Cirillo Lucaris

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Cirillo Lucaris

Cirillo Lucaris, nato Costantino Lukaris o Loucaris (greco: Κύριλλος Λούκαρις) (Candia, 13 novembre 1572Costantinopoli, 27 giugno 1638), è stato un teologo e arcivescovo ortodosso greco nativo di Creta, allora governata dalla Repubblica di Venezia.

In seguito divenne patriarca greco di Alessandria col nome di Cirillo III, e patriarca ecumenico di Costantinopoli col nome di Cirillo I. Lucaris si sforzò di riformare la Chiesa ortodossa secondo il metodo seguito da protestanti e calvinisti.[1] I suoi tentativi di portare il Calvinismo nella Chiesa ortodossa furono respinti, e le opere di Cirillo restano materia di dibattito tra gli ortodossi.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cirillo Lucaris nacque a Candia, Creta, il 13 novembre 1572,[2] quando Creta faceva parte dell'impero marittimo della Repubblica di Venezia. In gioventù viaggiò per tutta l'Europa, studiando teologia a Venezia, Padova, Wittenberg e Ginevra, dove subì l'influenza della fede riformista rappresentata da Giovanni Calvino, sviluppando una forte antipatia per il cattolicesimo romano.[3]

Nel 1596 Lucaris fu inviato in Polonia da Meletios Pegas, patriarca di Alessandria, per guidare l'opposizione ortodossa all'Unione di Brest, che proponeva un'unione di Kiev con Roma. Per sei anni Lucaris fu professore dell'accademia ortodossa di Vilnius (oggi in Lituania).[3]

A causa dell'oppressione turca unita al proselitismo della fede ortodossa portato avanti dai missionari gesuiti, vi erano poche scuole che insegnavano la fede ortodossa e la lingua greca. Furono create scuole cattoliche vicino a quelle ortodosse, e dato che i sacerdoti ortodossi erano in minoranza andava fatto qualcosa. La sua prima azione fu di fondare un seminario teologico sul monte Athos, la scuola Athoniada.

Spinse Massimo di Gallipoli a produrre la prima moderna traduzione della Bibbia in greco.

Calvinismo[modifica | modifica wikitesto]

Il suo obbiettivo finale era quello di riformare la Chiesa ortodossa con elementi del Calvinismo, e per questo motivo inviò molti giovani teologi greci nelle università svizzere, in quelle inglesi e dei Paesi Bassi settentrionali. Nel 1629 pubblicò il suo famoso Confessio (dottrina calvinista), ma per quanto possibile ammorbidì il linguaggio per renderlo consono alla cultura ortodossa. Appare nello stesso anno in due edizioni in latino, quattro in francese, una in tedesco ed una in inglese, e nella Chiesa ortodossa iniziò una discussione che culminò nel 1672 con la convocazione da parte di Dositheos, patriarca di Gerusalemme, del Sinodo di Gerusalemme in cui furono condannate le dottrine calviniste.[3]

Cirillo era anche ben disposto verso la Chiesa anglicana, e la sua corrispondenza con gli arcivescovi di Canterbury è estremamente interessante. Fu in questo periodo che Mitrophanes Kritopoulos (in seguito patriarca di Alessandria nel 1636-1639) fu mandato a studiare in Inghilterra. Sia Lucaris che Kritopoulos amavano libri e manoscritti, e molti dei loro libri e manoscritti sono oggi contenuti nella Biblioteca Patriarcale.

Politica e morte[modifica | modifica wikitesto]

Lucaris fu deposto temporaneamente più volte, e esiliato su richiesta dei suoi oppositori ortodossi e degli ambasciatori cattolici di Francia e Austria,[3] periodi nei quali fu ospitato dagli ambasciatori protestanti di Olanda e Inghilterra nella capitale ottomana. Infine, quando il sultano ottomano Murad IV stava per intraprendere la guerra persiana, il patriarca fu accusato di aver cospirato con i Cosacchi, e per evitare problemi durante la sua assenza il sultano lo fece uccidere dai giannizzeri il 27 giugno 1638 a bordo di una nave nel Bosforo.[3] Il suo corpo fu poi gettato in mare, ma fu recuperato dai suoi amici e sepolto lontano dalla capitale, per poi essere riportato a Costantinopoli solo dopo molti anni.[3]

Secondo una lettera del 1659 indirizzata a Thomas Greaves e scritta da Edward Pococke (che nella sua ricerca dell'arcivescovo William Laud aveva incontrato Lucaris) molti dei manoscritti della biblioteca di Lucaris furono salvati dall'ambasciatore olandese che li mandò in patria tramite nave. Sfortunatamente, anche se la nave arrivò sana e salva in porto, fu affondata il giorno seguente con tutto il suo carico da una violenta tempesta.[4]

Retaggio[modifica | modifica wikitesto]

La posizione di Lucaris sulla Chiesa ortodossa continua ad essere materia di dibattito nella Chiesa. Alcuni ortodossi accettano il parere di molti storici secolari secondo cui si trattava di un sostenitore del calvinismo. Altri dicono che la sua opinione personale fu distorta dai nemici, e che rimase leale agli insegnamenti ortodossi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Demetrius Kiminas, The Ecumenical Patriarchate, Wildside Press LLC, 2009, pp. 38,9, ISBN 9781434458766.
  2. ^ C. Emerau, Lucar Cyrille in Dictionnaire de Theologie Catholique, vol. 9, Parigi, Letouzey et Ané, 1926.
  3. ^ a b c d e f "Lucaris, Cyril." Encyclopædia Britannica. 2008. Encyclopædia Britannica Online. 26 marzo 2008
  4. ^ Leonard Twells, The Lives of Dr. Edward Pocock: the celebrated orientalist, Volume 1, Londra, Stampato per F.C. e J. Rivington, da R.e R. Gilbert, 1816, pp. 410-411.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 76342704 LCCN: n84134234

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