Fozio di Costantinopoli

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San Fozio il Grande
Icona del patriarca di Costantinopoli Fozio.
Icona del patriarca di Costantinopoli Fozio.

Patriarca

Nascita 820 circa
Morte 893
Venerato da chiesa ortodossa

Fozio I di Costantinopoli, detto il Grande (Costantinopoli, 820 circa – Armenia, 6 febbraio 893), è stato un bibliografo e patriarca bizantino.

Fu patriarca di Costantinopoli per ben due volte: la prima dal Natale dell'anno 858 all'867; la seconda dall'877 fino all'886. È venerato come santo dalla chiesa cristiana ortodossa.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Venne alla luce mentre la sua famiglia si trovava in visita a Costantinopoli, città della quale era patriarca suo zio Niceforo I di Costantinopoli. La sua famiglia godeva di autorità a Costantinopoli; il padre si chiamava Sergio ed era capo della guardie imperiali, e il fratello Sergio sposò Irene, sorella di Teodora Armena, imperatrice di Bisanzio.

Cronache di Giovanni Skylitzes.

Fozio ebbe un'ottima educazione, fu molto apprezzato come uomo di vasta cultura, filologo, esegeta ed esperto della Patristica e i genitori decisero per lui che avrebbe intrapreso una vita da laico; divenne così docente di filosofia e teologia e successivamente uomo di Stato. Grazie alla parentela con la famiglia imperiale, poté conseguire incarichi di grande responsabilità, in quanto suo fratello aveva sposato la zia dell'Imperatore Teofilo II di Bisanzio e, grazie a questo appoggio, Fozio occupò in breve tempo posizioni di altissimo prestigio, come quello di Segretario Capo di Stato e Capitano delle guardie del corpo dell'Imperatore.

Patriarca di Costantinopoli[modifica | modifica sorgente]

Nell'anno 857 l'imperatore Michele III, detto l'Ubriaco (842 - 867), succedette al padre Teofilo II di Bisanzio nell'842. Non potendo occuparsi degli affari di Stato a causa della minore età - Michele III aveva solo due anni quando si ritrovò Imperatore di Bisanzio - la reggenza dell'Impero fu affidata alla madre, l'Imperatrice Teodora, che rimase in carica fino all'858. Fra i diversi atti della sua reggenza, ci fu, in particolare la comminatoria dell'esilio al patriarca Ignazio I di Costantinopoli, con il pretesto di aver rifiutato di dare la comunione allo zio dell'Imperatore, Bardas.

Chiesa dove viene venerato Fozio I di Costantinopoli.

Teodora aveva dunque bisogno di nominare un nuovo patriarca di Costantinopoli, e fu scelto Fozio, a quell'epoca ancora un laico. Per realizzare tale risultato, Teodora lo nominò vescovo dopo soli cinque giorni dall'esilio del patriarca Ignazio e, nel Natale dello stesso anno 858, Fozio fu nominato patriarca di Costantinopoli. Ma la situazione non si rivelò così semplice da risolvere, dato che Ignazio non ebbe la minima intenzione di rinunciare placidamente al seggio patriarcale. Si recò allora a Roma, dove chiese ed ottenne un colloquio con il Papa Niccolò I detto il Magno (858-867); quest'ultimo fu subito pronto ad appoggiare Ignazio, e, a tal fine, convocò immediatamente un sinodo, che si tenne nell'863 a Roma, dove fu dichiarato:

  • che il Papa non riconosceva la deposizione di Ignazio.
  • che venivano altresì scomunicati i legati papali, da lui inviati a Costantinopoli nell'861 per decidere sulla questione e che, invece, si erano fatti corrompere.
  • che, di conseguenza, Fozio veniva scomunicato, se avesse insistito nella usurpazione del seggio patriarcale.

Fozio non gradì l'affronto di una possibile scomunica e a sua volta con l'appoggio dell'Imperatore Michele III, scomunicò il Papa nell'867. Fozio inviò un'enciclica a tutti i vescovi bizantini, spiegando alcuni punti di divergenza con la Chiesa di Roma, la quale a seguito di una serie di riforme impose:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Simbolo niceno-costantinopolitano.
  • Il celibato per i preti, cosa non prevista nella chiesa ortodossa.
  • L'esclusiva dei vescovi di celebrare la Cresima.
  • Il digiuno per tutto il clero al sabato.
  • La fissazione dell'inizio della quaresima al mercoledì delle ceneri.

La prima deposizione[modifica | modifica sorgente]

Michele III e membri della sua corte.

Ma sempre nell'867, successe un fatto che avrebbe cambiato le sorti dell'Impero bizantino. Michele III fu assassinato, e al suo posto divenne Imperatore il suo carnefice, Basilio I il Macedone (867-886), fondatore della Dinastia macedone. Basilio tolse a tutti coloro che avevano alte cariche sotto Michele il loro impiego e designò altri dignitari di sua fiducia. Al fine di giungere ad un accordo con Roma, anche Fozio fu deposto dal suo incarico di Patriarca ed Ignazio fu reinstallato al suo posto. Questo avvenimento, con il relativo riavvicinamento della Chiesa d'Oriente a Roma, fu suggellato dal Concilio di Costantinopoli dell'869, voluto da Papa Adriano II (867-872).

Fozio fu esiliato in un monastero sul Bosforo, con molta probabilità a Cherson in Crimea. Dopo alcuni anni, Basilio I richiamò a corte Fozio, il suo compito fu di fare da precettore a Costantino, uno dei figli dell'Imperatore.

Il secondo mandato patriarcale di Fozio[modifica | modifica sorgente]

Nell'877 Ignazio I di Costantinopoli morì e si pose il problema di individuare un sostituto per il Patriarcato sul Bosforo. Basilio I il Macedone decise allora di rinominare Fozio patriarca di Costantinopoli, visto che era una persona molto popolare nella capitale e tutti lo conoscevano di fama. Persino Papa Giovanni VIII (872-882) ne approvò la nomina.

Una immagine di Basilio I e di suo figlio Leone VI.

Fozio raggiunse il culmine del suo trionfo con il Concilio di Costantinopoli dell'879-880, dove revocò le decisioni dal precedente Concilio dell'869, nel corso del quale era stato fatto patriarca Ignazio, e riaprì i punti di controversia dottrinale e teologica con Roma. Nel corso dello stesso Concilio, Fozio fece altresì dichiarare ai vescovi che la Bulgaria, dove nell'865 il re Boris aveva indicato il cristianesimo come religione di Stato, doveva far parte della sfera d'influenza religiosa - e quindi politica - del Patriarcato di Costantinopoli e che pertanto le era vietata la creazione di un autonomo patriarcato.

Papa Giovanni VIII scomunicò immediatamente Fozio, ma tale scomunica non ebbe alcun effetto, se non quello di creare una maggiore divisione tra la Chiesa d'occidente e quella d'oriente.

La seconda deposizione[modifica | modifica sorgente]

Il monaco Sandabarenos bacia i piedi al patrirca Fozio I.

Nell'886, salì al trono di Bisanzio un nuovo Imperatore, Leone VI il Saggio, detto il Filosofo (886-912), che con alcune accuse senza fondamento verso Fozio, lo fece deporre per nominare al suo posto il fratello dell'Imperatore, Stefano I di Costantinopoli. Questa procedura fu ritenuta irregolare da Papa Stefano V (885-891) e perciò quest'ultimo lanciò un'ulteriore scomunica diretta al nuovo patriarca di Costantinopoli.

La fine[modifica | modifica sorgente]

Fozio, dopo essere stato deposto e bandito da corte, fu fatto segregare in un monastero in Armenia per ordine dell'Imperatore. La morte lo colse nell'893, mentre ancora si trovava segregato nel monastero armeno dove fu mandato in esilio. Un equivoco: si ritiene che qualche anno più tardi, suo figlio divenisse vescovo di Roma come Papa Teodoro II, ma in realtà si tratta di un errore. Certamente papa Teodoro era figlio di un certo Fozio (e quindi si presume di origine greca), ma egli nacque a Roma e non ha niente a che spartire con il patriarca omonimo di suo padre.

Fozio aveva posto le basi teologiche e politiche per lo Scisma d'Oriente, che avvenne nel 1054, un secolo e mezzo dopo di lui.

In seguito fu proclamato santo dalla Chiesa ortodossa.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Biblioteca (Fozio).
Il patriarca Fozio I, seduto sul suo trono patriarcale, ripresso dalle cronache di Giovanni Skylitzes.

Fozio fu molto importante per la storia del diritto di ogni paese europeo, contribuendo fortemente all'opera di elaborazione di testi normativi emanati da Basilio I il Macedone, e poi dal figlio Leone VI il Saggio, I Basilici.

Fozio contribuì anche molto alla storia della letteratura bizantina. Egli fu molto importante per la storia e la conservazione della letteratura greca classica, grazie, in particolare, alla realizzazione di uno dei massimi repertori bibliografici che ci siano giunti dall'Alto Medioevo, la Biblioteca. Per gli studiosi dell'antichità classica è un'opera di fondamentale importanza.

Fozio è anche autore di poesie e di una raccolta di sentenze morali.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Patriarca di Costantinopoli Successore Cruz ortodoxa.png
Ignazio I 858-867 e 877-886 Stefano I

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