Amelia (Italia)

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Amelia
comune
Amelia – Stemma Amelia – Bandiera
Amelia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Terni-Stemma.png Terni
Amministrazione
Sindaco Riccardo Maraga (Lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 42°33′00″N 12°25′00″E / 42.55°N 12.416667°E42.55; 12.416667 (Amelia)Coordinate: 42°33′00″N 12°25′00″E / 42.55°N 12.416667°E42.55; 12.416667 (Amelia)
Altitudine 406 m s.l.m.
Superficie 132,55 km²
Abitanti 11 781[1] (31.12.2011)
Densità 88,88 ab./km²
Frazioni Collicello, Foce, Fornole, Macchie, Montecampano, Porchiano del Monte, Sambucetole
Comuni confinanti Alviano, Attigliano, Avigliano Umbro, Giove, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Narni, Orte (VT), Penna in Teverina
Altre informazioni
Cod. postale 05022
Prefisso 0744
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 055004
Cod. catastale A262
Targa TR
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 2 038 GG[2]
Nome abitanti amerini
Patrono santa Fermina
Giorno festivo 24 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Amelia
Posizione del comune di Amelia all'interno della provincia di Terni
Posizione del comune di Amelia all'interno della provincia di Terni
Sito istituzionale

Amelia (Amèria in dialetto locale[3]) è un comune di 11.781 abitanti in provincia di Terni.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Amelia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Amelia, anticamente nota con il nome di Ameria, creata da Ameroe, è una città di origini antichissime: fu certamente tra i primi centri italici. Catone, citato da Plinio, afferma che la città fu restaurata 964 anni prima della guerra dei romani contro Perseo, re di Macedonia, e quindi nel 1134 a.C. Testimonianza di tale vetustà sono le monumentali mura poligonali (V-IV secolo a.C.), che cingono gran parte dell'abitato, unitamente a quelle romane e medievali, per circa 2 km.

Città di confine, prima umbra poi romana, Amelia vanta numerose testimonianze del suo passato: oltre alla cinta muraria, che costituisce il monumento più importante, citiamo l'interessante centro storico, che si estende per circa 25 ha, con le sue stratificazioni, i numerosi palazzi rinascimentali, le chiese, resti di mosaici e terme.

Amelia ha avuto un periodo molto florido nell'era Romana, tanto da essere annoverata tra le città umbre più importanti, con la possibilità di coniare una moneta propria e l'assunzione dello status di Municipio dopo essersi alleata con Roma. Simbolo della grandezza romana del Municipio è la statua bronzea di Germanico, opera di eccezionale valore ed unica al mondo, conservata nel Museo Archeologico della città. Quantità e qualità di reperti storici di origine Romana trovati ad Amelia sono seconde, in Umbria, solamente al sito archeologico di Carsulae. Il legame con Roma è proseguito durante il Medio Evo; sono stati trovati degli scritti, risalenti alla metà del XIV secolo, recanti notizia del fatto che ad Amelia era stato inviato un podestà da Roma. Tale circostanza viene rievocata ogni anno nell'ambito delle manifestazioni storiche del "Palio dei Colombi".

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma del Comune di Amelia è rappresentato da uno scudo così descritto:

« d'azzurro alla banda d'argento, caricata delle maiuscole romane A.P.C.A., di nero, poste in sbarra, ed alternate da tre punti lapidari, posti a mezza altezza dello stesso »
(Decreto di riconoscimento del 18 febbraio 1934 come sostituito dal D.P.R. 21/01/2009)

Tale acronimo sta per il latino Antiani Populi Civitatis Ameriae (Anziani del popolo della città di Amelia), il quale fa riferimento al governo della città durante il medioevo.[4]

Successivamente, Amelia ha assunto ufficialmente il titolo di Città, con D.P.R. del 19 aprile 2007 e lo stemma ha modificato gli ornamenti originari propri dei comuni.

L'attuale statuto ha voluto introdurre, con le lettere A.P.C.A., il motto Ameriae Populum Concordia Amplectatur (La concordia riunirà il popolo di Amelia).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Un tratto delle mura.

Le imponenti mura poligonali, che cingono unitamente a quelle romane e medievali il vasto centro storico, sono il monumento archeologico più rilevante.

Esse sono formate da massi perfettamente incastrati tra loro, talora di molto grandi, senza l'ausilio di malta cementizia. Interessante notare come saggi effettuati nel tratto sud abbiano accertato che la profondità delle stesse è di almeno 3,50 m rispetto all'attuale piano di calpestio.

particolare lato SE

L'antica cinta muraria di Amelia conta sei accessi. Accanto ai quattro corrispondenti alle porte utilizzate ancora oggi (Porta Romana, Porta Leone IV, Porta Posterla, Porta della Valle) si affiancano due porte di interesse storico ed archeologico, in quanto insistenti come taglio sulla muratura originale: la monumentale Porta del Sole, rivolta ad est, la quale si trova incastonata tra le mura urbane ad una quota rialzata rispetto all'attuale piano di calpestio e dalla quale si diparte una strada basolata, e una seconda porta, di notevoli proporzioni, rivolta a sud-ovest, la quale probabilmente è coeva alla costruzione delle mura poligonali; di quest'ultima porta, di recente scoperta, sono in corso scavi archeologici.

Porta Romana.

Accanto alla cinta principale, nella parte più alta dell'acropoli si trova un'altra cinta più antica, detta "megalitica", che circondava l'acropoli (VII-VIII secolo a.C.), composta da soli blocchi irregolari, non levigati, orditi in maniera primitiva. Si tratta, evidentemente, di una lavorazione e di un'epoca del tutto diversa da quella delle mura poligonali. Da sottolineare, inoltre, la presenza di simboli fallici. Tale cinta muraria si estende per alcune decine di metri ed ancora oggi è di buona stabilità e compattezza. Un tratto molto suggestivo è visibile presso via della Valle. Attualmente oggetto di restauro dopo il crollo di circa 30 m della cinta, avvenuto il 18 gennaio 2006, sono una testimonianza della grandezza della città, tra le più antiche d'Italia.

La città ospita, inoltre, un museo civico, allestito nell'ex-collegio Boccarini e contenente reperti preromani, romani e dell'Alto Medioevo. Tra questi, sono conservati bolli e iscrizioni, cippi funerari, sarcofagi, parti di statue e ritratti, tra cui la statua del Germanico, noto condottiero romano. Dal 2003 sono esposti alcuni pregevoli reperti provenienti dalla necropoli preromana dell'area "ex-consorzio agrario".

Palazzo Boccarini particolare affresco sec. XVI

Opera idraulica dell'ingegneria romana è la Cisterna, risalente al I secolo a.C. e situata in piazza Matteotti. Oggetto di restauro negli anni '90, la cisterna è costituita da dieci ambienti contigui ed aveva una capacità di oltre 4.300 m³.[5] Sono presenti anche altre cisterne di minori dimensioni all'interno dei palazzi del centro.

A pochi km da Amelia, nella parte Nord-Ovest della città ai piedi del colle su cui sorge il centro storico, c'è il bacino del Rio Grande, conosciuto anche con il nome di Lago Vecchio. Si tratta in realtà di un bacino artificiale, formato attraverso lo sbarramento del torrente con la diga di Ponte Grande, utilizzata in passato per alimentare i mulini a valle. Non svolgendo più la funzione di accumulo delle acque, viene oggi utilizzato come parco urbano per scopi turistici e per passeggiate lungo la sua sponda. Purtroppo, ad oggi, quella che poteva essere una grande risorsa per la città, si trova in un generale stato di degrado ed abbandono, dovuto alla scarsa manutenzione dell'ambiente acquatico, che ha causato il progressivo impaludamento del bacino, che mostra il suo fondale fangoso in molti punti per gran parte dell'anno.

Lago Vecchio

Alcuni interventi sono stati fatti per la rivalutazione dell'area, come la realizzazione di un percorso pedonale munito di attrezzature sportive lungo tutta la sponda destra del lago e le attività di gestione svolte da alcune associazioni locali.

Lago Vecchio

Notevoli i palazzi rinascimentali, tra i quali citiamo palazzo Petrignani, con la sala dello zodiaco, palazzo Nacci, palazzo Cansacchi, palazzo Farrattini (importante opera di Antonio da San Gallo il Giovane, in quanto rappresenta uno studio preparatorio per il più famoso Palazzo Farnese a Roma), palazzo Venturelli, palazzo Boccarini, palazzo Clementini.

Numerose le chiese, tra cui citiamo la Basilica Cattedrale, con l'attigua torre dodecagonale dell'anno 1000, la chiesa romano-gotica di Sant'Agostino che porta sulla facciata un portale gotico, mentre all'interno sono conservati affreschi neoclassici quali il Martirio di San Pancrazio risalenti alla metà del XVIII secolo, la chiesa di San Francesco, con il chiostro cinquecentesco e la facciata romanica di pietra rossa e portale ogivale, la chiesa di San Magno, annessa all'omonimo monastero benedettino, il quale ospita una comunità di monache presenti ad Amelia fin dall'XII secolo. Fuori Porta Romana, si ricorda la ex Chiesa dell’Ospedaletto o della Misericordia, detta anche di San Giovanni Decollato, a causa del dipinto di tale soggetto eseguito dal pittore di scuola forlivese Livio Agresti.

Di notevole interesse, inoltre, i diversi organi storici presenti in città, da menzionare a tale proposito l'organo seicentesco di San Magno, con doppia tastiera, rarissimo esemplare del suo genere e quello settecentesco di S. Agostino. Non a caso ad Amelia, ogni anno, a maggio si tiene un importante festival internazionale d'organo.

Non si può non citare, infine, il teatro settecentesco: interamente in legno e con meccanismi originali tuttora perfettamente funzionanti.

Amelia Teatro - sec. XVIII

Lo progettò il nobile amerino conte Stefano Cansacchi, architetto noto anche oltre i confini dello Stato, esponente dell'Accademia perugina del Disegno, di cui faceva parte anche Gian Antonio Selva, il quale, dieci anni dopo, avrebbe realizzato a Venezia, appena trentanovenne, il Teatro della Fenice, simile all'architettura, nell'impostazione e persino nella decorazione al modello amerino.

All'interno del teatro sono stati girati numerosi film tra cui "Le avventure di Pinocchio" di Comencini e il "Marchese del Grillo" impersonato da Alberto Sordi.

Fra le scoperte archeologiche, citiamo in particolare le più recenti:

  • la necropoli pre-romana nell'area dell'ex-Consorzio Agrario, con notevoli corredi funebri (2001);
  • il villaggio del IX secolo a.C., al di sopra del tratto di mura crollato il 18 gennaio 2006 (2006);
  • la probabile area sacra antistante le mura poligonali, nella zona est (2008).

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Maggio Organistico Amerino Festival Internazionale d'Organo e musica antica
  • Amelia Estate - Agosto Amerino

Persone legate ad Amelia[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'agricoltura costituisce da sempre l'attività caratterizzante del territorio amerino. Autori latini come Varrone e Columella ricordano Amelia per la particolare disciplina e cura delle coltivazioni, oltre che per l'elevata qualità delle produzioni agricole.

Il poeta latino Virgilio, nel primo libro delle Georgiche, così ricorda la pazienza con la quale i vignaioli del tempo si dedicavano, in questi luoghi ameni, all'arte della coltivazione della vite

« Atque amerina parant lentae retinacula viti »
(Virgilio, Georgiche)

Le colture agricole quali vigneti, uliveti, seminativi, si fondono con l'ambiente naturale creando un equilibrio unico di forme e colori, testimonianza diretta di una "cultura" del paesaggio ancora presente tanto che lo stesso è considerato tra le venti realtà rurali italiane da preservare (disegno di Legge n. 1600 - Senato XV legislatura)

Per il particolare microclima e la presenza di una specie autoctona, di grande qualità è la produzione di olio, tra i migliori della penisola (nel 2007 il prestigioso "Ercole Olivario" è stato vinto da un'azienda locale) e di vino (zona doc dell'Amerino). Da citare una produzione tipica di Amelia che è quella dei fichi secchi, anche essi noti fin dall'antichità, i quali, lavorati ancora con metodi artigianali, costituiscono una rinomata specialità dolciaria nota in tutto il mondo, con il marchio "Fichi Girotti".

A partire dagli anni '90 particolarmente rilevante lo sviluppo delle attività extralberghiere (agriturismo, country house, affittacamere, residenze d'epoca), con un'offerta qualitativa di buon livello. Il settore agroalimentare, un tempo dominato dall'attività del Molino Cooperativo e dal Pastificio Federici, dopo la crisi e il fallimento del primo all'inizio degli anni '90 e del secondo nel 2005, ha vissuto una crisi economica notevole con pesanti riflessi nel tessuto economico-sociale.

Recenti e consistenti investimenti di importanti gruppi industriali hanno consentito tuttavia una inversione di tendenza nel settore, con la presenza di rilevanti attività nel campo agroalimentare e di marchi prestigiosi quali Interpan, Ovito, Fattoria Novelli.

Tra le altre attività economiche si citano, infine, le numerose attività artigianali oltre che le piccole e medie industrie metalmeccaniche.

Il turismo di qualità, sempre più considerato vero volano del territorio, non ha trovato ancora il necessario sviluppo, anche se le statistiche mostrano un costante e incoraggiante aumento, con particolare riferimento alle presenze straniere.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Amelia è gemellata con:

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 26.
  4. ^ Così come riportato nel Decreto di riconoscimento del 18 febbraio 1934 e nella relativa nota araldica.
  5. ^ F. Della Rosa, "Le cisterne romane di Ameria e dintorni", A.A.C.T.S. dell'Amerino, 2ª Ed. 1989.
  6. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  7. ^ I Geraldini nell'Europa del Rinascimento: Atti Convegno Storico Internazionale - Amelia 19 - 20 - 21 novembre 2003

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]