San Giovanni Valdarno

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San Giovanni Valdarno
comune
San Giovanni Valdarno – Stemma San Giovanni Valdarno – Bandiera
San Giovanni Valdarno – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Tuscany.svg Toscana
Provincia Provincia di Arezzo-Stemma.png Arezzo
Sindaco Maurizio Viligiardi (PD) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 43°33′52″N 11°31′58″E / 43.564444°N 11.532778°E43.564444; 11.532778 (San Giovanni Valdarno)Coordinate: 43°33′52″N 11°31′58″E / 43.564444°N 11.532778°E43.564444; 11.532778 (San Giovanni Valdarno)
Altitudine 134 m s.l.m.
Superficie 21,33 km²
Abitanti 17 118[1] (31-12-2010)
Densità 802,53 ab./km²
Frazioni Badiola I, Badiola II, Vacchereccia, Vacchereccia Fattoria
Comuni confinanti Castelfranco Piandiscò, Cavriglia, Figline e Incisa Valdarno (FI), Montevarchi, Terranuova Bracciolini
Altre informazioni
Cod. postale 52027
Prefisso 055
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 051033
Cod. catastale H901
Targa AR
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 937 GG[2]
Nome abitanti sangiovannesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
San Giovanni Valdarno
Posizione del comune di San Giovanni Valdarno all'interno della provincia di Arezzo
Posizione del comune di San Giovanni Valdarno all'interno della provincia di Arezzo
Sito istituzionale


San Giovanni Valdarno è un comune italiano di 17.141 abitanti della provincia di Arezzo in Toscana. Come indica il suo nome, si trova nella valle del fiume Arno. All'origine (1296) si chiamava Castel San Giovanni. Venne edificato per conto di Firenze sui progetti che Arnolfo di Cambio elaborava per realizzare gli avamposti del governo centrale, le "terre nuove fiorentine" (non vi è la certezza della diretta partecipazione dell'urbanista ai lavori). La struttura urbanistica del centro storico richiama l'organizzazione della città romana, con grande piazza centrale dalla quale partono i due assi principali perpendicolari tra loro, dai quali nascono le strade secondarie.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La fondazione e il controllo fiorentino[modifica | modifica sorgente]

Tra la fine del XIII ed il XIV l'area del comune ancora oggi denominata Valdarno Superiore non era ancora inserita in modo stabile nell'ambito del contado di Firenze; a questo scopo il capoluogo fiorentino decise di consolidare il controllo dell'intera area dell'Arno attraverso un complesso sistema di presidi militari.

I centri abitati già esistenti vengono difesi con la creazione di cinte murarie come nella località di Montevarchi, mentre al tempo stesso vengono fondate tre nuove città, prontamente munite di difese murarie. La fondazione dei comuni di San Giovanni e Castelfranco risale infatti, secondo lo storico Giovanni Villani, al 1296, mentre una provvisione del 26 gennaio 1299 prevedeva la costruzione della terza città, Terranuova Bracciolini, che viene popolata soprattutto grazie alla vicina città di Castello San Giovanni. I coloni venivano incentivati attraverso notevoli sgravi fiscali, ma sebbene Firenze stessa si fosse accollata la parte economica di queste nuove costruzioni, a loro spettava sempre la manodopera manuale e l'edificazione delle nuove abitazioni.

I tre paesi dovevano essere prevalentemente agricoli, e come tale venne stabilito che nessun nobile potesse risiedervi stabilmente, ma potesse mantenervi dei possedimenti terrieri o edilizi.

Foto aerea del centro storico di San Giovanni Valdarno che ben evidenzia la struttura quadrangolare e ordinata della città

La costruzione delle nuove mura[modifica | modifica sorgente]

Firenze lamentò in quest'epoca una certa lentezza nell'esecuzione di questi lavori di edificazione e fortificazione che esponeva l'intera area ad attacchi sempre più frequenti, soprattutto ad opera dei pisani e della vicina Arezzo. Già nel 1352, un rapporto locale indica che le mura risultano in pessime condizioni e come tale, tra il 1356 ed il 1363 la cinta muraria viene ristrutturata e rafforzata, portando a ventiquattro il numero delle torri difensive. Dopo la conquista di Arezzo, lo stato fiorentino deve ora scontrarsi con la politica espansionistica dei Visconti di Milano che mirano ad impadronirsi delle terre dell'Emilia e della Toscana. Questo fa sì che il paese di San Giovanni mantenga la propria funzione di presidio militare di rilievo.

Il Vicariato del Valdarno[modifica | modifica sorgente]

Dopo secoli di lotte interne, la Valle dell'Arno vive tra la fine del XIV secolo e l'inizio del XV secolo un periodo di relativa pace che consente al paese di San Giovanni Valdarno di svilupparsi internamente. A ques'epoca risale il Palazzo Pretorio che fino al 1401 fu sede del Podestà di San Giovanni e che invece, dagli inizi del XV secolo, accolse anche i Vicari del Valdarno Superiore. Questi vicari avevano una giurisdizione sui territori dei comuni di Greve, Pontassieve, Incisa, Figline, Cascia di Reggello, Castelfranco di Sopra, Terranuova, Montevarchi, Bucine, Laterina.

Dai Visconti alla peste[modifica | modifica sorgente]

Nel 1431 diversi centri della Valle dell'Arno vengono colti impreparati per l'ennesima volta dai temuti attacchi dei Visconti, a cui ben presto, nel 1478, si sostituiscono quelli dell'esercito papale di Sisto IV che invadono la Valle dell'Arno e conquistano i paesi di San Giovanni e Montevarchi. Come se non bastasse, l'anno successivo a San Giovanni si sviluppò una grande epidemia di peste che sterminò i due terzi della popolazione cittadina. La cittadinanza, ripresasi dagli sconvolgimenti, eresse l'Oratorio della Madonna delle Grazie.

La decadenza del ruolo strategico[modifica | modifica sorgente]

Un marzocco fiorentino sul modello di quello del Palazzo di Arnolfo di San Giovanni Valdarno

Nel XVI secolo ormai l'area compresa nel contado Fiorentino è ormai consolidata nei suoi possedimenti e gran parte dell'area di Arezzo è al sicuro. Questo fatto fa perdere ovviamente d'importanza tutti quei comuni che avevano svolto funzioni strategiche rilevanti nell'area e lungo tutto il corso del fiume Arno. Il paese di San Giovanni si ridimensiona anche sotto l'aspetto economico, in quanto la politica immobiliare portata avanti dalla borghesia fiorentina, fece passare in secondo piano il ruolo commerciale del centro. Da segnalare, per il periodo, è la ristrutturazione delle mura cittadine, seriamente danneggiate nei primi anni del XVI secolo da una delle frequenti e devastanti piene dell'Arno.

Il governo degli Asburgo-Lorena[modifica | modifica sorgente]

La rinascita (anche demografica) del paese si registrò invece a partire dal periodo di amministrazione austriaca. Le riforme del Granduca Pietro Leopoldo che tendevano a consentire una certa autonomia alle identità locali segnano, tra il 1772 e il 1774, la fine dei vicariati e delle podesterie dei paesi del corso dell'Arno. La politica del Granduca, fortemente favorevole all'agricoltura, promosse grandi opere di canalizzazione e bonifica delle terre della valle, il che permise un maggiore sfruttamento dell'area. A San Giovanni la ripresa è documentata dall'intensa opera di ristrutturazione e di ammodernamento di importanti palazzi del centro cittadino.

Dai primi dell'Ottocento all'unità d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Sotto il governo napoleonico, San Giovanni Valdarno è compresa nel Dipartimento dell'Arno. Nel 1848, per decreto del granduca, vengono definitivamente soppressi i vicariati e le podesterie e il paese perde anche il controllo della frazione di Cavriglia, divenuta così comune autonomo, entrando nello stesso anno a far parte della provincia di Arezzo. Questo passaggio viene poi confermato nel 1862 dopo l'unità d'Italia e dopo l'annessione della Toscana ai domini piemontesi con il plebiscito del 1859. Il comune di San Giovanni Valdarno, però, da sempre fedele a Firenze e legato al capoluogo da profonda devozione storica, chiese inutilmente di essere reintegrato in quella provincia con una raccolta di 484 firme dei personaggi più in vista del paese.

Il Novecento[modifica | modifica sorgente]

San Giovanni Valdarno, già dalla fine dell'Ottocento, conosce un periodo di forte crescita e riqualificazione. Notevole è l'impegno sindacale e operaio dell'area, che si distingue anche in ambito fiorentino ed aretino per impegno sociale. La Seconda guerra mondiale, però, spezza l'illusione di benessere della cittadinanza danneggiando seriamente le principali strutture produttive agricole e industriali della città. Il dopoguerra, di conseguenza, è incentrato sulla ripresa economica del centro e da un consequenziale aumento demografico. Sul finire degli anni settanta iniziò anche il recupero del centro storico, fortemente degradato dagli eventi bellici e dalla scarsa manutenzione operata già dai primi del Novecento. Il fatto comportò uno studio completo per la riqualifica delle case più antiche.

Lo stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma del comune di San Giovanni Valdarno ha origini molto antiche. Esso venne probabilmente realizzato alla fondazione della città e rappresenta la figura di San Giovanni Battista, patrono della città e patrono di Firenze (a cui la città è sempre stata indissolubilmente legata), stante e benedicente, al naturale, posto su un prato verde, il tutto su uno scudo d'azzurro. Un simbolo molto importante è il Marzocco, posto davanti alla porta del Palazzo di Arnolfo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo d'Arnolfo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzo d'Arnolfo.
Palazzo d'Arnolfo

Il Palazzo Pretorio, noto soprattutto con il nome di Palazzo d'Arnolfo (dal nome di Arnolfo di Cambio), è un palazzo duecentesco che costituì per secoli il centro di potere del paese di San Giovanni Valdarno.

Il Palazzaccio[modifica | modifica sorgente]

Detto anche Palazzo Salviati, è di origine trecentesca, ma presenta anche modifiche successive. La facciata si propone singolare, ricordando i modelli dell'architettura toscana del tardo Rinascimento, col tipico utilizzo della sovrapposizione di logge ad archi ribassati nei primi due ordini e architravati a terrazza sul terzo.

La Pieve di San Giovanni Battista

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.794 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il miracolo di Monna Tancia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1478 la peste uccise la maggior parte della popolazione di Castel San Giovanni. Tra i superstiti c'era un bambino di tre mesi di nome Lorenzo che, morta la madre Santa e il padre Francesco, rimase con la nonna paterna Monna Tancia di 75 anni. A causa della paura del contagio e della povertà la donna non trovò una nutrice e allora si rivolse supplichevole alla Madonna raffigurata all'esterno della porta (porta di S.Lorenzo) del castello. La notte miracolsamente l'anziana donna sentì uscire dai suoi seni il latte con cui nutrì il nipote. La notizia del miracolo si diffuse in tutta la Toscana richiamando un grande numero di fedeli e anche Lorenzo de' Medici accorse per essere testimone oculare. Attorno all'immagine sacra, per il grande affluire di fedeli, fu eretta una cappella (nel 1484) che poi diventerà la Basilica dove a sinistra dell'altare si trova ancora una rappresentazione del miracolo.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Università[modifica | modifica sorgente]

Dal 2001 è sede di un distaccamento dell'università di Siena grazie alla costruzione del Centro di Geotecnologie. La sede universitaria ha un corso di laurea triennale in Geotecnologie e un corso di laurea specialistica in Geologia Applicata.
È sede anche di un distaccamento dell'università di Firenze con un Corso di Laurea in Infermieristica.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

  • Stufato alla Sangiovannese, ricetta segreta legata alla tradizione degli Uffizi nei saloni della Basilica di Santa Maria delle Grazie.
  • Tarese, uno speciale tipo di pancetta "stesa" locale, molto saporita, di grandi dimensioni, talvolta di cm. 50 per cm.80.

Eventi e tradizioni popolari[modifica | modifica sorgente]

  • Uffizi di Carnevale
  • Carnevale Sangiovannese
  • Festa della Salacca
  • Valdarno Cinema Fedic [1]
  • Premio Marco Melani
  • Giugno Sangiovannese
  • Europlà, Festa Internazionale del Teatro comico di Strada
  • Giugno Sport
  • Fierucola
  • Festa della Rificolona
  • Festa del Perdono
  • Notte Bianca
  • Notte del Tucano
  • La Corrida (La Perla)
  • Cibo in strada show
  • Anteprima cibo in strada show
  • #showme!


Persone legate a San Giovanni Valdarno[modifica | modifica sorgente]

San Giovanni Valdarno vanta numerosi personaggi di fama nazionale ed internazionale che qui sono nati, morti o hanno vissuto per gran parte della propria vita:

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

San Giovanni Valdarno, Palazzo Pretorio con il tram

Dal 1914 al 1936 la città era collegata a Montevarchi mediante la tranvia Valdarnese, una linea a trazione elettrica gestita dalla Società per la trazione elettrica del Valdarno superiore (STV). Tale infrastruttura svolse un ruolo essenziale nello sviluppo industriale della zona, arrivando a trasportare più di 1.300.000 viaggiatori l'anno. Il capolinea originario della tranvia, abbandonato nel 1934, era ubicato davanti alla stazione ferroviaria, posta lungo la linea Firenze-Roma.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

San Giovanni Valdarno è gemellato con:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale società calcistica di San Giovanni Valdarno è la A.C. Sangiovannese 1927, che milita attualmente in Eccellenza, poiché non è riuscita a iscriversi né alla Lega Pro Seconda Divisione, né alla Serie D per la stagione 2011-2012 per inadempienze finanziarie. Recentemente aveva anche raggiunto il suo massimo traguardo, con la qualificazione ai playoff nella Serie C1 2005-2006. Ha cambiato anche denominazione, ripartendo come Associazione Sportiva Dilettantistica San Giovanni Valdarno, avendo abbandonato il calcio professionistico dopo 26 partecipazioni totali (di cui 10 consecutive) in più di ottant'anni di storia. San Giovanni Valdarno annovera inoltre nel panorama arbitrale italiano l'assistente internazionale (dal 2012) Lorenzo Manganelli.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Simonetta Berbeglia, L'“uomo murato” in San Lorenzo nei racconti dei viaggiatori stranieri, Memorie Valdarnesi, 2007.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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