Duomo di Amelia

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Coordinate: 42°33′27″N 12°24′52″E / 42.5575°N 12.414444°E42.5575; 12.414444

Concattedrale Santa Fermina
Stato Italia Italia
Regione Umbria
Località Amelia
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Titolare Santa Fermina
Diocesi Diocesi di Terni-Narni-Amelia
Stile architettonico barocco, neoclassico
Inizio costruzione IX secolo
Completamento XIX secolo

La concattedrale di Santa Fermina è il principale luogo di culto cattolico di Amelia, concattedrale della diocesi di Terni-Narni-Amelia.

Nella cattedrale si trovano le reliquie dei patroni di Amelia, Fermina ed Olimpiade.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L’antica cattedrale di Amelia risale all'XI secolo; quell’edificio fu distrutto dalle truppe di Federico II nel XIII secolo e ricostruito in stile gotico. Anche questo edificio fu distrutto da un incendio nel 1629 e riedificato in forme barocche. La facciata è stata completata nel XIX secolo.

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

Esterno[modifica | modifica sorgente]

La concattedrale di Santa Fermina sorge nel centro storico di Amelia.

La facciata neoclassica, è a salienti con, al centro, il portale con timpano triangolare marmoreo. Più in alto, si apre un grande finestrone a lunetta. La facciata è coronata dal cornicione e dal timpano triangolare, idealmente sorretti da due coppie di lesene corinzie.

Alla sinistra della facciata, si eleva la torre campanaria a pianta dodecagonale, dell'XI secolo. Essa è caratterizzata, oltre che dalla sua forma, anche dall'assenza di copertura.

Interno[modifica | modifica sorgente]

L'interno della chiesa è a croce latina, con navata unica e profondo presbiterio absidato. Lungo la navata, coperta con volta a botte affrescata, si aprono cinque cappelle per lato. All'interno di una di queste, sono esposti due stendardi sottratti ai Turchi durante una scorreria nel mar Tirreno nel secolo XVII.

La cattedrale espone importanti opere d’arte di Francesco Perini (Ultima cena, 1538), Niccolò Circignani, Agostino di Duccio (Tomba dei Geraldini, 1476), Antoniazzo Romano (Madonna con bambino, attr.), Ippolito Scalza (Monumento funebre di Baldo Farrattini), Taddeo Zuccari, Luigi Fontana. La chiesa è dotata di due importanti organi.

Organi a canne[modifica | modifica sorgente]

Organo principale[modifica | modifica sorgente]

Sulla parete destra del presbiterio, sopra l'apposita cantoria, si trova l'organo a canne principale.

Lo strumento, è stato costruito nel 1904 dalla ditta organaria austriaca Rieger Orgelbau su progetto di Filippo Capocci, riutilizzando la cassa del precedente organo settecentesco. Lo strumento, originariamente a trasmissione pneumatica, è stato elettrificato nel 1973 da Leandro Buccolini che ha spostato la consolle dalla cantoria al presbiterio; un altro restauro è stato effettuato nel 1998 da Angelo Carbonetti.

L'organo, a trasmissione elettrica, ha due tastiere di 56 note ciascuna ed una pedaliera dritta di 30 note. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 8'
Bourdon 16'
Flauto 8'
Viola di gamba 8'
Coperto 8'
Ottava 4'
Flauto aperto 4'
Mixtura IV 2.2/3'
Seconda tastiera - Espressivo
Principale di viola 8'
Salizionale 8'
Voce celeste 8'
Flauto di tubo 8'
Ottava 4'
Dolce 4'
Pedale
Violone 16'
Subbasso 16'
Cello 8'
Basso ottava 8'

Organo positivo[modifica | modifica sorgente]

Nella concattedrale, si trova anche un organo positivo ad ala storico. Questo è stato costruito nel 1927 dall'organaro Giulio Geraldini ed in seguito più volte restaurato.

Lo strumento, a trasmissione meccanica diretta, ha un'unica tastiera di 45 note con prima ottava scavezza e non ha pedale. La sua disposizione fonica è la seguente:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale [8']
Ottava
XV
XIX
XXII
XXVI

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]