Cesena

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Cesena
Panorama di Cesena
Cesena - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia: stemma Forlì-Cesena
Coordinate: 44°8′0″N 12°14′0″E / 44.13333, 12.23333Coordinate: 44°8′0″N 12°14′0″E / 44.13333, 12.23333
Altitudine: 44 m s.l.m.
Superficie: 249,47 km²
Abitanti:
96.039 07-10-2009 
Densità: 384 ab./km²
Frazioni: vedi elenco frazioni 
Comuni contigui: Bertinoro, Cervia (RA), Cesenatico, Civitella di Romagna, Gambettola, Longiano, Meldola, Mercato Saraceno, Montiano, Ravenna (RA), Roncofreddo, Sarsina
CAP: 47521-47522
Pref. telefonico: 0547
Codice ISTAT: 040007
Codice catasto: C573 
Class. sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)
Nome abitanti: cesenati 
Santo patrono: San Giovanni Battista 
Giorno festivo: 24 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« E quella cu' il Savio bagna 'l fianco,
così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte,
tra tirannia si vive e stato franco »

Cesena (IPA: [tʃezena] o [tʃezεna], Zisêna in dialetto romagnolo, Curva Caesena in latino) è una città dell'Emilia-Romagna di 96.039 abitanti[1], afferente alla provincia di Forlì-Cesena, denominata, sino al 1992, provincia di Forlì. All'interno di questa provincia, è sede di un circondario di decentramento amministrativo[2]. Sorge sulla via Emilia, circa 20 km a sud-est di Forlì.

Con i suoi 249,47 km² di superficie, è il 68º Comune italiano per estensione, mentre era, al censimento del 2001, il 53º Comune in quanto a popolazione.

È nota come Città dei Tre Papi, anche se la definizione è fuorviante, perché diede i natali a due papi (Pio VI e Pio VII) mentre ospitò il vescovado di altri due (Pio VIII e Benedetto XIII) [3].

Città leader nel mercato dell'ortofrutta europeo, è un importante snodo di comunicazione, grazie all'intersezione tra la A14 Bologna-Taranto, la Strada Statale 3 bis Tiberina (tratto della E45) Orte-Ravenna e la futura rete autostradale E55 Cesena-Mestre.

È sede di diverse facoltà universitarie aggregate nel Polo scientifico-didattico di Cesena, facente parte dell'Università di Bologna[4] come ingegneria, psicologia (che ha ottenuto il grado di miglior sede a livello nazionale), architettura, scienze dell'informazione, ecc...

Indice

[modifica] Geografia fisica

Parte delle colline che circondano Cesena, sullo sfondo si può notare il Mare Adriatico.

[modifica] Territorio

Le colline di Cesena.

Cesena è posta a metà strada tra il mare e le colline, nel punto in cui si incrociano le antiche vie Emilia e Romea, il territorio comunale, la cui superficie è di 249,5 km², confina: a nord con il comune di Cervia (RA) e Ravenna; a est con i comuni di Cesenatico, Gambettola, Longiano e Montiano; a sud con i comuni di Roncofreddo e Mercato Saraceno; e, infine, ad ovest con i comuni di Civitella di Romagna, Meldola e Bertinoro.

L'altitudine ufficiale di Cesena, corrispondente al livello sul quale poggia il Palazzo Comunale, è di 44 metri sul livello del mare[5].

Se si considera invece la media delle altitudini dell'intero territorio comunale si tocca quota 97 metri.

Tuttavia si tratta di dati medi, che come tali non inquadrano perfettamente quella che è l'estrema varietà del territorio cesenate (si pensi che si va ai 5 metri del fosso della Valle ai 480 metri di Monte Cavallo[5]): pianeggiante verso l'ultimo lembo di Pianura Padana, a nord-est collinare con le prime propaggini dell'Appennino tosco-romagnolo, a sud-ovest.

Immagine esterna
Cesena vista dal satellite
fonte:Google Maps

Morfologicamente sono il fiume Savio e la sua valle a costruire l'alveo principale del territorio comunale cesenate, andando poi a sfociare a nord-ovest fino ai bacini del fiume Ronco e del torrente Bevano, a sud-est fino al versante sinistro del torrente Pisciatello.


Ravenna
36,9 km
Cervia
20,1 km
Cesenatico
17,3 km
Bertinoro
11,2 km
Brosen windrose-fr.svg Longiano, Gambettola
17,1 km, 10,9 km
Meldola, Civitella di Romagna
21,8 km, 38,7 km
Sarsina, Mercato Saraceno
30,6 km, 24,3 km
Montiano, Roncofreddo
11 km, 17,7 km

[modifica] Clima

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Cesena.

Cesena ha un clima continentale temperato, moderatamente mitigato dalla vicinanza del mare. L'estate può essere molto calda con temperature che arrivano a 45-46° nei valori massimi, le mezze stagioni sono piovose e complessivamente miti, quand'anche la primavera risulti molto più calda e soleggiata rispetto ai corrispettivi mesi autunnali. L'inverno è freddo e umido, con presenza di nebbie diffuse, anche se risulta tutto sommato meno rigido rispetto a molte altre aree interne della pianura.

Cesena Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6 9 13 18 23 27 30 30 26 20 13 8 7,7 18 29 19,7 18,6
T. min. mediaC) 0 1 4 8 12 16 18 18 15 11 6 2 1 8 17,3 10,7 9,3

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia di Cesena.
Le origini del nome

L'etimologia del lemma Cesena (dal latino Caesena) non è ancora stata accertata.

Tra le ipotesi più accreditate vanno menzionate le seguenti:

  • diversi studiosi sostengono che l'origine del nome risalga al Torrente Cesuola, che attraversa il cuore della città.
  • Altre fonti ipotizzano che il prefisso caes- rimandi al termine desueto "cesina" (cioè, "terra disboscata"), cui si è aggiunto il suffisso -ena, di origine etrusca. Altri ancora ritengono che Cesena derivi dall'etrusco "Caizna", oppure dal latino "caedo".[6][7]
Rocca Malatestiana Cesena 2006 06.jpg
Rocca Malatestiana Cesena 2006 01.jpg

[modifica] Dall'antichità alle invasioni barbariche

Il primo nucleo abitativo di Cesena sorge con ogni probabilità per opera degli "umbro-etruschi" intorno al VI-V secolo a.C., e il taglio prodotto dal torrente Cesuola si riverbera nel nome dato al piccolo centro, che deve assomigliare a un Césena. Intorno al IV secolo sopraggiungono i Galli, del cui breve dominio rimangono profonde tracce nell'economia - con l'introduzione dell'allevamento suinicolo - e nella lingua locali.

Tuttavia è solo con l'arrivo dei Romani (i quali fondano nel 268 a.C. la colonia di "Ariminum", Rimini) che il piccolo nucleo assume la forma di villaggio. Del periodo repubblicano rimane oggi ben visibile la colossale opera di centuriazione cui è sottoposto il territorio cesenate, presumibilmente tra il 235 e 220 a.C., che suddivide la campagna in un perfetto reticolato ancora oggi visibile. Successivamente la "Curva Caesena" dell'età imperiale (citata da Plinio il Vecchio come città produttrice di ottimo vino) decade con l'Impero Romano ed è sottoposta alle incursioni dei barbari.

Presa dai Goti di Teodorico, viene riconquistata dai Bizantini e, a metà del VI secolo, entra a far parte dell'Esarcato. Dopo le campagne di Pipino il Breve (VIII secolo), Cesena rientra infine nei territori sotto il controllo pontificio, primo nucleo di quello che sarà lo Stato della Chiesa. Un ruolo di estrema importanza riveste in questi secoli la figura dell'arcivescovo di Ravenna, feudatario dell'imperatore, il quale possiede terreni e castelli nel cesenate, e detiene un potere assai ampio[7].

[modifica] Dall'anno Mille al "Sacco dei Bretoni" (1377)

Dopo il Mille crescono le volontà autonomistiche della città, ma solo alla fine del XII secolo, affrancatasi dall'arcivescovo, Cesena può dirsi libero comune. Il Duecento, secolo caratterizzato dai continui mutamenti nel governo della città, vede Cesena oscillare tra libertà comunali e sottomissione alla Chiesa o a signori locali, tanto che Dante Alighieri, nel Canto XXVII dell'Inferno, nota:

La terzina della Divina Commedia dedicata a Cesena, così come compare sulle mura della Rocchetta di Piazza .
« E quella cu' il Savio bagna 'l fianco,
così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte,
tra tirannia si vive e stato franco. »

Nel Trecento la breve signoria della famiglia forlivese degli Ordelaffi viene bruscamente interrotta dall'intervento del legato pontificio Albornoz, che sottopone la rocca (fieramente difesa da Cia degli Ordelaffi, eroina ormai leggendaria) a un lungo assedio (1357). Alla fine Albornoz riesce a sottomettere Cesena e la dota di un nuovo Palazzo del Governatore (oggi Palazzo Comunale).

Di lì a poco, a febbraio del 1377, Cesena conosce l'evento che segna una sorta di cesoia nella sua storia: un contingente di soldati mercenari bretoni al soldo di papa Gregorio XI, comandati da Roberto di Ginevra (futuro antipapa Clemente VII) e del condottiero Giovanni Acuto (John Hawkwood), mette a ferro e fuoco la città. I cronisti del tempo inorridiscono di fronte alla strage e riferiscono d'alcune migliaia di morti e di altrettanti deportati tra la popolazione civile. È il momento più buio della città, coinvolta suo malgrado nella guerra promossa da Firenze contro il Pontefice (la cosiddetta "Guerra degli Otto Santi", 1375-1378)[8].

[modifica] La signoria dei Malatesta

Medaglia del Pisanello raffigurante Malatesta Novello.
(LA)
« Elephas Indus culices non timet »
(IT)
« L'elefante indiano non teme le zanzare »
(Motteggio, dei Malatesta, verso i nemici Da Polenta, signori di Ravenna, zona infestate dalle zanzare.)

L'anno seguente al tremendo "Sacco dei Bretoni", il nuovo papa Urbano VI assegna infine quello che rimane della città al signore di Rimini Galeotto I Malatesta, in vicariato: ha inizio per Cesena la signoria dei Malatesta, quello che sarà il momento di maggior splendore nella storia cesenate. A Galeotto (cui si deve l'inizio dei lavori alla nuova rocca e alla nuova cattedrale) succede nel 1385 Andrea Malatesta, che spiana le pendici del Colle Garampo ottenendo la cosiddetta Piazza Inferiore (oggi del Popolo). È poi la volta di Carlo e, nel 1429, di Domenico Malatesta Novello. Appassionato bibliofilo, fine mecenate, costretto a rinunciare presto alla vita militare (prima fonte di ricchezza per la famiglia), dona alla città la splendida Biblioteca Malatestiana (una delle migliori d'Italia, secondo il celebre umanista Flavio Biondo) ricavata all'interno del convento dei frati francescani. Compiuta tra 1447 e 1452, ma aperta solo due anni dopo, reca il progetto di Matteo Nuti da Fano, discepolo di Leon Battista Alberti[8].

[modifica] Il ritorno sotto lo Stato Pontificio

Alla morte di Novello (1465), Cesena torna sotto il dominio pontificio, ma già nel 1500 le Romagne conoscono un nuovo padrone: è Cesare Borgia, detto "il Valentino" (celebrato da Niccolò Machiavelli nel suo Il Principe) che costituisce un piccolo ma potente ducato. La città, elevata al rango di capitale, viene visitata da Leonardo da Vinci che fa rilievi alla rocca e fornisce il progetto per il porto di Cesenatico. Caduto l'effimero ducato, Cesena torna definitivamente alla Chiesa e a una dimensione locale dominata economicamente dall'agricoltura.

Inaspettatamente, nel 1775, la città assurge nuovamente agli onori: il cesenate Giovan Angelo Braschi diviene infatti papa col nome di Pio VI, dando avvio alla triade di papi cesenati (Pio VII Chiaramonti, 1800-1823, e Pio VIII Castiglioni, 1829-1830, in realtà marchigiano, ma già vescovo di Cesena). L'esperienza napoleonica (1797-1814), che vede Pio VI e Pio VII tentare invano di opporsi a Napoleone Bonaparte, priva Cesena di un gran numero di monasteri, conventi e chiese che precedentemente la ornavano.

Intanto la città si ingrandiva. Negli anni 1816-22 viene realizzata la prima circonvallazione, come alternativa alla via Emilia, che attraversa tutta la città da porta Santi (ad est) al Ponte Vecchio (sul fiume Savio, ad ovest). La circonvallazione percorre tutta la cinta muraria da Porta S. Maria e Porta Trova, proseguendo poi per via Molini e costeggiando la riva del Savio fino all'attuale via IV Novembre.

Nel 1844 viene aperto il Giardino pubblico. Nel 1846 è inaugurato il Teatro comunale (a cui, peraltro, si ispirerà il progettista del celeberrimo Teatro alla Scala di Milano), ora Teatro Alessandro Bonci; risale allo stesso anno la realizzazione della piazza antistante il teatro.
Nel censimento del 1853 (l'ultimo effettuato sotto lo Stato Pontificio), gli abitanti entro le mura sono 6.491, mentre nei borghi (il "Borghetto" e i borghi di San Pietro, San Bartolo e Porta Cervese), la popolazione consta di 6.900 unità. In tutto Cesena ha quindi poco più di 13.000 abitanti.

Durante il Risorgimento, Cesena conosce i moti libertari, cui partecipa anche un giovane Maurizio Bufalini, medico che poi si coprirà di onori a Firenze[8].

[modifica] Dall'Unità d'Italia ad oggi

Cesena durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

Con l'Unità d'Italia per Cesena ha inizio un periodo di lotte politiche interne fra le componenti liberale moderata (guidata dalle carismatiche figure del sen. Gaspare Finali e del direttore del "Cittadino" Nazareno Trovanelli), repubblicana (sulle orme del garibaldino Eugenio Valzania) e socialista (Pio Battistini)[9].

Intanto vengono eseguiti nuovi lavori di viabilità: risale all'ultimo decennio del secolo la realizzazione del tunnel a campata unica. Ai primi del Novecento viene costruito il nuovo ponte sul fiume Savio, poco più a nord del ponte vecchio. Successivamente viene realizzata una nuova via di ingresso "entro le mura", l'attuale via Cesare Battisti.

Ad un fine Ottocento in cui avevano prevalso i liberali, segue un primo Novecento repubblicano, segnato dalla figura di Ubaldo Comandini. È di questo periodo la breve ma luminosissima vita di Renato Serra, morto giovane sul Carso (1915), ma già entrato, con L'esame di coscienza di un letterato, nella storia della critica letteraria italiana.

La Torre dell'Ex-Zuccherificio

Dopo la Grande Guerra si verifica un nuovo sviluppo urbanistico: per la prima volta la città si estende oltre le storiche mura. Nascono nuovi insediamenti: Sant'Egidio, Villa Chiaviche, San Mauro in Valle, Martorano e Ponte Pietra. Nel centro storico risiedono circa 8.000 persone e 14.000 nelle zone limitrofe.

La Seconda guerra mondiale, con la Linea Gotica che corre sul crinale appenninico a pochi chilometri dalla città, segna profondamente la vita cittadina; i partigiani cesenati si distinguono particolarmente nella guerra di resistenza contro le forze nazifasciste, per tale motivo alla città di Cesena è stata assegnata la Medaglia d'argento al Valor Militare.

Nel dopoguerra Cesena assiste ad un enorme sviluppo urbano: prendono consistenza gli abitati di Case Finali, Sant'Egidio, Villa Chiaviche, Diegaro, Torre del Moro e tutto il quartiere Oltresavio in generale. L'attività edilizia raggiunge il suo apice nel decennio 1950-60.
Parallelamente si verifica una notevole crescita economica, che fa della città un polo di livello internazionale nel comparto agroalimentare, soprattutto in materia di ricerca e biotecnologie[8].

A conferma dell'importanza raggiunta da Cesena, nel 1992 la provincia cambia nome in Provincia di Forlì-Cesena, pur rimanendo Forlì capoluogo, e ancora oggi la città può vantare una posizione di primo piano in vari settori economici, una vita culturale sempre fervida ed una qualità della vita superiore alla media nazionale[10].

[modifica] Simboli

Lo stemma della città di Cesena.

Il sito araldicacivica.it descrive così lo Stemma del Comune di Cesena[11]:

« Lo scudo è una classica "balzana": troncato di nero e d'argento, con una bordura cuneata d'oro. Capo d'Angiò.

Lo scudo tradizionalmente indicherebbe la pacificazione tra le opposte fazioni cittadine dei Guelfi e dei Ghibellini; il bordo è preso dallo stemma dei Malatesta e si riferisce alla loro signoria sulla città nel corso del 1400. Il capo è una concessione del re di Napoli Roberto d'Angiò. Lo scudo, in luogo della corona civica, potrebbe fregiarsi della corona nobiliare, essendo stata la città iscritta nell'elenco ufficiale della Nobiltà italiana.

Stemma concesso da re Vittorio Emanuele III con Decreto Regio del 24 aprile 1927: "Troncato di nero e d'argento, alla bordura dentata di nero e d'oro, col capo d'Angiò". »

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'argento al valor militare

«Fedele ad antiche e gloriose tradizioni patriottiche e democratiche, la Città di Cesena sin dall'armistizio dell'8 settembre 1943 fu centro di decisa reazione di lotta contro l'oppressione tedesca e fascista. Esprimendo e sostenendo coraggiosamente agguerrite forze partigiane, la cui organizzazione ebbe inizio con la costituzione della prima base di volontari a Pieve di Rivoschio e nella circostante zona collinare, durante quattordici mesi di duro impegno operativo, i cesenati contribuirono validamente ad imporre un consistente logoramento alle forze nemiche ed a danneggiare mezzi ed apprestamenti.[12]»
— Zona di Cesena, 8 settembre 1973

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Unesco Cultural Heritage logo.svg Biblioteca Malatestiana Unesco Cultural Heritage logo.svg

Memoria del Mondo

Ingresso della Malatestiana

La Biblioteca Malatestiana è una biblioteca monastica di particolare importanza storica. Fondata alla metà del XV secolo, detiene due primati assoluti: è stata la prima biblioteca civica italiana[13]; è l'unico esempio di biblioteca monastica medievale perfettamente conservata nell'edificio, negli arredi e nella dotazione libraria.[14]

L'Unesco ha riconosciuto l'importanza culturale della Malatestiana inserendola, prima in Italia, nel Registro della Memoria del Mondo[15].

Oggi vi sono conservati quasi 250.000 volumi, di cui 287 incunaboli, circa 4.000 cinquecentine, 1.753 manoscritti che spaziano fra il XVI secolo e il XIX secolo e oltre 17.000 lettere e autografi[16].

Caratteristico è il centro storico di Cesena, esso è formato da numerose chiese e palazzi di notevole interesse storico e artistico; ed è una delle poche città che ha preservato quasi intatte le mura e gran parte dei torrioni e delle porte che delimitato il centro storico, che è raccolto sotto l'antica Rocca Malatestiana.

Di notevole interesse è la suggestiva Piazza del Popolo, con al centro la Fontana di fine Cinquecento denominata "Fontana del Masini"[17], su di essa affacciano il Palazzo Comunale, la Loggetta Veneziana, la Rocchetta di Piazza e la Chiesa dei Santi Anna e Gioacchino; proseguendo verso nord, attraversando via Zeffirino Re, giungiamo ai piedi del Palazzo del Ridotto, edificio dedicato a Papa Pio VI[18], dietro si trova l'importantissima Biblioteca Malatestiana, dal 19 maggio 2006 è inserita nel Registro Unesco della Memoria del Mondo, primo bene culturale italiano a farne parte[15], primo edificio al mondo nato e concepito per svolgere la funzione di biblioteca (dal 1454), una biblioteca che già il grande umanista Flavio Biondo riteneva una delle migliori d'Italia.

Dalla Malatestiana, percorrendo corso Giuseppe Mazzini, raggiungiamo la Cattedrale, dedicato a San Giovanni Battista: in stile gotico-romano, risalente alla fine del Trecento, con una cripta che racchiude da secoli le spoglie di san Mauro[19]. Altre chiese di importante valore sono la chiesa di Sant'Agostino[20], edificata su disegno del Vanvitelli, e la chiesa di San Domenico[21] (ospitano tele di grande valore e rappresentano le due "vere pinacoteche" di Cesena) e la Abbazia di Santa Maria del Monte, che ospita opere pittoriche di notevole valore storico-culturale e una collezione di ex voto (una delle più grandi d'Europa), costituita da tavolette dipinte a partire dal 1400 che raffigurano i miracoli con i quali la Vergine del Monte esprimeva la sua protezione a Cesena e ai cesenati[22].

Da segnalare è anche il Teatro Alessandro Bonci, ultimato nel 1846 su progetto dell'architetto Vincenzo Ghinelli; esso si presenta con una facciata in stile neo-classico tipica dei teatri italiani del periodo, e con pregevoli interni dotati di ampi saloni da ricevimento, cavea con platea e cinque ordini di palchi compreso il loggione; il teatro vanta un'ottima[23][24].

La contrada Chiaramonti si segnala per la presenza di eleganti ed imponenti palazzi, costruiti o abbelliti nel periodo dei Papi cesenati. Tra gli edifici più rappresentativi di questo percorso si ricordano: Palazzo Ghini, realizzato dall'architetto e pittore mantovano Leandro Marconi; Palazzo Guerrini Bratti, anch'esso decorato da Leandro Marconi; Palazzo Sirotti Gaudenzi, caratterizzato da una facciata neoclassica e i cui interni sono stati interamente decorati da Felice Giani e Giovan Battista Ballanti Graziani; Palazzo Chiaramonti, acquistato dal papa cesenate Pio VII (Barnaba Chiaramonti) e decorato da stucchi e da affreschi realizzati da Giuseppe Milani[25]

Oltre ai palazzi monumentali presenti nella contrada Chiaramonti, si segnalano: Palazzo Romagnoli, maestoso edificio seicentesco decorato dal Milani ed oggi sede della biblioteca giuridica "Giovanni Ghirotti"; Palazzo Ghini, progettato nel XVII secolo dall'architetto Pier Mattia Angeloni, sul cui cortile monumentale si affacciano le quattro statue di Francesco Calligari raffiguranti quattro divinità; Palazzo Masini, ricco di decorazioni pittoriche neoclassiche; Casa Sirotti, di antichissima costruzione, nel quale risiedette anche San Carlo Borromeo[25].

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiese

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Chiese di Cesena.
Il Convento dei frati Cappuccini visto dall'alto.
Cesena War Cemetery.

Abbazia di Santa Maria del Monte

L'imponente complesso dell'Abbazia di Santa Maria del Monte sorge sul colle Spaziano.
Il colle, dove ora sorge la millenaria basilica; era solito andare in preghiera il vescovo Mauro, oggi santo; dopo la sua morte fu eretta una chiesa, 1000 ca., e poi tra il 1001 e il 1026, venne edificato un monastero.
Nel corso degli anni la basilica si è arricchita di notevole opere d'arte[26].

Cattedrale di San Giovanni Battista

Di valore storico-artistico anche il Duomo cittadino, dedicato a San Giovanni Battista, in stile gotico-romano, risalente alla fine del 1300, con una cripta che racchiude da secoli le spoglie di san Mauro. Il tempio conserva senza dubbio la massima opera scultorea conservata a Cesena, realizzata fra il 1494 e il 1505 dallo scultore lombardo Giovanni Battista Bregno da Osteno. Entro la nicchia racchiusa fra due pilastri, decorati con candelabre "all'antica", lo scultore ha raffigurato al centro, Cristo che raccoglie il proprio sangue in un calice fra i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista e ai lati, Carlo e Camillo Verardi inginocchiati. Nei tondi, la Vergine Annunziata e l'Arcangelo Gabriele; il coronamento, nel quale si ipotizza fosse originariamente la figura del Padre Eterno, contiene oggi una conchiglia novecentesca[27]. All'interno della Cattedrale è stato recentemente restituito dal ricercatore Alex Cavallucci al pittore manierista Livio Agresti, un piccolo e importante dipinto raffigurante il Santo Battista eseguito su lastra di rame.

Convento di San Biagio

Il complesso di San Biagio venne creato nel 1394, ma l'edificio venne completato nel 1424 e rifatto nel 1486; nel 1810 chiesa e convento furono soppressi e il complesso divenne sede della Casa di Ricovero delle Figlie del Povero. Oggi è sede del Centro Culturale San Biagio e della Pinacoteca Comunale[28].

Chiesa e convento dei frati Cappuccini

La Chiesa e Convento dei frati Cappuccini sorge su un colle immediatamente a ridosso della città di Cesena. Di costruzione relativamente più recente rispetto agli altri complessi cesenati, conserva la splendida tela del Guercino raffigurante l'Estasi di San Francesco[29].

Chiesa e convento dei frati Minori Osservanti

Il complesso dei frati Minori Osservanti, fondato per iniziativa di Malatesta Novello su consiglio della moglie Violante, venne edificato tra il 1459 e il 1464 su progetto del maestro Maso della Val Lugano. Il complesso era circondato da un bosco all'interno di un muro di cinta, del quale resta, a inizio di viale Osservanza, la Celletta di San Onofrio, del 1490 che pio successivamente venne riedificata. Una vasta ricostruzione, operata tra il 1763 e il 1769 da Pietro Carlo Borboni, precedette di poco la completa ricostruzione della chiesa (1791-1794). Il progetto si deve al mantovano Leandro Marconi, anche se i lavori furono seguiti dal posto da Benedetto Barbieri[30].

Chiesa di Sant'Agostino

La Chiesa di Sant'Agostino si trova nel centro storico della città. Il convento inizialmente era dei frati Osservanti, fu ceduto alla fine del XV secolo ai monaci Agostini che intrapresero una vasta opera di ristrutturazione e di decorazione della chiesa e del convento, che termino nel 1520. La forma attuale della Chiesa risale a 1748[31].

Chiesa di Santa Cristina

La Chiesa di Santa Cristina è situata in contrada Chiaramonti. Di origine medievale, fu riedificata più volte nel corso dei secoli, in particolare nel 1470, nel 1630 e nel 1740, quando fu risistemata da Francesco Zondini. La chiesa fu definitivamente terminata nel 1825 con poche varianti rispetto al progetto originale[32].

Chiesa di San Domenico

Edificata tra il 1706 e il 1772, sorge sui resti di una precedente chiesa quattrocentesca della quale si possono ammirare ancora oggi i due meravigliosi chiostri.
Al suo interno si trovano, a pianta longitudinale con una sola navata, tre cappelle per lato e un'abside semicircolare, sono conservate testimonianze relative al momento più alto della pittura locale del corso del XVII secolo[33].

Chiesa di Santa Maria dei Servi

Un preesistente complesso religioso venne probabilmente ricostruito nel 1240 , e nel 1367, vi si insediarono i "Servi di Maria".
Come per molti degli edifici sacri di Cesena, a fine del Quattrocento si procedette a una ricostruzione dell'intero complesso. Tra il 1756 e il 1765, la chiesa assunse le forme attuali su progetto di Pietro Carlo Borboni, mentre il convento, ricostruito tra il 1776 e il 1797 da Azzoli, venne poi lasciato incompiuto per l'arrivo dei francesi. Soppresso l'ordine dei Serviti, dal 1834 si insediarono nel complesso i "Missionari del Preziosissimo Sangue"[34].

Chiesa di Santa Maria del Suffragio

La confraternita omonima venne fondata nel 1633 per suffragare le anime del Purgatorio, mentre la piccola chiesa venne edificata tra il 1685 e il 1689, su progetto di Pier Mattia Angeloni. Agli originali tre altari furono posti quadri di Giova Battista Razzani. Nella seconda metà del Settecento, la facciata della chiesa e l'interno della chiesa furono pesantemente ritoccati venendo ad assumere l'aspetto attuale.
Sull'altare maggiore si trova la pregevole Natività della Vergine con San Manzio, che il molfettano di nascita e napoletano di formazione Corrado Giaquinto eseguì per questa chiesa nel 1752[35].

[modifica] Cimiteri

Cimitero Urbano di Cesena

È il più grande cimitero di Cesena. Qui sono sepolti i più illustri cittadini cesenati, come: Renato Serra, Maurizio Bufalini, la famiglia Chiaramonti e altri. Nella cripta del cimitero è presente un Ossario in ricordo delle vittime della Seconda guerra mondiale.

Cesena War Cemetery

Il Cesena War Cemetery (Cimitero di Guerra di Cesena) è un cimitero militare dove riposano i soldati dei paesi Commonwealth caduti durante la Seconda guerra mondiale. Vi sono circa 700 tombe di militari provenienti dagli attuali Regno Unito, Canada, Nuova Zelanda, Sudafrica e India.

[modifica] Architetture civili

[modifica] Palazzi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Palazzi di Cesena.
L'interno della "Sala degli Specchi" del Palazzo Comunale.
Alcuni fregi del Palazzo Comunale.
Il Palazzo Guidi nel 1910 circa.

Palazzo Chiaramonti

L'edificio fu commissionato agli inizi del Settecento da Giovanni Gaetano Carli e accolse negli anni '80 la decorazione pittorica di Giuseppe Milani.
Nel 1807, papa Pio VII acquistò il palazzo dai Carli, lo donò al nipote Scipione Chiaramonti e ne stabilì ammodernamento da parte dell'architetto Tomba. È qui che il pontefice, di ritorno dall'esilio, dimoro durante la permanenza nella sua città natale (1814).
Dal 1910 è sottoposto alla normativa in merito agli immobili di interesse storico-artistico.
Durante la Seconda guerra mondiale subì danni rilevanti a causa dello scoppio di tre colpi di obice sparati dall'VIII Armata contro le truppe germaniche in ritirata e finiti, per errore, sul palazzo.
La facciata di Palazzo Chiaramonti è sobria, mentre all'interno è presente lo scalone monumentale con affresco dell'Olimpo del Milani; dallo scalone si accede al grande salone di rappresentanza, con dipinti del Milani, tra cui L'allegoria della vita e del giorno[36].

Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale, o Palazzo Albornoz, si affaccia su Piazza del Popolo; fu costruito dal cardinale Egidio Albornoz a partire dalla metà del Trecento. L'edificio che oggi conosciamo ha inglobato due strutture ben più antiche: il Palatium Vetus e Palatium Novum. Si ritrovano affreschi e arredi settecenteschi.
La "sala degli specchi", deve il suono nome agli specchi posti lungo le pareti, all'arredamento in stile Luigi XVI, alla tappezzeria e al lampadario in vetro di Murano, ancora oggi si può ammirare l'originale splendore della sala
In alcuni locali, ma soprattutto della Sala Consigliare, sono conservati opere pittoriche e sculturiche di importante valore artistico[37].

Palazzo Ghini

Il Palazzo Ghini è situato in Corso Gastone Sozzi. Progettato nel XVII secolo dall'architetto Pier Mattia Angeloni, ospita nel cortile monumentale alcune sculture di Francesco Calligari, raffiguranti quattro divinità: (Cerere, Gloria, Marte e Minerva)[38].

Palazzo Guerrini Bratti

Fu edificato dal 1792 al 1796 con facciata e decorazioni neo-cinquecentesche e affreschi all'interno del Marconi[39].

Palazzo Guidi

Risale ai primi del '700 e ospitò personaggi illustri come Vittorio Emanuele II re di Sardegna nel 1741, Napoleone il 5 febbraio del 1797, soggiornò anche Giuseppe Garibaldi in procinto di andare alla difesa della Repubblica Romana dal 5 all'8 dicembre del 1848.
Notevole è la facciata e l'interno, con affresco del Milani, Allegoria dell'Aria, e altri di vari artisti.
Interessante la facciata che ospitava il Liceo Ginnasio, la cui costruzione di Angeli del 1860, occupò vecchi spazi del convento dei Frati Francescani e privò la Malatestiana di luce; sulla facciata si trovano tondi con volti di cesenati celebri[40].

Palazzo del Ridotto

La costruzione risale al 1466, ma fu compiuta solo nel 1787 per volontà dei nobili cesenati in omaggio al pontefice cesenate Pio VI.
La facciata, elemento di grande interesse, è composta di due ordini di lesine sovrapposti: dorico al piano inferiore e ionico a quello superiore. A coronamento della facciata, un attico reca ai lati gli stemmi papali e al centro la dedica che celebra il soggiorno cesenate del Papa Pio VI durante il suo ritorno da Vienna.
Il piano terra del palazzo ospita la Galleria Comunale d'Arte adibita ad esposizioni temporanee, mentre la sala al primo piano è utilizzata per convegni e manifestazioni pubbliche[41].

Palazzo Romagnoli

È un palazzo monumentale edificio storico di Cesena, fatto edificare nel secolo XVIII dal marchese Michelangelo Romagnoli (1719-1780). Realizzato su progetto dell'architetto Pietro Carlo Borboni, fu decorato dal pittore Giuseppe Milani.
Attualmente è sede della Biblioteca giuridico-economica "Giovanni Ghirotti"[42].

Loggetta Veneziana

La Loggetta Veneziana (così detta per il fatto che entrambi i suoi committenti, Papa Paolo II e Lorenzo Zane, erano veneziani) mette oggi in comunicazione il Palazzo Comunale e il Torrione del Nuti. L'edificio ospita anche le sali del Museo di Scienze Naturali.

Rocchetta di Piazza

Si tratta di una cortina in laterizio, alta oltre 20 metri, con camminamento (Loggetta Veneziana) e torrione di piazza (Torrione del Nuti). Sulla parete si trova l'iscrizione che ricorda la citazione che Dante fece di Cesena nel canto XXVII dell'Inferno e lo stemma di Lorenzo Zane, governatore pontificio all'epoca della costruzione.

Villa Silvia

Villa Silvia fu acquistata dalla famiglia Pasolini-Zanelli. Carducci e Bonci sono solo alcuni dei nomi più famosi per aver frequentato la villa, insieme con Paolo Amaducci o Antonio Messeri. Il 3 settembre 1920 la contessa Silvia Baroni Semitecolo (vedova Pasolini Zanelli) morì senza più eredi, ed in qualità di ultima inquilina della villa, la lasciò in eredità al Comune di Cesena[43].
Venne in seguito utilizzata come colonia estiva per bambini colpiti da tubercolosi.
Circondata da un'area verde di quattro ettari, nel quale sono presenti numerose piante secolari e conserva un roseto antico di epoca ottocentesca. La stanza del Carducci è tutt'ora visitabile[44].

[modifica] Teatri storici

Teatro Comunale Alessandro Bonci

L'interno del Teatro Bonci.
Il Teatro Alessandro Bonci fu inaugurato il 15 agosto del 1846, tre anni dopo l'inizio dei lavori progettati dall'architetto Vincenzo Ghinelli.
Da subito si distinse per la rappresentazione delle migliori produzioni grammatiche e sopratutto liriche, testimoniate dalla presenza dei migliori soprani e tenori italiani del periodo.
Il teatro fu dedicato al grande tenore cesenate Alessandro Bonci dopo le sue esibizioni nel 1904 e 1927.
Il teatro è un teatro all'italiana a ferro di cavallo con quattro ordini di ventitre palchi ciascuno, due di proscenio e un loggione[45].

Teatro Comandini

Il teatro fa parte di Palazzo Guidi, costruito nel 1719 su commissione della famiglia Carli e poi ceduto ai Marchesi di Montiano. Dall'ottocento fino agli anni '90 il complesso fu destinato per attività scolastiche; dal 1993 ospita la Socìetas Raffaello Sanzio.

Teatro della Valdoca

Il Teatro è nato nel 1983 ad opera di Cesare Ronconi regista, e di Mariangela Gualtieri poetessa, drammaturga e attrice teatrale.

[modifica] Ponti

Il Ponte Vecchio che passa sopra il fiume Savio.

Ponte Vecchio

Il Ponte Vecchio, o Ponte Clemente, è il ponte più antico di Cesena, ed è anche uno dei simboli della città. Il Ponte attraversa il fiume Savio, in uno dei punti più stretti della città.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1733, per volere di Papa Clemente XII[46].

Ponte del Risorgimento

Furono la costruzione del Ponte del Risorgimento, nel 1914, e l'apertura di via Cesare Battisti, nel 1921, a cambiare la circolazione del traffico. Così il Ponte Clemente divenne "Vecchio" per distinguerlo dal nuovo Ponte del Risorgimento, soprannominato "Ponte Nuovo".

Ponte Europa Unita

Il Ponte Europa Unita è parte di un progetto di riqualificazione urbana dell'area dell'Ex-Zuccherificio, ad opera di Vittorio Gregotti[47]. Il ponte è stato aperto al traffico nel 2003.

[modifica] Architetture militari

La Rocca Malatestiana vista dall'alto

Rocca Malatestiana

Cesena deve alla famiglia dei Malatesta anche la sua Rocca, una delle più imponenti della Romagna, con "corte" e due torrioni centrali, chiamati "Maschio" e "Femmina". In quest'ultimo è allestito il Museo di Storia dell'Agricoltura che offre ai visitatori uno spaccato sul mondo rurale romagnolo nel corso dei tempi, mentre nel "Maschio" è posta l'esposizione permanente di Ceramiche Malatestiane[48].

Le Mura e le Porte

L'inizio della costruzione della cinta muraria di Cesena si fa risalire intorno all'anno Mille.
Di tre antiche porte ci è stata tramandata l'esistenza di: Porta Ravegnana all'incrocio tra le attuali Via Boccaquattro e Via Chiaramonti; Porta dei Leoni all'incrocio fra le attuali Via Beccaria e Via Frà Michelino; Porta Sapigna davanti al Teatro Bonci.
La relazione del cardinale Anglico de Grimoard del 1371 (Descriptio Romandiole) descrive, circa 1660 famiglie dentro le mura e un castello (la Rocca Vecchia, ormai diruta), di otto porte.
Dopo l'Unità d'Italia, dei sette varchi nelle mura medievali, alcuni furono abbattuti, altri modificati; mentre il fossato veniva riempito dalla perforazione del Tunnel.
Oggi la cinta muraria risulta ancora per la maggior parte intatta e ben individuabile nel tessuto urbanistico; le porte giunte fino a noi sono quattro: Porta Santi, Porta Fiume, una delle due Portacce e Porta Montanara[49].

Barriera Cavour

L'abbattimento dell'antica Porta Cervese e l'edificazione di questa costruzione, nel 1864 su progetto di D. Angeli, costituiscono uno degli interventi di maggior rilievo tra i tanti che, dopo l'Unità d'Italia, intesero alla città un indiscutibile aspetto "borghese".

[modifica] Siti archeologici

Parco archeologico del Colle Garampo

Recentemente, durante lavori di scavo, sono stati scoperti nel centro storico dei reperti di epoca romana, fra i quali un mosaico pavimentale in tessere bianche e nere con decorazioni vegetali e libere che, "staccato" dalla sua originaria collocazione ed interamente ristrutturato dagli esperti restauratori della scuola di Ravenna, è attualmente esposto in una sala del Palazzo Comunale[50].
Altri reperti di epoca romana, e medievale, (fondamenta di edifici e strade adiacenti) che si ritengono di notevole valore storico, sono stati rinvenuti nel 2005, durante gli scavi per la costruzione di un parcheggio, nelle immediate vicinanze del centro storico[51].

[modifica] Aree naturali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Parchi di Cesena.

A Cesena ci sono quasi 55.000 alberi, 250 aree verdi che si estendono complessivamente per oltre 246 ettari, una pianta per ogni nuovo nato. Negli anni, la città si è progressivamente arricchita di nuove strutture di verde urbano (parchi, giardini, “corridoi naturali” e boschi urbani)[10].

Ecco le principali aree verdi della città:

[modifica] Altro

[modifica] Piazze

Piazza del Popolo vista dal Torrione.

Piazza Amendola

Nata negli anni '30 del XX secolo per effetto della demolizione di alcuni edifici, fra cui l'antico lavatoio e la copertura del Torrente Cesuola[52], la piazza è stata soggetto di un intervento di riqualificazione nel settembre del 2008 e che ha coinvolto anche il tratto iniziale di via Pescheria. Fra le varie opere sono state rifatti e potenziati i sottoservizi e rinnovati completamente l'impianto di illuminazione pubblica, l'asfalto è stato sostituito con pietre di varie forma e al centro della piazza è stata collocata una fonte che ricorda il vecchio modello ottocentesco.

Piazza Guidazzi

In Piazza Guidazzi affaccia il Teatro Alessandro Bonci. Qui, il 16 gennaio del 1915 fu tenuta una conferenza da Cesare Battisti che fu molto osteggiata dai neutralisti, in ricordo di quell'evento si può leggere un'iscrizione incisa su di una targa posta sul Teatro Bonci.

Piazza del Popolo

La caratteristica principale è quella di essere stata privata del quarto lato nella seconda metà del secolo XIX, a causa della demolizione del quartiere di Chiesanuova.
La piazza, anticamente passaggio della romana Via Emilia (187 a.C.), presenta approssimativamente una forma rettangolare. La sua caratteristica architettonica è il contrasto tra l'imponezza del Palazzo Comunale (o Palazzo Albornoz) e della Loggetta Veneziana e delle ben più ridotte dimensioni delle strutture opposte in stile neoclassico ed eclettico.
La piazza nei secoli passati è stata anche chiamata: "Piazza inferiore", "Piazza maggiore" e "Piazza Vittorio Emanuele".
Al centro della piazza è posta la celebre Fontana Masini[53].

[modifica] Vie

Via Emilia

L'arteria venne costruita tra il 189 e il 187 a.C. In quel periodo la colonia di Placentia era circondata dai Galli Boi che, nonostante fossero stati sconfitti, non avevano voluto firmare la pace con Roma. Il pericolo di rivolte era quindi reale.
Roma decise allora di realizzare una strada militare fino a Placentia per far spostare velocemente l'esercito allo scopo di reprimere eventuali rivolte boiche. Alcuni decenni dopo la via Emilia venne prolungata da Piacenza a Milano.
Via Zeffirino Re durante la Fiera di San Giovanni.
La via Emilia collegava due importanti strade romane: la via Flaminia, strada consolare che partiva dalla Roma e terminava proprio a Rimini, colonia fondata nel 268 a.C.; e la via Postumia, che da Piacenza giungeva ad Aquileia, ultimo centro importante del Veneto prima dei confini della provincia italica, cioè la penisola italiana, sottoposta direttamente al potere romano.

Via Zeffirino Re

Via Zeffirino Re è una strada del centro storico, essa collega Piazza del Popolo al Palazzo del Ridotto.
A Cesena, ai tempi dei romani, la Via Emilia, dopo l'ampia curva che dette il nome alla città (Curva Caesena), tagli il centro quasi longitudinalmente, fino all'attuale “Porta Santi”.
Nel Medioevo, le cose cambiarono e, dalla Piazza Maggiore, oggi Piazza del Popolo, prese a incunearsi questa stradina, per poi girare a destra di fronte al Palazzo del Ridotto e proseguire verso Rimini.
Si trattava di un tratto alquanto importante, giacché vi prospettavano i banchi dei fruttivendoli: da qui il nome tradizionale ‘'Via delle Ortolane.
All'incrocio con Via delle Erbe, oggi Via Albizzi, e Via degli Orefici, Via Fantaguzzi, formava il caratteristico "Trivio di San Paolo", dove fino al 1801 sorgeva un oratorio dei Frati Camaldolesi.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Evoluzione della popolazione (2001-2009)
Data Popolazione
Gennaio 2001 90.948
Gennaio 2002 90.939[54]
Gennaio 2003 91.039[55]
Gennaio 2004 92.739[56]
Gennaio 2005 93.537[57]
Gennaio 2006 93.848[58]
Gennaio 2007 94.079[59]
Gennaio 2008 94.938[60]
Gennaio 2009 95.502[61]
Settembre 2009 96.039[62]

Abitanti censiti

[modifica] Etnie

Oltre a quella italiana, le comunità oggi più numerose sono:

Pos. Cittadinanza Popolazione*
1 bandiera Albania 1.059
2 bandiera Romania 896
3 bandiera Marocco 780
4 bandiera Bulgaria 680
5 bandiera Tunisia 566
6 bandiera Polonia 526
7 bandiera Bangladesh 423
8 bandiera Ucraina 314
9 bandiera Algeria 265
10 bandiera Jugoslavia 255
11 bandiera Niger e bandiera Senegal 200 ca.
12 bandiera Cina 124
13 bandiera Moldavia 110
14 bandiera Brasile 65
15 bandiera Russia 35
16 bandiera Bielorussia 33
17 bandiera Colombia 31
18 bandiera Cuba 31
19 bandiera Repubblica Dominicana 29
20 Resto del mondo 993
Fonte: La popolazione straniera residente a Cesena al 31 dicembre 2008, il Resto del Carlino del 13 gennaio 2009.

[modifica] Lingua e dialetti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Dialetto romagnolo.
(EML)
« La j'è bona in tot i mud, la j'è bona énca scudida: sà n'avì ancora capì, a scor propri dla pida. »
(IT)
« È buona in tutti i modi, è buona anche scondita: se non avete ancora capito, parlo proprio della piadina. »
(Una poesia romagnola sulla piadina.)
Diffusione dei dialetti dell'Emilia-Romagna, il dialetto romagnolo è rappresentato dalla macchia rosa scura.

Oltre alla lingua italiana, a Cesena non sono ufficialmente riconosciute altre lingue. Il dialetto locale è il dialetto romagnolo, incluso nella famiglia dei dialetti Galloitalici.

Il dialetto è caratterizzato da un forte rilievo delle consonanti nelle parole e da una notevole moltiplicazione dei fonemi vocalici, rispetto all'italiano, che ne ha solo sette. Esistono comunque varie forme del dialetto stesso; quello di Cesena è abbastanza differente da quello di Rimini ma anche da quelli di Ravenna e Forlì.

Il dialetto romagnolo ha antiche origini neolatine; ad esso va geneticamente riconosciuta pari dignità con l'italiano. Il toscano e il romagnolo sono lingue contemporanee [63].
L'evoluzione spontanea dei volgari neolatini è proceduta attraverso rigorose regole fonetiche e morfologiche. Uno dei tratti che li accomuna è, per esempio, la scomparsa della flessione (declinazione) dei sostantivi. Il romagnolo non fa eccezione.
Ciò che distingue il romagnolo rispetto agli altri dialetti dell'Italia settentrionale è un insieme di fattori storici, geografici e culturali

[modifica] Religione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Diocesi di Cesena-Sarsina.
La Concattedrale di San Vicinio a Sarsina.

La maggioranza della popolazione cesenate è di religione cattolica, la città è inoltre sede vescovile della Diocesi di Cesena-Sarsina[64].

A Cesena sono anche presenti due comunità evangeliche (Assemblea di Dio in Italia[65] e Chiesa Evangelica Battista[66], testimoni di Geova[67] e seguaci di altre confessioni libere come quelli della Chiesa cristiana avventista del settimo giorno[68].

In antichità a Cesena sono sempre state presenti comunità ebraiche, che durante la Seconda guerra mondiale, a causa delle leggi razziali, si sono dovute trasferire per nascondersi.

Con l'immigrazione sono giunte anche fedi di carattere orientale come il Buddismo, l'Induismo e fedi cristiano-ortodosse. La parte più rilevante tra queste minoranze è però costituita da persone di fede islamica, dove in via Dandini si trova un centro islamico[69].

[modifica] Istituzioni, enti e associazioni

[modifica] AVSI

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce AVSI.

La Fondazione AVSI è una organizzazione non governativa senza scopo di lucro nata a Cesena nel 1972 ad opera del Dottor Arturo Alberti, e impegnata con 111 progetti di cooperazione allo sviluppo in 39 paesi del mondo.

AVSI è presente in Africa, America Latina, Est Europa, Medio Oriente, Asia e opera nei settori della sanità, igiene, cura dell'infanzia in condizioni di disagio, educazione, formazione professionale, recupero delle aree marginali urbane, agricoltura, ambiente, microimprenditorialità, sicurezza alimentare, ICT ed emergenza umanitaria[70].

[modifica] Sanità

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Ospedale Maurizio Bufalini.

A Cesena, come in tutta la regione Emilia-Romagna, il servizio sanitario è maggiore rispetto al livello nazionale[71].

L'ospedale Maurizio Bufalini visto dall'alto

L'azienda Ausl di Cesena serve tutto il comprensorio cesenate, dalla Valle del Savio alla riviera, coprendo un territorio di 15 comuni (oltre 200.000 abitanti). Specificatamente il territorio è diviso in 2 distretti:

  • Il Distretto Cesena-Savio:

copre i territori dei comuni di Cesena, Montiano, Mercato-Saraceno, Sarsina, Bagno di Romagna e Verghereto.

  • Il Distretto Rubicone:

copre i territori dei comuni di Cesenatico, Gambettola, Gatteo, San Mauro Pascoli, Savignano, Longiano, Roncofreddo, Borghi e Sogliano.

L'Ospedale Maurizio Bufalini di Cesena si trova in Viale Ghirotti, 286.

  • Laboratorio Unico di Area Vasta Romagna

Il Laboratorio Unico di Area Vasta Romagna è situato nel Centro Servizi Pievesestina, in P.zza della Liberazione 60, a Pievesestina di Cesena. L'edificio, progettato per servire oltre un milione di abitanti, costituisce un'evoluzione molto importante a livello europeo di gestione unificata di attività laboratoristiche ed è un progetto di punta delle Ausl di Area Vasta Romagna (Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini) per assicurare l'accesso a una gamma completa di servizi di elevata qualità all'interno del sistema socio-sanitario. Inaugurato il 31 marzo 2009, il Laboratorio Unico di Patologia Clinica romagnolo è dotato di tutte le più sofisticate strumentazioni tecnologiche e informatiche disponibili oggi sul mercato. Questa mega-struttura (costata 32 milioni di euro) con pochi eguali in Europa garantisce la massima tempestività e affidabilità delle risposte sia per gli esami urgenti sia per le analisi programmate[72]. Inoltre questa struttura sarà presto sede anche dell'Officina trasfusionale e del Magazzino farmaceutico ed economale di Area Vasta Romagna.

[modifica] Croce Rossa Italiana

La bandiera della Croce Rossa

La locale sede della Croce Rossa Italiana è in via Ex-zuccherificio, n° 85 con ingresso pedonale da via T. Risso. Il territorio di competenza del Comitato Locale di Cesena comprende i comuni di Cesena, Montiano, Mercato Saraceno, Sarsina, Bagno di Romagna, Verghereto e Sogliano al Rubicone dove sorge un distaccamento di Volontari del Soccorso.

Da sempre impegnata a supporto della collettività e dei vulnerabili, la CRI di Cesena ha un passato di aiuti umanitari nei paesi della ex-Jugoslavia e una impareggiabile azione di soccorso sanitario, tutt'ora attivissima, grazie anche ai rapporti convenzionali con la locale azienda USL.

Negli ultimi anni si è contraddistinta inoltre per l'impegno del personale del Corpo Militare, nell'azione di supporto sanitario durante gli sminamenti, per l'addestramento del proprio personale in materia di protezione civile.

Nel 2008, anno del centenario della fondazione del Corpo delle Infermiere Volontarie CRI, l'Ispettorato II.VV. di Cesena ha realizzato un libro sulla storia della Croce Rossa cesenate.

[modifica] Qualità della vita della Provincia di Forlì-Cesena

Canoisti sul Fiume Savio.
Anno Qualità della Vita (Italia Oggi[73])
2003 35° posizione
2004 28° posizione
2005 14° posizione
2006 32° posizione
2007 36° posizione
2008 19° posizione

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

L'edificio che ospita la Biblioteca Malatestiana.
  • Archivio di Stato di Forlì - Sezione di Cesena
  • Biblioteca del Centro cinema città di Cesena
  • Biblioteca del Conservatorio statale di musica Bruno Maderna
  • Biblioteca del Gruppo di ricerca sulle tecnologie appropriate - Centro di informazione nonviolenta
  • Biblioteca del "Quartiere Al mare"
  • Biblioteca del "Quartiere Borello"
  • Biblioteca del "Quartiere Cervese Nord"
  • Biblioteca del "Quartiere Cervese Sud"
  • Biblioteca del "Quartiere Cesuola"
  • Biblioteca del "Quartiere Dismano"
  • Biblioteca del "Quartiere Oltresavio"
  • Biblioteca del "Quartiere Rubicone"
  • Biblioteca del "Quartiere Valle Savio"
  • Biblioteca del Seminario vescovile
  • Biblioteca dell'Abbazia di Santa Maria del Monte
  • Biblioteca dell'Istituto di storia della Resistenza e dell'Età contemporanea
  • Biblioteca e Fonoteca dell'Istituto musicale Arcangelo Corelli
  • Biblioteca giuridico-economica Giovanni Ghirotti
  • Biblioteca Malatestiana - Sezione ragazzi Adamo Bettini
  • Biblioteca Malatestiana
  • Biblioteca Maurizio Bufalini

[modifica] Scuola

Scuola Primaria di Macerone.

A Cesena sono presenti le seguenti scuole: ventitré Scuole Materne, ventotto Scuole Primarie, dieci Scuole Secondarie di Primo Grado più una privata, nove Scuole Secondarie di Secondo Grado più un conservatorio musicale e due scuole private.

[modifica] Scuola secondaria di primo grado
  • Scuola secondaria di primo grado, Annessa al Conservatorio "G. B. Martini”
  • Scuola secondaria di primo grado n°1 "Giovanni Pascoli"
  • Scuola secondaria di primo grado n°1 "Giovanni Pascoli", succursale di Villa Arco
  • Scuola secondaria di primo grado n°2 "Malatesta Novello"
  • Scuola secondaria di primo grado n°4 "Tito Maccio Plauto"
  • Scuola secondaria di primo grado n°5 "San Carlo"
  • Scuola secondaria di primo grado n°5 "San Carlo", sezione staccata di Borello
  • Scuola secondaria di primo grado n°6 "Anna Frank"
  • Scuola secondaria di primo grado n°6 "Anna Frank", sezione staccata di San Giorgio
  • Scuola secondaria di primo grado n°7 "A. Vicini"
  • Scuola secondaria di primo grado di Calisese "Cesare Carlo Baronio"
[modifica] Scuola secondaria di secondo grado
Il "Cubo", sede dell'Istituto Tecnico per Geometri "Leonardo da Vinci" e Liceo Ginnasio "Vincenzo Monti"

[modifica] Università

Il Campus di Scienze degli Alimenti.

L'identità di Cesena città universitaria si è rafforzata in questi anni non solo per l'aumento dei corsi di laurea e degli studenti iscritti, ma anche per lo sviluppo delle strutture e dei servizi[74].

Cesena è sede distaccata dell'Università degli studi di Bologna per le seguenti facoltà: Architettura, Ingegneria (seconda facoltà dell'Ateneo), Psicologia ( per il quarto anno consecutivo eletta la migliore in Italia) e per alcuni corsi di studio delle facoltà (con sede a Bologna) di Agraria (lauree triennali in Scienze e Tecnologie Alimentari, Viticoltura ed Enologia, Scienze dei Consumi Alimentari e della Ristorazione, lauree specialistiche in Scienze e Tecnologie Alimentari, Scienze Enologiche), Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (laurea triennale e specialistica in Scienze e Tecnologie Informatiche), Medicina (laurea triennale in Scienze Infermieristiche). Entro la fine del 2010 partiranno i lavori per la realizzazione del nuovo polo universitario delle facoltà di Architettura e Ingegneria. Il nuovo grande complesso nascerà nel quartiere Ex Zuccherificio[71].

[modifica] Musei

Casa e Museo "Renato Serra"

La casa natale di Renato Serra è diventato un museo dedicato al critico letterario.

Galleria Comunale d'Arte

La Galleria comunale d'arte è collocata al pian terreno del Palazzo del Ridotto. È una sala che ospita periodicamente delle mostre temporanee di dipinti o sculture.

Galleria dei dipinti antichi della Cassa di risparmio di Cesena

La Galleria dei dipinti antichi della Cassa di risparmio di Cesena è una galleria piccola ma aperta al pubblico, che conserva dipinti principalmente di scuola emiliana. La collezione va da opere dal XV al XIX secolo e fu accumulata principalmente dagli anni settanta agli anni 2000. Dal 1991 è esposta nel monastero dei Celestini, ora anche sede centrale degli uffici della banca[75].

Museo archeologico di Cesena

Il Museo archeologico di Cesena è collocato al piano terreno dell'edificio su cui è situata la Biblioteca Malatestiana, presenta una raccolta di reperti provenienti dall'area cesenate, dalla preistoria fino all'umanesimo[76].
Museo delle scienze naturali.

Museo della Centuriazione

È un museo all'aperto, sistemato in una casa colonica che ospita strumenti di lavoro e oggetti d'uso antichi e moderni e una area trattata con metodi e colture di altre epoche storiche[77].

Museo della cattedrale

Il Museo della Cattedrale, nel ristretto ma suggestivo spazio un tempo occupato dalla cappella di San Tobia, importanti oggetti per la celebrazione liturgica e parametri sacri, alcuni dei quali sono donati dai pontefici di Cesena, e alcune opere d'arte appartenenti al capitolo della cattedrale o ad edifici di culto distrutti o di varia destinazione.
Da segnalare oltre a un piviale, diverse pianete e reliquari, una serie di quadri.

Museo dell'immagine

Nel museo sono conservati gli archivi privati di autori cinematografici comprendenti carteggi con soggetti e sceneggiature originali, fotografie di scena, recensioni su centinaia di film di produzione nazionale e straniera: la sezione, in continua crescita, deve la sua consistenza alle donazioni dei registi, fotografi, sceneggiatori, e critici[78].

Museo di scienze naturali

Il Museo di scienze naturali occupa la Loggetta Veneziana affacciata su piazza del Popolo.
Di valore soprattutto didattico, è composto da: sala degli strumenti, corridoio con insetti e conchiglie dell'Adriatico, sala con animali del Cesenate ed, infine, la sala degli animali, la sala contiene animali proveniente da tutto il mondo[79].

Museo di storia dell'agricoltura

Il Museo di storia dell'agricoltura ospitato all'interno della Rocca Malatestiana è nato grazie alla donazione alla città dell'artista Mario Bocchino nel 1974 e rappresenta nel settore una delle collezioni più ricche dell'intera regione.
Collocato su tre piani all'interno del torrione "femmina", cui va aggiunto il piano interrato, il museo è uno specchio sull'attività che fin dalle origini ha segnato l'economia e la società cesenate: l'agricoltura.
Introdotto da una corposa parte storica, il museo è organizzato secondo i cicli produttivi che armonizzavano la vita campestre: il grano, il mais, la canapa, i mestieri della campagna, la vite e il vino, l'allevamento, i trasporti e infine la stanza degli oggetti. Ogni utensile o mobile è indicato sia in italiano che in dialetto romagnolo[80].

Museo del teatro

Il museo conserva la documentazione della storia del Teatro Alessandro Bonci e della musica a Cesena di cui sono testimonianza locandine, manifesti e programmi di sala, fotografie e disegni, costumi e scenografie e ora registrazioni video e audio[81].

Pinacoteca comunale di Cesena

La fondazione del monastero delle Benedettine risale verso gli ultimi decenni del XIII secolo. Il monastero ebbe la sua massima espansione nella seconda metà del XVII secolo. Dopo l'arrivo delle truppe napoleoniche, il monastero, fu saccheggiato e in seguito a delle soppressione della chiesa fu venduto e destinato ad abitazioni, gendarmeria e più tardi fu utilizzato come orfanotrofio. Negli anni settanta l'intero edificio fu restaurato e in seguito divenne centro culturale polivalente; oltre alla Pinacoteca comunale, si trova anche la sede del Centro cinema San Biagio, la Fonoteca e l'Istituto musicale Corelli.
La collezione dei dipinti di proprietà del comune si forma tra il XIX secolo e il XX secolo , ma solo di recente, dopo svariate sistemazioni che si sono succedute al primo allestimento del 1883 in alcune stanze della Biblioteca Malatestiana, ha trovato, finalmente, una sistemazione espositiva stabile presso l'ex monastero di San Biagio nel 1984.
Le opere esposte vanno da un arco di tempo compreso tra il XV secolo e l'età contemporanea, offrendo anche una panoramica della produzione di dipinti locali e arricchita da alcune importanti presenze di rilevanza nazionale[82].

Spazio espositivo per mostre archeologiche

La realizzazione all'interno del torrione "maschio" della Rocca Malatestiana, di questo spazio si configura come lo stadio finale di un percorso ben preciso che permetterà di creare, in un'ambientazione storicamente consona come la Rocca Malatestiana, una serie di mostre di interesse malatestiano o medievale.

[modifica] Media e telecomunicazioni

Quotidiani Periodici TV Radio
  • Corriere Cesenate
  • Cesena Informa
  • Teleromagna
  • Radio Centrale
  • Radio Studio Delta

[modifica] Stampa

A Cesena vengono stampati tre quotidiani e due settimanali. I tre quotidiani sono sezioni distaccate da altre redazioni; il Resto del Carlino è il giornale locale più diffuso a Cesena (ed del suo comprensorio)[83] ed è presente da quando, nel 1972, si è distaccato dalla sezione di Forlì, inoltre sono presenti il Corriere Romagna e La Voce di Romagna, mentre il settimanale è quello diocesano, il Corriere Cesenate. L'Informazione tratta la cronaca, la politica, la cultura e le tradizioni della città di Cesena e dei suoi comuni limitrofi.

[modifica] Televisione locale

Un concerto in Piazza realizzato da Radio Studio Delta.

A Cesena sorgono i principali studi di produzione di Teleromagna, emittente leader in Romagna e nelle aree limitrofe. Ha sede nel nuovo comparto produttivo "Ex Arrigoni", alle porte di Pievesestina di Cesena. Altre redazioni sono poste a Forlì, Ravenna e Rimini.

[modifica] Radio

Nella città sorgono due Stazioni Radio: Radio Studio Delta e Radio Centrale.

Radio Studio Delta è la radio principale di Cesena, e della Romagna; è nata nel 1981 da un'idea di Alberto Emiliani, Marco Lucchi e Alessandro Valletta, secondo i dati Audiradio Radio Studio Delta è l'emittente più ascoltata in tutta la Romagna[84].

Invece, Radio Centrale nasce nel 1976, ed è una delle prime radio private d'Italia[85].

[modifica] Teatro

Nella Città sorge il celebre Teatro Alessandro Bonci (intitolato all'omonimo tenore cesenate) che, grazie alla sua eccellente acustica, è non di rado sede di importanti eventi.

Cesena è inoltre sede della rinomata compagnia teatrale Socìetas Raffaello Sanzio, nota per la sue attività internazionali e la ricchezza e la complessità del linguaggio scenico.

L'elenco dei teatri di Cesena:

[modifica] Cucina

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Cucina romagnola e Cucina cesenate.
La "Pida"
Un tipico chiosco per le piadine

Cesena, e tutta la Romagna, è nota per la piadina[86]. Essa è composta da una sfoglia di farina di frumento, strutto (o olio di oliva), sale e acqua, che viene cotta, tradizionalmente, su un piatto di terracotta, detto teglia[87], ma oggi più comunemente viene cotta su piastre di metallo.

La si può trovare in tutto il territorio cittadino, venduta in particolari chioschi. Può essere servita semplice per accompagnare i pasti, ma è ottima se gustata insieme ad affettati ed insaccati di vario tipo oppure insieme al formaggio squacquerone, con l'aggiunta di rucola. È, per dirla con Giovanni Pascoli, «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli»: in realtà, lo era innanzitutto per i più poveri.

La piadina romagnola è inserita nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani della regione Emilia-Romagna.

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Salumi romagnoli.jpg Cappelletti1.JPG

La povertà della cucina cesenate e romagnola è stata condizionata dapprima dalla presenza di piccole signorie turbolente e instabili, con la parziale eccezione di quella malatestiana, con corti e, dunque, mense di non eccelso lustro, e poi dal lungo e pesante dominio dello Stato della Chiesa.

I caratteri della cucina sono estremamente semplici e contadini; l'apporto della cultura marinara è di scarso peso e non si estende oltre la zona costiera. Il numero dei piatti è modesto; altrettanto modesta è la tradizione salumiera e casearia.

[modifica] Primi piatti

Diffusa la cultura della pasta all'uovo fatta in casa, particolarmente sotto forma di pappardelle in brodo, cappelletti (in brodo o asciutti, in tal caso serviti al ragù, oppure con panna, formaggio e prosciutto cotto), tagliatelle, lasagne. Altri tipi di pasta tipici del cesenate sono gli strozzapreti, serviti al ragù, ed i passatelli in brodo.

[modifica] Secondi piatti

Per quanto riguarda i secondi piatti, la parte del leone nella cucina cesenate la svolge il maiale (e' baghèn, in dialetto), del quale non si butta via nulla: grigliate miste, carne ai ferri, arrosti, sono tipici della zona, in particolare di quella collinare. Diffuso l'uso d'insaccati e degli affettati derivati dal maiale, specialmente prosciutto, salame, mortadella, coppa e culatello, accompagnati dalla piadina e da un buon bicchiere di vino rosso.

In misura minore è amato dai cesenati anche il coniglio (e' cùnéij), cucinato arrosto, ai ferri, in porchetta o alla cacciatora, ed il pollame in generale, col pollo (e' pol) allo spiedo in primo luogo, oppure al forno o arrosto.

Per quanto riguarda la cacciagione, vengono utilizzati nella cucina cesenate, specialmente in collina, cinghiali, lepri, quaglie. È ancora possibile assaggiare in alcuni ristoranti ed osterie del cesenate il piccione, cucinato e servito nei medesimi modi del pollo, mentre diventa sempre più raro, per il mutare dei gusti gastronomici, trovare osterie che servano ancora antichi piatti tradizionali come le rane in umido o le chiocciole (chiamate impropriamente lumache) impanate e fritte o in umido, ma l'usanza rimane viva in molte famiglie e durante alcune feste e sagre.

[modifica] Piatti di Pesce

Nonostante il mare Adriatico disti appena 14 km dalla città, nel cesenate non si riscontra una particolare cultura gastronomica marinara, più in voga sulla costa e comunque legata più ad esigenze turistiche che culturali/ambientali.

[modifica] Dolci

Il dolce tipico del cesenate è la ciambella, sia quella caratteristica col buco, sia quella lunga e piatta (entrambe di solito si gustano inzuppate nel vino), mentre le frappe sono tipiche del periodo di carnevale. Inoltre si produce, nel periodo della festa patronale di S. Giovanni (fine giugno), il caratteristico fischietto di S. Giovanni: un fischietto rosso di zucchero caramellato a forma di oca.

[modifica] Vini

Nel cesenate si producono vari tipi di vino, in particolare il Sangiovese, il Trebbiano, la Cagnina, l'Albana ed il Pagadebit.

[modifica] Fiere e Manifestazioni

La Fiera di San Giovanni (Piazza del Popolo).

Cesena oltre ad essere famosa per l'arte e la cultura, è anche una città che è animata in ogni periodo dell'anno e che richiama molti turisti.

La grande tradizione nel campo dell'ortofrutticola, ad esempio, trova il suo momento topico ai primi di maggio, quando il complesso fieristico di Pievesestina ospita il "Macfrut"[88]. Si tratta di una delle più importanti fiere internazionali dedicate alla lavorazione, al trasporto e alla tecnologia per l'ortofrutta, e richiama visitatori da ogni parte del mondo[89].

A giugno è poi la volta di quella che, per tradizione, è la principale manifestazione popolare cesenate: la Fiera di San Giovanni, il Santo patrono. Sulle molte bancarelle, tra le altre cose, la tradizione vuole che siano offerti profumati mazzetti di lavanda, le prime trecce d'aglio e soprattutto il celebre fischietto rosso, fatto di zucchero, assume la forma di gallo e papera[90].

L'estate è la stagione del ricco cartellone di spettacoli all'aperto (musica, teatro, burattini, lirica). Fulcro del programma sono i concerti de "I Suoni del Tempo", solitamente dedicati alla musica e alla canzone d'autore, ospitati nella suggestiva Rocca Malatestiana.

La fine dell'estate è segnato a Cesena dalle finale del "Campionato Europeo di Trotto", appuntamento conclusivo della stagione all'Ippodromo del Savio, uno dei maggiori in Italia.

Nell'ottobre del 2006 si è svolta la prima e unica Notte Bianca a Cesena, che dal maggio 2007 si è "trasformata" in Notte Bianca Universitaria: una notte dedicata sia al divertimento e sia alla cultura.

All'inizio di ottobre un tuffo nel passato con la rievocazione storica delle "Calende Malatestiane", a cura della locale Associazione Storico Culturale "De Rebus Malatestianis"[91]: un avvenimento della storia medievale della città, tutto rivissuto in costume fra armigeri, dame e cavalieri.

A fine mese i padiglioni fieristici di Pievesestina tornano ad ospitare un altro evento di rilievo: "Arredo Casa", dedicata alla casa, al fai-da-te e al giardinaggio.

Trascorsi pochi giorni il centro accoglie i padiglioni della manifestazione "Cesena a Tavola", rassegna gastronomia di ristorazione ed enologica che offre un'ampia panoramica dei sapori della Romagna[92].

[modifica] Personalità legate a Cesena

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Cesena.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Urbanistica

Porticato in Piazza del Popolo.

Lo sviluppo urbanistico della città è stato fortemente influenzato dalle antiche strade che attraversano Cesena. Sulla Via Emilia si sono formati insediamenti abitativi e artigianali, su Via Dismano centri agricoli e industriali, mentre su Via Cervese e Via Cesenatico solo edifici per scopo abitativo.

L'apparato urbano di Cesena si è andato a strutturare man mano che i secoli passavano in base a tre elementi:

  • la barriera naturale costituita dal Fiume Savio e dalle colline;
  • le quattro strade storiche;
  • e la linea ferroviaria.

Nell'età romana, Cesena si chiamava “Curva Caesena”, perché accanto al Colle Garampo si incurvava l'antica Via Emilia e con essa la città. Questa curva assumeva la forma di uno scorpione.

[modifica] Cesena nel futuro

Cesena all'imbrunire, si possono notare i campanili del Duomo (a destra) e del Palazzo del Ridotto (a sinistra).

Tra le opere in progetto o già in costruzione nella città sono da ricordare:

  • Lungo tutta la zona stazione e nell'ex mercato ortofrutticolo è prevista nel prossimo futuro la realizzazione del nuovo "Quartiere Novello", un'area complessiva di 33 ettari dove sorgeranno 700 nuovi alloggi residenziali, nuovi comparti commerciali e artigianali oltre al nuovo grande parco urbano, posto al centro della città come allacciamento tra la parte nord e sud di Cesena.
  • Nella frazione di Borgo Paglia sono previste le nuove Terme e il parco fluviale.
  • A Torre del Moro è in progettazione la nuova sede della Confartigianato Provinciale.
  • Nell'area dell'Ex-Zuccherificio un nuovo campus universitario[93].
  • Sempre nell'area Ex Zuccherificio è prevista la realizzazione della nuova sede distaccata del Comune (nominata "Comune 2") e del nuovo edificio che ospiterà la polizia municipale di Cesena.
  • Risistemazione di Piazza della Libertà, in centro, e Piazza Indipendenza a Borello.
  • Un nuovo Centro Sportivo a Ronta.
  • È in atto la riqualificazione della zona Ex Arrigoni (zona stazione), che prevede la realizzazione del nuovo comparto residenziale/commerciale denominato "Parco Europa". (La riqualificazione urbana è già stata effettuata).
  • Canale Emiliano Romagnolo.
  • Sull'ampia zona tra Via Romea e Via Tipano è in progetto un nuovo cimitero urbano, esso sarà fornito di: giardino, parcheggi, ma anche il forno crematorio (il più vicino ora è a Faenza), il magazzino, la cappella e un luogo di sepoltura per gli appartenenti ad altre religioni. La fine dei lavori è prevista per il 2017[94].

[modifica] Suddivisioni amministrative

Quartieri di Cesena
Mercato in Piazza del Popolo.jpg
Quartieri di Cesena
I - Centro Urbano
II - Cesuola
III - Fiorenzuola
IV - Cervese Sud
V - Oltre Savio
VI - Valle Savio
VII - Borello
VIII - Rubicone
IX - Al Mare
X - Cervese Nord
XI - Ravennate
XII - Dismano

Visita il Portale di Cesena

Il vasto territorio del Comune di Cesena è suddiviso in 12 circoscrizioni o quartieri (il termine adottato dallo statuto comunale è quartiere), ognuno dei quali elegge un Presidente ed un proprio Consiglio di Quartiere in concomitanza con le elezioni amministrative cittadine. I dodici quartieri, secondo l'enumerazione adottata ufficialmente dal comune, sono i seguenti[95]:

I - Centro Urbano

Il suo territorio si sviluppa per gran parte all'interno delle mura antiche della città e comprende le zone Centro storico, Porta Fiume, Porta Trova, Porta Cervese (Barriera), Porta S.Maria e Portaccia. Nel Centro Urbano sorgono i più importanti edifici storici di Cesena come la Cattedrale, il Palazzo del Ridotto, il Palazzo Comunale e le principali piazze della città[96].

II - Cesuola

Il suo territorio comprende le zone di Osservanza, Ponte Abbadesse, Celincordia, Rio Eremo, S.Demetrio Acquarola, Diolaguardia, Montereale e Oriola. All'intero del quartiere Cesuola è posto il commissariato di Cesena (situato in zona Osservanza) e il Cimitero comunale (Ponte Abbadesse)[96].

III - Fiorenzuola

È composto dalle zone urbane di Porta Santi, Fiorita, Stadio, Case Frini, Case Finali, Rio Marano, San Pietro, Santo Stefano. Nel suo comprensorio è presente l'ospedale Bufalini, lo stadio Dino Manuzzi e il Seminario della Diocesi di Cesena-Sarsina[96].

IV - Cervese Sud

Il suo territorio raggruppa le zone di Vigne, S. Egidio e Villa Chiaviche. Proprio nella zona delle Vigne passa il nuovo tunnel lungo 1,6 km della Secante di Cesena. Inoltre sempre in questa zona è previsto il nuovo grande parco urbano che rientra nel progetto del quartiere Novello[96].

V - Oltre Savio

Nel suo territorio rientrano le zone urbane di Torre del Moro, Ippodromo, San Mauro in Valle, Diegaro, Borgo Paglia, S. Maria della Speranza, Settecrociari, Monticino e Massa. In questo quartiere si sviluppa l'Ippodromo del Savio (che da il nome alla zona urbana) e il Palazzetto dello sport denominato Carisport[96] .

VI - Valle Savio

Colline di Borello.
Nel suo territorio rientrano le zone urbane di San Vittore, San Carlo, Roversano,Lizzano, Tipano e le frazioni di Paderno, Tassello, Luogararo, San Mamante, Il Trebbo, Oriola e S. Lucia.
Nei pressi di Lizzano è stato realizzato il grande impianto sportivo sul quale tutt'ora si allena il Cesena Calcio, noto come centro sportivo "Alberto Rognoni" di Villa Silvia. Il Quartiere viene attraversato dalla superstrada E45[96].

VII - Borello

Sorge nei pressi della confluenza del torrente omonimo col fiume Savio, circa 14 km a Sud di Cesena, e tramite un ponte è collegata all'abitato di Bora, facente parte del comune di Mercato Saraceno, assieme al quale forma un unico e compatto nucleo urbano.
Borello gode storicamente di un'autonomia culturale singolare per una località priva dello status di comune, in ragione sia della relativa lontananza del capoluogo, sia del suo essere centro di attrazione per una vasta area comprensiva del territorio circoscrizionale, ma anche di tutta la valle del torrente Borello[96].
Porta Fiume.

VIII - Rubicone

Il territorio del Rubicone comprende le zone urbane di Calisese, Casale, Saiano, Carpineta, S.Tomaso, Madonna dell'Olivo, Case Castagnoli, Madonna del Fuoco, S.Lazzaro, Case Missiroli, Budrio e Bulgaria. Il centro più importante del Rubicone è sicuramente Calisese, che negli ultimi anni si è notevolmente estesa e radicata nel territorio. Il quartiere è attraversato dalla S.S. 9 Via Emilia che lo rende facilmente percorribile[96].

IX - Al Mare

Al Mare è l'unico tra i dodici quartieri di Cesena istituito con un nome privo di tradizione. Comprende le zone urbane di Ponte Pietra, Macerone, Ruffio, Bulgarnò, Villa Casone, Capannaguzzo. Nel quartiere Al Mare è presente anche una stazione dei Carabinieri: si trova a Macerone[96].
Monumento ai Caduti per la Resistenza.

X - Cervese Nord

Il suo territorio comprende le zone urbane di Villa Calabra, Gattolino, Calabrina, Pioppa, S.Giorgio, Pontecucco e Bagnile. A San Giorgio è presente la scuola elementare e la scuola media inferiore. Sono state tra l'altro appena trasferite nel nuovo edificio costruito dal Comune[96].

XI - Ravennate

Il quartiere comprende le zone di Martorano, Ronta e S.Martino in Fiume. Nel quartiere Ravennate sorgono il comando dei Vigili del Fuoco, la facoltà di Agraria, la sede della Confcommerio di Cesena e una zona commerciale molto importante[96].

XII - Dismano

Il suo territorio comprende le frazioni di Pievesestina, S.Cristoforo, Case Scuola Vecchia, Provezza, S.Andrea in Bagnolo e Case Gentili.
Il quartiere Dismano deve il suo nome all'omonima strada che lo percorre fino alla provincia di Ravenna. Esso risulta attualmente uno dei quartieri più importanti della città grazie sia alla rete stradale che lo attraversano (l'intersezione dell'Autostrada A14 Bologna-Taranto e della E45 Orte-Ravenna lo rendono un fulcro strategico commerciale) che ai grandi stabilimenti industriali e agricoli che sono sorti nelle varie zone del suo territorio, tra i quali: Trevi, Olidata, Orogel, Apofruit a Pievesestina e gli studi di produzione dell'emittente leader locale Teleromagna a Case Gentili[96].

[modifica] Frazioni

Cesena vista dal satellite (2005).

All'interno di ciascuno dei Quartieri di Cesena sono identificabili alcune zone urbane, spesso riferibili a frazioni che sono state nel tempo inglobate nella città. Ciononostante il riferimento a quella porta o a quella parrocchia per indicare una ben definita zona è in uso ancora oggi come un tempo. Sia i nomi che i confini di tali zone cittadine non sono definiti ufficialmente, ma la loro rilevanza storica per Cesena e per i Cesenati è innegabile:
Barriera, Campino (San Rocco), Cappuccini, Ex Zuccherificio, Case Finali, Ippodromo, La Fiorita, Madonna delle Rose, Madonna del Monte, Montefiore, Osservanza, Ponte di San Martino, Ponte Vecchio, Ponte Nuovo, Porta Santi, Porta Trova, Sant'Egidio, San Mauro in Valle, Torre del Moro, Villa Chiaviche, Vigne, La Valdoca.

All'interno del Comune di Cesena sono presenti innumerevoli frazioni, ecco l'elenco completo: Acquarola, Aie, Bagnile, Borello, Borgo delle Rose, Borgo di Ronta, Borgo Paglia, Botteghino, Budrio, Bulgaria, Bulgarnò, Calabrina, Calisese, Capannaguzzo, Carpineta, Casalbono, Casale, Case Castagnoli, Case Frini, Case Gentili, Case Missiroli, Case Scuola Vecchia, Celincordia, Celletta, Diegaro (e Diegaro I), Formignano, Gattolino, Gualdo, Il Trebbo, Lizzano, Luogoraro, Luzzena, Macerone, Madonna dell'Olivo, Martorano, Massa, Molino Cento, Monte Aguzzo, Montereale, Monte Vecchio, Monticino, Oriola, Osteria di Piavola, Paderno, Pievesestina, Pioppa, Ponte Abbadesse, Pontecucco, Ponte Pietra, Provezza, Rio Eremo, Rio Marano, Ronta, Roversano, Ruffio (distinto in Ruffio I e Ruffio II), Saiano, San Carlo, San Cristoforo, San Demetrio, San Giorgio, San Mamante, San Martino in Fiume, San Matteo, Santa Lucia, Sant'Andrea in Bagnolo, San Tomaso, San Vittore, Settecrociari, Tessello, Tipano, Trebbo, Valdinoce, Villa Calabra, Villa Casone.

[modifica] Economia

Pesche.

Cesena è un importante centro agricolo e industriale, a capo di un distretto basato sulla trasformazione e lavorazione dei prodotti agricoli e sull'autotrasporto, caratterizzato da una struttura produttiva di piccole e medie imprese nella quale non mancano aziende significative a livello nazionale e internazionale.

[modifica] Settore Primario

Tradizione e intraprendenza: questo è il connubio cha fa dell'economia cesenate una realtà sempre viva. L'agricoltura da secoli la fa da padrone: una vocazione che privilegia l'innovazione e la qualità tanto da fare oggi di Cesena una realtà conosciuta fuori dai confini nazionali. È risaputo ad esempio, come le moderne tecnologie applicate all'agricoltura (dalle prime coltivazioni in serra fino alle più innovative biotecnologie legate a uno sviluppo innovativo con l'ambiente) abbiano spesso trovato a Cesena il trampolino di lancio. Altri campi, come la produzione di alimenti surgelati (Orogel), vedono aziende cesenati ai primi posti in Italia. Il grande successo che riscuote ogni anno il Macfrut, una delle fieri più importanti al mondo nel comparto orto frutticolo, è solo il segno di un primato consolidato[97][98].

Scendendo nei particolari, accanto ai cereali (che rimasero per secoli e secoli il primo prodotto locale), sono oggi principalmente gli alberi da frutto (soprattutto pesche, ma anche albicocce, susine, mele e pere) a farla da padrone: tutti i supermercati del mondo, dalla Norvegia al Sudafrica espongono prodotti targati "Cesena". Ma anche le patate, le barbabietole, i prodotti orticoli vantano produzioni cospicue. Non si può tacere, infine, un accenno al vino, dove Albana e Sangiovese si sposano perfettamente con la cucina locale. Per concludere il discorso su settore primario, va notato come anche l'allevamento avicolo abbia, nel cesenate, una sua tradizione tanto da aver prodotto un'azienda nota al livello nazionale: Amadori.

Il logo della ditta Technogym

[modifica] Settore Secondario

Il logo della ditta Olidata
Stampa manuale di una tela

Anche l'industria prende, per molti versi, le mosse dai prodotti dei campi, ad esempio producendo macchine agricole. Ma l'industria cesenate ha prodotto anche altri fenomeni imprenditoriali, alcuni noti persino a livello internazionale: basti pensare alla società edile Trevi, famosa in Italia e nel mondo per la costruzione d'importanti opere di alta ingegneria (come la biblioteca di Alessandria d'Egitto, il raddrizzamento della Torre di Pisa, il restauro del Buddha di Bamiyan, il Vasco da Gama Bridge di Lisbona, il consolidamento delle fondamenta del Campanile di San Marco a Venezia ed altre opere più o meno famose[99][100].) e aggiudicataria del bando per la costruzione del basamento del nuovo World Trade Center di New York, o della produzione di attrezzi ginnici della ditta Technogym, l'azienda leader al mondo trova le sue radici nel cesenate che alla fine del 2008 ha aperto, a Cesena, il Technogym Village, la nuova principale sede del colosso romagnolo[101].

L'economia cesenate, inoltre, può contare sull'apporto di un'importante azienda operante nel settore dei personal computer: la ditta Olidata; ed di altri prodotti di alta tecnologia.

[modifica] Settore Terziario

Molto vivo è pure il terziario dove, accanto ad alcuni comparti veramente floridi (basti pensare all'autotrasporto), ciò che spicca è la ricca e variegata offerta di negozi; il centro storico affollato di persone rende l'idea di una città vitale, con un elevato standard di qualità di vita.

[modifica] Artigianato

Tornando al concetto di “tradizione”, esso trova un'applicazione quanto mai significativa nell'artigianato, che a Cesena conserva alcuni esempi di vecchi mestieri: vi sono, ad esempio, piccole botteghe che lavorano la ceramica, la pelle, l'oro o che restaurano cose del passato. Appena si esce dai confini comunali, ecco qualcosa di ancora più tipicamente romagnolo, come la produzione delle tele a stampo a mano (Gambettola o delle “tegge” per cuocere la piadina (Montetiffi di Sogliano).

[modifica] Trasporti e infrastrutture

Un tratto della Secante in campagna.

[modifica] Strade

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Autostrada A14 e Secante di Cesena.
L'interno della Galleria Vigne.

Cesena è collegata alla rete autostradale nazionale tramite i caselli Cesena e Cesena Nord della Autostrada A14 Bologna-Taranto. Altre strade importanti che toccano la città sono la Strada Statale 9 Via Emilia che la collega con tutti i capoluoghi della Regione Emilia-Romagna, tranne Ravenna e Ferrara, arrivando fino a San Donato Milanese (MI).

Di rilievo anche la Strada Statale 3 bis Tiberina (Superstrada E 45), che consente di arrivare a Roma, costituendo una valida alternativa all'Autostrada A1 per giungere dal Nord alla Capitale.

A Cesena è stato costruito anche un eco-tunnel, che completa la cosiddetta "Secante" (la tangenziale cittadina). Si chiama galleria «Vigne», è lungo un chilometro e seicento metri ed è il primo tunnel eco-compatibile costruito in Italia, il terzo in Europa[102].

Un tratto della secante.

[modifica] Distanza dalle principali città regionali

Bologna 88 km
Carpi 153 km
Cento 121 km
Cervia 20,1 km
Cesenatico 17,3 km
Comacchio 74,2 km
Faenza 44,5 km
Ferrara 106 km
Forlì 28,4 km
Imola 57,4 km
Lugo 63,5 km
Modena 143 km
Parma 186 km
Piacenza 242 km
Ravenna 36,9 km
Reggio Emilia 160 km
Rimini 39,5 km
Sassuolo 154 km

[modifica] Distanza dalle principali città italiane

Ancona 150 km
Bari 592 km
Cagliari 907 km
Campobasso 450 km
Firenze 201 km
Genova 319 km
L'Aquila 321 km
Milano 302 km
Napoli 520 km
Palermo 1254 km
Perugia 157 km
Potenza 567 km
Roma 322 km
Reggio Calabria 1027 km
Torino 420 km
Trento 316 km
Trieste 370 km
Venezia 242 km

[modifica] Distanza dalle principali capitali europee

Amsterdam 1383 km
Atene 1553 km
Berlino 1238 km
Berna 657 km
Bruxelles 1205 km
Bucarest 1876 km
Copenaghen 1627 km
Helsinki 2752 km
Lisbona 2379 km
Londra 1561 km
Madrid 1828 km
Mosca 2748 km
Parigi 1163 km
Praga 1029 km
Stoccolma 2276 km
Varsavia 1535 km
Vienna 828 km
Zagabria 613 km


[modifica] Ferrovie

La stazione di Cesena.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Stazione di Cesena.

La Stazione di Cesena è posta sulla Ferrovia Bologna-Ancona che collega i due capoluoghi regionali passando per tutti i capoluoghi di provincia e molti altri centri minori. Oltre che al servizio ferroviario regionale, la stazione è interessata anche da quello a lunga percorrenza: vi fermano molti treni di questa tipologia diretti anche verso località come Venezia, Bolzano, Torino, Genova, Milano, Bari, Pescara e Lecce.

[modifica] Aeroporti

Una fermata dell'autobus a Case Frini.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Aeroporto di Forlì e Aeroporto di Rimini-Miramare.

Cesena non è dotata di un proprio aeroporto, ma grazie alla sua vicinanza alle città di Forlì e Rimini sono facilmente raggiungibili gli aeroporti "Luigi Ridolfi" (Forlì) e "Federico Fellini" (Rimini).

[modifica] Mobilità urbana

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce ATR Agenzia per la mobilità.

La supervisione dei servizi di trasporto locale è affidata ad ATR Agenzia per la mobilità (acronimo di Azienda Trasporti Romagnoli), che ricomprende le linee urbane, del forese, suburbane ed extraurbane dirette verso il comprensorio cesenate della provincia.

Il Consorzio ATR nacque nel 1975 col sostegno delle allora amministrazioni provinciali di Ravenna e Forlì, nonché dei comuni ricompresi nel loro territorio, per l'erogazione dei servizi di linea extraurbani e successivamente di quelli urbani di Forlì e Cesena.

Negli anni novanta ci fu l'inizio di un radicale cambiamento organizzativo che culminò nel 1998 con la presentazione delle nuove reti urbane di Forlì e Cesena (con una revisione dei percorsi e un aumento delle corse) e con la creazione della rete urbana di Cesenatico, volta soprattutto alla gestione dei flussi turistici estivi.

Nel 2001, in ottemperanza alla normativa regionale, ATR è stata divisa in due entità: da una parte a E-bus S.p.A. resta l'erogazione effettiva del servizio di trasporto; dall'altra ATR diventa Agenzia per la mobilità, cioè ente responsabile della pianificazione generale della mobilità urbana e dell'assegnazione degli appalti per i servizi previa gara pubblica.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Paolo Lucchi (Partito Democratico) dal 10/06/2009 (1º mandato)
Centralino del comune: 0547 356111
Posta elettronica: urp@comune.cesena.fc.it

[modifica] Le Amministrazioni precedenti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Cesena.
Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
1985 1986 Archimede Casadei Lucchi Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1986 1992 Piero Gallina Partito Repubblicano Italiano Sindaco
1992 1999 Edoardo Preger Partito Democratico della Sinistra Sindaco
1999 2009 Giordano Conti Democratici di Sinistra Sindaco
2009 in carica Paolo Lucchi Partito Democratico Sindaco



[modifica] Gemellaggi


Il cippo e il corbezzolo, dono di Moresco

Pur non trattandosi di un comune, la frazione di Pioppa ha instaurato un gemellaggio con il comune marchigiano di Moresco (FM). Nato quasi per caso nel 2004 ad opera de "I Pasquarul d'la Piopa", locale gruppo musicale folkloristico, il gemellaggio si è concretizzato il 30 ottobre 2005 a Moresco, durante la Festa del braciere, quando è stato piantato un pioppo nel giardino sotto il borgo, in onore dei cesenati. Analoga cerimonia si è svolta il 24 settembre 2006 con la posa di una pianta di corbezzolo, donata dalla comunità di Moresco, all'interno della rotonda Pioppa (a sud dell'abitato), nonché di un cippo commemorativo riportante una targa: "I Pasquarul d'la Piopa ringraziano gli amici di MORESCO per il graditissimo dono che ci darà un'occasione in più per pensare a voi"[103].

[modifica] Sport

Cesena è città di sport, tradizionalmente legata al calcio ed al ciclismo, anche se nel passato ha raggiunto oppure occupa tuttora posizioni di rilievo nel panorama nazionale o internazionale di basket, calcio a cinque, cricket, motociclismo e ippica (trotto).

Baseball
Diamonds Cesena ed Elephans Cesena
Basket
Cesena Basket 2005 e Fiorenzuola Cesena.
Di grande livello la presenza di Cesena nel basket femminile, soprattutto tra la fine degli Anni ottanta e l'inizio degli Anni novanta, quando la Polisportiva Ahena arrivò per cinque volte consecutive a disputare la Finale Scudetto, avendo sempre come squadra avversaria la Pool Comense. La squadra romagnola, allora denominata Unicar Cesena, riuscì ad aggiudicarsi lo Scudetto della stagione sportiva 1989/1990, al termine delle cinque tiratissime partite della Finale. L'ultimo match, in particolare, fu giocato in un Carisport gremito all'inverosimile e deciso sul filo di lana da un tiro da tre punti di Andrea Lloyd. Tra le maggiori artefici della vittoria vanno menzionate anche Catarina Pollini, vero "mostro sacro" del basket femminile italiano, e Clarissa Davis, allora considerata la miglior cestista a livello mondiale. A seguito di questa vittoria, la squadra, denominata Conad Cesena, poté nella stagione successiva giocare la Coppa dei Campioni, conquistandola nella Finale disputata a Barcellona.
La squadra di basket maschile denominata Carisp Cesena nella stagione 2004/2005 ha conquistato la salvezza in serie B prima di cedere il titolo sportivo a Castrocaro.
Calcio
La maggiore società calcistica della Città è l'Associazione Calcio Cesena: nella stagione sportiva 2008/2009 ha vinto il campionato di Prima Divisione in Lega Pro (ex serie C), ma nel suo passato vanta dieci partecipazioni al Campionato di Serie A ed anche una partecipazione alla Coppa Uefa nel 1976 grazie al sesto posto conquistato in Serie A nella stagione precedente: esso costituisce il risultato di maggior rilievo della Società.
Nella stagione 2005/2006 un'altra formazione bianconera, quella del Romagna (già Cesena Calcio a 5), ha conquistato la promozione nel campionato di A1, ma è retrocessa in A2 dopo una sola stagione nella massima serie.
Lo stemma della squadra di pallavolo femminile di Cesena
Altre formazioni calcistiche cittadine di rilievo federale (non amatoriali):
Calcio: Romagna Centro (Promozione), Sporting Club Vallesavio, Ronta FC (Prima Categoria), Torre Dismano, San Vittore, Rumagna, Diegaro, San Carlo (Seconda Categoria), Ponte Abbadesse, Aurora, San Mauro in Valle, G.P. Vigne, Rubicone (Terza Categoria).
Calcio a 5
Romagna Calcio a Cinque e Futsal Torre del Moro
Ciclismo
Banca Popolare dell'Emilia Romagna (settore giovanile)
Cricket
Lo stesso importantissimo traguardo è raggiunto nel cricket dalla squadra di Cesena che il 27 giugno 1993 si aggiudica la Coppa Campioni.
Pallavolo
Lines Cesena e a.s.d. be sport Cesena
Rugby
Cesena Rugby Club
Tchoukball
Da febbraio 2009 viene fondato a Cesena il Romagna tchoukball che parteciperà al campionato 2009/2010.

[modifica] Principali eventi sportivi

  1. il 19 giugno 1946 la 5ª semitappa con partenza da Bologna del Giro d'Italia 1946 con la vittoria di Olimpio Bizzi.
  2. il 20 maggio 2004 l'11ª tappa con partenza da Porto Sant'Elpidio del Giro d'Italia 2004 con la vittoria di Emanuele Sella.
  3. il 21 maggio 2008 l'11ª tappa con partenza da Urbania del Giro d'Italia 2008 con la vittoria di Alessandro Bertolini.
  • Cesena è sede dell'Ippodromo del Savio, attivo per il trotto nei mesi estivi. Il primo sabato di settembre la stagione ippica si conclude con il Campionato Europeo, un Gran Premio che richiama sulla pista cesenate i più forti cavalli a livello mondiale ed un folto pubblico dall'Italia e dall'estero.
  1. Italia-Bulgaria 4-0 (20 settembre 1989)
  2. San Marino-Italia 0-4 (12 febbraio 1990)
  • La Notturna di San Giovanni[104].

[modifica] Principali impianti sportivi

Il Carisport e la piscina pubblica.
  • Campo di Baseball
  • Campo di Rugby
  • Campo da Golf
  • Circolo Cesena Tennis "A. Ronconi"
  • Circolo Cesena Tennis "Ippodromo"
  • Carisport, riservato a manifestazioni sportive, ma anche per concerti ed eventi culturali.
    E innumerevoli campi sportivi[105].
  • Impianto Comunale di Atletica Leggera
  • Ippodromo del Savio
  • Palestra di Ginnstica Artistica
  • Piscina Comunale
  • Piscina Pubblica
  • Stadio Comunale "Dino Manuzzi"

[modifica] Personalità sportive legate a Cesena

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Una visita in centro

[modifica] Una gita in collina

[modifica] Note

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  9. ^ A cavallo tra Ottocento e Novecento si stampavano a Cesena quattro giornali: "Il Cittadino" (1889-1922 di orientamento liberal-monarchico), "Il Savio" (1889-1910, cattolico popolare), "Il Popolano" (1901-1923, repubblicano e risorgimentale) ed "Il Cuneo" (1905-1911, socialista).
  10. ^ a b romagnaoggi.it. URL consultato il 25-08-2009.
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[modifica] Bibliografia

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  • "Storia di Cesena", Rimini 1982-1988
  • G. Savini, "La pittura a Cesena nel Settecento", Cesena 1984
  • M. Gori, "Le quinte dell'abitare. I palazzi e le ville di Cesena dal Barocco all'eclettismo", Cesena 1988
  • EAD., "Decorazioni a Cesena: dal Barocco all'Eclettismo", Milano 1991
  • D. Capellini, "La formazione delle collezioni archeologiche nel Museo Storico dell'antichità di Cesena e la tradizione degli studi cesenati," Bologna 1993
  • M. Mengozzi (a cura di), "Storia della Chiesa di Cesena", Cesena 1998.
  • Guido Piovene, "Viaggio in Italia", Mondadori, Milano, 1956
  • Sergio Zavoli, "I giorni della meraviglia", Marsilio, Venezia, 1994

[modifica] Voci correlate

Simboli di Cesena:

Sport:

Piadina rucola e stracchino.

Aree Verdi:

Altro:

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Cultura:

Istruzione:

Turismo:

Trasporti:

Sport:

Altro:

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