Lingua croata molisana

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Croato molisano (Na-našu o Na-našo)
Parlato in Italia Italia
Regioni Molise Molise
Persone 1000 (2012)[1]
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue slave
  Lingue slave meridionali
   Lingue slave sud-occidentali
Codici di classificazione
ISO 639-3 svm  (EN)
SIL svm  (EN)

La lingua croata molisana[2] (denominazione propria naš jezik - la nostra lingua, forma avverbiale na-našu o "na-našo" - al modo nostro; altre denominazioni: slavisano - slavo molisano - lo slavo, in croato moliškohrvatski) è una lingua slava meridionale parlata in Italia, nella regione del Molise.

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Il croato molisano è un idioma slavo minoritario parlato in tre comuni della provincia di Campobasso distanti circa 30 chilometri dal Mare Adriatico: Acquaviva Collecroce (Kruč), Montemitro (Mundimitar) e San Felice del Molise (Filič). In passato era parlato anche a Castelmauro, Palata, Mafalda, Tavenna, San Biase, Montelongo e San Giacomo degli Schiavoni.

Secondo Ethnologue,[1] nel 2012 era parlato da un migliaio di persone.

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Linguisticamente il croato molisano appartiene al gruppo dialettale štokavo-ikavo (con alcune caratteristiche del čakavo).

Secondo Ethnologue,[1] la classificazione del croato molisano è la seguente:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le minoranze croate, che si stanziarono in Molise nel XV secolo, per sfuggire all'invasione dei turchi che risalivano la penisola balcanica, nei paesi di Acquaviva Collecroce, San Felice del Molise (detto anche "San Felice Slavo") e Montemitro in provincia di Campobasso, sono il residuo di colonie in origine molto più estese nell’entroterra adriatico, dalle Marche alla Puglia.

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda la sua origine, gli studiosi hanno formulato le seguenti ipotesi:

  • gli antenati degli odierni Croati (Slavi) molisani siano emigrati verso l'Italia circa 500 anni fa dalla valle del fiume Narenta tra Croazia ed Erzegovina;
  • all'inizio del XVI secolo siano fuggiti dalla Dalmazia e più precisamente dalla foce della Narenta (Reissmüller);
  • i Croati del Molise provengano dai dintorni di Zara (Aranza);
  • i Croati del Molise siano originari dalla regione stocavo-morlacca dell'Istria meridionale (Badurina);
  • i Croati del Molise siano originari dalla regione dell'entroterra da Zara a Sebenico (Hraste);
  • i Croati del Molise siano originari dalla regione attorno al monte Biocovo, nella regione di Zabiokovlje (Muljačić).

Oltre che da documenti storici e dai cognomi ancora presenti nei paesi slavi del Molise, questi dati vengono confermati anche dalle proprietà fonetiche, lessicali e strutturali del croato molisano. Prescindendo dal carattere štokavo-icavo bisogna ricordare per esempio lo sviluppo della -l finale in -a, che si trova appunto in quella presunta zona originaria in opposizione alla conservazione della -l in alcuni dialetti croati o del suo sviluppo in -o in altri dialetti croati; cfr. je nosija 'ha portato' in croato molisano (e in dialetti croati littorali) vs nosio je in croato standard.

La mancanza quasi completa di turchismi nel lessico dello slavo molisano dimostra poi che l'invasione ottomana dei Balcani è il termine ante quem per l'emigrazione. La mancanza della al genitivo plurale sviluppatasi non prima del XVI secolo, così peculiare per esempio per la lingua standard croata, ci fornisce un altro termine ante quem.[3]

Lo slavo (croato) molisano si trova oggi in una situazione di contatto linguistico assoluto, nel senso che tutti i parlanti dominano almeno anche una variante dell'italiano, e mostra influssi di adstrato a tutti i livelli linguistici. Vanno distinti due periodi principali in cui si è esercitato l'influsso romanzo. All'inizio esisteva quasi esclusivamente il contatto con il dialetto italiano molisano, se si prescinde da un certo influsso del napoletano regionale. Circa centocinquanta anni fa si aggiunse il contatto con la lingua standard italiana che prevale ormai da più di cinquanta anni.

Lo slavo molisano è usato normalmente solo in forma orale. Testimonianze letterarie, normalmente piccole raccolte di poesie come quella di Gliosca (2004), sono molto rare. L'unica lingua tetto per questa lingua minoritaria è quella italiana (tetto esterno). La lingua standard croata, non ha nessun ruolo nella comunicazione d'ogni giorno. Al giorno d'oggi lo slavo molisano è ancora linguaggio corrente in due paesi, ad Acquaviva Collecroce (in slavo molisano: Kruč) e a Montemitro (Mundimitar), paese più piccolo ma con comportamento linguistico più conservativo. In un terzo paese, San Felice del Molise (Filič), la lingua minoritaria è quasi scomparsa dal settore pubblico ed è usata in famiglia ormai solo da pochi anziani.

Tenendo conto del suo sviluppo linguistico, indipendente per secoli dal croato, lo slavo molisano (na našu) può essere trattato come sistema autonomo, sia per quanto riguarda la sua grammatica sia per la sua ortografia, basata su una specifica fonetica e fonologia. Con ciò si tiene anche conto del fatto che questa lingua minoritaria è dal punto di vista strutturale per molti aspetti (p. es. il sistema dell'articolo, aspetto verbale flessivo, comparativo, generi, ordine delle parole) più vicina agli idiomi romanzi di contatto dominanti che alle lingue affini dal punto di vista genetico, come per esempio il croato standard.

Grammatica[modifica | modifica wikitesto]

Il croato molisano utilizza i caratteri latini con l'aggiunta, per alcuni fonemi, di segni diacritici e digrammi. La base della scrittura è la cosiddetta "gajica", introdotta da Ljudevit Gaj in croato nel XIX secolo.

Alfabeto: a, b, c, č, d, dj[4], dz, dž, e, f, g, h, i, j, k, kj, l, lj, m, n, nj, o, p, r, s, š, t, tj[5], u, v, z, ž

La lingua croato-molisana (na-našo o na-našu) possiede

tre generi
  • maschile
  • femminile
  • neutro
tre numeri
  • singolare
  • plurale
  • duale
sette casi
  • nominativo
  • genitivo
  • dativo
  • accusativo
  • vocativo
  • locativo
  • strumentale

Il neutro è andato quasi del tutto perduto nei sostantivi che sono stati assimilati nei maschili.

Il duale si è conservato solo parzialmente, che fa cambiare il caso delle parole espresse a seconda che esse espongano un numero da 2 a 4 oppure da 5 in su, rispettivamente con il genitivo singolare e con il genitivo plurale nei maschili ovvero con il nominativo plurale e con il genitivo plurale nei femminili.

Esempi

ljud = uomo

Nominativo: ljud

Genitivo: ljuda

Dativo: ljudu

Accusativo: ljud / -a

Vocativo: ljud

Locativo: ljudu

Strumentale: ljudem

hiža = casa

Nominativo: hiža

Genitivo: hiže

Dativo: hiž

Accusativo: hižu

Vocativo: hiža

Locativo: hiž

Strumentale: hižom

Esempi[modifica | modifica wikitesto]

Il Padrenostro na-našu (varietà di Acquaviva Collecroce / Kruč)[modifica | modifica wikitesto]

Tata naš

Tata naš, ka jesi na nebu,
da bi bija sfe sfeti jima tvoj,
da bi doša tvoj kraljar,
da bi sa čila ono ka hoš ti,
na nebu a zgora sfita.
Daj nami naš kruh saki dan
a jam nami naše duge,
kaka mi hi jamivama drugimi.
A nomo nasa čit past na tendacijunu,
ma zdriš nasa do zlo.
Amen

Il Padrenostro na-našo (varietà di Montemitro / Mundimitar)[modifica | modifica wikitesto]

Otac naš

Otac naš, ke jesi na Nebo,
neka se sveti ime Tvoj,
doješ Ti naš kralj,
bide činjena riča Tvoja,
kano na Nebo tako na Zemblj.
Daj nam danas naš kruh sakoga dana,
odjaj nam duge naše,
kako mi hi odjamamo drugimi.
Nemo nas čini past na grihe,
ma zdriši nas do zla.
Semaj bilo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c (EN) Lewis, M. Paul, Gary F. Simons, and Charles D. Fennig (eds), Slavomolisano in Ethnologue: Languages of the World, Seventeenth edition, Dallas, Texas, SIL International, 2013.
  2. ^ Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, nella nomenclatura delle voci viene usato il termine "lingua" se riconosciute tali nelle norme ISO 639-1, 639-2 o 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine "dialetto".
  3. ^ Per questi e altri dati linguistici cfr. Rešetar (1997: 31s.).
  4. ^ al posto della lettera croata standard đ
  5. ^ al posto della lettera croata standard ć

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aranza, Josip (1892), Woher die südslavischen Colonien in Süditalien (Archiv für slavische Philologie, XIV, pagg. 78-82, Berlin 1892)
  • Badurina, Teodoro (1950), Rotas Opera Tenet Arepo Sator (Roma, 1950)
  • Barone, Charles, La parlata croata di Acquaviva Collecroce. Studio fonetico e fonologico, Firenze, Leo S. Olschki Editore, MCMXCV, p. 206 (Accademia toscana di scienze e lettere »La Colombaria«. »Studi CXLVI)
  • Breu, W. (1990), Sprache und Sprachverhalten in den slavischen Dörfern des Molise (Süditalien). In: W. BREU (a cura di), Slavistische Linguistik 1989. München, 35 65
  • Breu, W. (1998), Romanisches Adstrat im Moliseslavischen. In: Die Welt der Slaven 43, 339-354
  • Breu, W. / Piccoli, G. con la collaborazione di Snježana Marčec (2000), Dizionario croato molisano di Acquaviva Collecroce. Dizionario plurilingue della lingua slava della minoranza di provenienza dalmata di Acquaviva Collecroce in Provincia di Campobasso. Dizionario, registri, grammatica, testi. Campobasso
  • Breu, W. (2003a), Bilingualism and linguistic interference in the Slavic-Romance contact area of Molise (Southern Italy). In: R. ECKARDT et al. (a cura di), Words in Time. Diacronic Semantics from Different Points of View. Berlin/New York, 351-373
  • Breu, W. a cura di (2005), L'influsso dell'italiano sulla grammatica delle lingue minoritarie. Università della Calabria. In questo volume: W. Breu, Il sistema degli articoli nello slavo molisano: eccezione a un universale tipologico, 111-139; A. Marra, Mutamenti e persistenze nelle forme di futuro dello slavo molisano, 141-166; G. Piccoli, L'influsso dell'italiano nella sintassi del periodo del croato (slavo) molisano, 167-175.
  • Gliosca, N. (2004). Poesie di un vecchio quaderno (a cura di G. Piscicelli). In: Komoštre/Kamastra. Rivista bilingue di cultura e attualità delle minoranze linguistiche degli Arbëreshë e Croati del Molise 8/3, 8-9.
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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]