Dialetto cadorino

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« È imperioso il bisogno di vocabolarietti dialettali delle varietà di Auronzo, di Pieve di Cadore e dintorni, onde raccogliere materiale lessicale che forse in breve periodo di tempo può andare perduto per sempre. »
(Carlo Battisti, Prefazione al vocabolario ampezzano di A. Majoni del 1929 (p. XXXI))

Il Cadorino è una varietà della lingua ladina appartenente al gruppo romanzo della famiglia delle lingue indoeuropee parlata nella regione geografica del Cadore, ai piedi delle dolomiti, oggi in provincia di Belluno.

La regione cadorina o Cadore correttamente delineata nei suoi confini storici, costituisce una unità anche sotto il profilo linguistico [1].

Ciononostante si può facilmente constatare come il suo aspetto linguistico venga regolarmente ignorato costituendo una tradizione perpetuatasi fino ai giorni nostri[2].

Secondo il Pellegrini, il Cadore con tutta l'area dell'alta provincia di Belluno costituirebbe un'importante area linguistica in quanto conterrebbe la chiave per poter comprendere la stratificazione geolinguistica non soltanto della provincia di Belluno e Trento, ma di tutta l'Italia settentrionale[3].

Caratteristiche linguistiche[modifica | modifica sorgente]

I dialetti cadorini sono dialetti ladini [4]. È pur vero che i paesi più vicini al capoluogo, Pieve di Cadore, hanno perduto, forse da non molto, alcune caratteristiche arcaiche, ancora ben conservate marginalmente. Tuttavia sono ancora moltissimi i tratti fonetici, morfologici e lessicali che conferiscono alle parlate cadorine una posizione di autonomia sia dal ladino atesino che dal rustico bellunese sia pure arcaico. È del tutto inesatto, come lo suggerisce il Pellegrini separare nettamente i dialetti del Cadore Centrale e d'Oltrepiave e spesso anche d'Oltrechiusa rispetto all'ampezzano ed alle varietà dialettali del Comelico. È tuttavia ovvio che sia l'ampezzano che i dialetti comeliani conservino più abbondantemente i caratteri più arcaici (quindi più ladini)[5].

Fonetica[modifica | modifica sorgente]

Le caratteristiche del cadorino sono principalmente le seguenti:

  • La palatalizzazione di ca, ga con esito: č, ǧ.
  • Il mantenimento della -s finale di antica uscita nelle forme verbali della seconda persona singolare e nei plurali sigmatici (fenomeno pancadorino e non soltanto comelicano o ampezzano[6]).
  • La velarizzazione di /l/ (> /u/) anteconsonantica [7].
  • La dittongazione di «è» neolatino in posizione [8].
  • La desinenza in «òu», dei participi passati dei verbi della prima coniugazione.
  • La distinzione fra nominativo ed accusativo nella forma dei pronomi soggetto di prima e seconda persona singolare (ió e tū al nominativo in contrapposizione al veneto mi e ti [9], sia nominativo che accusativo)[10].

Questi fenomeni fonetici sono caratterizzanti dei dialetti ladini.[11].

Lessico[modifica | modifica sorgente]

  • Oltrepiave: nel lessico d'oltrepiave sono presenti quasi tutte le voci comuni dell'area dolomitica[12], quali: andèi, areà, asèi (avv.), audòla, bar, barànč, bariža, biéstra, bigòža, bìnba, bóa, bóra, bràma, bréa, brénte, bróśa, brùša, čalvéa, čanà, čamorža, čanèpa, čàpo, čàspe, dàša, debàndo, degorènte, delegà, drèi, èra, féda, festìn, gràmola, inbrižón, kóa, kodèi, komedón, konàio, konàstro, krépo, kròda, kuóde, lióda, màntia, masièra, menèstro (sorbo), mónde, mosìgol, mùia, nàuža, nìda, pàla, pàusa, pisàndol, pónta (polmonite), risča, rìśena, rodèla, rodolà, ròsčo, ruói, ruóiba, salòta, sàndola, śgirata, sorìźa, spiénda, stèla, stùa, tabià, tarnažón, tasón, tomà (vb.), tondì, trói, ùro, vàn, vâra, vèlma ecc.

Influenze[modifica | modifica sorgente]

« Il dialetto cadorino è un misto di etrusco, di latino, di greco, di slavo, di longobardo, di celtico-friulano, di tedesco, di francese: tutti regali che hanno fatto a noi, come all'altre parti d'Italia, quei graziosi nemici che sono venuti di quando in quando a visitarci. »
(Antonio Ronzon, Almanacco Cadorino 1873-1874)

Influenza celtica e venetica[modifica | modifica sorgente]

Il quadro sociolinguistico della regione cadorina in età preromana si definisce sulla base delle fonti epigrafiche fin qui pervenuteci che è di tipo esclusivamente venetico. Tuttavia l'alta incidenza complessiva dei celtismi, riscontrabili ad esempio nelle iscrizioni di Lagole, dimostrano che almeno la metà dei nomi sono riconducibili appunto all'onomastica celtica. Questa fenomenologia dimostra con certezza la loro presenza stabile in centro Cadore mentre la statistica delle basi documentali tende a dimostrare una composizione etnica mista, nella quale appunto l'elemento celtico non era certamente minoritario rispetto a quello paleoveneto[13].

Influenza friulano-carnica[modifica | modifica sorgente]

Anticamente[14] i cadorini, appendice dei carnici friulani, si spinsero ad ovest colonizzando tutta l'area cadorina attuale raggiungendo Cortina d'Ampezzo[15] (nata come centenaro cadorino passata in seguito all'Austria per circa quattro secoli a partire dai primi del Cinquecento). Dal punto di vista linguistico i cadorini conservarono varie particolarità della loro favella friulana (di substrato gallo-carnico) e i loro dialetti, con originari tratti friulani appunto, in parte ancora vivi[16], probabilmente divergevano soltanto lievemente per alcune preferenze lessicali, e non tanto nella fonetica e nella morfologia[17].

Influenza veneta[modifica | modifica sorgente]

Tutto il Cadore ha risentito dell'influenza delle confinanti parlate venete (restando più chiuso nel Comelico che confina con la germanofona Val di Sesto e che include l'enclave linguistica di Sappada). Tuttavia definire i dialetti cadorini « veneti » e non « ladini », per l'aspetto linguistico, pare ora, una affermazione del tutto inesatta e del tutto inopportuna. Infatti, come lo attesta Giovan Battista Pellegrini, se i dialetti cadorini si differenziano alquanto, per vari particolari, dai dialetti atesini, conservano tuttavia a pieno i parametri fissati dall'Ascoli[18] per la definizione di «ladino»; e va aggiunto che il lessico conferma ancor più tale affermazione poiché anche in fase sincronica è ancora ben conservato e rivela le caratteristiche della Cisalpina arcaica, spesso in opposizione al veneto[19]. Le caratteristiche non ladine, in genere proprio di influsso veneto, vanno considerate come fatti di ristrutturazione seriore che non cancellano però la struttura preesistente[20]. Che siano Cadorini anche gli ampezzani, in quanto hanno avuto minori contatti con i Ladini del Sella (atesini), è cosa certa[21]. Il Cadore con Cortina (fino al 1511) e il Comelico ebbe una sola storia civile, religiosa ed anche linguistica.

Non è chiaro se le due entità veneta e ladina siano da considerarsi distinte, oltre che dal punto di vista linguistico, anche su quello etnologico più generale, oppure anche su quello razziale[senza fonte]: gli studiosi oggi tendono a ritenere che l'avanzamento del veneto a scapito del ladino non sia dovuto tanto a migrazioni fisiche quanto all'assimilazione culturale dei ladini rispetto alla parlata veneta. In sostanza sarebbero soltanto le isoglosse a spostarsi nel tempo, con spinte culturali ed in genere col prestigio (dovuto a fattori vari), e non le popolazioni in quanto tali, quantunque migrazioni di qualche entità siano comunque storicamente documentate [22]. Mentre i ladini atesini hanno subìto profondamente l'influenza della lingua e della cultura tedesca, quelli del Cadore, per ragioni storico/politiche e geografiche, hanno subito l'influsso veneto prendendo a prestito dai dialetti tirolesi soltanto un numero limitato di parole[23][24]

Riconoscimento provinciale[modifica | modifica sorgente]

In Provincia di Belluno, grazie alla normativa sulle minoranze linguistiche storiche (legge 482/1999), sono stati riconosciuti ladini i comuni del Cadore, insieme a quelli del Comelico, dell'Agordino, dell'alta val Cordevole e della Val di Zoldo. Dal 15 dicembre 2003 è attivo l'Istituto Ladin de la Dolomites (Istituto Culturale delle Comunità dei Ladini Storici delle Dolomiti Bellunesi), con sede a Borca[25].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Giovan Battista Pellegrini, I dialetti ladino-cadorini, Miscellanea di studi alla memoria di Carlo Battisti, Firenze, Istituto di studi per l'Alto Adige, 1979
  2. ^ Giovan Battista Pellegrini, La genesi del retoromanzo (o ladino), Max Niemeyer Verlag Tübingen, 1991
  3. ^ Giovan Battista Pellegrini, La genesi del retoromanzo (o ladino), Max Niemeyer Verlag Tübingen, 1991
  4. ^ In quanto conservano a pieno i parametri fissati dall'Ascoli per la definizione di «'ladino'».
  5. ^ Giovan Battista Pellegrini, Cenni di bibliografia dialettologica cadorina, Firenze, Istituto di studi per l'Alto Adige, 1979
  6. ^ Giovan Battista Pellegrini, Studi storico-linguistici bellunesi e alpini, Archivio storico di Belluno, Feltre e Cadore, 1992
  7. ^ numerosi gli esempi: àuto 'alto', àutro 'altro'
  8. ^ la dittongazione di « è » neolatino in posizione (chiuso), compare come: liéto 'letto'
  9. ^ Dal latino mihi e tibi
  10. ^ Ciò conferisce a tutto l'idioma cadorino un'ulteriore conferma dell'identità ladina come lo dimostra Giovan Battista Pellegrini nel saggio: I dialetti ladino-cadorini, Miscellanea di studi alla memoria di Carlo Battisti, Firenze, Istituto di studi per l'Alto Adige, 1979
  11. ^ Loredana Corrà, docente di linguistica all'Università di Padova, 'Una breve nota linguistica'
  12. ^ Raccolta di saggi lessicali in area veneta e alpina, Contributo al lessico dell'oltrpiave cadorino a cura di Gianpietro De Donà e Lina De Donà Fabbro, Centro Studio per la dialettologia italiana “O. Parlàngeli” a cura di Giovan Battista Pellegrini, Consiglio Nazionale delle Ricerche, 1993
  13. ^ Anna Marinetti, Aspetti della romanizzazione linguistica nella Cisalpina orientale, Patria diversis gentibus una? Unità politica e identità etniche nell'Italia antica, pp. 147-169, PISA, ETS, 2008
  14. ^ Fin dall'antichità, il Cadore, attraverso il Municipium di Iulium Carnicum fu alle dipendenze del Friuli e successivamente fu alle dipendenze del Patriarcato di Aquileia per tutta l'epoca medievale ed in parte moderna. Per i legami etnici, politico-amministrativi e linguistici tra il Cadore antico e medievale vedere anche il Contributo allo studio della romanizzazione della provincia di Belluno di Giovan Battista Pellegrini, Padova 1949, pp. 11-13, come pure La lingua venetica I, Padova-Firenze 1967, pp. 455-457 oppure Pier Silverio LEICHT, Parlamento friulano I (1228 - 1420), Bologna 1920.
  15. ^ Ad esempio la Carnia arcaica offre continuatori di vespix-ice (REW 8275b) con cambio di suffisso, véspol, véspul, véspal, veskul (Ovaro), nel senso di "fitto cespuglio" poi "faggio" diventa véspola a Candide, Dosoledo Campolongo, véspola a San Pietro e véspora a Cortina (Majoini p. 135) e Vesporié, derivato in -etum del prec., nella toponomastica sempre di Cortina d'Ampezzo (Battisti, DTA, III 3, 183).
  16. ^ Pellegrini 1986 XII – XIII
  17. ^ Giovan Battista Pellegrini, La genesi del retoromanzo (o ladino), Max Niemeyer Verlag Tübingen, 1991
  18. ^ Ascoli Graziadio Isaia, Saggi ladini, "Archivio Glottologico Italiano", I, 1873.
  19. ^ Giovan Battista Pellegrini, I dialetti ladino-cadorini, Miscellanea di studi alla memoria di Carlo Battisti, Firenze, Istituto di studi per l'Alto Adige, 1979, pp. 245-265
  20. ^ Alberto Zamboni, I dialetti cadorini, in Pellegrini - Sacco (1984), pp. 45-83
  21. ^ Giovan Battista Pellegrini, I dialetti ladino-cadorini, Miscellanea di studi alla memoria di Carlo Battisti, Firenze, Istituto di studi per l'Alto Adige, 1979
  22. ^ Giovan Battista Pellegrini, La genesi del retoromanzo (o ladino), Max Niemeyer Verlag Tübingen, 1991
  23. ^ Giovan Battista Pellegrini, Studi storico-linguistici bellunesi e alpini, Archivio storico di Belluno, Feltre e Cadore, 1992
  24. ^ "Luigi Guglielmi, I dialetti ladini bellunesi e i limiti della dialettometria - A proposito dell'articolo di Roland Bauer" (Istituto Ladin de la Dolomites - Borca di Cadore).. URL consultato il 13 agosto 2012.
  25. ^ La sede secondaria di Selva di Cadore è stata soppressa a fine 2007

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ascoli Graziadio Isaia, Saggi ladini, "Archivio Glottologico Italiano", I, 1873.
  • Giovan Battista Pellegrini, I dialetti ladino-cadorini, Miscellanea di studi alla memoria di Carlo Battisti, Firenze, Istituto di studi per l'Alto Adige, 1979, pp. 245-265
  • Giovan Battista Pellegrini, Il museo Archeologico cadorino e il Cadore preromano e romano, pp. 215-238, Magnifica Comunità di Cadore – Regione Veneto, 1991
  • Giovan Battista Pellegrini, La genesi del retoromanzo (o ladino), Max Niemeyer Verlag Tübingen, 1991
  • Carlo Battisti, Prefazione al vocabolario ampezzano di A. Majoni del 1929
  • Loredana Corrà, Una breve nota linguistica
  • Giovan Battista Pellegrini, Raccolta di saggi lessicali in area veneta e alpina, Centro Studio per la dialettologia italiana “Oronzo Parlàngeli”, Consiglio Nazionale delle Ricerche, 1993
  • Giovan Battista Pellegrini, Studi storico-linguistici bellunesi e alpini, Archivio storico di Belluno, Feltre e Cadore, 1992
  • Anna Marinetti, Aspetti della romanizzazione linguistica nella Cisalpina orientale, Patria diversis gentibus una? Unità politica e identità etniche nell'Italia antica, PISA, ETS, 2008
  • Maria Teresa Vigolo – Paola Barbierato, Convergenze cadorino-friulane in ambito toponomastico, Atti del secondo convegno di Toponomastica Friulana (Udine 22 e 23 novembre 2002), in Quaderni di toponomastica friulana, Società Filologica Friulana, Udine 2007.

Testi in ladino cadorino[modifica | modifica sorgente]

Poesie

Ricerche CNR[modifica | modifica sorgente]

  • Vigolo M. T., Barbierato P. : Elaborazione di 400 lemmi del Glossario del cadorino antico attraverso i testi giuridici a cura del CNR Anno: 2003
  • Giovan Battista Pellegrini, Raccolta di saggi lessicali in area veneta e alpina, Centro Studio per la dialettologia italiana “Oronzo Parlàngeli”, CNR Anno 1993

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]