Vetta

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La vetta del Cervino

La parola vetta (in inglese summit ed in francese sommet) indica la sommità, ovvero il punto più alto, dell'oggetto cui si riferisce. Si parla di vetta di una montagna, di una scalata sociale, di una gerarchia, di una classifica.

Definizione topografica[modifica | modifica sorgente]

Vetta può essere definito un punto della superficie terrestre che è più alto dei punti immediatamente vicini.

Vetta viene utilizzato per indicare la cima di una montagna con una prominenza topografica abbastanza significativa. L'UIAA ha definito che la vetta deve avere una prominenza di almeno trenta metri e la montagna una prominenza di almeno trecento metri.

Vale quindi il seguente schema:

Termine Prominenza
anticima (o sottocima) < 30 m
vetta 30 m o più
montagna 300 m o più

Sinonimi[modifica | modifica sorgente]

Alcuni sinonimi della parola vetta sono: sommità, cima, apice, punta.

Altri sinonimi sono da ricondursi a terminologie locali o dialettali. Tra questi possiamo ricordare:

Utilizzo più comune[modifica | modifica sorgente]

L'utilizzo più comune del termine vetta riguarda l'ambiente montano. In questo contesto la conquista della vetta (la cima della montagna) è stato un fattore importante per la storia dell'alpinismo. Per arrivare in cima ad una vetta possono esistere uno o più percorsi, che a seconda dei casi sono detti via normale, via alpinistica, o via d'arrampicata.

Altri utilizzi[modifica | modifica sorgente]

Linguisticamente, l'idea di vetta è sempre stata connessa all'idea di un traguardo da raggiungere, fosse esso economico, sociale o naturale.

Significato culturale e simbolico[modifica | modifica sorgente]

Preghiera mattutina delle guide alpine sul Großglockner - Otto Barth, 1911.

Le vette delle montagne, oltre che per il loro significato geografico, sono importanti in varie culture per le valenze simboliche di varia natura che sono state loro attribuite (religiosa, politica, magica...), e la costruzione di monumenti di vario tipo (ometti, bandiere di preghiera, ovoo, statue, croci, pali sacri, templi ...) sui rilievi montuosi è una pratica diffusa in diverse aree geografiche. La stessa bibbia cita in numerose occasioni, deprecandolo, il culto reso agli idoli pagani sulle montagne, denominate luoghi alti. [1]

Spesso inoltre le frontiere tra gli stati seguono le linee di spartiacque e passano quindi per le vette che si trovano lungo queste linee, che possono diventare oggetto di rivendicazioni territoriali e teatro di conflitti armati. Le cime delle montagne sono state spesso fortificate in quanto posizioni di notevole importanza strategica, come ad esempio nel caso del monte Chaberton o del monte Malamot, entrambi situati nei pressi della frontiera italo-francese.

Più collegata alla frequentazione alpinistica o escursionistica di una montagna è invece l'eventuale presenza di un libro di vetta.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Joseph François Du Clot de la Vorze, La Bibbia sacra, difesa dalle accuse degl'increduli., Brescia, tipografia Foresti, 1822.

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