Paglia (fiume)

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Coordinate: 42°49′04.25″N 11°48′22.19″E / 42.817846°N 11.806164°E42.817846; 11.806164

Fiume Paglia
Stato Italia Italia
Regioni Toscana Toscana
Lazio Lazio
Umbria Umbria
Lunghezza 86 km
Portata media 12 m³/s[1]
Bacino idrografico 1330 km²
Altitudine sorgente ca. 1000 m s.l.m.
Nasce Pian dei Renai (Monte Amiata)
Affluenti Chiani
Sfocia fiume Tevere a valle di Orvieto

Il fiume Paglia è il principale affluente di destra del Tevere. Nasce a circa 1.000 m s.l.m. alle pendici meridionali del monte Amiata (1.738 m) in località Pian dei Renaì (comune di Abbadia San Salvatore). Attraversa le province di Siena, Viterbo e Terni e sfocia nel Tevere a Sud-Est di Orvieto; è lungo circa 86 km ed ha un regime prevalentemente torrentizio.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il Paglia nei pressi di Ponte a Rigo (San Casciano dei Bagni)

Il fiume Paglia è il più importante affluente di destra del Tevere, in cui confluisce a valle del lago di Corbara, tra Orvieto e Baschi, dopo aver percorso circa 86 km attraversando da Nord-Ovest a Sud-Est le regioni Toscana, Lazio e Umbria. Il suo bacino idrografico confina a Nord con il bacino del fiume Orcia, ad Est con il bacino del Tevere, a Sud con il bacino del lago di Bolsena e ad Ovest con il bacino del fiume Fiora.

Il fiume nasce con il nome di Pagliola, alimentato da vari rivoli e sorgenti nella zona delle Fonti dell'Acquapassante (1.050 m s.l.m.) e del Rifugio Amiatino. Da qui, dopo un ripido percorso di 15 km, scende ad una quota di 402 m s.l.m. dove confluisce nel torrente Vascio prendendo il nome di Paglia.

Il Paglia raccoglie lungo il suo corso numerosi affluenti; fra questi alcuni sono di scarsa importanza, mentre altri hanno una notevole portata e sono responsabili delle piene del fiume. In particolare gli affluenti di destra, provenendo dal ripido altopiano di origine vulcanica che sovrasta la sua riva, hanno una notevole pendenza e le loro acque acquistano notevole velocità, impedendone il regolare smaltimento. A sinistra l'affluente più importante è il Chiani, che si immette nel Paglia nei pressi di Orvieto

Fra tutti gli affluenti del Tevere, è quello a regime più torrentizio: presso Acquapendente, la sua portata varia da circa 0,3 m³/s in periodo di magra estiva, fino a 800 m³/s in massima piena; presso Orvieto ha una portata media di 12,4 m³/s. Questo suo regime estremamente torrentizio rende il Paglia determinante nella formazione delle piene lungo il Tevere.

Recentemente il bacino del fiume è stato in parte causa scatenante della grave Alluvione della Maremma grossetana del novembre 2012 che ha interessato Toscana meridionale, parte dell'Umbria nella zona dell'Orvietano e del Lazio in provincia di Viterbo il 12 novembre 2012. A causa delle piogge inincessanti che hanno interessato tutto il suo bacino per giorni, il fiume ha prodotto infatti una devastante piena record di 1.500 m³/s all'idrometro di Orvieto, prima della confluenza con il Tevere dove ha toccato un livello di 10,20 metri[2], allagando completamente tutta la parte bassa della città e causando seri danni all'economia locale.

Nel 2005 il Medio corso del Fiume Paglia è stato proposto come sito di interesse comunitario[3].

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Il Paglia presenta un andamento molto variegato del suo percorso che lo porta a passare da tratti in cui scorre fra ripide sponde, assumendo un carattere tipicamente torrentizio, a tratti in cui si allarga e scorre più lentamente.

Il fiume Paglia presenta una buona qualità del contenuto di ossigeno nell'acqua a causa di vari fattori ambientali: buona dotazione sorgiva di ossigeno, insediamenti di alghe (Diatomee, Chetophora, Chladophora) lungo il suo corso che producono grandi quantità di ossigeno, turbolenza delle acque che determina un buon rimescolamento aria-acqua.

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Castagneto sul M. Amiata

Le specie floreali più interessanti della valle del Paglia sono:

Gariga (Santolina etrusca): un piccolo arbusto endemico di Toscana, Lazio settentrionale e Umbria che predilige principalmente i corsi fluviali, ma è anche presente in ambienti rocciosi.
Possono, inoltre, essere presenti radi esemplari di pioppo nero e salice rosso.
  • Nelle zone fra i 600 m e i 900 m d'altitudine
CERRETE: Principalmente boschi cedui, ma anche estese cerrete ad alto fusto. Tra le specie arboree che accompagnano il cerro troviamo: il sorbo, l'orno, l'acero campestre, con la presenza di un fitto tappeto di edera.
  • Alle quote superiori gli 800 m
CASTAGNETI: Tipicamente boschi cedui di castagno per la produzione di legname da lavoro e castagneti da frutto.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Nutria
Occhione
  • Mammiferi
    • Nutria, (Myocastor coypus) mammifero acquatico detto Castorino;
    • Lepre, (Lepus europaeus) ripopolata per fini venatori;
    • Volpe (Vulpes vulpes);
    • Cinghiale (Sus scrofa).
  • Uccelli
    • Occhione(Burhinus oedicnemus), specie a rischio a livello continentale,
    • Calandro(Anthus campestris), specie minacciata,
    • Ortolano(Emberiza hortulana), raro e in declino,
    • Succiacapre(Caprimulgus europaeus), uccello notturno.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ alla foce nel Tevere
  2. ^ The AVI Project - Floods Archivies - Event Forms
  3. ^ Decreto 25 marzo 2005 (G.U. della Repubblica Italiana n. 157 dell'8 luglio 2005) recante Elenco dei proposti siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea, ai sensi della direttiva 92/43/CEE. Codice pSIC: IT6010001.

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