Attilio Momigliano

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Attilio Momigliano (Ceva, 7 marzo 1883Firenze, 2 aprile 1952) è stato un critico letterario italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fu allievo di Arturo Graf e insegnò storia della letteratura italiana dapprima presso il Liceo classico Cavour e il Liceo Gioberti di Torino, poi all'Università di Catania, quindi a Pisa e infine a Firenze. Accolse nel suo metodo critico i principi dell'estetica crociana, pur perseguendone uno personale volto a una forte, e al tempo stesso pacata, tensione morale. Attraverso i suoi saggi si può cogliere sempre un doppio interesse, sia per l'analisi psicologica e culturale, sia per quella della struttura poetica. Tra quelli che più riflettono il suo metodo, si ricordano quelli che necessitano di una raffinata sensibilità, come il saggio sul Poliziano, sul Parini, sul Leopardi e sul Manzoni.

Il 10 aprile 1910 fu iniziato in Massoneria nella Loggia Vittorio Alfieri all'Oriente di Asti, presso la quale fu anche elevato ai gradi di Compagno d'arte e di Maestro.[senza fonte]

Momigliano fu tra i firmatari nel 1925 del Manifesto degli intellettuali antifascisti, redatto da Benedetto Croce. Nel 1938, a seguito delle leggi razziali fasciste, venne espulso dall'Università di Firenze, e gli subentrò Giuseppe De Robertis. Nel 1944 si salvò dalla persecuzione razziale trovando ospitalità presso l'ospedale di Sansepolcro, grazie all'aiuto offertogli dal direttore, Raffaello Alessandri, dall'amico prof. Gino Franceschini e da don Duilio Mengozzi. Da Sansepolcro "Momigliano e la moglie fuggirono il 18 agosto 1944, e solamente nell'aprile 1945 poterono rientrare a Firenze".[1]

Tra i suoi lavori più significativi si ricordano quello su Carlo Porta, pubblicato nel 1910, quello su Alessandro Manzoni, l'Introduzione ai poeti del 1946. Fu autore inoltre della Storia della letteratura italiana in tre volumi e di un commento alla Divina Commedia (1945-1947).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Amedeo Benedetti, Contributo alla biografia di Attilio Momigliano, in "Studi novecenteschi", a. XL (2013), n. 85, p. 64.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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