Vittorio Zucconi
| « Come vorrei, certi giorni, che davvero i giornali raccontassero soltanto balle. » |
| (Storie dell'altro mondo. La faccia nascosta dell'America, Mondadori 1997) |
Vittorio Guido Zucconi (Bastiglia, 16 agosto 1944) è un giornalista e scrittore italiano. Ha la doppia cittadinanza, italiana e statunitense (dal 2002).
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Biografia [modifica]
Nasce a Bastiglia, comune della provincia di Modena, figlio del giornalista Guglielmo Zucconi (fu direttore della Domenica del Corriere e de Il Giorno). Giovanissimo, si trasferisce con la famiglia a Milano, dove studia al Liceo Parini. Collabora al giornalino del liceo «La Zanzara»[1], fino a diventarne direttore. Al Parini, Zucconi conosce uno studente più giovane, che convince a scrivere per il giornale: Walter Tobagi. Si iscrive all'Università degli Studi di Milano, dove si laurea in Lettere e filosofia.
Comincia la professione giornalistica nei primi anni sessanta come cronista di nera al quotidiano La Notte di Milano, sulle orme del padre. È corrispondente, prima da Bruxelles e successivamente da New York per La Stampa, da Parigi per la Repubblica, da Mosca per il Corriere della Sera durante il periodo della Guerra Fredda e dal Giappone ancora per La Stampa. Tra gli scoop, si segnala per la scoperta del caso Lockheed (1976), lo scandalo degli aerei C130 venduti all'Italia grazie alle tangenti versate a generali e ministri[2].
Nel 1985 Zucconi si trasferisce definitivamente a Washington, dove ricopre l'incarico di editorialista dagli Stati Uniti per la Repubblica e dove vive tuttora. Dall'esperienza nata dal suo lavoro come corrispondente e inviato speciale ha tratto il libro Parola di giornalista.
È attualmente direttore dell'edizione web di Repubblica e dell'emittente Radio Capital. Su quest'ultima cura una rubrica di filo diretto con gli ascoltatori, che va in onda una volta al giorno e la trasmissione del preserale TG Zero. Cura inoltre una rubrica sul settimanale D - la Repubblica delle Donne e la rubrica Parola di Nonno sulla rivista bimestrale Kids.
Dal 2007 tiene corsi estivi di storia italiana contemporanea e di giornalismo per post laureati al Middlebury College (Vermont, USA)[3]. Insieme al padre ha scritto il libro La scommessa (1993). Una sua antologia per ragazzi, Stranieri come noi (1993), pubblicato dalla Einaudi Scuola è stata adottata come testo di lettura per le Scuole Medie.
Vita privata [modifica]
È sposato dal 1969 con Alisa Tibaldi. È padre di due figli, Chiara e Guido, e nonno di sei nipoti, che vivono tutti negli Stati Uniti.
Opere [modifica]
- I cinque cerchi rossi, Milano, Rizzoli, 1980.
- Intervista col Giappone, a cura di, Torino, La Stampa, 1983.
- Il Giappone tra noi, Milano, Garzanti, 1986.
- Si fa presto a dire America, Milano, A. Mondadori, 1988. ISBN 88-04-31362-5
- Parola di giornalista, Milano, Rizzoli, 1990. ISBN 88-17-84007-6
- Si fa presto a dire Russia, Milano, A. Mondadori, 1992. ISBN 88-04-35769-X
- Viaggio in America, Milano, Rizzoli, 1993. ISBN 88-17-84260-5
- La scommessa. Cento ragioni per amare l'Italia, con Guglielmo Zucconi, Milano, Rizzoli, 1993. ISBN 88-17-84277-X
- Stranieri come noi. Storie, drammi e avventure di ragazzi come noi nel mondo di oggi, Milano, Einaudi scuola, 1993. ISBN 88-286-0183-3
- Le città del sogno. Viaggio nelle metropoli americane, Torino, La Stampa, 1995. ISBN 88-7783-092-1
- Gli spiriti non dimenticano. Il mistero di Cavallo Pazzo e la tragedia dei Sioux, Milano, A. Mondadori, 1996. ISBN 88-04-36723-7
- Un falco nella notte. Cavallo Pazzo, guerriero Sioux, Milano, Einaudi scuola, 1997. ISBN 88-286-0333-X
- Storie dell'altro mondo. La faccia nascosta dell'America, Milano, A. Mondadori, 1997. ISBN 88-04-42811-2
- Le piazze dell'Europa, Milano, TCI, 2001.
- Storie da non credere, Milano, Einaudi scuola, 2001. ISBN 88-286-0546-4
- Il calcio in testa. Vivere con il vizio del pallone e guai a chi ce lo toglie, Roma, Gallucci, 2003.
- George. Vita e miracoli di un uomo fortunato, Milano, Feltrinelli, 2004. ISBN 88-07-17092-2
- L'Aquila e il Pollo Fritto. Perché amiamo e odiamo l'America, Milano, A. Mondadori, 2008. ISBN 9788804583066
- Il Caratteraccio. Come (non) si diventa italiani, Milano, A. Mondadori, 2009. ISBN 9788804593676
- Le scarpe di Ida
Riconoscimenti [modifica]
Nel corso della sua carriera, Vittorio Zucconi ha ricevuto vari riconoscimenti giornalistici nazionali, tra i quali il "Premiolino", il "Trento", il "Max David", l'"Estense" per la saggistica, il "Luchetta" alla carriera e il principale premio nazionale, il Saint-Vincent.
Onorificenze [modifica]
| Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana | |
| — 18 luglio 2009. Di iniziativa del Presidente della Repubblica |
Note [modifica]
- ^ Nel 1966 salì agli onori delle cronache del tempo per un processo provocato da un articolo sull'educazione sessuale.
- ^ Mariano Sabatini, Ci metto la firma!, Aliberti, 2009, pag. 331.
- ^ Middlebury College Language Schools. URL consultato in data 17-06-2008.
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Vittorio Zucconi
Wikiquote contiene citazioni di o su Vittorio Zucconi
Collegamenti esterni [modifica]
- Il blog di Zucconi sul sito di la Repubblica
- La rubrica Risponde Zucconi sul sito di Radio Capital
- Il libro Parola di giornalista
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