Galeata

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Galeata
comune
Galeata – Stemma Galeata – Bandiera
Galeata – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Sindaco Elisa Deo (Lista Civica)
Territorio
Coordinate 44°00′00″N 11°55′00″E / 44°N 11.916667°E44; 11.916667 (Galeata)Coordinate: 44°00′00″N 11°55′00″E / 44°N 11.916667°E44; 11.916667 (Galeata)
Altitudine 237 m s.l.m.
Superficie 63 km²
Abitanti 2 527 (31-12-2012)
Densità 40,11 ab./km²
Frazioni Buggiana, Pianetto, Sant'Ellero, San Zeno, Strada San Zeno
Comuni confinanti Civitella di Romagna, Predappio, Premilcuore, Rocca San Casciano, Santa Sofia
Altre informazioni
Cod. postale 47010
Prefisso 0543
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 040014
Cod. catastale D867
Targa FC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti galeatesi
Patrono sant'Ellero di Galeata
Giorno festivo 15 maggio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Galeata
Posizione del comune di Galeata nella provincia di Forlì-Cesena
Posizione del comune di Galeata nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Galeata (Gagliêda in romagnolo) è un comune italiano di 2.527 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. Galeata appartiene alla porzione che fino al 1923 ha fatto parte della regione Toscana, denominata appunto oggi Romagna toscana.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Tre sono i periodi principali nella storia di Galeata:

  • il periodo che va dal VI al IV secolo a.C., in cui gli umbri, presenti nel territorio da tempo, si ritirarono sulle colline per fuggire ai tentativi di invasione dei Galli Boi. Spostamento che, con tutta probabilità, segna la nascita di Mevanìola, romana dal 266 a.C., così chiamata in onore della florida città umbra Mevania (oggi Bevagna, gemellata con Galeata). Dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente il centro abitato si spostò più a valle, dove sorge l'odierna Galeata.
  • la fine del V secolo d.C., in cui si colloca tradizionalmente l'insediamento di due opposte comunità, quella del giovane eremita Sant'Ellero e quella del re Teodorico. È in questo periodo che nasce la potentissima abbazia fondata dal Santo, che per secoli dominò e amministrò i territori circostanti, arrivando ad avere un vero e proprio sistema difensivo dotato di truppe e di tre rocche (di Santa Sofia, di Civitella e di Pianetto).
  • gli inizi del Quattrocento, che vedono il comune di Galeata entrare a far parte del Granducato di Toscana, al quale appartenne fino al 1860, come attesta la lapide murata sotto i portici del Palazzo del Podestà (di cui una foto è visibile sul progetto di wikipedia Commons), con l'annessione del Granducato al regno d'Italia. Dal 1860 al 1923 il Comune di Galeata ha fatto parte della provincia di Firenze; nel 1923 venne assegnato alla provincia di Forlì (attualmente provincia di Forlì-Cesena).
  • nel 1785 viene soppressa la giurisdizione ecclesiastica dell'abate e Galeata passa alla diocesi di Sansepolcro, mentre il territorio viene diviso tra questa e la diocesi di Bertinoro. Il vescovo di Sansepolcro assume il titolo di abate di Sant'Ellero.
  • nel 1975 Galeata passa alla diocesi di Forlì.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Caratteristico è il borgo antico, in architetture tipicamente toscane, che copre le attuali vie IV novembre e Ferdinando Zanetti, percorse in tutta la loro lunghezza da palazzi porticati. Inoltre emergenze architettoniche importanti sono il Palazzo del Podestà, l'Abbazia di Sant'Ellero, la pieve di Santa Maria in Pantano e, nella frazione Pianetto, la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, con il relativo Monastero recentemente riportato agli antichi fasti da un accurato restauro.

La chiesa principale del paese è San Pietro, neogotica ma con una lapide murata in facciata che ne attesta la fondazione medievale e la chiesa della Madonna dell'Umiltà, che, in un altare barocco appena restaurato, accoglie il dipinto della Madonna copatrona di Galeata assieme a Sant'Ellero.

Prima dell'abitato di Pianetto, una deviazione conduce all'area archeologica di Mevaniola. Di essa vanno ricordati i resti di un edificio a pilastri, le terme (con ambiente absidato e canalizzazioni), un piccolo teatro ispirato a modelli ellenistici, con orchestra circolare e cavea poggiante su un terrapieno, preceduto da un lastricato in arenaria e per ultima una cisterna che fungeva da acquedotto urbano.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Abbazia di Sant'Ellero[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Abbazia di Sant'Ellero.

Chiesa di Santa Maria del Pantano[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Chiesa di Santa Maria del Pantano.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo del Podestà, col Marzocco e la croce.
Colonnina.
Dettagli della croce.

In via IV novembre si trova il palazzo che fu sede della curia abbaziale di Sant'Ellero fino al 1787, nel quale si trova murato lo stemma di Pietro Aldobrandini, cardinale abate commendatario di Sant'Ellero e arcivescovo di Ravenna, che nel 1602 si rifiutò di abbandonare l'antica fabbrica ilariana per ricostruirla in città. Ma i palazzi maggiormente degni di nota a livello artistico si trovano in via Zanetti. Degni di nota sono quello dell'Opera Madonnina del Grappa dalla facciata dipinta; palazzo Cenni con una lapide attestante la visita del Granduca Pietro Leopoldo II nel 1834; Palazzo Zanetti che invece reca una lapide che ricorda la sosta in esso dello stesso Granduca, ma del 1777; palazzo Bardi, palazzo Angeloni, palazzo Versai, tutti recanti gli stemmi delle rispettive famiglie. Ma il più importante di tutti è senza dubbio il Palazzo del Podestà.

Il Palazzo del Podestà fu costruito dalle fondamenta nel 1636, essendo stato abbattuto il precedente, fatiscente. La facciata mostra chiari influssi toscani, ed è articolata su due piani, tripartita secondo la verticale e conclusa da un cornicione ligneo sporgente, alla toscana appunto. La parte inferiore è adibita a portico, suddivisa da una triplice archeggiatura a tutto sesto con pilastri in pietra smussati agli angoli, ai quali venivano fermati i cavalli dei visitatori, ma anche coloro che venivano esposti al pubblico ludibrio tramite la gogna. In corrispondenza del terzo pilastro, tra il primo e il secondo piano, nel 1642 venne inserito il Marzocco Fiorentino, il grande leone di pietra che regge lo stemma del comune e che indica chiaramente l'influenza del Granducato di Toscana sul territorio galeatese. La parte superiore è caratterizzata dalla presenza di tre finestroni con ghiera e piedritti in bugnato gentile, realizzati nel 1890 (in tale occasione la parte inferiore della facciata venne decorata con un disegno a finto bugnato, fortunatamente eliminato dopo il 1938 e sostituito dalla sobria tinteggiatura chiara che lo caratterizza tutt'oggi). Dei numerosi stemmi podestarili che decoravano la facciata attualmente ne rimangono solo quattro (ancora in testimonianze e fotografie del 1934 se ne contavano ben sette). Accanto al palazzo sorge la massiccia torre civica, poggiante su di un arco analogo a quelli del palazzo; si eleva severa e maestosa, con struttura a vista in conci di pietra serena, e culmina col grande orologio, citato sin dal 1613 (e riacquistato in seguito nel 1778 e 1844), coperto da una cupola a bulbo retta da quattro grandi aperture.

Davanti alla torre sorge un'antichissima colonnina in marmo, che porta, su di un capitello in pietra scura a foglie d'acanto stilizzate, una raffinatissima croce bizantina in marmo candido, scolpita su ambo i lati (sul fronte un agnello e un pastorale, sul retro una mano benedicente). È posta simbolicamente come benvenuto davanti a quello che un tempo era l'ingresso della città, ossia l'antica via Gallica, tuttora esistente, dal fascino antico dovuto anche alla pavimentazione ciottolata e ad una leggera trascuratezza, ma da tempo immemore inutilizzata a tale scopo, e la cui funzione, a tutt'oggi, è semplicemente quella di condurre al fiume Bidente sottostante.

Borgo di Pianetto[modifica | modifica sorgente]

A due chilometri da Galeata, proseguendo lungo la provinciale 4, si può deviare a destra verso Pianetto, antico e piccolo borgo medievale raccolto attorno alla chiesa di Santa Maria dei Miracoli, piccolo gioiello del Rinascimento toscano (fu fondata nel 1497) e al suo convento, nei cui locali, recentemente riportati all'antico splendore, è ora ospitato il museo civico e archeologico Mambrini. Passandovi si può percepire la incantevole quiete del borgo, sormontato dalla possente rocca medievale, posseduta dagli abati di Sant'Ellero.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[1]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 508 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Marocco Marocco 157 6,26%

Romania Romania 65 2,59%

Senegal Senegal 65 2,59%

Albania Albania 62 2,47%

Macedonia Macedonia 27 1,08%

Cina Cina 25 1,00%

Persone legate a Galeata[modifica | modifica sorgente]

  • Ercole Agnoletti, (11 maggio 1920 - Firenze 20 novembre 2007), presbitero, storico e archivista; autore di numerosi studi storici sui centri e le località dell'Appennino tosco-romagnolo, tra 1964 e 1986 ha riordinato l'Archivio Vescovile di Sansepolcro, di cui è stato direttore fino al 1995.
  • Sant'Ellero
  • Giulio Facibeni, (29 luglio 1884Firenze-Rifredi, 2 giugno 1958), presbitero, fondatore dell'Opera della Divina Provvidenza Madonnina del Grappa, annoverato tra i giusti tra le nazioni per la sua opera a favore degli ebrei a Firenze durante l'Olocausto.
  • Duilio Mengozzi, (6 novembre 1914 - Sansepolcro, 17 marzo 2005, presbitero e insegnante, annoverato tra i giusti tra le nazioni per la sua opera a favore degli ebrei a Sansepolcro nell'anno 1944.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Galeata si trova nella Valle del Bidente, lungo la S.P. 310 "Bidentina" che collega la Romagna con la Toscana, e dista 34 km da Forlì e 35 km da Cesena.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 2004 Piergiuseppe Mainetti Centrosinistra Sindaco
2004 2009 Rodolfo Valentini Centrosinistra Sindaco
2009 2012 Elisa Deo Centrosinistra Sindaco
2012 2013 Michele Truppi Commissario prefettizio
2013 Elisa Deo Lista Civica Sindaco

Risultati delle elezioni amministrative del 2013[modifica | modifica sorgente]

Deo Elisa (Lista Civica - LiberaMente per Galeata) 48,33 %

Milanesi Alberto (Lista Civica - Galeata Il mio paese) 22,08 %

Venturi Massimo (Lista Civica - Forza Galeata) 21,40%

Foschi Mattia (Movimento 5 Stelle) 4.91%

Cicchino Giuseppina (Sinistra - Per San Zeno-Galeata-Pianetto) 3,25%

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Ellero Leoncini, L'abbazia di Sant'Ellero nel XIV centenario della morte del suo fondatore, 15 maggio 1958., Società Poligrafica Editoriale, Città di Castello, 1958.
  • Ellero Leoncini, con prefazione di Piero Bargellini, L'abbazia di Sant'Ellero., Tip. Moderna F.lli Zauli, Castrocaro Terme, 1981.
  • Società di studi romagnoli. A cura di, Galeata: i monumenti, il museo, gli scavi di Mevaniola., La Fotocromo Emiliana, Bologna, giugno 1983.
  • Paolo Bolzani, Idea di Galeata, ambiente archeologia architettura., nuova tipografia snc, Forlimpopoli, 1997.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]