Vittorio Zucconi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
« Come vorrei, certi giorni, che davvero i giornali raccontassero soltanto balle. »
(Storie dell'altro mondo. La faccia nascosta dell'America, Mondadori 1997)
Vittorio Zucconi al Festival internazionale del giornalismo 2012.

Vittorio Guido Zucconi (Bastiglia, 16 agosto 1944) è un giornalista e scrittore italiano. Ha la doppia cittadinanza, italiana e statunitense (dal 2002).

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nasce a Bastiglia, comune della provincia di Modena, figlio del giornalista Guglielmo Zucconi (fu direttore della Domenica del Corriere e del Giorno). Giovanissimo, si trasferisce con la famiglia a Milano, dove studia al Liceo Parini. Collabora al giornalino del liceo La zanzara[1], fino a diventarne direttore. Al Parini, Zucconi conosce uno studente più giovane, che convince a scrivere per il giornale: Walter Tobagi. Si iscrive all'Università degli Studi di Milano, dove si laurea in Lettere e filosofia.

Comincia la professione giornalistica nei primi anni sessanta come cronista di nera al quotidiano La Notte di Milano, sulle orme del padre. È corrispondente, prima da Bruxelles e successivamente da New York per La Stampa, da Parigi per la Repubblica, da Mosca per il Corriere della Sera durante il periodo della Guerra Fredda e dal Giappone ancora per La Stampa. Tra gli scoop si segnala per la scoperta del caso Lockheed (1976), lo scandalo degli aerei C130 venduti all'Italia grazie alle tangenti versate a generali e ministri[2], per il quale l'allora presidente della repubblica Giovanni Leone fu costretto a dimettersi.

Nel 1985 Zucconi si trasferisce definitivamente a Washington, dove ricopre l'incarico di editorialista dagli Stati Uniti per la Repubblica e dove vive tuttora. Dall'esperienza nata dal suo lavoro come corrispondente e inviato speciale ha tratto il libro Parola di giornalista.

È attualmente direttore dell'edizione web di Repubblica e dell'emittente Radio Capital. Su quest'ultima cura una rubrica di filo diretto con gli ascoltatori, che va in onda una volta al giorno, e la trasmissione del preserale TG Zero. Cura inoltre una rubrica sul settimanale D - la Repubblica delle Donne e la rubrica Parola di Nonno sulla rivista bimestrale Kids.

Dal 2007 tiene corsi estivi di storia italiana contemporanea e di giornalismo per post laureati al Middlebury College (Vermont, USA)[3]. Insieme al padre ha scritto il libro La scommessa (1993). Una sua antologia per ragazzi, Stranieri come noi (1993), pubblicato dalla Einaudi Scuola è stata adottata come testo di lettura per le Scuole Medie.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

È sposato dal 1969 con Alisa Tibaldi. È padre di due figli, Chiara e Guido, e nonno di sei nipoti, che vivono tutti negli Stati Uniti.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Nel corso della sua carriera, Vittorio Zucconi ha ricevuto vari riconoscimenti giornalistici nazionali, tra i quali il "Premiolino", il "Trento", il "Max David", l'"Estense" per la saggistica, il "Luchetta" alla carriera e il principale premio nazionale, il Saint-Vincent.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 18 luglio 2009. Di iniziativa del Presidente della Repubblica

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Nel 1966 salì agli onori delle cronache del tempo per un processo provocato da un articolo sull'educazione sessuale.
  2. ^ Mariano Sabatini, Ci metto la firma!, Aliberti, 2009, pag. 331.
  3. ^ Middlebury College Language Schools. URL consultato il 17 giugno 2008.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Direttore di Radio Capital Successore
in carica
Predecessore Direttore di Repubblica.it Successore
in carica

Controllo di autorità VIAF: 114735413 LCCN: n80153582 SBN: IT\ICCU\CFIV\055045