Strada statale 204 Ortana

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Strada statale 204
Ortana
Strada Statale 204 Italia.svg
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regioni Lazio Lazio
Umbria Umbria
Dati
Classificazione Strada statale
Inizio Viterbo
Fine ex SS 3 ter presso Narni
Lunghezza 43,760[1][2] km
Gestore Tratte ANAS: nessuna (dal 2001 la gestione del tratto umbro è passata alla Regione Umbria che ha poi ulteriormente devoluto le competenze alla Provincia di Terni; dal 2002 la gestione del tratto laziale è passata alla Provincia di Viterbo)

La ex strada statale 204 Ortana (SS 204), ora strada provinciale 151 Ortana (SP 151)[3] nel Lazio e strada regionale 204 Ortana (SR 204)[4] in Umbria, è una strada regionale e provinciale italiana

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Ha origine a Viterbo, dalla ex strada statale 2 Via Cassia, e collega l'alto Lazio con l'Umbria. Attraversa le località di Bagnaia, Gramignana, Il Pallone, Santarello, Casalone, Bassano in Teverina e Orte; dopo pochi chilometri entra in Umbria. Inizia quindi ad affiancare la strada statale 675 Umbro-Laziale, che è una superstrada; il traffico sulla SS 204 è quindi principalmente quello locale. Attraversate le località di San Liberato e quelle di Stifone e Recentino, arriva a Narni, in località Narni Scalo.

In seguito al decreto legislativo n. 112 del 1998, dal 2001 la gestione del tratto umbro è passata dall'ANAS alla Regione Umbria che ha poi ulteriormente devoluto le competenze alla Provincia di Terni mantenendone comunque la titolarità[5]; dal 2002 la gestione del tratto laziale è passata alla Regione Lazio che ha provveduto al trasferimento dell'infrastruttura al demanio della Provincia di Viterbo[6].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Individuazione delle rete stradale di interesse regionale - Regione Lazio.
  2. ^ Individuazione delle rete stradale di interesse regionale - Regione Umbria.
  3. ^ Manutenzione strade - Zona 7, Provincia di Viterbo.
  4. ^ SR n° 204 - Ortana, Regione Umbria.
  5. ^ L.R. 3 del 02/03/1999, Regione Umbria - B.U. ed. str. 15 del 10/03/1999.
  6. ^ Deliberazione n. 17/2010/PRS, Corte dei conti, pp. 13-15.