Monti Martani
| Monti Martani | |
|---|---|
| Continente | Europa |
| Stati | |
| Catena principale | Appennino umbro-marchigiano (negli Appennini) |
| Cima più elevata | Monte Torre Maggiore (1.121 m s.l.m) |
| Lunghezza | 45 km |
| Età della catena | 200 milioni di anni |
Il massiccio dei monti Martani si trova al centro dell'Umbria e si estende, con un andamento regolare da sud a nord, per circa 45 chilometri, tra le province di Terni e di Perugia.
Appartiene all'Appennino umbro-marchigiano.
Indice |
Caratteristiche [modifica]
È delimitato ad est dalla Valle Umbra e dalla Valserra; ad ovest dalla valle del fiume Tevere e da quella del Naia nella parte meridionale; a sud dalla Conca Ternana con il fiume Nera. La catena dei Martani è circondata da città e da centri storici importanti. A Nord Montefalco e Foligno, a Est Spoleto, a Ovest Todi, Acquasparta, Massa Martana e Sangemini, a Sud Terni. Numerose sono anche le tracce dell'antichità più remota e le aree archeologiche. La più importante è quella di Carsulae o i resti archeologici di Sant'Erasmo sul monte Torre Maggiore.
Geologia [modifica]
Dal punto di vista geologico e stratigrafico i Martani sono costituiti da sedimenti marini prevalentemente calcarei, risalenti al periodo che va dal Triassico sommitale al Cenozoico, con sporadici depositi più recenti.Dal punto di vista tettonico si tratta di un rilievo, anticlinale coricata verso Est (vedi schema geologico in "Fossili di Monti Spoletini", pag. 28, Club Alpino Italiano, sezione di Spoleto, gennaio 2006). Le rocce più antiche affiorano quindi alla base del versante occidentale della catena. Nella parte più alta si scoprono due importanti affioramenti di "Rosso Ammonitico" (Fosso di Pozzale e Cima Panco), messi in luce dal taglio per la realizzazione di laghetti collinari e conseguenti abbeveratoi per animali al pascolo. Dal punto di vista paleontologico è degno di nota un genere di ammoniti del "Rosso Ammonitico", denominato Martanites, riconosciuto anche a livello internazionale, il cui nome deriva dai Monti Martani. Risale al Toarciano (Giurassico inferiore). La scheda e le immagini di queste forme compaiono sia nella rivista del CAI citata, sia nel libro del 2010: "Ammoniti, un viaggio geologico nella montagne appenniniche". Vedi anche discussioni di questa voce.
Le montagne [modifica]
Le cime dei Martani sono perlopiù arrotondate e coperte da prati. Le più elevate sono:
- Monte Torre Maggiore (1.121 m);
- Monte Martano (1.094 m);
- Monte Forzano (1.086 m);
- Monte Torricella (1.054 m);
- Capoccia Pelata (1.054 m);
- Cima Panco (1.013 m).
Alberi e acque [modifica]
La vegetazione è costituita in prevalenza da boschi misti con prevalenza di quercia, da boschi puri di lecci e nelle zone più elevate di faggi. I Martani sono ricchi di grotte, doline e inghiottitoi originati dall'erosione dell'acqua, tra cui l'esempio di maggiore interesse è rappresentato dal Fosso di Pozzale. La stessa acqua, a valle, alimenta numerose sorgenti, alcune delle quali molto rinomate, come la Sangemini, la Fabia, l'Amerino, la Sanfaustino e la Furapane.
Bibliografia [modifica]
'Fossili dei Monti Spoletini' (2006). Club Alpino Italiano, Sezione di Spoleto; supplemento alla Rivista "Il Monteluco", articoli del periodo 1996-2002. ed. Graziano Bocci. Stampa "Nuova Eliografica" Spoleto.
Nini C., Nocchi M., Venturi F. (1996). The Toarcian marly-calcareuos succession in the M. Martani area (Northern Apennines): Lithostratigraphy, biostratigraphy, paleoecology and effects of Tethysian events on the depositiuonal environment. Boll. Soc. Pal. Ital., vol 35(3), pp. 281-319, 5 Tav., Modena.