Provincia di Livorno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Provincia di Livorno
provincia
Provincia di Livorno – Stemma Provincia di Livorno – Bandiera
Palazzo Granducale, sede della Provincia.
Palazzo Granducale, sede della Provincia.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Amministrazione
Capoluogo Livorno
Presidente Alessandro Franchi (PD) dal 14-10-2014
Territorio
Coordinate
del capoluogo
43°33′00″N 10°19′00″E / 43.55°N 10.316667°E43.55; 10.316667 (Provincia di Livorno)Coordinate: 43°33′00″N 10°19′00″E / 43.55°N 10.316667°E43.55; 10.316667 (Provincia di Livorno)
Superficie 1 213,71 km²
Abitanti 343 128 (30-11-2011)
Densità 282,71 ab./km²
Comuni 20 comuni
Province confinanti Pisa, Grosseto
Altre informazioni
Cod. postale 57121-57128 Livorno, 57014-57039 provincia
Prefisso 0565, 0586
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 049
Targa LI
Cartografia

Provincia di Livorno – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Livorno è una provincia italiana della Toscana di 343.128 abitanti. È la quinta provincia toscana per numero di abitanti, e la settima per superficie tra le dieci province toscane.

Affacciata ad ovest sul mar Ligure e mar Tirreno (sul promontorio di Piombino è posto il confine tra questi due mari), confina a nord e a est con la provincia di Pisa, a sud con la provincia di Grosseto.

La sede dell'Amministrazione provinciale è situata a Livorno, nel Palazzo Granducale, in piazza del Municipio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Storia del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della provincia era frequentato già nel paleolitico (strumenti in pietra scheggiata e attività di caccia e raccolta) e nel neolitico, con i primi insediamenti stabili e l'inizio delle attività agricole e dei primi scambi commerciali, legati alla fabbricazione di manufatti in ossidiana, proveniente dalla Sardegna e dalle isole Lipari.

Nell'età del bronzo il territorio si popola, sfruttando le risorse agricole e minerarie e nell'età del ferro l'aggregazione di villaggi sparsi origina i primi centri urbani, tra cui Populonia.

Con gli Etruschi i territori che costituiscono l'attuale provincia sono suddivisi tra l'influenza delle città di Populonia, Pisa e Volterra: il controllo delle risorse agricole e minerarie e dei commerci accresce la ricchezza dei ceti dominanti aristocratici, che lasciano tombe con ricchi corredi e residenze principesche.

Il commercio marittimo si avvale di una rete di porti e approdi, tra i quali Populonia, da cui transitano i prodotti delle miniere di ferro dell'isola d'Elba: altri approdi sono dislocati alle foci di fiumi e torrenti, come Vada, e al promontorio di Castiglioncello. Il commercio permette anche l'importazione di oggetti di lusso, soprattutto di provenienza orientale, che vanno ad arricchire le dimore e le sepolture della classe dirigente.

Dopo la conquista romana, a partire dal II secolo a.C. le zone costiere pianeggianti si popolano di ville. Alla produzione agricola si affianca quella delle saline costiere e delle fornaci che fabbricano anfore, dolii e laterizi.

I porti di Populonia e Vada (Vada Volaterrana per i Romani) proseguono le proprie attività commerciali e ad essi si aggiunge il Portus Pisanus, in una laguna ora interrata, attualmente alla periferia nord di Livorno. Il sistema stradale etrusco, ereditato dai Romani, viene incrementato con la costruzione della via Aurelia.

Dopo la fine dell'impero romano, il territorio della provincia è segnato dalle devastazioni della guerra greco-gotica (535-553) e alla fine del VI secolo viene conquistato dai Longobardi. Nel corso del medioevo le città di Pisa e Volterra vi insediano una rete di postazioni fortificate, che garantiscono il controllo delle risorse minerarie.

Successivamente, per lungo tempo, risulta divisa tra più entità statali. Intorno all'anno 1000 fu creato, intorno al grande porto di Pisa, il "Piviere del Piano del Porto Pisano", giurisdizione amministrativa della Repubblica marinara che arrivava fino a Montenero e governata da un proprio capitano. Con la sconfitta di Pisa la zona livornese cade in parte sotto la potestà di Genova che vi costituì un vicariato dallo Stagno fino alle colline della Valle Benedetta e a sud fino al torrente Chioma (1408-1426). La zona passata sotto la sovranità di Firenze diviene un distretto territoriale annesso direttamente al contado fiorentino e quindi autonomo da Pisa.

Dal Capitanato alla nascita della provincia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Governo di Livorno.

Da allora la città di Livorno seguì una sua storia particolare (data anche la sua condizione di porto franco). Il Capitanato Nuovo della Città e Porto di Livorno, istituito nel 1606, comprendeva anche alcuni territori extra cittadini: esso si estendeva sui territori limitrofi a Stagno, Collesalvetti, Crespina e Lorenzana, per ricongiungersi al mare attraverso il fiume Fine. Vada e la Maremma a sud rimanevano sotto la giurisdizione amministrativa della provincia pisana. Mentre Crespina e Lorenzana, in seguito erette a feudo dal granduca di Toscana, divennero distaccate dalla giurisdizione di Livorno.

Invece, Piombino e gran parte dell'Isola d'Elba se in un primo tempo erano sotto Pisa, divennero autonome a partire dal XIV secolo e fino al Congresso di Vienna, dapprima come signoria (Signoria di Piombino), quindi come principato (Principato di Piombino); Porto Azzurro, al tempo "Porto Longone", era un territorio dello Stato dei Presidii; l'Isola di Capraia era sotto Genova.

Nel 1776, con la riforma della Comunità della Provincia Pisana, furono istituite le cancellerie di Pisa, Vicopisano, Lari e Peccioli. Il granduca Pietro Leopoldo, nel tentativo di arginare la grande autonomia di cui godeva il porto franco di Livorno, decretò che i territori livornesi fossero aggregati alla Cancelleria di Lari e ripartiti tra le comunità di Rosignano Marittimo e Fauglia (che comprendeva Crespina, Castell'Anselmo, Nugola, Gabbro, Parrana e Luciana). Questo malgrado alcuni anni prima la città labronica fosse stata dotata, unico centro del Granducato assieme a Firenze, di un tribunale con cancellieri e sottocancellieri, civili e criminali.[1]

Il gonfalone della provincia

Il periodo napoleonico unificò quasi tutta l'attuale provincia, oltre ai territori oggi in provincia di Pisa, e altre estese zone dell'entroterra, sotto il vasto "Dipartimento del Mediterraneo" di cui Livorno era capoluogo; restarono esclusi il principato di Piombino, posto insieme a Lucca sotto il controllo della sorella di Napoleone, Elisa Baciocchi che creò un'unica entità amministrativa ovvero il Principato di Lucca e Piombino.

La Restaurazione del congresso di Vienna cancellò l'autonomia di Piombino e Porto Longone e ripristinò la situazione amministrativa prima di Napoleone. Nel 1848 il Granducato era suddiviso in sette compartimenti (sostanzialmente equiparabili a province) e i governi di Livorno (comprendente il solo comune) e dell'isola d'Elba. Nel 1851 al governatorato di Livorno venne unito quello dell'Elba. Grazie al suo particolare status di porto franco, Livorno godeva di poteri eccezionali rispetto agli altri dipartimenti del Granducato: ad esempio il governatore era il punto di riferimento dell'organizzazione sanitaria e militare, conservava competenze diplomatiche con i consoli toscani nei porti esteri ecc.[2]

La trasformazione del Governo di Livorno in prefettura sancì la fine di questi privilegi; come contropartita fu richiesto di dotare Livorno di una provincia di dimensioni adeguate al suo rango e all'importanza economica della città, di dimensioni paragonabili, pertanto, a quelle delle altre città.[3] Per questo, sin dagli anni sessanta del XIX secolo furono avanzate alcune proposte per inglobare ad esempio i territori di Rosignano Marittimo e parte di quello di Lari; in realtà il territorio restò limitato al solo comune capoluogo e alle isole d'Elba, Gorgona, Pianosa e Montecristo.

L'armoriale della Provincia di Livorno fu concesso con Regio Decreto nel 1902, proprio nel periodo in cui la provincia era costituita dai soli territori del Comune di Livorno e dell'isola d'Elba. È per questo motivo che esso è costituito dall'armoriale della città di Livorno sormontato dalla bandiera dell'Elba, rappresentando così tutto l'allora territorio provinciale.

Solo nel 1925, per interessamento diretto del gerarca fascista Costanzo Ciano (livornese di nascita) la piccolissima provincia labronica, raccolta attorno ad una città che contava allora oltre 100.000 abitanti, fu ingrandita con il comune di Capraia Isola (tolto alla provincia di Genova) e con quelli di Bibbona, Campiglia Marittima, Castagneto Carducci, Cecina, Collesalvetti, Piombino, Rosignano Marittimo, Sassetta e Suvereto, tolti alla provincia di Pisa[4]. In tale occasione venne anche istituito il terzo circondario, con capoluogo Piombino[5].

Nel 1938 fu distaccato un piccolo lembo di territorio dal comune di Cecina, a cui era stata assegnata per un errore amministrativo, ed assegnata al comune di Castellina Marittima, facente parte della provincia di Pisa. Nel 1970 il comune di Piombino cedette una piccola porzione del suo territorio al comune di Follonica, facente parte della provincia di Grosseto.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

La zona nord della provincia, alle spalle del porto di Livorno, è pianeggiante ed è caratterizzata da un ambiente palustre che si riflette nei nomi di alcune località come Stagno e Guasticce. Più a sud sono presenti rilievi di modesta entità che si estendono alle spalle di una fascia costiera pianeggiante, salvo che nella zona immediatamente a sud di Livorno e nel promontorio di Piombino, dove invece la costa è alta e rocciosa.

La provincia comprende la isole di Gorgona, Capraia, l'Isola d'Elba, Pianosa e Montecristo. L'unico corso d'acqua rilevante è il fiume Cecina, che dopo un percorso di 73 km sfocia all'altezza dell'omonimo abitato, in piena Maremma livornese. A sud si trova la valle del fiume Cornia che include, nella provincia di Livorno, i comuni di Piombino, San Vincenzo, Campiglia Marittima, Suvereto e Sassetta.

Natura[modifica | modifica wikitesto]

Le isole della Provincia, insieme con quelle del Giglio e di Giannutri e con altri isolotti minori, formano il Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, costituito nel 1997. Le aree ad est del capoluogo fanno parte invece del Parco dei Monti Livornesi. Più a sud, nella Maremma si osservano grandi distese di campi coltivati separati dal mare da una folta barriera costituita da pini marittimi.

Vie di comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Strade principali[modifica | modifica wikitesto]

La provincia è percorsa da nord a sud dalla Via Aurelia, affiancata dalla Variante Aurelia tra Quercianella a Grosseto; nel tratto urbano di Livorno la Variante funge essenzialmente da tangenziale e si raccorda all'Autostrada A12. L'A12, proveniente da Genova, termina nel comune di Rosignano Marittimo, a nord di Cecina, presso l'intersezione con la stessa Variante Aurelia: le uniche uscite che interessano la provincia sono quelle di Livorno (ubicata però nella provincia di Pisa e raccordata alla città mediante una lunga bretella a quattro corsie che lambisce l'abitato di Stagno), Collesalvetti e Rosignano Marittimo.

Linee ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovia Maremmana, Ferrovia Tirrenica e Ferrovia Leopolda.

La principale linea ferroviaria, che attraversa l'intero territorio provinciale da Livorno fino alla provincia di Grosseto, è linea Livorno-Roma. A Cecina è presente una diramazione per Volterra, mentre da Campiglia Marittima parte il raccordo per Piombino. In anni recenti è stato ripristinato ad uso esclusivo dei treni merci il binario tra la Stazione di Vada e Pisa via Collesalvetti, che rappresenta l'antico percorso della linea prima della realizzazione della tratta costiera tra Livorno e Cecina. Sempre nel capoluogo è posto un raccordo che congiunge lo scalo merci di Livorno Calambrone all'interporto Amerigo Vespucci, nel territorio comunale di Collesalvetti: questa linea sfrutta in parte l'antico collegamento tra Collesalvetti e la stazione di Livorno San Marco, successivamente dismesso. Fino al 1960 era attiva la Ferrovia Pisa-Tirrenia-Livorno, una sorta di metropolitana di superficie tra la città labronica e il litorale pisano.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Il principale porto è quello di Livorno, tra i più importanti scali mercantili d'Italia; da qui partono inoltre traghetti per la Sardegna, la Corsica, la Capraia e, periodicamente, per la Sicilia. Negli ultimi anni è divenuto un terminal di riferimento anche per i croceristi.

Altro importante scalo mercantile e passeggeri è quello di Piombino, da dove partono le navi principalmente per l'Isola d'Elba, Sardegna, Pianosa e la Corsica.

Inoltre ci sono porti minori a Portoferraio, Porto Azzurro e Rio Marina. Tra i porti turistici, oltre a quelli presenti nel capoluogo, i maggiori si trovano a Rosignano Solvay, Marina di Cecina e Piombino.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Nella provincia di Livorno è presente un unico aeroporto, situato all'Isola d'Elba, nel comune di Campo nell'Elba. Tuttavia, a pochi chilometri a nord del confine provinciale, si estende l'aeroporto internazionale di Pisa.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Livorno.

Appartengono alla provincia di Livorno i seguenti 20 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Comune Abitanti Stemma
Livorno 160.512 Livorno-Stemma.png
Piombino 35.075 Piombino-Stemma.png
Rosignano Marittimo 32.493 Rosignano Marittimo-Stemma.png
Cecina 28.566 Cecina-Stemma.png
Collesalvetti 16.907 Collesalvetti-Stemma.png
Campiglia Marittima 13.320 Campiglia Marittima-Stemma.png
Portoferraio 12.224 Portoferraio-Stemma.png
Castagneto Carducci 8.927 Castagneto Carducci-Stemma.png
San Vincenzo 7.003 San Vincenzo (Italia)-Stemma.png
Campo nell'Elba 4.657 Campo nell'Elba-Stemma.png
Capoliveri 3.869 Capoliveri-Stemma.png
Porto Azzurro 3.585 Porto Azzurro-Stemma.png
Bibbona 3.254 Bibbona-Stemma.png
Suvereto 3.171 Suvereto-Stemma.png
Rio Marina 2.274 Rio Marina-Stemma.png
Marciana 2.217 Marciana (Italia)-Stemma.png
Marciana Marina 1.992 Marciana Marina-Stemma.png
Rio nell'Elba 1.225 Rio nell'Elba-Stemma.png
Sassetta 548 Sassetta (Italia)-Stemma.png
Capraia Isola 410 Capraia Isola-Stemma.png

Amministrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Prefetti della provincia di Livorno.

Elenco dei presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Presidente Partito Carica Note
23 aprile 1995 12 giugno 2004 Claudio Frontera centro-sinistra Presidente
13 giugno 2004 13 ottobre 2014 Giorgio Kutufà La Margherita, poi PD Presidente
14 ottobre 2014 in carica Alessandro Franchi PD Presidente

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Industrie Solvay a Rosignano

Il comparto industriale è sviluppato nel capoluogo e nei centri di Rosignano Solvay e Piombino. A Livorno, alle spalle del porto, insistono industrie petrolchimiche e di lavorazioni meccaniche; sviluppata è pure la cantieristica e, nelle aree limitrofe alla città, sorge il vasto Interporto "Amerigo Vespucci" di Guasticce. L'attività industriale di Rosignano è concentrata principalmente attorno alla fabbrica della Solvay Group, attiva nel settore chimico e farmaceutico. Anche Piombino riveste una notevole importanza per la presenza di grandi acciaierie.

Terziario[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Assistenza sanitaria[modifica | modifica wikitesto]

L'Azienda USL 6 Livorno (sito ufficiale) è l'azienda sanitaria operante nell'ambito territoriale della provincia di Livorno. A Livorno, la direzione dell'azienda si trova nella storica Villa Rodocanacchi.

Assistenza ospedaliera[modifica | modifica wikitesto]

Gli ospedali sono le struttura finalizzata all'organizzazione ed all'erogazione delle prestazioni specialistiche di ricovero, sia per quanto riguarda i ricoveri ordinari che i day hospital medico e chirurgico. L'assistenza ospedaliera è garantita da 4 presidii ospedalieri presenti nel territorio, strutture di riferimento anche per l'assistenza di emergenza ed urgenza (Pronto Soccorso):

Assistenza territoriale[modifica | modifica wikitesto]

L'assistenza territoriale è il sistema che include i servizi di assistenza educativa, prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, tutti quanti erogati non in regime di ricovero all'interno dell'intero territorio provinciale. In adeguamento alle normative vigenti, l'intero bacino di utenza della Azienda USL 6 di Livorno è suddiviso in 4 articolazioni territoriali, all'interno dei quali viene garantita l'assistenza.

  • Zona Livornese (città di Livorno e zone limitrofe)
  • Zona della Bassa Val di Cecina (parte centrale della provincia)
  • Zona della Val di Cornia (area meridionale della provincia)
  • Zona dell'Elba (Isola d'Elba)

Nell'articolazione territoriale vengono attivati i percorsi assistenziali; i servizi di assistenza sociale attivano gli interventi di sostegno e di reinserimento sociale realizzando così l'integrazione delle attività sanitarie e sociali.

Altre immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ M. Sanacore, I paradossi della storia: Livorno non ebbe provincia perché era troppo importante!, in "CN - Comune Notizie", n. 81, ottobre-dicembre 2012, p. 26.
  2. ^ M. Sanacore, cit., p. 24.
  3. ^ M. Sanacore, cit., p. 24.
  4. ^ R.D.L. 15 novembre 1925, n. 2011, art. 1 s:R.D.L. 15 novembre 1925, n. 2011
  5. ^ R.D.L. 15 novembre 1925, n. 2011, art. 3 s:R.D.L. 15 novembre 1925, n. 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]