Dialetto modenese
Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, nella nomenclatura delle voci viene usato il termine lingua se riconosciute tali nelle norme ISO 639-1, 639-2 o 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine dialetto.
| Dialetto modenese (Mudnés) | |
|---|---|
| Parlato in | Italia |
| Regioni | Provincia di Modena |
| Persone | ~330 mila |
| Classifica | non nelle prime 100 |
| Filogenesi | Indoeuropee Italiche Romanze Italo-occidentali Occidentali Galloiberiche Galloromanze Galloitaliche Emiliano-romagnolo Emiliano Dialetto modenese |
| Codici di classificazione | |
| ISO 639-2 | roa |
| SIL | EML (EN) |
| Estratto in lingua | |
| Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1 Tótt i cristiàn i nàsen lébber e cumpàgn in dignitê e dirétt. I én dutèdi ed ragiòun e d'cusèinsa e i gh'àn da cumpurtères l'un vérs cl'èter in cum s'i fóssen fradèl. |
|
Il dialetto modenese è una varietà dialettale della lingua emiliano-romagnola appartenente al più vasto gruppo linguistico gallo-italico, parlato principalmente nella provincia di Modena.
Più specificatamente, insieme al reggiano, forma la variante centrale dell'emiliano.
Indice |
Storia [modifica]
Il dialetto modenese è di origine neo-latina, formata dal latino volgare che si è innestato sull'idioma parlato dai precedenti abitanti, i Galli Boi, nel momento dell’occupazione dell'Emilia da parte dei Romani. I galli, o celti, hanno lasciato un retaggio riscontrabile ancora in parole di uso comune, come ad esempio “scràna” ('sedia')[1].
Nel 500 d.C. la città viene invasa dai Longobardi; essi introducono, oltre a nuovi lemmi[2] , l'uso di vocali semiaperte, come la á di páss (leggasi pæss). Tuttavia, il triangolo Soliera-Castelnuovo-Brescello resistette a questa "invasione" linguistica (tant'è che né il dialetto reggiano, né il modenese della parte ovest della provincia, hanno mai subito quest'influenza).
Durante gli anni del Ducato di Modena e Reggio, gli austriaci invadono la città per 7 anni (1741-1748); la loro presenza fa sì che il dialetto prenda qualche prestito linguistico dal tedesco [3].
Nel 1796 l'esercito francese, guidato da Napoleone, entra nel ducato e vi resta fino al 1814; la permanenza delle truppe francesi e l'entrata nell'esercito napoleonico da parte di molti volontari modenesi portò una vastissima influenza francese sul dialetto, sia come nuovi termini[4], sia come regole grammaticali (un buon esempio è la costruzione della negazione).
Nel 1859 Vittorio Emanuele II annette il Ducato al Regno di Italia; il dialetto subisce moltissimo l'influenza dell'italiano, influenza che persiste fino ai giorni nostri. Questa "italianizzazione forzata" ha causato un notevole impoverimento del dialetto modenese, che ha perso molti suoi termini arcaici in favore di nuovi termini "italianizzati".
Diffusione [modifica]
Il modenese è parlato principalmente dalle generazioni più anziane, per le quali è la lingua principale; le generazioni più giovani ne stanno perdendo l'uso, a favore dell'italiano.
Secondo Ethnologue e l'ISTAT, il numero di persone che conoscono questo dialetto è stimabile intorno ai 330.000 locutori (2005), ossia circa il 51% degli abitanti della provincia di Modena (escluso Castelfranco Emilia); questo numerò è in calo, in quanto il numero dei parlanti era stimato in 380.000 unità nel 1980 (78%) e in 430.000 nel 1950 (99%).
Varianti del dialetto modenese [modifica]
Rispetto al dialetto della città di Modena, chiamato talvolta modenese di città [a] (la varietà trattatta da questa voce), si possono riconoscere tre varianti del modenese[b] all'interno della provincia:
- Il mirandolese (parlato nei comuni di Mirandola, Finale Emilia, San Felice sul Panaro, Camposanto, Cavezzo, Medolla, San Possidonio e Concordia sulla Secchia);
- Il carpigiano (parlato nei comuni di Carpi, Novi di Modena, San Prospero, Bastiglia e Campogalliano);
- Il montanaro o alto frignanese (parlato nei 18 comuni delle Comunità montane del Frignano, dell'Appennino Ovest e dell'Appennino Est).
Queste varietà, tuttavia, sono completamente intelligibili tra loro e presentano diversità molto sfumate.
Note [modifica]
- [a] Vengono considerati tali, oltre al dialetto della città di Modena, anche i dialetti dei comuni di Formigine, Sassuolo, Fiorano, Maranello, Castelvetro, Spilamberto, Savignano sul Panaro, Vignola, San Cesario sul Panaro, Castelnuovo Rangone, Nonantola, Ravarino e Bomporto.
- [b] Il dialetto della città di Castelfranco Emilia, per ragioni storiche e culturali, è considerato un dialetto bolognese.
Il mirandolese [modifica]
| Per approfondire, vedi Dialetto mirandolese. |
Questa varietà è parlata nella bassa vicino a Mirandola, nel nord della provincia; ha subito qualche influenza dal mantovano e dal bolognese, rendendo la pronuncia delle vocali più aperte. Risulta invece assente nel mirandolese la palatalizzazione della vocale latina tonica a che invece caratterizza il resto della regione.
Scarsa ma importante la produzione letteraria redatta in questo dialetto: si ricorda il celebre Barnardon, uno dei più antichi lunari d'Italia pubblicato tutt'oggi, La divino commedia, traduzione di Gianni Bellini dell'Inferno di Dante.
Note anche le poesie di Brunetta Panzani Quand al Sgnòr al girava pr'il stradi (Vilmo Cappi, 1979) e La coa dal gatt e alti storii.
Di singolare importanza è anche Il nuovo vocabolario mirandolese-italiano di Eusebio Meschieri, pubblicato nel 1932. La prima versione del "vocabolario Mirandolese - Italiano" compilato da Eusebio Meschieri (maestro normale superiore) risale al 1876 (Bologna - Regia Tipografia).
Il carpigiano [modifica]
| Per approfondire, vedi Dialetto carpigiano. |
Questa varietà viene parlata nelle vicinanze di Carpi, nella parte occidentale della provincia; ha subito una forte influenza dal dialetto reggiano e, a sua volta, influenza parecchio il reggiano di Correggio.
Differisce dal modenese soprattutto per quanto riguarda le vocali: quando una vocale accentata ha un suono intermedio tra a ed o oppure tra a ed e, in modenese si sceglierà (graficamente) di scrivere sempre a e si tenderà a pronunciarlo come tale; in carpigiano, invece, si tenderà a scrivere e pronunciare o nel primo caso, e nel secondo.
Degno di nota è il libro Poesie in dialetto carpigiano di Argia Montorsi.
Fonologia [modifica]
Vocali [modifica]
Lo spazio vocalico del modenese comprende una varietà di suoni decisamente maggiore rispetto all'italiano, distinguendo anche tra vocali lunghe e corte. Nell'ortografia tale ricchezza viene marcata tramite l'uso di accenti e diacritici, anche se a tutt'oggi non esiste una convenzione di scrittura universalmente accettata. Le vocali non accentate o marcate si leggono come in italiano.
| Grafia | Fonema | Esempio | Pronuncia | Equivalente | |
|---|---|---|---|---|---|
| à | [a] - a breve | cà (casa) | ['ka] | città | |
| à | [a:] - a lunga | gàt (gatto) | ['ga:t] | mare | |
| ë | [æ] - e molto aperta breve | Sëccia (Secchia) | ['sæʧa] | (EN) fat | |
| è | [ɛ] - e aperta breve | lè (lì) | ['lɛ] | caffè | |
| è | [ɛ:] - e aperta lunga | lèt (letto) | ['lɛ:t] | zero | |
| é | [ɪ] - e molto chiusa breve | gé (disse) | ['ʤɪ] | (DE) Bitte | |
| ê | [e:] - e chiusa lunga | Pêder (Padre) | ['pe:der] | meno | |
| ì | [i] - i breve | mìo (mio pron.) | ['mio] | diritto | |
| î | [i:] - i lunga | marî (marito) | [ma'ri:] | vita | |
| ö | [ɒ] - o molto aperta breve | dönna (donna) | ['dɒna] | (EN) lot | |
| ò | [ɔ] - o aperta breve | sò (su) | ['sɔ] | andò | |
| ò | [ɔ:] - o aperta lunga | paròl (parole) | [pa'rɔ:l] | moto | |
| ó | [ʊ] - o molto chiusa breve | fó (fu) | ['fʊ] | (DE) Druck | |
| ô | [o:] - o chiusa lunga | fiô (figli) | ['fio:] | sole | |
| ù | [u] - u breve | tùo (tuo pron.) | ['tuo] | brutto | |
| û | [u:] - u lunga | carsû (cresciuto) | [kar'su:] | crudo |
La pronuncia (e talvolta la grafia) varia notevolmente da zona a zona; per esempio le vocali [æ] e [ɒ] tendono a convergere a [a] man mano che ci si dirige verso Castelfranco e a [ɛ] e [ɔ] verso Carpi. Infatti "il Prosciutto" ovvero "al Pèrsot" come si dice a Modena, verso Castelfranco, Spilamberto e S.Cesario quindi più a est e verso Bologna, diventa " al Pàrsot ".
Consonanti [modifica]
Il sistema consonantico del modenese non si discosta molto da quello italiano, presentando comunque importanti differenze, come l'assenza della fricativa post-alveolare sorda [ʃ]. La differenza più significativa rispetto all'italiano è l'assenza delle consonanti geminate (le cosiddette "doppie") nel sistema fonologico del modenese, anche se l'ortografia tende comunque a presentare lettere doppie, in analogia con le corrsipondenze in italiano e per ragioni etimologiche.
G', C', Gh, Ch [modifica]
Dal punto di vista dell'ortografia, in finale di parola le lettere /g/ e /c/ aggiungono una h per indicare le occlusive velari, un apostrofo (') per indicare le affricate palatali.
| Grafia | Fonema | Esempio | Pronuncia | Equivalente |
|---|---|---|---|---|
| ch | [k] | Castelfrànch (Castelfranco Emilia) | [kastel'fra:ŋk] | cosa |
| c' | [ʧ] | cócc' (spinta) | ['kʊʧ] | cera |
| gh | [g] | fèregh (fargli) | ['fε:reg] | gatto |
| g' | [ʤ] | curag' (coraggio) | [ku'ra:ʤ] | gelo |
Z [modifica]
La lettera z indica le due fricative alveo-dentali [s̪] e [z̪]. Spesso nell'ortografia tradizionale si usa un puntino per indicare la fricativa alveo-dentale sonora [z̪].
| Grafia | Fonema | Esempio | Pronuncia |
|---|---|---|---|
| z | [s̪] | zêl (cielo) | ['s̪e:l] |
| ż | [z̪] | żêl (gelo) | ['z̪e:l] |
Nella parlata di città le due consonanti sono tipicamente realizzate in modo simile alle fricative alveolari [s] e [z], con un punto di articolazione particolarmente dentalizzato. Bisogna notare come la pronuncia vari sensibilmente da zona a zona: ad esempio, dette consonanti possono essere realizzate come fricative alveolari, corrispondenti a [s] e [z], o come affricate alveolari [ts] e [dz].
S'c [modifica]
Il suono [ʃ] non esiste in modenese, quindi, a differenza dell'italiano, le grafie sci, sce, scio ecc. corrispondono alle pronunce [sʧi], [sʧe], [sʧo] ecc.. Spesso in questi casi si aggiunge un apostrofo per evitare confusione con la pronuncia italiana.
| Esempio | Pronuncia |
|---|---|
| s'cèt (schietto) | ['sʧɛ:t] |
| s'ciòp (fucile) | ['sʧiɔ:p] |
J [modifica]
La lettera j indica la semivocale [j].
| Esempio | Pronuncia |
|---|---|
| tvàja (tovaglia) | ['tva:ja] |
| mójj (bagnato) | ['mʊj] |
Grammatica [modifica]
La grammatica modenese presenta alcune differenze da quella dell'italiano standard. Essa presenta molti costrutti di carattere tipicamente francese e altre influenze galliche.
Morfologia [modifica]
Articoli [modifica]
Per quanto riguarda gli articoli, il modenese ha una struttura piuttosto simile all'italiano; tuttavia esistono, in aggiunta agli altri, gli articoli indeterminativi plurali, che corrispondono circa al nostro [del/della/degli/delle].
| Determinativo Singolare |
Indeterminativo Singolare |
Determinativo Plurale |
Indeterminativo Plurale |
|
|---|---|---|---|---|
| Maschile | al, l' | un | i, gli | d'i |
| Femminile | la, l' | ónna, 'na | él, éj, j, le | d'él |
Pronomi [modifica]
I pronomi dimostrativi sono:
Singolare:
M
- quást [questo];
- quáll [quello];
- chelò, chilò [colui];
F
- quásta [questa];
- quálla [quella];
- chelê, chelê [colei];
Plurale:
M
- quìst [questi];
- qui [quelli];
- chelôr, chilôr [coloro];
F
- quìsti [queste];
- quálle [quelle];
- chelôr, chilôr [coloro];
Pronomi personali [modifica]
Per quanto riguarda i pronomi personali, nel modenese la faccenda si fa più complessa: al contrario dell'italiano, occorre sempre esplicitare il soggetto in presenza del verbo. Inoltre i pronomi personali esistono in due forme: la prima forma è uguale all'italiano, mentre la seconda forma è una sorta di rafforzativo che si interpone tra la prima ed il verbo.
| Italiano | Prima Forma | Seconda Forma |
|---|---|---|
| Io | Mè | A |
| Tu | Tè | Te / Et |
| Lui | Lò | Al / L' / L / El |
| Lei | Lê | La / L' |
| Esso (Imp.) | - | A |
| Noi (m.) | Nuèter | A |
| Noi (f.) | Nuètri | A |
| Voi (m.) | Vuèter | A |
| Voi (f.) | Vuètri | A |
| Essi | Lôr | É / I / El |
| Esse | Lôr | J / Li / L' |
La prima è utilizzata in assenza di verbo e quando il pronome non è il soggetto, la seconda in caso contrario; le due forme possono ricorrere assieme. Esempio:
- Chi à ciacarê? Mè! - Chi ha parlato? Io! (1°forma)
- A sun andê a cà - Sono andato a casa. (2° forma)
- Mè a sun andê a cà - Io sono andato a casa.(1° + 2° forma)
In certi casi si interpone una I eufonica tra pronome e verbo.
- A-i-avám pérs al treno - Abbiamo perso il treno.
La forma impersonale si usa nelle locuzioni di questo tipo:
- A piôv - piove.
Aggettivi [modifica]
Gli aggettivi in italiano hanno due generi (maschile e femminile) e due numeri (singolare e plurale). Concordano per genere e numero col sostantivo a cui si riferiscono.
| Classe | genere | desinenza singolare | desinenza plurale |
|---|---|---|---|
| 1a | maschile | / (röss, rosso) | -i (rössi, rossi) |
| 1a | femminile | -a (rössa, rossa) | -e (rösse, rosse) |
| 2a | maschile femminile |
/ (vérd, verde) | -i (vérdi, verdi) |
Gli aggettivi possessivi sono:
| persona | maschile singolare | femminile singolare | maschile plurale | femminile plurale |
|---|---|---|---|---|
| 1a singolare | mê | mê | mê | mê |
| 2a singolare | tô | tô | tô | tô |
| 3a singolare | sô | sô | sô | sô |
| 1a plurale | nòster | nòstra | nòster | nòstri |
| 2a plurale | vòster | vòstra | vòster | vòstri |
| 3a plurale | sô | sô | sô | sô |
Gli aggettivi dimostrativi sono:
Singolare:
M
- sté, st' [questo];
- cal, cl' [quello];
F
- sta, st' [questa];
- cla, cl' [quella];
Plurale:
M
- sti [questi];
- chi [quelli];
F
- st'al [queste];
- cal [quelle];
Esempi:
M
- Sté lébber chè l'è s'cianchê (Questo libro è strappato);
- Cal lébber lè l'è s'cianchê (Quel libro è strappato);
- Sti lébber chè i éin s'cianchêdi (Questi libri sono strappati);
- Chi lébber lè i éin s'cianchêdi (Quei libri sono strappati).
F
- Sta scràna chè l'è ràta (Questa sedia è rotta);
- Cla scràna lè l'è ràta (Quella sedia è rotta);
- St'él scràni chè él-i-èin ràti (Queste sedie sono rotte);
- Cal scràni lè él-i-èin ràti (Quelle sedie sono rotte).
Preposizioni [modifica]
Le preposizioni semplici sono:
- ed [di]
- a [a]
- da [da]
- in d [in]
- cun [con]
- só [su]
- per, pr' [per]
- tra [tra]
- fra [fra]
NOTA: localmente la preposizione "sò" può diventare "ed coo" o, verso il Bolognese, "in vàta".
Le preposizioni articolate sono:
| al | la | i | le | |
|---|---|---|---|---|
| ed | dal | dla | di | dle |
| a | al | a la | a i | a le |
| da | dal | d la | dai | da le |
| in d' | in dal | in dla | in di | in dle |
| cun | cun al | cun la | cun i | cun le |
| só | sul | sólla | sui | sólle |
| par, pr' | pr'al | per la | pr'i | per le |
| tra | tr'al | tra la | tra i | tra le |
| fra | fr'al | fra la | fra i | fra le |
Verbi [modifica]
Nel modenese, come in italiano, vi sono quattro modi verbali finiti, l'indicativo, il congiuntivo, il condizionale e l'imperativo, e tre modi infiniti, l'infinito, il gerundio ed il participio.
Modo infinito [modifica]
L'infinito è la forma del verbo che si trova nei vocabolari, e ne distingue l'appartenenza, a seconda della desinenza all'infinito, ad una coniugazione.
Nel modenese esistono tre coniugazioni verbali: la prima (desinenza -èr accentata), la seconda (desinenza -er non accentata) e la terza (desinenza -ir).
Tuttavia, come in latino, e a differenza dell'italiano, nel modenese esistevano anticamente quattro coniugazioni: la prima coniugazione aveva desinenza -ar; in seguito, causa la palatizzazione della [a] in [e] propria dei dialetti emiliani, essa è collassata interamente in -èr ed è scomparsa.
Modo indicativo [modifica]
L'indicativo ha tre tempi, ossia il presente, l'imperfetto ed il futuro; inoltre vi sono i tre tempi composti, che sono passato prossimo (presente + pp), trapassato (imperfetto + pp) e futuro anteriore (futuro + pp).
Essere:
| OOOOOOO | Presente | Imperfetto | Futuro |
|---|---|---|---|
| Mè a | sun | i-éra | srò |
| Tè t' | è | ér | srê |
| Lò 'l | è | éra | srà |
| Nuèter a | sámm | i-éren | srámm |
| Vuèter a | sî(v) | i-éri | srî(v) |
| Lôr i | én | éren | srân |
Avere:
| OOOOOOO | Presente | Imperfetto | Futuro |
|---|---|---|---|
| Mè a | i-ò | i-avìva | i-avrò |
| Tè t' | èt | avìv | avrê |
| Lò 'l | à | avìva | avrà |
| Nuèter a | i-avámm | i-avìven | i-avrámm |
| Vuèter a | i-avî | i-avìvi | i-avrî(v) |
| Lôr i | i-àn | i-avìven | avrân |
1° Coniugazione: Cantêr (cantare)
| OOOOOOO | Presente | Imperfetto | Futuro |
|---|---|---|---|
| Mè a | cant | cantèva | cantarò |
| Tè t' | cant | cantèv(et) | cantarê |
| Lò 'l | canta | cantèva | cantarà |
| Nuèter a | cantámm | cantèvem | cantarámm |
| Vuèter a | cantê(v) | cantèvi | cantarî(v) |
| Lôr i | cànten | cantèven | cantarân |
2° Coniugazione: Lèżer (leggere)
| OOOOOOO | Presente | Imperfetto | Futuro |
|---|---|---|---|
| Mè a | lèż | liżìva | liżrò |
| Tè t' | lèż | liżìv(et) | liżrê |
| Lò 'l | lèż | liżìva | liżrà |
| Nuèter a | liżámm | liżìvem | liżrámm |
| Vuèter a | liżî(v) | liżìvi | liżrî(v) |
| Lôr i | léżen | liżìven | liżrân |
3° Coniugazione: Durmîr (dormire)
| OOOOOOO | Presente | Imperfetto | Futuro |
|---|---|---|---|
| Mè a | dòr(e)m | durmìva | durmirò |
| Tè t' | dòr(e)m | durmìv(et) | durmirê |
| Lò 'l | dòr(e)m | durmìva | durmirà |
| Nuèter a | durmámm | durmìvem | durmirámm |
| Vuèter a | durmî(v) | durmìvi | durmirî(v) |
| Lôr i | dòrmen | durmìven | durmirân |
Modo congiuntivo [modifica]
Il congiuntivo ha due tempi, ossia il presente e l'imperfetto; inoltre vi sono i due tempi composti, che sono il passato (presente + pp) e trapassato (imperfetto + pp).
Essere:
| OOOOOOO | Presente | Imperfetto |
|---|---|---|
| (Mè) ch'a | sia | fóss |
| (Tè) ch'ét | sia | fóss |
| (Lò) ch'al | sia | fóss |
| (Nuèter) ch'a | sámma | fóssen |
| (Vuèter) ch'a | sìdi | fóssi |
| (Lôr) ch'i | sìen | fóssen |
Avere:
| OOOOOOO | Presente | Imperfetto |
|---|---|---|
| (Mè) ch'a | i-àbia | i-avéss |
| (Tè) ch'ét | àbia | avéss |
| (Lò) ch'al | àbia | avéss |
| (Nuèter) ch'a | i-avámma | i-avéssen |
| (Vuèter) ch'a | i-avìdi | i-avéssen |
| (Lôr) ch'i | i-àbien | i-avéssen |
1° Coniugazione: Cantêr (cantare)
| OOOOOOO | Presente | Imperfetto |
|---|---|---|
| (Me) ch'a | chènta | cantéss |
| (Tè) ch'ét | chènta | cantéss |
| (Lò) ch'al | chènta | cantéss |
| (Nuèter) ch'a | chèntámm | cantéssem |
| (Vuèter) ch'a | cantèdiv | cantéssi |
| (Lôr) ch'i | chènten | cantéssen |
2° Coniugazione: Lèżer (leggere)
| OOOOOOO | Presente | Imperfetto |
|---|---|---|
| (Mè) ch'a | lèża | liżéssa |
| (Tè) ch'ét | lèża | liżéssa |
| (Lò) ch'al | lèża | liżéssa |
| (Nuèter) ch'a | liżámma | liżéssen |
| (Vuèter) ch'a | liżìdi | liżéssi |
| (Lôr) ch'i | léżen | liżéssen |
3° Coniugazione: Durmîr (dormire)
| OOOOOOO | Presente | Imperfetto |
|---|---|---|
| (Mè) ch'a | dòrma | durméssa |
| (Tè) ch'ét | dòrma | durméss |
| (Lò) ch'al | dòrma | durméss |
| (Nuèter) ch'a | durmámma | durméssen |
| (Vuèter) ch'a | durmìdi | durméssi |
| (Lôr) ch'i | dòrmen | durméssen |
Modo condizionale [modifica]
Il condizionale ha un solo tempo, il presente, più un tempo composto, il passato, formato da presente + pp.
Essere:
| OOOOOOO | Presente |
|---|---|
| Mè a | srèv |
| Tè t' | sréss |
| Lò 'l | srèv |
| Nuèter a | srèven |
| Vuèter a | srèssi |
| Lôr i | srèven |
Avere:
| OOOOOOO | Presente |
|---|---|
| Mè a | avrèv |
| Tè t' | avèss |
| Lò 'l | avrèv |
| Nuèter a | avrèven |
| Vuèter a | avrèssi |
| Lôr i | avrèven |
1° Coniugazione: Cantêr (cantare)
| OOOOOOO | Presente |
|---|---|
| Mè a | cantrèv |
| Tè t' | cantrèss |
| Lò 'l | cantrèv |
| Nuèter a | cantrèven |
| Vuèter a | cantrèssi |
| Lôr i | càntrèven |
2° Coniugazione: Lèżer (leggere)
| OOOOOOO | Presente |
|---|---|
| Mè a | liżrèv |
| Tè t' | liżréss |
| Lò 'l | liżrèv |
| Nuèter a | liżrèven |
| Vuèter a | liżrèssi |
| Lôr i | liżrèven |
3° Coniugazione: Durmîr (dormire)
| OOOOOOO | Presente |
|---|---|
| Mè a | durmirèv |
| Tè t' | durmirèss |
| Lò 'l | durmirèv |
| Nuèter a | durmirèven |
| Vuèter a | durmirèss |
| Lôr i | durmirèven |
Modo imperativo [modifica]
L'imperativo ha un solo tempo, il presente, e solo due persone, la 2° singolare e la 2° plurale.
Essere:
| OOOOOOO | Imperativo |
|---|---|
| (Tè) | sî! |
| (Vuèter) | sîv! |
Avere:
| OOOOOOO | Imperativo |
|---|---|
| (Tè) | àbi! |
| (Vuèter) | avîv! |
1° Coniugazione: Cantêr (cantare)
| OOOOOOO | Imperativo |
|---|---|
| (Tè) | chènta! |
| (Vuèter) | cantê(v)! |
2° Coniugazione: Lèżer (leggere)
| OOOOOOO | Imperativo |
|---|---|
| (Tè) | léż! |
| (Vuèter) | lizî(v)! |
3° Coniugazione: Durmîr (dormire)
| OOOOOOO | Imperativo |
|---|---|
| (Tè) | dòr(e)m! |
| (Vuèter) | durmî(v)! |
Modo gerundio [modifica]
Il gerundio ha un solo tempo, il presente, più un tempo composto formato da presente + pp. Come l'infinito, è impersonale.
| Essere | Avere |
| essánd | avánd |
| 1° Coniugazione: Cantêr (cantare) |
2° Coniugazione: Lèżer (leggere) |
3° Coniugazione: Durmîr (dormire) |
| cantánd | liżánd | durmánd |
Parole tipiche del dialetto modenese [modifica]
- Admàn (talvolta Dmàn) : domani;
- Bèle : di già;
- Bicér : bicchiere;
- Cà : casa;
- Catêr : trovare;
- Ciàcri : chiacchere;
- Ciòch : rumore;
- Cultêl : coltello;
- Desfèr : rompere;
- Dôp-meżdè (talvolta Dôp prànż o Bassóra) : pomeriggio;
- Dutôr : dottore;
- Gabiàn : gabbiano;
- Gninta : niente;
- Incô : oggi;
- Mánd : mondo;
- Marî : marito;
- Mèder : madre;
- Mujéra : moglie;
- Pammdòr : pomodoro;
- Pèder : padre;
- Prèda : pietra
- Putèin, putèina : bambino, bambina;
- Pataca : patata;
- Ragazôl, ragazôla : ragazzo, ragazza;
- Ravanèl : rapanello;
- Scràna : sedia;
- Scianchêr : rompere;
- Tèvla : tavolo;
- Uss : porta;
- Vèc', vècia: anziano, anziana;
- Zampòun : zampone;
- Zêl : cielo;
- Zitè : città.
Qualche frase in modenese:
- A-n dîr dal caiunèdi! : Non dire stupidate!
- 'Sa vôt? raramente C'sa vôt? : Cosa vuoi?
- Ca t' vèggna un càncher! : "Che tu sia maledetto", frase di disprezzo (solitamente scherzosa) rivolta a qualcuno;
- Ciapèr la bâla : Ubriacarsi;
- Druvèr 'na carióla quànd l'è bèle s'cianchèda : "Usare una carriola quando è già rotta", aspettare troppo ad usare le cose;
- In du' vêt? : Dove vai?
- L'aqua la fà i caplètt : "L'acqua fa i cappelletti", riferito allo spuzzo di forma circolare che fanno le gocce d'acqua quando piove forte.
- Tîn (a) bòta : "Tieni (a) botta", resisti.
- Stàm só d'adòs! "Stammi su d'addosso", lasciami stare.
Esempi [modifica]
L’inféren ed Dante
In d'al mêz d'al camîn d'la nostra vétta
a-m sun catê in d'na furèsta bura,
c'l'a-s s'éra pèrsa la strèda drétta.
Ahi, niànch a dìrel, la strêda l'è dura
ed quèst bôsch, selvâg' e oscûr
c'al sôl pinsêr al fa gnîr pòra!
Tant' él amêr che pòch pió l'è la mòrt;
ma per ciacarêr d'al bèin ch'a g'ò catê,
a drò ed quáll c'a-i-ò vést tentànd la sòrt.
A-n sun mia bòun ed ridîr cum a sun entrê,
tant' a-i-éra asunê a quel pùnt
c'la bòuna strèda a-i-ò abandunê.
Ma po' a sun arivê a i pê ed 'na muntàgna,
là, in duv l'éra finî la vâl
c'la m'avìva rimpî al côr d'ogni magàgna,
a-i-ò guardê in èlt e a-i-ò vést al piân
vistî d'i râg' d'al sôl
c'i culpìssen la fàża d'ogni cristiân...
Inferno - Canto I (Dante Alighieri)
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant' è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch'i' vi trovai,
dirò de l'altre cose ch'i' v'ho scorte.
Io non so ben ridir com' i' v'intrai,
tant' era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch'i' fui al piè d'un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m'avea di paura il cor compunto,
guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de' raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle...
- Trasposizione del Padre Nostro
- Pèder nòster, t'è la só in dal Paradìs
- a sprèr che tótt it vójen bèin
- e che un gióren et pos èser al Pèder
- ed tótta la gìnta e ch'i tô fiô i-t rispèten
- e it dagh'n a mèint cum la só tra i nóvvli,
- anch'in st'al mönd tribulê.
- Aiùtes a catèr tótt i dè al pan sóvra la tèvla
- e da-s 'na màn a èser bòun e a perdunèr
- chi s'à fàt di tòrt, acsè et pòs srèr un òc' sóvra i nòster.
- Cmè tótt i bòun pèder aiutes a vìnser i trést desidèri
- e tìn al mèl luntàn dal mönd.
- Amen.
- Trasposizione dell'Ave Maria
- Ev Maria, pìna ed gràzi,
- al Sgnór l'è téigh.
- Tè t'è bendëtta tr'al dänni
- e bendètt l'è 'l frùt dal tô sén, Gesó.
- Santa Maria, Mèdra dal Sgnór,
- préga per nuèter pecatór,
- adèsa e in dal mumèint dla nòstra mòrt.
- Amen.
Lessicografia [modifica]
Non esiste una grafia certa del dialetto modenese, come accade per molti dialetti. Le convenzioni qui utilizzati sono mix estrapolate da varie fonti e non hanno alcuna pretesa di essere definitive.
Note [modifica]
- ^ Vocaboli di origine gallica:
- scràna > scraana (sedia);
- ^ Vocaboli di origine longobarda:
- fiàp > flap (floscio);
- magòun >mago (stomaco)
- sbrègh > brëhhan (strappo, rottura)
- scùr > skur (imposta della finestra).
- ^ Vocaboli di origine tedesca:
- bisièr > beissen (infastidire);
- ciùnt > klunt (persona in carne);
- lódder > luder (ingordo);
- stóss > stossen (rumore).
- ^ Vocaboli di origine francese:
- avréll > avril (aprile);
- disnèr > déjeuner (pranzare);
- franc > frànc (lira);
- pöm > pomme (mela);
- sòregh > souris (topo);
- strabuchèr > trébucher (inciampare);
- tirabussòun > tire-bouchon (cavatappi).
Bibliografia e Fonti [modifica]
- Vittorio Zucconi, La mê Mòdna, Artioli Editore, 1985.
- Sandro Bellei, A m'arcòrd - Dizionario enciclopedico del dialetto modenese, Collezioni Modenese, 1999. (Disponibile anche online)
- Ermanno Rovatti, Grammatica del dialetto Modenese, Collezioni Modenese, 1999. (Disponibile anche online)
- Attilio Neri, Vocabolario del dialetto Modenese, Arnaldo Forni Editore, 1981.
- Giulio Bertoni, Profilo storico del dialetto di Modena, Leo Olshki Éditeur, 1925.
- Ernesto Maranesi, Vocabolario Modenese-italiano, Mucchi editore, 1983. (copia anastatica dell'originale del 1646)
Voci correlate [modifica]
Collegamenti esterni [modifica]
- Coniugatore Online Logos (Sito che offre online la coniugazione di alcuni verbi in dialetto modenese)
- Pagine scritte in dialetto Modenese sulla Wikipedia Emiliana
- Gùgol Ghirlandeina: http://www.webalice.it/annovi.frizio/gugolmo.htm
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