Dialetto sabino

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Sabino
Parlato in Italia Italia
Regioni Lazio Lazio Abruzzo Abruzzo
Persone n.d.
Classifica non nei primi 100
Scrittura alfabeto latino
Tipo regionale
Filogenesi lingue indoeuropee
 lingue romanze
  lingue italoromanze
   Italiano Centrale
    Sabino
Dialetti italiani centrali.jpg

Il dialetto Sabino è un volgare dell'Italia centrale appartenente ai dialetti italiani mediani e parlato dalle popolazioni della provincia di Rieti e di parte di quella dell'Aquila e Roma.

Suddivisione[modifica | modifica wikitesto]

Esso può essere diviso in tre gruppi dialettali fondamentali:

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Tratto qualificante di questo gruppo dialettale è la conservazione delle vocali finali atone. In particolare nel dominio aquilano-cicolano-reatino, area tradizionalmente conservativa, viene tuttora mantenuta la distinzione fra -o ed -u finali, a seconda dell'originaria matrice latina: ad esempio all'Aquila si ha cavaju per "cavallo" (latino caballum), ma scrio per "io scrivo" (latino scribo). Ad occidente del suddetto dominio si estendono le parlate dei Piani Palentini, con centri di irradiazione quali Carsoli e Tagliacozzo, la cui punta più a sud, a contatto con l'area abruzzese della Marsica, è San Pelino, frazione di Avezzano: a ridosso dell'area laziale, queste parlate sono caratterizzate dalla confluenza delle vocali originali latine -u ed -o nell'unico esito -o (cavajo, fijo), ma come il sabino possiedono il medesimo sistema vocalico, fonetico e morfologico.

Metafonia (metafonesi sabina)[modifica | modifica wikitesto]

Nel dominio reatino-aquilano-carseolano-tagliacozzano, attestatosi su un vocalismo a quattro gradi, in cui -u finale si continua o si è conguagliata in -o, la metafonesi è determinata dalle vocali finali -u ed -i: ad esempio all'Aquila si ha paése, ma al plurale paìsi, mòrta ma al maschile mórtu, apèrta ma apértu, rúsciu ma róscia, issu ma éssa e così via.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]