Sansepolcro

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Sansepolcro
comune
Sansepolcro – Stemma Sansepolcro – Bandiera
Sansepolcro – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Arezzo-Stemma.png Arezzo
Amministrazione
Sindaco Daniela Frullani (PD) dal 30/05/2011
Territorio
Coordinate 43°34′32″N 12°08′38″E / 43.575556°N 12.143889°E43.575556; 12.143889 (Sansepolcro)Coordinate: 43°34′32″N 12°08′38″E / 43.575556°N 12.143889°E43.575556; 12.143889 (Sansepolcro)
Altitudine 330 m s.l.m.
Superficie 91,19 km²
Abitanti 16 109[1] (31-12-2013)
Densità 176,65 ab./km²
Frazioni Aboca, Basilica, Cignano, Giardino, Gragnano, Gricignano, Melello, Montagna, Pocaia, Santa Fiora, Trebbio, Vannocchia
Comuni confinanti Anghiari, Badia Tedalda, Borgo Pace (PU), Citerna (PG), Città di Castello (PG), Pieve Santo Stefano, San Giustino (PG)
Altre informazioni
Cod. postale 52037
Prefisso 0575
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 051034
Cod. catastale I155
Targa AR
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti borghesi (o biturgensi); meno diffuso il neologismo colto burgensi; erroneo borghigiani
Patrono san Giovanni Evangelista
Giorno festivo 27 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Sansepolcro
Posizione del comune di Sansepolcro all'interno della provincia di Arezzo
Posizione del comune di Sansepolcro all'interno della provincia di Arezzo
Sito istituzionale

Sansepolcro (anticamente Borgo del Santo Sepolcro, da cui la forma vernacolare in dialetto biturgense e aretino "Bórgo" o in dialetto altotiberino "Bòrgo"; erroneamente San Sepolcro o S. Sepolcro) è un comune di oltre 16.000 abitanti della provincia di Arezzo, in Toscana, al confine con Umbria e Marche.

È il centro più popoloso e capoluogo amministrativo della Valtiberina toscana. Libero comune prima e poi culla di cultura rinascimentale, ha dato i natali a famosi personaggi quali Dionisio Roberti, Piero della Francesca, Luca Pacioli, Cherubino Alberti e Matteo di Giovanni. Posto a nord est di Arezzo sulle rive del Tevere, all'estremo est della Toscana, Sansepolcro svolge oggi il ruolo di luogo di riferimento e di integrazione culturale al crocevia di quattro regioni Toscana, Marche, Umbria ed Emilia-Romagna e quale polo principale di una conurbazione che coinvolge anche il limitrofo comune di San Giustino, in provincia di Perugia.

A Sansepolcro hanno sede il commissariato di Pubblica Sicurezza, la Tenenza dei Carabinieri, la brigata della Guardia di Finanza, l'ufficio del Giudice di Pace, i Vigili del Fuoco (distaccamento di soli volontari fondato nel 1938) l'ospedale di zona e l'Agenzia delle Entrate con competenza sull'intero comprensorio.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale ha un'estensione di 91.48 km²; inserito nel sistema geografico dell'Appennino centrale, pur appartenendo geograficamente all'area umbra dal 1441 fa amministrativamente parte della Toscana, rispetto alla quale si trova al confine orientale, tra la riva sinistra del Tevere e l'Alpe della Luna sullo spartiacque appenninico. La città (latitudine 43°34'32"16 N; longitudine 12°8'38"40 E) si trova a 330 m s.l.m. L'altitudine minima del territorio comunale è di 295 m s.l.m., quella massima di 1.384 m s.l.m., per un'escursione altimetrica di 1.089 metri. Il territorio comunale, classificato di sismicità media, si estende prevalentemente su una zona collinare interna compresa tra la bassa catena preappenninica a ovest e l'Appennino a est; la zona pianeggiante occupa la parte sud-ovest del territorio ed è attraversata dal fiume Tevere. Pur essendo posta sul versante tirrenico, nel corso dei secoli ha sviluppato profondi legami culturali, economici e sociali con l'area adriatica (la costa adriatica dista meno di 100 km), particolarmente con la Romagna - con la quale comunica attraverso il Passo di Viamaggio, in direzione di Rimini - e il Montefeltro. Il territorio del Comune di Sansepolcro è un'area di intensità sismica di livello medio-alto. Dopo quelli del 1781 e del 1789, l'ultimo terremoto di una certa rilevanza si è verificato il 13 giugno del 1948 (noto come terremoto di Sansepolcro). In seguito si sono avuti fenomeni sismici nel 1984, nel 1997 (in parte collegato al terremoto di Umbria e Marche), e nel 2001.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Toscana e Stazione meteorologica di Sansepolcro.

Il periodo invernale è piuttosto freddo con frequenti gelate che interessano il fondovalle. Le precipitazioni nevose, presenti ogni anno ma discontinue quanto a frequenza ed intensità, interessano prevalentemente le alture e occasionalmente raggiungono il fondovalle. La primavera e l'autunno sono le stagioni più piovose, l'estate è la più siccitosa. Il periodo di utilizzo del riscaldamento a metano va dal 15 ottobre al 15 aprile. I mesi più freddi sono dicembre e gennaio, con una temperatura media di circa 3-4 °C, quello più caldo è luglio con una temperatura media di circa 23 °C[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Sansepolcro.

La fondazione del centro abitato viene fatta risalire al X secolo; secondo la tradizione locale fu opera di Arcano ed Egidio, due pellegrini di ritorno dalla terra santa che vi fondarono una comunità monastica. L'abbazia, dedicata al Santo Sepolcro e ai Santi Quattro Evangelisti, è documentata a partire dall'anno 1012, ed è detta sorgere in località Noceati. Le prime fonti storiche parlano di una abbazia benedettina, poi passata - tra 1137 e 1187 - alla congregazione camaldolese, nel territorio della Diocesi di Città di Castello. Attorno al monastero si sviluppò, successivamente, il nucleo del centro cittadino che raggiunse la fisionomia attuale agli inizi del XIV secolo. Un elemento propulsore dello sviluppo del centro abitato fu il privilegio di organizzare il mercato settimanale nel giorno di sabato e una fiera annuale all'inizio di settembre, concesso all'abate dall'imperatore Corrado II nel 1038. Sulla fondazione esistono comunque ipotesi alternative, fra cui quella del dott. Vincenzo Benini ove si sostiene che il centro si sviluppi sulle ceneri di un solitario accampamento romano abbandonato a se stesso dopo la crisi dell'impero. A sostegno mancano prove documentali, ma lo studioso mette in relazione a questa tesi un monumento funebre romano (oggi al Museo Civico), la pianta della parte antica della città, che pare ricalcare quella di un castrum romanum. Dopo la pubblicazione di questa ipotesi (1978), l'arch. Giovanni Cecconi, in due studi apparsi nel 1992 e nel 1994, ha proposto la tesi dell'origine del Borgo, poi Sansepolcro, dal vicus romano di Voconianus (località Boccognano)[3].

Comune e signoria[modifica | modifica wikitesto]

La Porta Fiorentina
Via Matteotti dall'Arco della Pesa

Le magistrature comunali sono documentate dal 1163, quando si parla dei consoli in un privilegio inviato all'abate dall'imperatore Federico I Barbarossa per confermarne uno analogo emesso nello stesso anno dal suo legato Rainaldo di Colonia. Successivamente si sviluppano anche le magistrature del podestà (documentato dal 1203) e del capitano del popolo (documentato dal 1251). Vi sono pure alcuni consigli, il principale dei quali è il Consiglio dei Ventiquattro. Nel 1203 si inizia a costruire la nuova pieve urbana, dedicata a Santa Maria, trasferendo l'antica pieve dalla località di Boccognano a un sito presso le mura e di prossima urbanizzazione[4].

All'inizio del XIII secolo si sviluppa un movimento eremitico autonomo, legato al vescovo diocesano, il cui insediamento maggiore è quello di Montevicchi (eremo sorto nel 1211). Attorno al 1213 viene donato a san Francesco d'Assisi l'eremo di Montecasale[5].

Nel corso del XIII secolo si insediano a Sansepolcro vari Ordini mendicanti: i Frati Minori (che fondano un primo convento a Pozzuolo negli anni '30 circa e si trasferiscono entro le mura nel 1258), i frati Eremiti di sant'Agostino (che costruiscono il loro convento urbano nel 1281, ma che dal 1249 circa erano fuori delle mura) e i frati Servi di santa Maria (che costruiscono un primo convento nel 1255 e quello definitivo nel 1294). Precoci anche le forme di vita religiosa femminile, con un monastero di damianite già presente nel 1228 e uno della congregazione benedettina della beata Santuccia fondato nel 1271. Attorno alla metà del XIV secolo si insedia nell'eremo di Vepre una comunità di Fraticelli di Monte Malbe[5].

Nel 1301 Borgo Sansepolcro passa sotto la signoria di Uguccione della Faggiuola e, un ventennio dopo, di Guido Tarlati. Dal 1335 al 1351 si ha un periodo di sottomissione a Perugia, città con la quale il Borgo era stato più volte alleato nel secolo precedente; dal 1351 al 1358 si impadroniscono di Sansepolcro i Visconti di Milano. Nel decennio successivo Sansepolcro si sottomette a Città di Castello. Successivamente ritorna a far parte dei domini pontifici, per essere poi ceduta nel 1370 ai Malatesta di Rimini. Quello della signoria malatestiana è considerato il periodo di maggior splendore della storia cittadina. Nel corso della terza decade del XV secolo divenne un feudo di diversi condottieri: Niccolò Fortebraccio detto il Piccinino e, successivamente, Bartolomeo d'Alviano e di nuovo per poco tempo Niccolò Fortebraccio.

Nei secoli XIII e XIV la città assume la caratteristica di città turrita, munita di una ventina di torri, pubbliche e private (alcune gestite da consorzi), tra le quali la più celebre è la Torre di Berta.

Nel corso della battaglia di Anghiari, combattuta il 29 giugno 1440, 2.000 uomini di Sansepolcro si uniscono all'esercito di Piccinino per combattere contro la lega pontificio-fiorentina. Nel 1441, sconfitto il Piccinino, Sansepolcro venne ceduta in pegno a Firenze per 25.000 ducati da papa Eugenio IV[6] Venticinque anni dopo, nel 1466, il comune, accogliendo le sollecitazioni di fra Fortunato Coppoli da Perugia, francescano dell'Osservanza, fonda il Monte di Pietà, il primo sorto nel territorio dell'attuale Toscana.

Nei secoli XIV-XV l'economia cittadina è particolarmente florida grazie alla coltivazione del guado, pianta usata nella tintura delle stoffe e commercializzata nei vicini porti adriatici.

Sansepolcro fortezza di confine[modifica | modifica wikitesto]

La fortezza medicea a Sansepolcro

Nell'ambito di un più ampio piano strategico, i Medici dotarono Sansepolcro di nuove mura. Le ultime modifiche alla cinta muraria furono effettuate nel XVI secolo da Giuliano da Sangallo che vi sperimentò le prime soluzioni di fortificazione alla moderna (ad oggi la Fortezza, elemento principale della fortificazione, versa in avanzato stato di degrado).

Sempre nel XV secolo, il Borgo venne identificato con il centro romano di Biturgia, citato da Claudio Tolomeo nella sua Geografia. L'ipotesi cinquecentesca (di cui rimane testimonianza in una delle forme usate per indicare gli abitanti: biturgensi) è stata scartata dalla storiografia moderna.

Significativo l'intervento sulle mura condotto negli anni '50 del XVI secolo su iniziativa di Cosimo I de' Medici, che intendeva fortificare il confine dello Stato fiorentino in vista della guerra contro Siena; per evitare la spesa di ampliare le mura, nel 1555 furono abbattuti i borghetti esterni, causando un notevole danno urbanistico alla città[7]. Nel corso del XVI Sansepolcro, elevata a sede vescovile da papa Leone X nel 1520 e insignita del titolo di "città", conosce un momento di fioritura artistica notevole, grazie anche alle aperture verso Roma (la famiglia degli Alberti) e alle vicine zone dell'Umbria (con i pittori Cristoforo Gherardi e Raffaellino dal Colle) e delle Marche (ancora con l'attivissimo Raffaellino dal Colle). Inoltre, il fatto che il territorio della nuova diocesi comprenda anche la Val di Bagno, in Romagna, contribuisce a creare profondi rapporti sociali e culturali con questa zona, all'interno della quale Sansepolcro, ancora per tutto il XVI secolo, si pone come crocevia e luogo di incontri economici e culturali. In questo periodo la città viene visitata da varie personalità: papa Clemente VII nel 1525 e nel 1532 e i granduchi di Toscana Ferdinando I e Cosimo II, rispettivamente nel 1593 e nel 1612

I secoli della crisi (XVII-XVIII)[modifica | modifica wikitesto]

L'inserimento di Sansepolcro in uno Stato fortemente accentrato sulla capitale, come quello fiorentino, provoca ricadute negative sull'economia locale, anche a motivo delle difficoltà causate ai commerci dalle dogane nel frattempo erette con il vicino Stato della Chiesa. Sul piano economico, nei secoli XVII e XVIII la città affronta un lungo periodo di crisi, che segna anche un notevole decremente demografico, dal quale si risolleverà nel corso del XIX secolo. Tra 1630 e 1632 una grave epidemia di peste, diffusa in tutta Italia, coinvolge anche l'Alta Valle del Tevere, ma Sansepolcro ne rimane pressoché esente grazie ai provvedimenti adottati dal vescovo, Filippo Salviati (1619-1634). Nonostante la crisi economica, nel XVIII secolo sono promossi radicali lavori di ristrutturazione di quasi tutte le chiese cittadine, che contribuiscono a eliminare molte delle testimonianze architettoniche medievali. L'intervento qualitativamente migliore è quello realizzato all'interno della chiesa di Santa Maria dei Servi. Notevoli i danni causati alla città dai terremoti del 1781 e del 1789; dopo quest'ultimo sono abbassate tutte le numerose torri medievali, ad eccezione della Torre di Berta. In questo periodo vi sono anche momenti di crescita. Sul piano culturale è da segnalare l'apertura di un collegio di Gesuiti nel 1638 e la fondazione dell'Accademia dei Risorti nel 1727 e di una scuola di Maestre Pie Venerini nel 1752. Con la legge granducale del 1º ottobre 1750 Sansepolcro fu riconosciuta tra le città nobili del Granducato di Toscana. A seguito di questo provvedimento, che confermava quanto concesso dal papa Leone X nel 1520, Sansepolcro ha mantenuto il titolo di città anche dopo la proclmazione del Regno d'Italia (17 marzo 1861) e successivamente anche nella Repubblica Italiana (2 giugno 1946) e lo stemma del Comune è sormontato dalla corona simbolo araldico della città.

Tra Risorgimento e fascismo[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni '20 del XIX secolo Sansepolcro conosce una lenta fase di progresso sociale ed economico grazie all'incanalamento dei fiumi, alle migliorie apportate a colture e allevamenti e alla nascita del pastificio Buitoni (1827), della Società Filarmonica dei Perseveranti (1828), dell'Accademia della Valle Tiberina Toscana (1830) e della Scuola di Disegno (1837). Nel 1861 la città entra a far parte del Regno d'Italia. L'isolamento che da secoli caratterizzava la città continua a rallentarne lo sviluppo industruale, che procede più lentamente che altrove. Solamente nel 1886 la costruzione della ferrovia Arezzo-Sansepolcro-Città di Castello-Gubbio-Fossato di Vico segna il primo passo verso il superamento dello storico isolamento, che era cominciato nel XVI secolo con l'accentuazione delle dogane tra Granducato di Toscana e Stato della Chiesa e l'accentramento del governo del granducato a Firenze. Nella seconda metà del XIX secolo il comune è rappresentato in parlamento dal senatore Giambattista Collacchioni (1814-1895), membro del Senato del Regno dal 1868 (X legislatura), quando viene nominato dal re Vittorio Emanuele II. Durante la prima guerra mondiale (1915-1918) anche il sindaco, Federico Nomi parte volontario. Nelle operazioni militari muoiono 176 Borghesi[8]. Nel 1927 un tentativo di riorganizzazione amministrativa dell'Alta Valle del Tevere andò fallito perché anziché unire il territorio in una sola provincia si tentò di trasferire tre comuni dalla Toscana alla Provincia di Perugia, facendo perdere a Sansepolcro il rango di capoluogo mandamentale e riducendo fortemente il peso politico ed economico della parte di territorio che rimaneva in Toscana. Per questi motivi, il comune di Sansepolcro rimase in Toscana e quello di Monterchi vi fu ricompreso nel 1938; solamente il comune di Monte Santa Maria Tiberina è rimasto in Provincia di Perugia. Durante la seconda guerra mondiale, nell'estate del 1944, il territorio comunale, attraversato dalla Linea Gotica, è coinvolto nel passaggio del fronte bellico. Dopo l'8 settembre 1943 gli esponenti politici lasciano la città, nella quale rimangono a guidare la vita pubblica il segretario comunale, cav. Arturo Bellini, e il vescovo, mons. Pompeo Ghezzi; assieme a loro collaborano alcuni cittadini, tra cui il sacerdote don Duilio Mengozzi e i medici dott. Carlo Vigo e dott. Raffaello Alessandri. Ghezzi e Mengozzi hanno svolto una notevole attività a favore degli sfollati, rimanendo vicino alla popolazione nelle drammatiche ore dell'estate 1944. Il Mengozzi ospitò nella propria abitazione canonica del Trebbio alcuni ebrei ricercati a motivo delle leggi razziali[9] e si adoperò per assistere malati e feriti nell'ospedale di Sansepolcro (tra i quali vi fu anche il filologo Attilio Momigliano[10]). Nel corso degli eventi di guerra è distrutta dai Tedeschi la Torre di Berta, isolata al centro dell'omonima piazza, simbolo della città[11]. Nell'autunno del 1944 vengono acquartierati a Sansepolcro parte dei soldati del corpo d'armata dell'esercito alleato guidato dal generale Władysław Anders, reduci dalla battaglia di Montecassino.

Nell'Italia repubblicana[modifica | modifica wikitesto]

Con le elezioni amministrative del 2 giugno 1946 l'alleanza tra Partito Comunista Italiano e Partito Socialista Italiano, allargata anche ad altri raggruppamenti minori, ottiene la maggioranza assoluta per il governo del comune. In questo modo si crea un quadro pressoché stabile, basato sulla convergenza tra PCI e PSI, che dura fino al 1975, salvo una parentesi di commissariamento tra 1961 e 1962. Alle elezioni amministrative di quell'anno il PCI ottenne la maggioranza assoluta, governando da solo fino al giugno 1990, quando l'alleanza quadripartitica di centro-sinistra tra Democrazia Cristiana, Partito Socialista Italiano, Partito Repubblicano Italiano e Partito Socialista Democratico Italiano vinse le elezioni. L'anno seguente è stato approvato lo statuto comunale. Alle amministrative del 1995, in un quadro politico nazionale e locale profondamente mutato, una coalizione di Centro-Sinistra ottenne la maggioranza assoluta, governando fino al 2004, ma aprendosi, nel corso delle due legislature, all'alleanza con altri soggetti di centro prima e con Rifondazione Comunista poi. Nel 2004 la nuova alleanza di centro-sinistra vince le elezioni, ma viene sfiduciata all'inizio del 2006. Dopo un breve periodo di commissariamento, nel 2006 a ottenere il governo della città è un'alleanza tra le forze di centro-destra, la lista civica locale e una lista ambientalista (con queste ultime due che usciranno dalla maggioranza nel corso della legislatura). Il 21 marzo 1998 Antonio Di Pietro ha fondato in un noto albergo di Sansepolcro il partito politico Italia dei Valori.

La seconda metà del XX secolo ha visto la realizzazione di importanti infrastrutture ferroviarie e viarie, quali la Ferrovia Centrale Umbra, di cui Sansepolcro è capolinea nord, nel 1959 e la strada di grande comunicazione E45 Orte-Ravenna.

A livello ecclesiale un momento particolarmente significativo è stato quello del dopoguerra, quando il vescovo Domenico Bornigia (1954-1963) ha dato vita a una serie di iniziative e di opere capaci di rivitalizzare la vita della Chiesa dopo il periodo difficile della seconda guerra mondiale. Tra le opere si ricordano il settimanale diocesano e il cinema cattolico (nel 1955) e la casa di esercizi spirituali di Montauto (1960), tuttora esistenti. Negli anni del Concilio Vaticano II la Diocesi di Sansepolcro, guidata dal vescovo Abele Conigli (1963-1967), è stata tra le prime in Italia a recepire le direttive conciliari, specialmente in ambito liturgico, missionario e di partecipazione dei laici.

Sul piano culturale il XX secolo è caratterizzato dalla presenza di numerosi pittori, sia dilettanti che professionisti, tra i quali si segnalano Franco Alessandrini, Giulio Gambassi, Gastone Lanfredini, Francesco D'Amore e Stefano Camaiti. In particolare è dagli inizi degli anni '70 del XX secolo che la vita culturale cittadina viene animata da varie mostre di pittura. Signfiicativo anche lo sviluppo del campo musicale, con la nascita delle due corali "Domenico Stella" nel 1968 e "Città di Piero" nel 1987. Dal 1984, inoltre, viene organizzata la "Biennale Internazionale del Merletto", affermatasi a livello europeo. Significativa anche la ripresa degli studi storici, già a partire dagli anni '30 del XX secolo con l'attività di mons. Ivano Ricci; a partire dagli anni '60 l'apertura dell'Archivio Vescovile prima e la riorganizzazione dell'Archivio Storico Comunale e della Biblioteca Comunale (nel 1975) hanno permesso la crescita degli studi storici ai quali, dal 1973, si affianca l'attività dei ricercatori del Gruppo Ricerche Archeologiche. Infine, va ricordata la pubblicazione della rivista storica "Pagine altotiberine", promossa nel 1997 dall'Associazione Storica dell'Alta Valle del Tevere.

Al risveglio della vita culturale ha contribuito anche la trasformazione del Palio della Balestra in rievocazione storica in costume nel 1951. Al palio si affiancano i Giochi di Bandiera e altre manifestazioni ispirate al Rinascimento (convivio rinascimentale, mercato di sant'Egidio, ...).

Nel 1988 viene realizzata a Sansepolcro la prima aviosuperficie di ogni tempo d'Italia con annesso eliporto: l'Aviosuperficie Palazzolo Avio.

Nel 1998, a Sansepolcro viene fondato il partito politico Italia dei Valori.

Il 13 maggio 2012 la città è stata visitata da papa Benedetto XVI in occasione delle celebrazioni per il millenario della Basilica Cattedrale e della città medesima.

Nell'ambito della ridefinizione delle presenze istituzionali periferiche legata alla riorganizzazione della spesa pubblica nel settembre 2013 è stata soppressa la sezione distaccata del Tribunale (mantenendo l'Ufficio del Giudice di Pace) e il 20 gennaio 2014 la Compagnia dei Carabinieri di Sansepolcro è stata rimodulata in Tenenza nell'ambito della Compagnia dei Carabinieri di Arezzo.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Nelle chiese della città sono conservate opere di altri importanti pittori del Rinascimento e del Manierismo, come Matteo di Giovanni, Luca Signorelli, Raffaellino del Colle, il Perugino e il Rosso Fiorentino (una celebre Deposizione).

La città conta un gran numero di chiese, oltre alla già citata Basilica Concattedrale (Duomo), in buona parte legate a monasteri, conventi e confraternite:

Altri edifici[modifica | modifica wikitesto]

I sindaci di Sansepolcro dall'unità d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1865 1902 Francesco Giovagnoli Sindaco
1902 1909 Francesco Lazzerini Sindaco
1909 1909 Luigi Massa PSI Sindaco
1909 1912 Luigi Bosi PSI Sindaco
1913 1914 Pietro Franceschi Marini Sindaco
1914 1914 Giovanni Battista Borghesi Sindaco
1914 1917 Federico Nomi PPI Sindaco
1917 1920 Angelo Stagni Commissario Prefettizio
1920 1922 Carlo Dragoni PSI Sindaco
1922 1922 Tito Marzi Commissario Prefettizio
1922 1922 Antonino Abbolito Commissario Prefettizio
1922 1927 Italiano Giorni PNF Sindaco
1927 1927 Adolfo Cucciati PNF Commissario Prefettizio
1927 1930 Pasquale Facchini PNF Podestà
1930 1931 Gherardo Buitoni PNF Commissario Prefettizio
1931 1935 Gherardo Buitoni PNF Podestà
1935 1935 Angiolo Mariucci PNF Podestà
1935 1939 Italiano Giorni PNF Podestà
1939 1939 Angiolo Continenza PNF Commissario Prefettizio
1939 1940 Giuseppe Buitoni PNF Podestà
1940 1941 Angiolo Mariucci PNF Commissario Prefettizio
1941 1943 Giuseppe Buitoni PNF Podestà
1943 1943 Angiolo Mariucci PNF Commissario Prefettizio
1944 1944 Renato Bizzarri Sindaco
1944 1946 Carlo Dragoni PSI Sindaco
1946 1951 Mario Baragli PSI Sindaco
1951 1961 Mario Ugolini PCI Sindaco
1961 1962 Francesco Vorìa Commissario Prefettizio
1963 1964 Athos Fiordelli PCI Sindaco
1964 1976 Ottorino Goretti PCI Sindaco
1976 1988 Ivano Del Furia PCI Sindaco
1988 1990 Giampaolo Mercati PCI Sindaco
1990 1995 Luigino Sarti PSI Sindaco
1995 2004 Dario Casini PDS, poi DS Sindaco
2004 2006 Alessio Ugolini DS Sindaco
2006 2006 Lorenzo Abbamondi Commissario Prefettizio
2006 2011 Franco Polcri centrodestra Sindaco
2011 in carica Daniela Frullani PD Sindaco

Persone legate a Sansepolcro[modifica | modifica wikitesto]

Centro relativamente periferico rispetto a quelli che oggi sono i maggiori centri della vita politica e culturale italiana, Sansepolcro ha dato i natali a numerose personalità di primo piano della storia nazionale, specialmente nei campi dell'arte e della scienza. Dopo l'unità nazionale, inoltre, alcuni suoi cittadini hanno ricoperto incarichi politici di livello nazionale. Non sono mancati nemmeno esponenti di primo piano nella vita della Chiesa né personaggi cui è stato riconosciuto il titolo di beato[12].

Artisti[modifica | modifica wikitesto]

Architetti[modifica | modifica wikitesto]

Astronauti[modifica | modifica wikitesto]

Letterati[modifica | modifica wikitesto]

Scienziati[modifica | modifica wikitesto]

Statua di Luca Pacioli eretta a Sansepolcro nel V centenario della nascita[13]

Industriali[modifica | modifica wikitesto]

Religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Politici[modifica | modifica wikitesto]

Partigiani[modifica | modifica wikitesto]

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Storici[modifica | modifica wikitesto]

Sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Aboca, Basilica, Cignano, Giardino, Gragnano, Gricignano, Melello, Montagna, Pocaia di sopra, Pocaia di sotto, Santa Fiora, Trebbio, Vannocchia.

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sansepolcro: Drappo della società dei balestrieri con fanti in costume storico
  • 1º settembre: alle ore 18.00 presentazione del drappo del Palio della Balestra e alle ore 21.30 il Palio di Sant'Egidio (in onore del santo fondatore della città assieme ad Arcano),
  • Il mercoledì che precede il Palio della Balestra in Piazza Torre di Berta alle ore 21.00 si svolge il Palio dei Rioni, tra i balestrieri di Porta Fiorentina contro quelli di Porta Romana.
  • Il sabato che precede il Palio della Balestra in Cattedrale alle ore 18.00: Offerta della Cera e alle ore 21.00 i Giochi di Bandiera.
  • Seconda domenica di settembre: celebrazione del Palio della Balestra tra i balestrieri di Sansepolcro e Gubbio, nella cornice di piazza Torre di Berta.
  • Settembre (anni pari): Biennale Internazionale del Merletto.
  • Luglio/Agosto: Kilowatt Festival, rassegna dedicata alla scena contemporanea del teatro, della danza, della musica e delle arti performative[14].
  • Mercato mensile di prodotti locali (Mercatale): terzo sabato del mese.

Istituzioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

Nata nel 1866 a seguito della confisca delle biblioteche conventuali, ha assunto un proprio regolamento nel 1905. Dal 1975 ha sede nel Palazzo Ducci - Del Rosso (Via XX Settembre 131). Conta circa 40.000 volumi (notevoli i fondi antichi, secc. XV-XVIII). Nell'anno 2012 è stata intitolata al nome di Dionisio Roberti, celebre umanista del XIV secolo, in relazione di amicizia con Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio[15].

  • Biblioteca Vescovile

Sorse nel 1991 da un'intuizione di mons. Ercole Agnoletti, che provvide al trasferimento nel Palazzo Vescovile dell'antica biblioteca del Seminario diocesano, occupandosi personalmente del trasferimento dei 13.700 volumi dal palazzo del seminario all'episcopio. A questo nucleo originario mons. Agnoletti aggiunse numerosi volumi di sua proprietà. La biblioteca si è formata anche grazie ai lasciti delle biblioteche personali di alcuni vescovi diocesani e al deposito di alcuni libri e periodici stampati in tipografie cittadine: questo ha permesso l'acquisizone di un patrimonio librario che supera l'ambito strettamente locale. Negli anni successivi il nucleo originario si è andato incrementando grazie a una serie di lasciti, tra i quali quelli delle intere biblioteche di don Armando Aputini e di mons. Duilio Mengozzi. Attualmente la Biblioteca Vescovile di Sansepolcro conta oltre 20.000 volumi. Tra i settori di interesse la storia, la teologia, la sacra scrittura, la letteratura italiana; particolarmente ricca la sezione locale, che raccoglie saggi sulla storia e la cultura della vasta area interregionale dell'Appennino Centrale compresa tra Toscana, Romagna, Marche e Umbria

  • Museo Civico

Nato nel 1975 dallo sviluppo dell'antica Pinacoteca Comunale, ha sede nel Palazzo della Residenza, già sede municipale fino al 1959.

Fondato nel 1975, costituisce una delle principali raccolte documentarie sulla seconda guerra mondiale, con una ricca sezione dedicata ai campi di sterminio. Attualmente ha sede in Palazzo Guidelli (Via Luca Pacioli).

  • Fondazione Piero della Francesca

Creata nel 1990, promuove attività di ricerca e divulgazione dell'opera di Piero della Francesca. Ha sede nella casa dell'artista (Via N. Aggiunti 71) e possiede una ricca biblioteca specializzata.

  • Società Balestrieri di Sansepolcro

che affonda le sue radici nel rinascimento toscano ed ha perpetuato ininterrottamente nel tempo il secolare Palio della Balestra.

  • Associazione Storica dell'Alta Valle del Tevere

Fondata nel 1996 allo scopo di promuove gli studi sulla storia e la cultura dell'Alta Valle del Tevere. Dal 1997 pubblica la rivista quadrimestrale "Pagine altotiberine" (ISSN 2039-4861).

Nata nel 1990 come Comitato per l'Obiezione di Coscienza, e assunta la denominazione attuale dopo l'approvazione della legge che sanciva la sospensione dell'obbligatorietà del servizio militare (2000), l'associazione si occupa della "promozione di una reale cultura della pace e della nonviolenza che costruisca un contenuto culturale all'ideale della convivenza pacifica tra popoli, religioni e persone"[16]. Organizza dal 1992 con cadenza biennale il Premio Nazionale Cultura della Pace[17].

Associazioni di volontariato ed educative[modifica | modifica wikitesto]

Nato dalla fusione dei gruppi Sansepolcro 1 e Città di Castello 3 nel 2007. La sede è a Sansepolcro presso le strutture della Chiesa dal sacro Cuore (Via Mario Mordaci), che era la sede del Sansepolcro 1. Il gruppo ha anche una sede al seminario di proprietà della Diocesi di Città di Castello per i Lupetti. Il fazzolettone è Indaco ( pianta che cresce nelle rive del Tevere) con i bordini Bianco e Verde.

  • Confraternita di Misericordia

L'esistenza di questa Confraternita è documentata dal 1338. Nel 1571 il comune di Sansepolcro le assegnò il compito di assistere i condannati a morte, ma continuò anche a gestire l'ospedale che aveva fondato nel XIV secolo. Soppressa dal granduca di Toscana nel 1785, venne rifondata dal vescovo di Sansepolcro Roberto Costaguti nel 1816, prendendo sede nel complesso monumentale di San Rocco e occupandosi di assistenza a feriti e malati. Nel 1927 si dotò della prima autoambulanza e dal 1994 svolge il servizio di pronto intervento 118. Attualmente è un'associazione di volontariato che opera nei settori del soccorso, dell'assistenza ai malati e della protezione civile, anche attraverso un proprio ambulatorio e un servizio di distribuzione di generi alimentari.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Il lago di Montedoglio, panorama sul versante comunale di Sansepolcro

Sansepolcro è stata più volte arrivo e partenza di tappa del Giro d'Italia:

  • Dal 2010 a Sansepolcro si svolge la Maratona degli Appennini-Granfondo Città di Sansepolcro, manifestazione ciclistica per le categorie amatoriali.

La squadra calcistica cittadina (S.S.D. Sansepolcro Calcio) milita attualmente in Serie D 2013-2014.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

La sua economia si basa sia sul settore agricolo, che ha un notevole sviluppo a valle, sia su quello manifatturiero e alimentare. A Sansepolcro, sono nate cinque aziende conosciute a livello internazionale: la Buitoni, fondata nel 1827, il maglificio Cose di Lana, le camicerie Ingram e Milena nel settore tessile, la Aboca S.p.A, società agricola che produce integratori alimentari e dispositivi medici contenenti erbe.

Nel settore artigianale rivestono una notevole importanza, sia dal punto di vista della qualità della lavorazione che per il ruolo nell'economia locale, l'oreficeria e il merletto a fuselli. Quest'ultima forma di artigianato si è sviluppata a partire dagli ultimi anni del XIX secolo; dal 1984 è organizzata la Biennale Internazionale del Merletto, promossa dal Centro Culturale di Sansepolcro. Vivace centro commerciale, nel centro storico hanno sede diversi negozi e pubblici esercizi la cui storia oltrepassa il mezzo secolo; tra i locali storici va ricordato almeno l'Albergo Fiorentino, in attività fin dal 1807. La fitta rete commerciale del centro storico e le strutture di grande distribuzione dei quartieri periferici e della Zona Industriale Altotevere fanno di Sansepolcro il principale centro commerciale dell'area appenninca compresa tra la Repubblica di San Marino e Perugia, punto di riferimento soprattutto per l'area appenninica romagnola e marchigiana. Questa caratteristica di area commerciale è stata riconosciuta già nel 1960 con l'inserimento di Sansepolcro nella Carta Commerciale Italiana come centro di mercato per gli acquisti non commerciali dell'intera area altotiberina[18].

Dal punto di vista storico, va citata la plurisecolare coltivazione e lavorazione di guado, una pianta da cui si ricavava un pigmento che dava tonalità di colore dal verde al celeste. L'industria del guado nella zona finì nel XIX secolo con l'avvento dei coloranti chimici; gli abitanti iniziarono a coltivare gelso per l'allevamento dei bachi da seta e la produzione di seta. Anche questa industria andò poi in crisi e il tentativo di riprenderne la produzione in età napoleonica non sortì effetti significativi.

Decorazioni[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Città posta nell'alta valle del Tevere, appartata dalle grandi linee di comunicazione, San Sepolcro, già forza propulsiva nella lotta al fascismo, non esitò, dopo l'otto settembre 1943, nelle sue scelte, aiutando centinaia di detenuti politici italiani e jugoslavi, evasi in massa dal campo di concentramento di Renicci, proteggendo ex prigionieri di guerra anglo-americani e concorrendo alla organizzazione delle formazioni partigiane della zona. In particolare, la lotta armata contro l'oppressore esplose il 19 marzo 1944, quando la popolazione, sostenuta da un reparto partigiano, si ribellò alle prepotenze dei repubblichini. Lo stesso reparto, alcuni giorni dopo, nella zona di Villa Santinelli, venne attaccato da preponderanti forze nazi-fasciste dotate di armi pesanti e mezzi blindati, e dopo strenua lotta dovette soccombere. I superstiti, malgrado l'esplicita ammirazione destata negli assedianti, furono immediatamente fucilati. L'ultimo e più significativo contributo di San Sepolcro alla lotta di liberazione fu l'arruolamento volontario di numerosi partigiani e giovani della zona nei gruppi di combattimento del rinnovato Esercito italiano, coi quali parteciparono onorevolmente alle ultime fasi della lotta per la libertà d'Italia.[19].»
— Sansepolcro, 8 settembre 1943 - 4 settembre 1944

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sansepolcro è gemellato con:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[20]
Nel primo secolo di storia dell'Italia unita il Comune di Sansepolcro ha conosciuto uno sviluppo demografico lento, ma costante, che ha portato a un aumento del 100% della popolazione tra 1861 e 1961, con un totale di residenti passato dai circa 7.000 del 1861 agli oltre 14.000 del 1961. Successivamente si è avuta una lunga fase di stasi, con il numero di residenti attestatosi sopra i 15.000. Con i primi anni del nuovo secolo si è innescata una nuova fase di incremento demografico, tanto che nel 2007 è stata superata la soglia del 16.000 residenti. Nel settembre 2010 gli abitanti censiti erano 16.391, scesi però a 16.108 nel 2011.

Stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.774 persone (erano 1.661 al 31 dicembre 2009), pari al 10,83% della popolazione comunale. Le nazionalità sono complessivamente 61; quelle maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 1200 6,22%

Romania Romania 600 3,99%

Kosovo Kosovo 340 2,24%

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2013.
  2. ^ http://www.eurometeo.com/italian/climate/city_LIQB/meteo_arezzo%20italia. URL consultato il 27-02-2011
  3. ^ V. Benini, Le origini di Sansepolcro. Una analisi, Sansepolcro, Arti Grafiche, 1978; G. Cecconi, Indagini su una genesi urbana (Borgo Sansepolcro), Selci-Lama, Pliniana, 1992; G. Cecconi, La Gens Voconia in Valtiberina e a Borgo Sansepolcro, Selci-Lama, Pliniana, 1994
  4. ^ L'atto è pubblicato in A. Czortek, Un'abbazia, un comune: Sansepolcro nei secoli XI-XIII, Città di Castello, Tibergraph, 1997, pp. 131-133
  5. ^ a b A. Czortek, A servizio dell'altissimo creatore. Aspetti di vita eremirica tra Umbria e Toscana nei secoli XIII-XIV, Assisi, Edizioni Porziuncola, 2010
  6. ^ Niccolò Machiavelli, Istorie fiorentine, libro VI § 3.
  7. ^ V. Donti-P. Labardi-M. Luongo, Il cantiere delle fortificazioni delle mura di Sansepolcro (1544-1565), in La Valtiberina Lorenzo e i Medici, a cura di G. Renzi, Firenze 1995, pp. 265-283
  8. ^ L'elenco completo è contenuto in http://www.storiatifernate.it/pubblicazioni.php?&cat=48&subcat=104&group=234&id=376 URL consultato il 18 dicembre 2011
  9. ^ Andrea Bertocci, I sacerdoti «eroi» che misero in salvo gli ebrei in Toscana Oggi, 26 gennaio 2007. URL consultato il 31 agosto 2010.
  10. ^ F. Polcri, Poesia e guerra: ricordo di Attilio Momigliano a Sansepolcro nel 1944, in 'Pagine altotiberine', 4, 1998, pp. 113-118
  11. ^ «La notte tra il 30 e il 31 luglio 1944 Sansepolcro ebbe le sue ultime devastazioni vandaliche. Se uno storico un giorno si accingerà a scrivere la storia di questa nostra città, difficilmente potrà trovare una qualsiasi ragione per giustificare l'operato dei tedeschi addetti alla devastazione. Non ragioni militari né tattiche né tantomeno strategiche» ( Giovanni Ugolini, È passata la rovina a Sansepolcro. Cronaca cittadina dall'8 settembre 1943 al 3 settembre 1944, riproduzione anastatica a cura del Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro della edizione del 1945, Sansepolcro, Grafiche Borgo, 2001, p. 43.)
  12. ^ Per maggiori informazioni sui cittadini celebri si può consultare E. Agnoletti, Personaggi di Sansepolcro, Sansepolcro, Arti Grafiche, 1986; informazioni anche in A. Tafi, Immagine di Borgo Sansepolcro, Cortona, Calosci, 1994 e in L. Coleschi, Storia della città di Sansepolcro, Città di Castello, Scipione Lapi, 1886
  13. ^ La statua è stata eretta con il contributo del comune e delle scuole di ragioneria in Giappone, come riportato nel piedestallo
  14. ^ Tra gli artisti che hanno partecipato dal 2003 a oggi al festival, diretto da Luca Ricci, ci sono Maria Paiato, Andrea Cosentino, Daniele Timpano. Su Kilowatt cfr. Franco Quadri, Quanta energia in questo Kilowatt in Repubblica, 24 luglio 2010, p. 38. URL consultato il 31 agosto 2010. Saverio Verini. «Spettatori, venite a scegliere i titoli». L'Unità, 11 gennaio 2011, p. 43. Alessandra Maggi, Linkfestival: irretiti dal divertimento in Corriere della Sera. URL consultato il 9 settembre 2009. Anna Bandettini, Teatro, al festival dei trentenni lo spettatore sceglie il suo show in Repubblica, 23 luglio 2010, p. 48. URL consultato il 31 agosto 2010.
  15. ^ Sito ufficiale della biblioteca di Sansepolcro.
  16. ^ Associazione Cultura della Pace
  17. ^ Premio Nazionale
  18. ^ http://www.rete.toscana.it/sett/pta/territorio/pit_2005_2010/quadro_conoscitivo/quadro_conoscitivo_parte_principale/allegati/Allegato_1_Quadro_Conoscitivo_4_12_06.pdf URL consultato il 31-10-2010
  19. ^ D.P.R. del 16-11-1988, pubblicato nella G.U. n.91 del 19-04-1989
  20. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ercole Agnoletti, I Vescovi di Sansepolcro, I, Sansepolcro, Boncompagni, 1972.
  • Ercole Agnoletti, I Vescovi di Sansepolcro, II, Sansepolcro, Boncompagni, 1973.
  • Ercole Agnoletti, I Vescovi di Sansepolcro, III, Sansepolcro, Boncompagni, 1974.
  • Ercole Agnoletti, I Vescovi di Sansepolcro, IV, Sansepolcro, Boncompagni, 1975.
  • Ercole Agnoletti, Le memorie di Sansepolcro, Sansepolcro, Arti Grafiche, 1986.
  • Ercole Agnoletti, Personaggi di Sansepolcro, Sansepolcro, Arti Grafiche, 1986.
  • Ercole Agnoletti, Sansepolcro nel periodo degli abati (1012-1521), Città di Castello, A.C. Grafiche, 1976.
  • James R. Banker, Death in the Community. Memoralization & Confraternities in an Italian Commune in the Late Middle Ages, Athens and London, University of Gerogia Press, 1988.
  • James R. Banker, The Culture of San Sepolcro During the Youth of Piero della Francesca, Ann Arbor, University Press, 2003.``
  • Attilio Brilli - F. Chieli, Sansepolcro e i suoi Musei, Arti Grafiche Motta, Milano, 2003
  • Lorenzo Coleschi, Storia della Città di Sansepolcro, Città di Castello, Scipione Lapi, 1886.
  • Andrea Czortek, Eremo, convento, città. Un frammento di storia francescana: Sansepolcro, secoli XIII-XV, Assisi, Porziuncola, 2007.
  • Andrea Czortek, Un'abbazia, un comune: Sansepolcro nei secoli XI-XIII, Città di Castello, Tibergraph Editore, 1997.
  • Franco Polcri, Sansepolcro città medicea di confine, Sansepolcro, Pro Loco "Vivere a Borgo Sansepolcro", 1987.
  • (a cura di) Giancarlo Renzi, La Valtiberina, Lorenzo e i Medici, Firenze, Leo S. Olschki, 1995.
  • Ivano Ricci, L'Abbazia camaldolese e la Cattedrale di S. Sepolcro, Sansepolcro, Boncompagni, 1943.
  • Ivano Ricci, Storia di (Borgo) Sansepolcro, Sansepolcro, Boncompagni, 1956.
  • Gian Paolo G. Scharf, Borgo San Sepolcro a metà del Quattrocento. Istituzioni e società (1440-1460), Firenze, Leo S. Olschki, 2003.
  • Angelo Tafi, Immagine di Borgo San Sepolcro, Cortona, Calosci, 1994.
  • Giovanni Ugolini, È passata la rovina a Sansepolcro. Cronaca cittadina dall'8 settembre 1943 al 3 settembre 1944, riproduzione anastatica a cura del Museo e biblioteca della Resistenza di Sansepolcro della edizione del 1945, Sansepolcro, Grafiche Borgo, 2001.

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