori, e infine le dissolse".[1]

Santa Brigida di Svezia venne canonizzata da Bonifacio il 7 ottobre 1391.

Le Università di Ferrara (1391) e Fermo (1398) devono la loro origine a Bonifacio, e quella di Erfurt il suo riconoscimento (1392).

Relazioni con i monarchi cristiani[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1386 era morto Carlo III di Napoli. L'erede di diritto al trono era l'italiano Ladislao d'Angiò-Durazzo, discendente da una linea nobiliare che aveva tradizionalmente appoggiato i papi. Il 1º novembre 1389, l'antipapa Clemente VII, approfittando della vacanza della Sede apostolica, incoronò re di Napoli Luigi II d'Angiò, un principe francese. Bonifacio fu eletto papa il giorno seguente, 2 novembre. Una delle sue prime decisioni fu di imporre Ladislao, che venne incoronato re di Napoli (a Gaeta il 29 maggio 1390). Il pontefice sostenne Ladislao nel decennio successivo nella sua lotta contro le forze angioine nell'Italia meridionale.

In Inghilterra re Riccardo II entrò in contrasto con la Santa Sede. Il re, insieme all'alto clero, si opponeva all'abitudine di Bonifacio di incamerare i benefici inglesi man mano che questi diventavano vacanti. Bonifacio introdusse una novità nella forma di entrate note come annates perpetuæ, trattenendo metà delle entrate del primo anno di ogni beneficio garantito alla corte pontificia. La reazione del Parlamento inglese fu decisa: l'assemblea confermò ed estese gli statuti di Provisore e Præmunire di Edoardo III (1327-1377), dando al re il potere di veto sulle nomine pontificie in Inghilterra. Papa Bonifacio venne sconfitto da un fronte unitario e la lunga controversia venne infine appianata, per la soddisfazione del re inglese. Cionondimeno al sinodo di Londra (1396), i vescovi inglesi si riunirono per condannare John Wyclif, il maggiore teologo inglese dell'epoca.

Sia il re d'Inghilterra (nel 1396), sia i principi tedeschi (dieta di Francoforte del 1397), sia l'imperatore Venceslao (a Reims, 1398) invitarono il pontefice ad abdicare: a ciascuno di essi Bonifacio oppose un rifiuto.

Nel 1398 e 1399 il pontefice si appellò all'Europa cristiana in favore dell'imperatore bizantino Manuele II Paleologo, minacciato a Costantinopoli dal sultano Bajazet, ma l'idea di una crociata suscitò poco entusiasmo.

In Germania i principi elettori deposero a Rhense (20 agosto 1400) il poco valido Venceslao, e scelsero al suo posto Roberto, duca di Baviera. Nel 1403 Bonifacio approvò la deposizione ed incoronò Roberto.

Governo dell'Urbe[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del suo regno Bonifacio ripristinò la sovranità papale su Roma. Non fu facile sottrarla alle mire delle grandi famiglie feudatarie locali. Alleato degli Orsini, assoldò il condottiero Mostarda da Forlì riuscendo a scacciare gli avversi Colonna da Roma. Inoltre s'impossessò del porto di Ostia, sottraendolo al cardinale vescovo. Infine avviò la fortificazione di Castel Sant'Angelo e dei ponti sul Tevere. Comunque, per motivi di sicurezza, per diverse stagioni Bonifacio risiedette fuori Roma, ad Assisi o Perugia.

Negli Stati Pontifici Bonifacio riottenne gradualmente il controllo delle principali città e castelli e rifondò gli stati nella forma che avrebbero mantenuto per tutto il XV secolo.

Nel 1404 Bonifacio morì, dopo una breve malattia.

Bonifacio IX nella storiografia[modifica | modifica wikitesto]

Bonifacio IX fu un politico franco, visto che fu interessato al denaro come gli altri principi europei, in quanto il costo della guerra moderna cresceva e i sostenitori dovevano essere incoraggiati con doni, poiché i governi del XIV secolo dipendevano da tutti gli appoggi personali che un governante poteva raccogliere e mantenere. Il traffico in benefici, la vendita di dispense e simili, non coprivano le perdite di fonti locali di reddito causate dalla lunga assenza del Papato da Roma. Le entrate dall'estero diminuirono a causa dello scisma, delle spese per la pacificazione e la fortificazione di Roma, delle guerre costanti provocate dall'ambizione francese e dalla riconquista degli Stati Pontifici. Bonifacio certamente si prese cura generosamente della madre, dei fratelli e dei nipoti, così come era nello spirito dei tempi. La Curia fu forse parimenti responsabile per i nuovi sistemi finanziari che erano destinati nel secolo successivo a far sorgere amari sentimenti contro Roma, particolarmente in Germania.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Maestro dell'Ordine Supremo del Cristo

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Urbano VI 2 novembre 1389 - 1º ottobre 1404 Papa Innocenzo VII
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  1. ^ Cfr. Catholic Encyclopedia.