Antipapa Anastasio III

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Antipapa Anastasio III
Antipapa della Chiesa Cattolica
In carica 855 –
855
Predecessore Antipapa Giovanni VIII
Successore Antipapa Cristoforo
Trattamento Sua Santità
Religione Cattolicesimo

Anastasio III, detto Anastasio il Bibliotecario (Roma, 810 circa – 879), è stato un abate e filologo italiano. Fu antipapa nel 855.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Famiglia ed educazione[modifica | modifica sorgente]

Anastasio era il nipote del vescovo Arsenio di Orta che fu attivo come legato pontificio. Imparò il greco da monaci provenienti dall'Impero Bizantino ed acquisì un'istruzione inusuale per i suoi tempi, tale da farne uno degli ecclesiastici più colti del IX secolo.

Abate di Santa Maria in Trastevere[modifica | modifica sorgente]

Durante il pontificato di papa Nicola I (858-867), Anastasio fu abate della Basilica di Santa Maria in Trastevere e fu impiegato dal papa in diversi compiti. Fu anche attivo come autore e traduttore di opere dal greco al latino. Tra queste una biografia di San Giovanni Elemosinario che dedicò a Nicola I.

Bibliotecario della Chiesa Romana[modifica | modifica sorgente]

Il successore di Nicola, papa Adriano II (867-872), nominò Anastasio bibliotecario della Chiesa Romana, un ufficio importante che gli diede grande influenza sulla corte papale.

Inviato a Costantinopoli[modifica | modifica sorgente]

Nel 869 fu mandato da Ludovico II come inviato a Costantinopoli, insieme a due personaggi di alto rango del regno dei Franchi, per negoziare il matrimonio tra Leone VI, figlio maggiore di Basilio I e la figlia dell'imperatore franco.

Quando gli inviati giunsero a Costantinopoli, il sesto concilio di Costantinopoli era già in sessione ed Anastasio, che partecipò all'ultima sessione riconosciuta dai cattolici, quella del febbraio 870, difese con zelo la causa papale e fu di grande aiuto ai legati pontifici.

Sulla via del ritorno i legati pontifici furono rapinati e gli Atti del concilio furono rubati. In ogni caso essi avevano già consegnato la maggior parte delle dichiarazioni di obbedienza dei vescovi greci ad Anastasio che aveva anch'egli una copia degli Atti, e fu così in grado di riportare questi documenti al papa, su ordine del quale li tradusse poi in latino.

Continuazione dell'influenza[modifica | modifica sorgente]

Anche il successore di Adriano II, papa Giovanni VIII (872-882), stimò Anastasio e lo confermò come bibliotecario, affidandogli importanti affari ed incoraggiandolo ad approfondire i suoi studi.

Anastasio fu in corrispondenza con il deposto patriarca bizantino Fozio e cercò di mediare tra lui ed il papa sulle dispute riguardanti la natura dello Spirito Santo.

Nell'agosto 879, Zaccaria di Anagni sembra essere il nuovo bibliotecario della Chiesa Romana, quindi Anastasio deve essere morto poco prima tale data.

Antipapa Anastasio[modifica | modifica sorgente]

Se un passaggio degli annali di Incmaro, arcivescovo di Reims è autentico (Mon. Germ. Hist.: Scriptores, I, 447), il bibliotecario Anastasio è lo stesso presbitero romano Anastasio che nel 874 fu insignito del titolo di San Marcello. Questo Anastasio fuggì da Roma nell'848 per recarsi in varie città. A causa della sua fuga venne scomunicato da un sinodo romano nell'850 e, visto che non era tornato, fu vittima di un anatema e deposto da un altro sinodo nell'853.

Dopo la morte di papa Leone IV nel 855, Anastasio fu eletto antipapa dalla fazione imperiale in opposizione a Benedetto III, non riuscendo però a prevalere.

Durante il pontificato di Adriano II, Anastasio rimase coinvolto in serie difficoltà: nel 868 un suo parente prossimo, di nome Eleuterio, rapì la figlia del papa e poco dopo la uccise assieme alla madre. L'assassino venne giustiziato ed Anastasio, che era stato considerato l'istigatore dell'omicidio, fu punito con la scomunica e la deposizione. Visse poi alla corte imperiale e cercò l'intervento dell'imperatore per discolparsi davanti al papa.

Hergenröther (Photius, II, 230-240) sostiene, con buone ragioni, che il bibliotecario ed il presbitero Anastasio siano la stessa persona. Viceversa Joseph Langen (Geschichte der römischen Kirche, III, 270 segg.) li considera persone diverse.

Traduttore ed autore[modifica | modifica sorgente]

Anastasio tradusse dal greco in latino sia gli Atti del secondo concilio di Nicea che quelli del sesto concilio di Costantinopoli, oltre a numerose leggende e vite di santi e ad altri scritti.

Egli compose un'opera storica, Chronographia tripartita, dagli scritti greci di Teofane, Niceforo e Giorgio Sincello e costituì una raccolta di documenti concernenti gli affari di papa Onorio I. Diverse importanti lettere scritte da Anastasio sono state conservate. Suoi scritti si trovano in Patrologia Greca, CVIII e Patrologia Latina, LXXIII, CXXVII, CXXVIII e CXXIX. Il Liber Pontificalis, che gli fu precedentemente attribuito, non fu scritto da lui; i suoi contributi sembrano limitati alla revisione della Vita di Nicola I.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Girolamo Arnaldi, «ANASTASIO Bibliotecario», in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 3, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
  • Gesta sanctæ ac universalis octavæ synodi quæ Constantinopoli congregata est Anastasio bibliothecario interprete. Recensuit, emendavit, adnotatione critica instruxit Claudius Leonardi; post cuius obitum recognovit, prolegomenis, notulis, indicibus exornavit Antonius Placanica, Firenze, Sismel - Edizioni del Galluzzo, 2013 (Società internazionale per lo studio del Medioevo latino)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 84481982 LCCN: n93046086