Guardiolo

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Guardiolo (Gardiòl)
Parlato in Italia Italia
Regioni Guardia Piemontese-Stemma.png Guardia Piemontese
(Calabria Calabria)
Persone 340
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Romanze
  Italo-occidentali
   Occidentali
    Galloromanze
      Occitano
       Guardiolo
Codici di classificazione
ISO 639-1 oc
ISO 639-2 oci
SIL OCI  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Totes los èssers umans nàisson libres e egals en dinhitat e en dreites. Son dòtets de raison e de consciéncia e se devon comportar los unes amb los autres dins un spìrit de fratèrnitat.

Il guardiolo[1] (in occitano gardiòl) è la varietà linguistica occitana parlata ancora nel borgo storico di Guardia Piemontese, comune della provincia di Cosenza e isola alloglotta[2].

Da una ricerca condotta sul campo da Agostino Formica nel 1999 e pubblicata nel saggio "Spettro di frequenze e varianti nel linguaggio di Guardia Piemontese d'oggi: sfaldamento, contaminazione o evoluzione?" (contenuto nel volume: AA.VV., Guardia Piemontese le ragioni di una civiltà. Indagine sul mondo occitanico calabrese, Gnisci, Paola, 1999, pagg. 53-87) risulta che la "tenuta" della lingua occitana ("guardiola") ancora oggi si mantiene su buoni standard di coerenza, in quanto emerge dal riscontro delle "risposte" degli abitanti di Guardia Piemontese (suddivisi per fasce generazionali) il dato significativo che la popolazione locale usa ancora la lingua di tradizione. La metodologia di approccio per questa indagine sul campo è stata la somministrazione del testo di un racconto popolare, inizialmente in lingua guardiola, proposto in italiano a un numero congruo e rappresentativo di abitanti di Guardia Piemontese, con preghiera di volgerlo simultaneamente in guardiolo (la registrazione ha fissato le "versioni", poi studiate e confrontate, pure in relazione alle fasce d'età dei parlanti-intervistati).

Anche Pietro Monteleone, nel suo saggio "Per una identità di Guardia Piemontese tra dati demografici, riscontri, memoria e territorio" (contenuto sempre nel volume prima citato) dalle risposte del questionario (rigorosamente anonimo) proposto agli abitanti di Guardia Piemontese arriva alla conclusione che la popolazione locale, per i suoi due terzi, si esprime "sempre in casa e con gli amici" nella lingua di "tradizione" e che il guardiolo "costituisce ancora oggi lo strumento abituale di gran parte della popolazione del centro calabrese".

La lingua occitana è lingua neolatina (langue d'oc) parlata nel sud della Francia, sui Pirenei (nella Val d'Aran, Spagna), in alcune vallate del Piemonte ed in Italia meridionale a Guardia Piemontese dove è "arrivata" in seguito a spostamenti di popolazioni provenienti dalle zone di origine (XIV secolo) determinati sia da motivi di ricerca di lavoro ma anche, in seguito, a causa di persecuzioni religiose subite in quanto di religione valdese.[2] Nelle varie ricostruzioni dell'arrivo in Calabria degli "oltremontani"[2] (così sono definiti generalmente, in quanto le popolazioni arrivano "da oltre i monti", ovvero le Alpi, rispetto al primo territorio di stanziamento, le vallate del Piemonte) abbondano inesattezze storiche. Al 2007 secondo il linguista Fiorenzo Toso i parlanti guardiolo a Guardia Piemontese sono 340 su 1.860 abitanti, dato che la maggior parte degli abitanti si esprime in italiano o nella variante cosentina del dialetto calabrese[3].

Occitano e Guardiolo[modifica | modifica sorgente]

latino portoghese spagnolo francese catalano occitano guardiolo sardo italiano friulano Ladino (Nones) romeno
clavem chave llave/clave clef/clé clau clau quiau crae/crai chiave clâf clau cheie
noctem noite noche nuit nit nuèch (nuèit) nuèit notte/notti notte gnot not noapte
cantare cantar cantar chanter cantar cantar (chantar) chantar cantare/cantai cantare cjantâ ciantar cânta
capram cabra cabra chèvre cabra cabra (chabra, craba) chabra cabra/craba capra cjavre ciaura capră
linguam língua lengua langue llengua lenga lenga limba/lingua lingua lenghe lenga limbă
plateam praça plaza place plaça plaça piaça pratha/pratza piazza place plaza piaţă
pontem ponte puente pont pont pont (pònt) pònt ponte/ponti ponte puint pònt punte
ecclesiam (basilicam) igreja iglesia église església glèisa (glèia) guieisa creja/cresia chiesa glesie glesia biserică
caseus
lat.volg. formaticum
queijo queso fromage formatge formatge (hormatge) case casu formaggio/cacio formadi formai brânză/caş

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, nella nomenclatura delle voci viene usato il termine "lingua" se riconosciute tali nelle norme ISO 639-1, 639-2 o 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine "dialetto".
  2. ^ a b c Hans Peter Kunert (Università della Calabria), Gli Occitani di Calabria, I Fonì Dikìma - La Nostra Voce - Rivista bilingue dell'area ellenofona, Data pubblicazione settembre-2006. URL consultato il 05-03-2008.
  3. ^ Fiorenzo Toso, Le Minoranze Linguistiche in Italia, ed. Il Mulino, 2008 pag. 141
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