Provincia di Terni

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Provincia di Terni
provincia
Provincia di Terni – Stemma Provincia di Terni – Bandiera
Palazzo Bazzani, sede della Provincia.
Palazzo Bazzani, sede della Provincia.
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Capoluogo Terni
Presidente Feliciano Polli (PD) dall'08-06-2009
Territorio
Coordinate
del capoluogo
42°34′00″N 12°39′00″E / 42.566667°N 12.65°E42.566667; 12.65 (Provincia di Terni)Coordinate: 42°34′00″N 12°39′00″E / 42.566667°N 12.65°E42.566667; 12.65 (Provincia di Terni)
Superficie 2 122 km²
Abitanti 230 863[1] (31 agosto 2013)
Densità 108,8 ab./km²
Comuni 33 comuni
Province confinanti Perugia, Rieti, Viterbo, Siena
Altre informazioni
Lingue Italiano
Cod. postale 05100, 05010-05039
Prefisso 075, 0744, 0763
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 055
Targa TR
Localizzazione

Provincia di Terni – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Terni è una provincia italiana dell'Umbria e conta 230.863 abitanti[1]. Fu istituita nel 1927 per scorporo dalla provincia di Perugia.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

L'attuale provincia di Terni.

Confina a nord con la provincia di Perugia, a est, sud e ovest con il Lazio (provincia di Rieti e provincia di Viterbo), a nord-ovest con la Toscana (provincia di Siena). La provincia si sviluppa nella parte sud-ovest della regione Umbria, occupando sia l'ultimo tratto della valle del fiume Nera presso la confluenza con il fiume Velino, sia la parte orientale della valle del Tevere dalla confluenza con la Nera alla confluenza con il Chiani e il Paglia. Così si alternano nel territorio interessato ampi tratti di fondovalle pianeggianti e coltivati a cime montuose boschive di modesta altezza come il monte Peglia (837), il monte Croce di Serra (994) fra Terni e Orvieto o i ripidi pendii della Valnerina (con i 1672 m s.l.m. del monte Aspra, fra Ferentillo e Monteleone di Spoleto), dei monti Martani (monte Torre Maggiore, 1121 ms.l.m.) e delle cascate delle Marmore. A sud-est al confine con la provincia di Rieti il paesaggio è dominato da un altro gruppo di montagne, si sale da monte Argento (436 m), monte Terminuto (897 m), dove sorge la frazione di Miranda, fino ad arrivare nello Stroncolino dove monte Cimitelle (1130 m) e il monte Macchialunga (1162 m) svettano tra le colline. Da est a sud-est un'altra catena montuosa si distende dalla valle del Tevere, Montecchio, Amelia, Narni fino a Calvi dell'Umbria: monte Croce del Serra (994 m), monte Arnata (551 m), monte San Croce (452 m), monte Trassiuari (614 m), monte Bandita (668 m) e il monte San Pancrazio (1119 m).

L'estremo nord della provincia è rappresentato dal sub comprensorio dell'Alto Orvietano, formato da 5 comuni, Ficulle, Fabro, Parrano, Montegabbione e Monteleone d'Orvieto: quest'ultimo in particolare è immerso nella provincia di Perugia, confinando per molta parte del suo territorio con i comuni di Città della Pieve (PG) e Piegaro (PG) ed essendo molto vicino alla provincia di Siena (Chiusi).

Laghi[modifica | modifica sorgente]

I dislivelli che si incontrano lungo il percorso dei fiumi permettono lo sfruttamento idroelettrico dei bacini idrografici tanto da aver portato alla creazione di diversi laghi artificiali:

Un piccolo tratto del territorio provinciale sconfina nella pianura reatina comprendendo quasi interamente il lago di Piediluco.

Aree protette[modifica | modifica sorgente]

Nella provincia di Terni sono state istituite due importanti riserve naturali legate prevalentemente alla tutela e alla gestione delle acque e degli ecosistemi fluviali. Il Parco fluviale del Tevere nei comuni di Alviano, Baschi, Guardea, Montecchio e Orvieto, e il Parco fluviale del Nera tra Arrone, Ferentillo, Montefranco, Polino e Terni.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Reperti antichi al Museo archeologico di Terni

Umbri ed etruschi[modifica | modifica sorgente]

Nel II millennio a.C. il territorio della provincia era occupato da una popolazione poi detta Umbri che fondò le città di Amelia (Ameria), Narni (Narnia Nahars), Otricoli (Ocriculum) e Terni (Interamna Nahars); il loro territorio fu ridotto alle valli del Velino e della Nera (nonché a buona parte della storica regio VI), con lo svilupparsi della civiltà etrusca che in Orvieto ebbe una delle città più ricche ed importanti: nell'antica Volsinii, sono presenti numerosi reperti provenienti dalle necropoli (conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Orvieto). Nei pressi di Orvieto, in un luogo ancora non identificato chiamato Fanum Voltumnae, si svolgevano annualmente i giochi confederati etruschi. Per secoli Umbri ed Etruschi si combatterono duramente per il dominio della valle del Tevere, fino a quando, nel 299 a.C. le legioni romane iniziarono l'invasione del territorio umbro.

Roma e l'impero[modifica | modifica sorgente]

Rovine di Carsulae

Le fonti classiche non citano quando Terni entrò a far parte delle strutture amministrative romane. Poco prima che scoppiasse la terza guerra sannitica Roma intraprese una campagna di guerra contro i Nequinati, gli abitanti dell'odierna Narni, dove, dopo la presa di Nequino, impiantarono una colonia latina, conferendole il nome di Narnia.[2] Nel 290 a.C., o poco dopo, M. Curio Dentato promosse sia la costruzione della Via Curia, collegando Terni a Rieti,[3]

Alla fine del II secolo a.C. sono databili alcuni lavori di riassetto del ramo orientale della via Flaminia, che collegava, e collega, Narni a Spoleto, per riallacciarsi all'originario tracciato della consolare all'altezza di Forum Flaminii, poco a nord di Foligno. Non si sa quando sia stato costruito questo ramo stradale, ma è evidente che con esso si volesse realizzare una più forte presenza di Roma fra la fedelissima Otricoli e l'altrettanto fedelissima Spoleto, soprattutto in seguito all'esperienza della II punica. Per quanto riguarda Interamna, la Flaminia, che entrava in città da sud-ovest, costituì il cardo, mentre l'ipotetico tracciato della Via Curia, o la strada che con essa si raccordava, all'interno delle mura formò il decumanus.

Dopo la guerra sociale Interamna divenne municipium, non si sa se con le caratteristiche della piena cittadinanza o come civitas sine suffragio.[4] In seguito alla sconfitta di M. Antonio nella guerra di Perugia contro C. G. Cesare Ottaviano, Interamna fu salvata dalla confisca delle proprietà private pur dovendo subire attribuzioni viritane in favore di militari dell'esercito di Ottaviano.[5]

Risale all'inizio del III secolo d.C. la testimonianza della Tabula Peutingeriana che il tracciato di riferimento della Via Flaminia non è più quello occidentale, da Narnia a Mevania, ma quello orientale, che passa per Terni, contrariamente all'Itinerarium Gaditanum, di due secoli prima, che indica il primo come percorso preferito.[6]

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nel 571 i Longobardi, dopo aver conquistato la pianura Padana, discesero l'Appennino e fondarono in Umbria nel 575 il Ducato di Spoleto che restò formalmente indipendente fino al 1250. La parte meridionale dell'Umbria a partire dal Medioevo aveva sempre gravitato intorno a Spoleto e al suo Ducato.

Nel luglio del 1527 i Lanzichenecchi, di ritorno dal sacco di Roma, presero il campo a Terni, che si era schierata dalla parte degli imperiali e dei Colonna; da qui diressero le operazioni contro Spoleto e contro Todi, dove si erano attestate le truppe della Lega di Cognac.[7]

Età moderna e l'istituzione della provincia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Provincia dell'Umbria.

Prima dello sviluppo industriale di fine Ottocento la città di Terni era cresciuta per avere poco più di 15.000 abitanti (1881). Con lo sviluppo delle acciaierie e dell'urbanesimo cittadino la città raggiunse i 40.000 abitanti nel 1921.

In quello stesso anno la Giunta comunale propose la trasformazione della provincia dell'Umbria (estesa allora a Città di Castello e a Rieti e suddivisa nei circondari di Perugia, Foligno, Spoleto, Orvieto, Terni e Rieti) in due nuove province: la Provincia di Perugia e la Provincia di Terni. Il dibattito fu lungo, acceso e a fasi alterne, fino alla delibera governativa del 6 dicembre 1926 che eliminava la Provincia dell'Umbria istituendo al suo posto le province di Perugia, Terni e Rieti.

« Roma 6-12-26 ore 13

Sindaco di Terni N. 30920 - Oggi su mia proposta il Consiglio dei Ministri ha elevato codesto comune alla dignità di Capoluogo di Provincia. Sono sicuro che col lavoro, con la disciplina e la fede fascista, codesta popolazione si mostrerà sempre meritevole della odierna decisione del Governo Fascista. »

(Benito Mussolini, telegramma con il quale Mussolini informava il sindaco della decisione presa.)

La nuova provincia era dunque formata per i territori del circondario ternano e orvietano. Spoleto, in conflitto con Terni per l'istituzione del nuovo tribunale e della provincia, preferì rimanere sotto l'amministrazione perugina come i comuni dell'Alta Valnerina. Nonostante si creasse una provincia disomogenea, formata da territori di difficile integrazione e dalla grandezza sproporzionata rispetto all'altra "maggiore", il reggente della Federazione umbra del Partito Nazionale Fascista Giuseppe Bastianini mostra uno storico campanilismo retorico nel denunciare "le manovre inqualificabili derivanti dalla rapace incontentabilità dei fautori della grande Terni volte a recare a Perugia il massimo danno morale e materiale"[8].

Ipotesi di riequilibrio territoriale[modifica | modifica sorgente]

Già dal dopoguerra sorsero dei movimenti per un ridisegno dei confini provinciali, soprattutto dopo l'istituzione delle regioni repubblicane nel 1970. Seppure l'idea di fondo fosse quella dell'abolizione completa di tutte le province italiane, nel corso degli anni, nella regione (in base a un fenomeno analogo in altre parti d'Italia) è andata formandosi la proposta dell'istituzione di una terza provincia, formata dai territori di Foligno, Spoleto e Norcia-Cascia. Parallelamente, in questi ultimi due territori è nata la proposta di un riequilibrio tra le due province esistenti, tesa ad accorpare questi territori nella provincia di Terni, per motivi sociali, culturali ed economici. Basti solo pensare che lungo la strada statale 3 Flaminia il confine provinciale che divide Terni dalla provincia di Perugia è a 8 chilometri dal centro cittadino, e che da anni esiste, a livello regionale, un "contratto d'area" (sorta di accordo che si occupa dello sviluppo industriale) che fa riferimento a Terni, Narni e Spoleto. Ma è soprattutto nel 2006-2007 che la questione sembra riprendere il cammino: approfittando delle riforme amministrative che riguardano la regione, e che prevedono la semplificazione della macchina burocratica, il presidente della provincia Andrea Cavicchioli, il sindaco di Spoleto Massimo Brunini e, in parte, il presidente della provincia di Perugia Giulio Cozzari, hanno chiesto di avviare l'iter che porti all'effettivo riequilibrio delle due province umbre[9].

Referendum di aggregazione all'Umbria da parte del comune di Leonessa[modifica | modifica sorgente]

L'11 settembre 2008 il Consiglio dei ministri espresse parere favorevole al referendum per il distacco del comune di Leonessa dal Lazio e la sua aggregazione all'Umbria. La consultazione ebbe luogo il 30 novembre e 1º dicembre 2008. Nonostante la vittoria del Sì, non venne raggiunto il previsto quorum di 1.146 voti favorevoli (maggioranza assoluta degli aventi diritto). Su 1.207 votanti, 926 si pronunciarono per il Sì e 238 per il No; le schede bianche furono 19 e le nulle 24.

Nel corso del 2008 poi, stessa intenzione è stata espressa da un'associazione di cittadini del comune di Magliano Sabina[10].

Economia[modifica | modifica sorgente]

È una provincia dove la grande industria fa da padrona con la prima acciaieria d'Italia: l'attuale ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni fondata nel 1884; importanti anche l'indotto e la fabbrica d'armi. Durante la seconda guerra mondiale, a causa delle grandi industrie, ha subito numerosi bombardamenti. La città di Terni e la zona circostante sono state quasi completamente ricostruite nel dopoguerra. Per quanto riguarda il settore turistico, Orvieto e il suo circondario sono una metà irrinunciabile all'interno del sistema regionale e nazionale, oltre alla Cascata delle Marmore, la Valnerina ternana, Narni e Amelia.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strada statale 675 Umbro-Laziale.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Le linee delle Ferrovie dello Stato che collegano la Provincia di Terni con il resto d'Italia sono:

Ferrovie che collegano la Provincia con l'Umbria attraverso Ferrovia Centrale Umbra s.r.l.:

Le stazioni ferroviarie più importanti della Provincia sono:

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il presidente della provincia di Terni è Feliciano Polli del Partito Democratico dal 07-06-2009.

Periodo Presidente Partito Carica Note
1991 22 aprile 1995 Alberto Provantini Partito Democratico della Sinistra Presidente
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Nicola Molè Cristiano Sociali poi PDS Presidente
14 giugno 1999 7 giugno 2009 Andrea Cavicchioli Socialisti Democratici Italiani Presidente
8 giugno 2009 in carica Feliciano Polli Partito Democratico Presidente

Comuni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Terni.

Appartengono alla provincia di Terni i seguenti 33 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica sorgente]

Dati aggiornati al 31 agosto 2013
Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km2)
Terni-Stemma.png Terni 112.037 211,90 km2
Orvieto-Stemma.png Orvieto 20.954 281 km2
Narni-Stemma it.png Narni 20.331 197 km2
Amelia-Stemma.png Amelia 11.767 132 km2
Montecastrilli-Stemma.png Montecastrilli 5.176 81,30 km2
San Gemini-Stemma.png San Gemini 5.061 27 km2
Acquasparta-Stemma.png Acquasparta 4.921 79,58 km2
Stroncone-Stemma.png Stroncone 4.890 71,38 km2

Comune più piccolo e meno abitato[modifica | modifica sorgente]

Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km2)
Polino-Stemma.png Polino 230 19 km2

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile, 31 maggio 2012, dati
  2. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita , X, 9, 8; 10, 1-5
  3. ^ Dionigi di Alicarnasso, Ρωμαιχή Ἁρχαιολόγια, I, 14.4.
  4. ^ La questione è molto controversa. Per esempio, in Michelle Humbert, Municipium et civitas sine suffragio. L'organisation de la conquete jusqu'à la guerre sociale, Collection de l'École française de Rome, n.36, Paris-Rome 1978, pp. 224-226, si sostiene che il rango di civitas sine suffragio sia stato raggiunto già nel III secolo a.C.
  5. ^ Emilio Gabba, Appiani bellorum civilium liber quintus, Biblioteca di Studi Superiori, vol. XXXVII, Firenze 1970, p. LIV
  6. ^ Questa constatazione sembra appoggiare il passo di Publio Cornelio Tacito, Historiae, II,64, in cui si riporta che Vitellio, nell'intento di far assassinare Dolabella a Terni, invitò lo stesso a prendere il ramo della Flaminia che passa per Interamna, perché quello occidentale è troppo battuto
  7. ^ Achille Sansi, op. cit., Cap. XXIII, pp. 210-214
  8. ^ Istituzione della Provincia di Terni. Telegramma al Sottosegretario Suardo, 2 gennaio 1927
  9. ^ "Spoleto sotto Terni", Giornale dell'Umbria, 8 luglio 2007 e "Spoleto con Terni: è tutto pronto", Giornale dell'Umbria, 7 luglio 2007
  10. ^ Sabinamente: Magliano Sabina (TR)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Renato Covino (curatore), Dal Decentramento all'autonomia - La Provincia di Terni dal 1927 al 1997

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]