Parrano
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| Parrano | |||
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| Stato: | |||
| Regione: | |||
| Provincia: | |||
| Coordinate: | Coordinate: | ||
| Altitudine: | 441 m s.l.m. | ||
| Superficie: | 39,89 km² | ||
| Abitanti: |
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| Densità: | 14,71 ab./km² | ||
| Frazioni: | Cantone, Frattaguida, Pievelunga | ||
| Comuni contigui: | Ficulle, Montegabbione, San Venanzo | ||
| CAP: | 05010 | ||
| Pref. telefonico: | 0763 | ||
| Codice ISTAT: | 055025 | ||
| Codice catasto: | G344 | ||
| Nome abitanti: | parranesi | ||
| Santo patrono: | San Biagio | ||
| Giorno festivo: | 3 febbraio | ||
Parrano è un comune di 587 abitanti della provincia di Terni.
Abitato sin dai tempi remoti (resti importanti del Paleolitico Superiore e dell'Età del Bronzo sono stati rinvenuti nel secolo scorso nel complesso di grotte ipogeo denominato "Tane del Diavolo"), Parrano fu sede di insediamenti etruschi e probabilmente romani. L'esistenza di un castello è attestata da un documento del XII secolo. Feudo dei Conti di Marsciano e dei Marescotti, con la bonifica della Val di Chiana perse progressivamente importanza a partire dal XV-XVI secolo. Di particolare rilievo, oltre al complesso di grotte ipogee prima ricordate, le sorgenti di acqua ipotermale.
| « Perché lasciarti senza una risposta Parrano, che non sai la gratitudine |
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(Epigramma inedito di Gaio Fratini)
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Indice |
[modifica] Geografia fisica
- Classificazione climatica: zona E, 2167 GR/G
Parrano fa parte della Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana.
[modifica] La Forra e le acque termali
La Forra del Fosso del Bagno Minerale per i suoi aspetti carsico-idrologici, archeologici, botanici e faunistici, costituisce un "unicum" in Umbria ed è stata dichiarata "Sito di interesse comunitario". Il canyon si sviluppa per un chilometro tra pareti di calcare alte dai 15 ai 20 metri (mentre in alcuni tratti la larghezza misura appena 70 cm). La Forra, scavata in rocce risalente al Miocene, si trova molto vicino a zone interessate da fenomeni vulcanici recenti (40.000 anni fa) e ciò è da mettere in relazione con le sorgenti di acqua minerale ipotermale che rampollano ai piedi della stessa Forra Si tratta di acque ipotermali ricche di sali minerali, di tipo salse-sulfureo-bicarbonato-alcaline e alcalino-terrose, con una temperatura di 26,5 °C . Una sorgente raggiunta dall'escavazione di un pozzo per la captazione di nuove acque (2006) ha fatto registrare una temperatura di 30 °C con oltre 40 litri/s.
[modifica] Storia
[modifica] Le Tane del Diavolo e il Paleolitico Superiore
Lungo la Forra di individuano una ventina di grotte chiamate “Tane del Diavolo” che hanno restituito importanti reperti archeologici risalenti al Paleolitico Superiore e all’Età del Bronzo. In particolare, sono state esplorate le tre più grandi chiamate Tana Minore, Tana del Rospo Superiore e Tana del Faggio o Grotta Grande. Sebbene fossero frequentate anche nei secoli passati, scavi sistematici furono compiuti soltanto nel XX secolo ad opera di Umberto Calzoni, allora direttore del Museo Archeologico Nazionale di Perugia. Nella Tana Minore Calzoni rinvenne cospicui resti di una locale industria litica mentre all’interno della Tana del Rospo Superiore recuperò reperti del periodo appenninico e sub-appenninico (fondi di capanne, oggetti ceramici e una vasta necropoli). Gli archeologi che hanno operato ricerche all'interno del sito in tempi recenti suppongono che tali grotte fossero destinate ad ospitare riti e cerimonie sacre.
[modifica] La Venere Verde di Parrano
Le ultime ipotesi avanzate dagli studiosi sulle Tane del Diavolo propendono nell'individuarvi un luogo di culto. A sostegno di tale congetture vanno evidenziati i resti di cereali carbonizzati (i cereali, all'epoca costituivano nutrimento pregiato, degno quindi di essere bruciato in precisi riti di offerta. Stesso discorso vale per i numerosi resti animali - marmotte e stambecchi). Oggi queste ipotesi sembrano essere confermata da un ulteriore ritrovamento, eccezionale nel suo genere. Si tratta di una piccola scultura, scolpita su un pezzo di ofiolite di colore verde. Si tratta di una delle più antiche rappresentazioni scultoree rinvenute nell'Orvietano e nel centro Italia.
Rappresenta una figura femminile: si intravedono il taglio degli occhi, il naso e la bocca. La testa è coperta (forse fasciata?) da un copricapo. In grembo sembra custodire amorevolmente un feto. La statuetta risale al Paleolitico Superiore e andrebbe collecata tra le cosiddette "Veneri" (Per approfondimenti: Venere di Willendorf).
Questa statuetta si deve alla curiosità di Cesare De Sanctis, dottore in scienze agrimensorie, vissuto nell'800 che univa l'attività professionale con quella di “raccoglitore” di curiosità e reperti.
[modifica] Gli etruschi
Nel 1993, in località “Soriano”, (ad un chilometro del capoluogo)venne casualmente scoperta una piccola tomba etrusca a camera, franata e piena di terreno.
Il primo scavo sistematico riportò alla luce una serie di oggetti di grande pregio (anfore, crateri, oinochoai (Oinochoe), calici, coppe e piattelli appartenenti al cosiddetto "Gruppo Orvieto". La Tomba di Soriano, proprio in virtù del valore dei manufatti contenuti in essa, probabilmente apparteneva ad una persona di alto rango sociale, vissuta tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C.
Tale ipotesi è corroborata anche dalla presenza di vasi in lamina di bronzo, dalla collezione di oggetti necessari al banchetto (alari e spiedi, una grattugia usata per aggiungere spezie o resine al vino) e da una pregevole Kylix attica.
| Le origini del nome |
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Il termine Parranum è di origine romana, come dimostra il suffisso, presente anche in altre località del territorio orvietano. In ornitologia Parra significa:
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[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Cultura
[modifica] Personalità legate a Parrano
- Sante de Sanctis, fondatore della Psicologia Sperimentale in Italia. Egli nasce a Parrano nel 1862.
- A Roma si laurea in medicina con una tesi sulle afasie. Nel 1899 fonda gli "asili-scuola" per l'assistenza e il recupero sociale dei fanciulli e degli adolescenti poveri e minorati psichici in ambiente extraospedaliero.
- Dal 1901 è libero docente in Psicologia all'Università “La Sapienza” di Roma.. Nel 1896 aveva intanto pubblicato “I sogni e il sonno nell'isterismo e nell'epilessia” seguito da “I sogni: studi climici e psicologici di un alienistra” (1899) citato da Sigmund Freud ne “L'intepretazione dei sogni”, da Théodule Ribot e Carl Gustav Jung.
- Nel 1906 ottiene a Roma, all'interno della facoltà di Medicina, una delle tre prime cattedre di Psicologia Sperimentale. Dal 1906 al 1930 dirige l'Istituto di Psicologia della facoltà di Medicina dell'Università di Roma.
- Tra il 1929 e il 1930 lavora al trattato in due volumi di Psicologia sperimentale, opera di grande impegno scientifico e sistematicità, in cui riassume i suoi 25 anni di insegnamento. Fonda il primo reparto di Neuropsichiatria Infantile in Italia. Muore a Roma nel 1935.[1]
- Gaetano Fratini, magistrato di Cassazione e poeta.
- Gaio Fratini, poeta, scrittore, giornalista, sceneggiatore, epigrammista.
- Gernando Petracchi, fisico. Nato a Parrano nel 1902, morto a Pavia nel 1976. Si laureò in Fisica a Torino nel 1926.
- Fu Direttore del Laboratorio Sperimentale dell’Arsenale Militare di La Spezia dal 1929 al 1963.
- Sviluppò numerosi e vari interessi scientifici e grande impegno politico nel Partito Comunista Italiano. L'intenso impegno politico fu causa, per Petracchi, di una vera propria persecuzione poiché secondo i governi (Tambroni e Scelba) non era concepibile che un personaggio dichiaratamente comunista (e iscritto al partito) potesse svolgere un ruolo rilevante in seno alla Marina Militare.
- Nel 1963/64 con l’aiuto di alcuni professori dell’Università di Pisa (tra gli altri il prof. Adriano Gozzini) ottenne un distacco nell’ateneo della città toscana dove lavorò fino alla sua morte.[senza fonte]
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Gino Mechelli (ex DS oggi PD) dal 28/05/2007 (2º mandato)
Centralino del comune: 0763 838001
Posta elettronica: non_disponibile
[modifica] Galleria fotografica
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- F. Milani, "Parrano", 1997 (Nuova edizione, 2006)
- M. Cecci, "Parrano e il suo territorio"
- L. Filippetti, "La Venere Verde", in La Città, aprile 2007, Orvieto
- Museo del Territorio / Parrano


