Provincia di Oristano

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Provincia di Oristano
provincia
Provincia di Oristano – Stemma Provincia di Oristano – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Sardegna-Stemma.svg Sardegna
Amministrazione
Capoluogo Oristano
Presidente Massimiliano De Seneen (PdL) dal 01-06-2010
Data di istituzione 28 agosto 1974
Territorio
Coordinate
del capoluogo
39°54′00″N 8°35′00″E / 39.9°N 8.583333°E39.9; 8.583333 (Provincia di Oristano)Coordinate: 39°54′00″N 8°35′00″E / 39.9°N 8.583333°E39.9; 8.583333 (Provincia di Oristano)
Superficie 3 034,25 km²
Abitanti 166 323[1] (30-11-2010)
Densità 54,82 ab./km²
Comuni 88 comuni
Province confinanti Cagliari, Medio Campidano, Nuoro, Sassari
Altre informazioni
Lingue italiano, sardo
Cod. postale 09020, 09070-09086, 09088-09099, 09170
Prefisso 0782, 0783, 0785
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 095
Targa OR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cartografia

Provincia di Oristano – Localizzazione

Mappa della Provincia di Oristano
Mappa della Provincia di Oristano
Sito istituzionale

La provincia di Oristano (provìntzia de Aristanis[2] in sardo) è una provincia italiana della Sardegna di 166.323 abitanti[3]. Si estende su una superficie di 3.040 km² e comprende 88 comuni. Fu istituita il 28 agosto 1974[4].

Affacciata ad ovest sul mar di Sardegna, confina a nord con la provincia di Sassari, ad est con la provincia di Nuoro ed a sud con le province del Medio Campidano e di Cagliari.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della provincia si presenta molto variegato, passando dalle pianure del Campidano alle montagne del Montiferru. La porzione sud-occidentale del territorio è occupata da una parte della vasta pianura del Campidano, che attraversa parzialmente anche le provincie del Medio Campidano, di Carbonia-Iglesias e di Cagliari. Nella porzione sud-orientale si trova invece il massiccio del Monte Arci, con i suoi 812 metri. La parte nord-occidentale è invece occupata dal massiccio del Monte Ferru, la cui cima più elevata è rappresentata dal Monte Urtigu, con i suoi 1.050 metri. Nel settore nord-orientale si trova l'altopiano di Abbasanta, diretta continuazione dell'altopiano di Campeda.

Il paesaggio costiero si presenta piuttosto variegato. Alle coste basse e sabbiose si alternano falesie calcaree. Al largo, di fronte alla costa di Cabras, si trova la pianeggiante Isola di Mal di Ventre, disabitata, mentre poche miglia più a sud si trova lo Scoglio del Catalano. La presenza degli stagni contribuisce alla biodiversità e questi ecosistemi costituiscono l'habitat di molte specie di uccelli, sia stanziali che di passo, tra i quali vi sono il pollo sultano (Porphyrio porphyrio), il fenicottero rosa (Phoenicopterus roseus), il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), il cormorano (Phalacrocorax carbo), l'airone cenerino (Ardea cinerea), il gabbiano reale (Larus michahellis) e molte altre specie.

Le pendici dei massicci montuosi del Monte Ferru, del Monte Arci e delle montagne del Barigadu sono fittamente ricoperte dai boschi di lecci (Quercus ilex) e roverelle (Quercus pubescens). La macchia mediterranea che domina lungo le coste e negli altopiani dell'interno è formata da essenze quali l'olivastro (Olea europaea sylvestris), il lentisco (Pistacia lentiscus), il corbezzolo (Arbutus unedo), il mirto (Myrtus communis) ed il cisto (Cistus salvifolius). La vegetazione riparia è invece formata da salici (Salix fragilis), pioppi (Populus alba) e tamerici (Tamarix gallica). Le sponde degli stagni sono invece il dominio della vegetazione alofila.

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della provincia è attraversato da due importanti fiumi della Sardegna. Il fiume Tirso, che sfocia nel Golfo di Oristano, con i suoi 152 km è il più lungo della Sardegna. Lungo il suo corso sono state costruite alcune dighe, allo scopo di creare delle riserve idriche e per regolarne il flusso. Il suo percorso in provincia di Oristano copre una distanza di 77 km.

Il fiume Temo, unico fiume navigabile -anche se parzialmente- della Sardegna attraversa la cittadina di Bosa e sfocia nel Mar di Sardegna a pochi chilometri dalla stessa. Lungo 55 km e suddiviso tra le provincie di Sassari e Oristano. In quest'ultima il suo percorso è di 27 km.

Laghi[modifica | modifica wikitesto]

Il lago Omodeo si origina dallo sbarramento del fiume Tirso. La prima diga fu costruita nei primi decenni del Novecento e fu inaugurata nel 1924. Oltre a fornire acqua per le coltivazioni nella bonificata piana del Campidano, era dotata di una centrale idroelettrica. Per ospitare le famiglie ed il personale al servizio della centrale venne edificato il villaggio di Santa Chiara, cui la diga era dedicata. L'invaso attuale è stato ottenuto dalla realizzazione di una nuova diga, nel territorio del comune di Busachi. Le acque del nuovo invaso hanno parzialmente sommerso la vecchia diga, che è ancora parzialmente visibile dalle piazzole di sosta lungo la Strada Provinciale 74.

Nel territorio della provincia non ci sono laghi naturali.

Stagni[modifica | modifica wikitesto]

Nel tratto di costa compreso tra Capo Mannu e Marceddì si sviluppano una serie di stagni costieri e saline, con una superficie totale di circa 6.000 ettari[5]. Alcuni, come lo stagno di Cabras e quello di San Giovanni, nei pressi di Marceddì, sono utilizzati per l'allevamento ittico di specie quali il muggine (Mugil cephalus), dalle cui uova si ottiene la bottarga. Alcuni degli stagni più importanti sono lo Stagno de is Benas, lo Stagno di Cabras e lo Stagno di Santa Giusta. Lo Stagno di Sale 'e Porcus, invece, è uno stagno temporaneo che durante l'estate, per via della forte evaporazione dell'acqua, si prosciuga totalmente[6].

Monti[modifica | modifica wikitesto]

Monte Urtigu, nel massiccio del Monte Ferru, con i suoi 1.050 m s.l.m. è la cima più elevata della provincia, seguita dal Monte Entu, con i suoi 1.024 metri[7]. Il Monte Santa Vittoria, presso il comune di Nughedu Santa Vittoria, nella parte nord-orientale della provincia, raggiunge gli 818 metri. Il massiccio del Monte Arci raggiunge invece un'altezza massima di 812 metri, con la punta Sa Trebina Longa.

Mare[modifica | modifica wikitesto]

Il Mar di Sardegna lambisce interamente le coste della provincia di Oristano per una lunghezza totale di 135 km[5]. Le coste basse della penisola del Sinis sono caratterizzate dalla presenza di spiagge di sabbia quarzifera. Dal Capo Mannu si sviluppano le falesie calcaree che risalgono la costa verso nord, alternandosi a baie e spiagge.

A circa 7 km dalla penisola del Sinis si trova la piccola isola di Mal di Ventre[8]. Occupa una superficie di 3,6 km² e presenta una morfologia pianeggiante. La vegetazione è formata da bassi cespugli della macchia mediterranea. Fa parte dell'Area marina protetta Penisola del Sinis - Isola Mal di Ventre, così come il piccolo Scoglio del Catalano.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima della provincia può essere classificato come clima mediterraneo, con inverni miti ed in alcuni casi freddi molto umidi ed estati calde e secche, ma è un clima molto influenzato dalle correnti atlantiche che fanno cambiare radicalmente le temperature e con delle precipitazioni talvolta molto abbondanti. Le precipitazioni infatti si concentrano principalmente nei mesi autunnali ed invernali e assumono carattere nevoso soprattutto nei mesi di dicembre, gennaio e febbraio nei rilievi delle montagne più elevate ed in alcuni casi eccezionali quando la temperatura raggiunge lo zero termico anche a bassa quota per via delle correnti fredde che arrivano sulle coste ed anche più all'interno. Le temperature invernali solitamente sia aggirano da una minima di 0 °C a un massimo di 15 mentre quelle estive da un minimo di 20 ad un massimo di 35 e in alcuni casi addirittura 40 °C.

Si riportano i dati climatici relativi alla Stazione meteorologica di Capo Frasca degli anni 1971-2000:

La stazione meteorologica di Capo Frasca è posta in vicinanza del mare, a bassa quota, ed è quindi soggetta, soprattutto d'inverno, a sbalzi di temperature che più all'interno, verso Oristano, risultano più fredde di almeno 5 °C.

Capo Frasca[9]
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 13,2 13,2 14,7 16,7 20,8 24,5 27,8 28,8 26,0 21,9 17,3 14,4 13,6 17,4 27,0 21,7 19,9
T. mediaC) 10,4 10,3 11,7 13,5 17,2 20,9 24,0 24,9 22,3 18,6 14,3 11,6 10,8 14,1 23,3 18,4 16,6
T. min. mediaC) 7,6 7,5 8,6 10,3 13,7 17,3 20,1 21,1 18,7 15,3 11,3 8,8 8,0 10,9 19,5 15,1 13,4
T. max. assolutaC) 19,6
(1979)
20,2
(1977)
25,4
(1981)
29,2
(1992)
33,4
(1999)
36,0
(1994)
41,4
(1993)
41,6
(1999)
37,0
(1993)
36,0
(1981)
27,8
(1985)
21,2
(1989)
21,2 33,4 41,6 37,0 41,6
T. min. assolutaC) -4,8
(1981)
-1,2
(1984)
0,4
(1971)
3,6
(1979)
6,6
(1987)
10,6
(1991)
12,6
(1981)
14,4
(1981)
9,2
(1977)
6,0
(1974)
2,0
(1972)
-1,8
(1980)
-4,8 0,4 10,6 2,0 -4,8
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 2,9 6,8 8,3 2,9 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 18,0 2,9 20,9
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 6,3 8,3 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 0,0 2,5 5,4 20,0 0,0 0,0 2,5 22,5
Nuvolosità (okta al giorno) 16,4 14,0 14,7 11,9 16,2 18,7 22,7 22,1 18,3 16,0 15,0 16,6 15,7 14,3 21,2 16,4 16,9
Precipitazioni (mm) 50,0 60,5 44,4 51,4 32,8 16,7 4,4 7,3 34,2 69,7 92,5 65,0 175,5 128,6 28,4 196,4 528,9
Giorni di pioggia 10,9 15,1 7,2 8,1 5,5 2,0 0,6 1,3 3,5 7,6 9,7 10,8 36,8 20,8 3,9 20,8 82,3
Giorni di nebbia 0,6 0,8 1,3 0,9 1,3 0,4 0,6 0,6 0,4 0,7 0,5 1,2 2,6 3,5 1,6 1,6 9,3
Umidità relativa media (%) 84,5 83,0 82,0 81,5 79,5 78,0 77,5 77,5 78,0 81,0 82,5 84,0 83,8 81,0 77,7 80,5 80,8
Vento (direzione-m/s) NNW
9,67
NNW
9,67
NNW
9,67
NNW
9,67
NNW
9,67
NNW
9,67
NNW
9,67
NNW
9,67
NNW
9,67
NNW
9,67
NNW
9,67
NNW
9,67
9,7 9,7 9,7 9,7 9,7

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Sardegna, Storia della Sardegna Giudicale e Giudicato di Arborea.

La presenza umana nel territorio della provincia di Oristano può essere datata intorno al Neolitico, con il ritrovamento di materiale litico proveniente da vari siti archeologici del territorio. Il Monte Arci in particolare era il sito dal quale si ricavava l'ossidiana, utilizzata per la realizzazione di punte di lance, utensili vari e monili. Il periodo nuragico vide, come in tutta la Sardegna, lo sviluppo delle architetture tipiche di quella civiltà. I siti nuragici più importanti e meglio conservati sono quelli di Santa Cristina di Paulilatino e nuraghe Losa ad Abbasanta. Il territorio della provincia è comunque molto ricco delle vestigia dell'antica civiltà ed ogni comune può vantare il proprio sito archeologico, nuraghe, tomba di giganti o domus de janas.

Lungo la costa si svilupparono gli insediamenti di Tharros e Cornus. Il primo, di origine fenicia, venne rimodellato in seguito alla conquista della Sardegna da parte dell'Impero romano, divenendo una fiorente città dotata di un importante porto ed un centro dei traffici commerciali dell'Impero. Il sito di Cornus, di origine cartaginese, rappresentò il centro della resistenza all'invasione romana per poi soccombere. In seguito alla conquista si sviluppò, poco distante dall'abitato antico, l'insediamento paleocristiano di Columbaris, nel quale si trovano tre basiliche e numerosi sarcofagi in pietra.

Con la caduta dell'Impero romano la Sardegna divenne, dopo un breve periodo sotto il dominio dei Vandali, una provincia dell'Impero Bizantino fino a circa il 700 d.C. Il progressivo distacco dell'isola dall'orbita di Bisanzio portò alla formazione dei regni autonomi, i Giudicati. Il territorio della provincia di Oristano faceva parte del Giudicato di Arborea. La capitale del regno era Tharros, ma fu trasferita ad Oristano intorno al 1070 perché, trovandosi nell'interno, era più facilmente difendibile dagli attacchi provenienti dal mare. Del periodo giudicale il regnante più conosciuto è Eleonora d'Arborea, che dotò il regno di un codice di leggi, la Carta de Logu, che venne applicato fino all'avvento dello Statuto Albertino. Il Giudicato di Arborea finì giuridicamente nel 1420, con la vendita del restanti territori sardi alla Corona d'Aragona.

Dopo il 1720 il Regno di Sardegna verrà ceduto definitivamente ai Savoia e, nel 1848, con l'istituzione della Divisione di Cagliari, verrà creata la Provincia di Oristano, che avrà una superficie di 2.535 km². Nel 1974, dopo un periodo in cui il territorio faceva parte della provincia di Cagliari, venne istituita la provincia di Oristano che, nel 2001, in seguito ad una legge regionale, venne ampliata del territorio di dieci comuni, assumendo le attuali dimensioni territoriali e di popolazione.

In seguito ai Referendum del 2012 in Sardegna, e al progetto di abolizione o riforma delle province in Sardegna approvato dal Consiglio Regionale il 24 maggio 2012,[10] secondo gli attuali intendimenti della Regione la Provincia di Oristano dovrebbe dar vita a un nuovo ente amministrativo o essere abolita il 1º marzo 2013[11][12][13], scadenza poi prorogata al 1º luglio 2013[14]. In tale data tuttavia la provincia non è stata commissariata come capitato a 5 delle 8 province sarde, e prosegue così la sua regolare attività istituzionale.

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio della provincia sono presenti diversi siti archeologici.

Natura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aree naturali protette della Sardegna.

La provincia di Oristano comprende numerose aree protette.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura ed allevamento[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alle bonifiche degli acquitrini che si trovavano in prossimità della costa, eseguite nei primi decenni del Novecento, si è sviluppata un'agricoltura specializzata. Ad Arborea e Terralba estese superfici sono dedicate alle colture orticole. Spiccano anche le produzioni di pomodoro e carciofo, nonché le risaie. Anche le produzioni orticole in serra rappresentano un importante anello dell'economia della provincia. Si coltivano anche alberi da frutta, molto importanti sono gli agrumi, con Milis al primo posto per produzione, con Solarussa, Zerfaliu e Simaxis, l'olivo[18]. Va inoltre ricordata la produzione viticola, con il vitigno tipico della provincia di Oristano, la vernaccia, mentre nella Planargia il vitigno tipico è la malvasia.

Per quanto riguarda l'allevamento la zona di Arborea è nota per quello vaccino, con la presenza di un impianto di raccolta e confezionamento del latte prodotto, proveniente dalle aziende agricole della zona. Anche l'allevamento ovino rappresenta un settore importante per l'economia della provincia, con circa 372.000 capi ovini[18] e la presenza di impianti di trasformazione del latte in formaggi. Particolare importanza riveste anche l'allevamento del cavallo e, nel Montiferru, quello del bue rosso di razza Sardo-Modicana.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio della provincia è attraversato da un tratto della Strada Statale 131, che collega Cagliari con Porto Torres. Altro importante tronco stradale è rappresentato dalla Strada Statale 131 d.c.n. che inizia dall'innesto con la 131 presso Abbasanta, attraversando trasversalmente la parte nord dalle provincia, in direzione Nuoro-Olbia. Altre importanti strade statali sono la Strada Statale 292, che collega Oristano con Alghero, incrociandosi a Suni con la Strada Statale 129 bis che porta a Bosa, e la Strada Statale 388, che collega Oristano con Sorgono. Numerose altre strade secondarie sono gestite dalla Provincia e collegano tra loro tutti i comuni.

La rete ferroviaria è rappresentata dalla ferrovia, gestita da RFI, che collega Cagliari con Porto Torres e con la Stazione di Golfo Aranci Marittima. Il tratto in provincia di Oristano attraversa le stazioni di Uras-Mogoro, Marrubiu, Oristano, Simaxis, Solarussa, Bauladu-Milis, Paulilatino e, per ultima nel territorio provinciale, la stazione di Abbasanta. Un tratto di ferrovia a scartamento ridotto, gestito dalle Ferrovie della Sardegna, è aperto al solo traffico turistico ed è percorso occasionalmente dal caratteristico Trenino Verde, che collega Macomer con Bosa Marina.

Le infrastrutture portuali di tipo turistico sono quelle di Marina di Bosa e Marina di Torregrande. Il porto di Bosa conta 120 posti barca mentre Torregrande ne può garantire 400. Entrambi i porti sono dotati dei servizi di energia elettrica, acqua, meteo, e raccolta dei rifiuti oltre alla gru, il carburante e l'assistenza meccanica, elettrica, elettronica e cantieristica[19]. Ad Oristano è presente il porto industriale, servito da un raccordo ferroviario che lo collega con la ferrovia Cagliari-Golfo Aranci Marittima.

È presente anche un piccolo aeroporto, l'aeroporto di Oristano-Fenosu.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Alcune importanti manifestazioni culturali che hanno luogo nei paesi della provincia sono legate alla vita religiosa delle comunità. Nel periodo del carnevale si svolgono Sa Sartiglia, ad Oristano, e Sa Carrela 'e Nanti, a Santulussurgiu. Sa Sartiglia è una giostra equestre di origine medievale che consiste nel lanciare il cavallo al galoppo lungo il tracciato nel tentativo di infilzare una stella metallica, forata al centro e sospesa sul tracciato tramite una corda, con l'aiuto di una spada o un'asta di legno lavorato definita su stoccu. La manifestazione si svolge l'ultima domenica ed il martedì di carnevale.

Anche Sa Carrela 'e Nanti si svolge nel periodo del carnevale. Si tratta, in questo caso, di una corsa equestre a pariglia lungo una stretta via in terra battuta nel centro storico di Santulussurgiu. Il percorso è particolarmente rischioso, per via della presenza di curve e strettoie. Bosa è invece nota per la caratteristica sfilata di carnevale con maschere tipiche della tradizione locale.

Altro importante manifestazione equestre è l'Ardia di Sedilo, che si tiene in onore di San Costantino Imperatore. La festa si celebra nel mese di luglio e culmina con la corsa a cavallo che parte dalla collina di Su Frontigheddu e, passando attraverso l'arco che delimita la corte del santuario, di dirige verso la chiesa. Dopo aver percorso una serie di giri intorno alla chiesa i cavalieri si lanciano verso un recinto circolare, sa muredda, compiendovi intorno un'altra serie di giri per risalire, infine, sempre al galoppo, verso la chiesa. Importanti sono anche gli eventi che si volgono a Milis, il festival internazionale delle tradizioni popolari nel mese di agosto che prevede la partecipazione di gruppi folk esteri(unica in provincia) e la rassegna dei vini novelli della Sardegna a novembre.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio della provincia sono presenti numerosi musei archeologici, etnografici e della tradizione contadina.

Luoghi di culto[modifica | modifica wikitesto]

  • Cattedrale di Santa Giusta, a Santa Giusta.
  • Complesso di Santa Maria di Bonarcado. Si trova all'interno del paese di Bonarcado. Consiste nel santuario di Bonacattu (VIII e IX secolo), sorto sui resti di un edificio termale romano (II secolo d.C.), nella chiesa romanica di Santa Maria (XII secolo) e nei ruderi del monastero. Festa il 19 settembre.
  • Chiesa romanica di San Paolo(XII secolo) a Milis.
  • Basilica di Nostra Signora del Rimedio, ad Oristano. Festa l'8 settembre.
  • Duomo di Oristano.
  • Basilica di Santa Maria della Neve, a Cuglieri. Si trova nel colle Bàrdosu, cima più alta della piccola cittadina, l'attuale struttura interna della chiesa risale al XVIII secolo, l'esterno risale invece al 1912. Qui viene conservata la statua della Madonna della Neve, risalente al XIV secolo, ritrovata da dei pescatori cuglieritani nella baia di Santa Caterina di Pittinnuri. Festa il 5 agosto.
  • Chiesa di San Leonardo, a Santu Lussurgiu. Edificata nel XII secolo la chiesa di San Leonardo, in stile romanico-pisano, in origine apparteneva al monastero e all'ospedale dei monaci Gerosolimitani. In seguito, nel XIII secolo, fu ampliata e modificata. Dell'impianto originale si sono conservati la parte inferiore del prospetto, la parte sinistra del muro esterno e l'abside quadrata. Il monumento è realizzato in trachite rossa. La facciata è decorata con archetti pensili, è divisa in due parti ed ha due portali impreziositi con sculture. Sulla parte destra è posto un campanile a vela decorato con sculture. Sulla facciata sinistra si può vedere una bella finestra. L'interno è a navata unica con copertura a capriate; le decorazioni, gli archi interni e l'abside sono in forme gotiche. La pavimentazione, più bassa rispetto al livello del piazzale antistante, è in pietra trachitica; l'altare maggiore è costituito da una lastra monolitica. Un altare laterale con nicchia contiene la statua lignea di San Leonardo.
  • Santuario di Santu Antinu, a Sedilo. Si tratta di un santuario campestre dedicato a San Costantino Imperatore, teatro ogni anno della tradizionale Ardia.
  • Concattedrale dell'Immacolata Concezione, a Bosa. È la concattedrale della diocesi di Alghero-Bosa ed il duomo della stessa città.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Turismo in Sardegna.

Il turismo nella provincia ha carattere prevalentemente estivo. Lungo la costa si trovano numerose località turistiche, tra le quali Torregrande, Putzu Idu, Torre del Pozzo, S'Archittu, Santa Caterina di Pittinuri, Porto Alabe e Bosa Marina. Numerose spiagge si alternano alle falesie rocciose. Le più note[22] sono quelle di Torregrande, San Giovanni di Sinis, Maimoni, Is Arutas, Mari Ermi, Putzu Idu, S'Archittu, Santa Caterina di Pittinuri, Is Arenas, Bosa Marina e Torre Argentina. Le zone costiere offrono anche la possibilità di visitare i numerosi stagni, presso i quali sono presenti delle strutture per il birdwatching.

Nelle zone interne si può visitare la località di San Leonardo de Siete Fuentes, frazione di Santu Lussurgiu, presso la quale si trovano le sorgenti e l'antica chiesa di San Leonardo. A Bonarcado si possono vedere le cascate, con un salto di trenta metri, del rio Sos Molinos[23], così denominato per via dei mulini che un tempo utilizzavano la forza delle acque per movimentare le macine. Presso il lago Omodeo è possibile praticare il canottaggio[24].

Sono presenti strutture alberghiere presso tutte le località turistiche e nei paesi dell'interno è possibile soggiornare in bed&breakfast o piccoli hotel.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Oristano.
Gonfalone della provincia

Appartengono alla provincia di Oristano i seguenti 88 comuni:

Comuni principali[modifica | modifica wikitesto]

Pos. Comune Abitanti Stemma
1 Oristano 31.155 Oristano-Stemma.png
2 Terralba 10.440 Terralba-Stemma.png
3 Cabras 9.032 Cabras-Stemma.png
4 Bosa 8.026 Bosa-Stemma.png
5 Marrubiu 4.921 Marrubiu-Stemma.png
6 Santa Giusta 4.811 Santa Giusta-Stemma.png
7 Ghilarza 4.615 Ghilarza-Stemma.png
8 Mogoro 4.354 Mogoro-Stemma.png
9 Arborea 4.048 Arborea-Stemma.png
10 Samugheo 3.183 Samugheo-Stemma.png
11 Uras 2.960 Uras-Stemma.png
13 Abbasanta 2.828 Abbasanta-Stemma.png
12 Cuglieri 2.811 Cuglieri-Stemma.png
14 San Nicolò d'Arcidano 2.811 San Nicolò d'Arcidano-Stemma.png
15 San Vero Milis 2.526 San Vero Milis-Stemma.png

Nello schema riportato sopra, sono citati solo i comuni con più di 2.500 abitanti i cui dati demografici risultano aggiornati al censimento 2011[25].

Le nuove province sarde[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nuove province sarde.

Per effetto della Legge Regionale n. 9 del 2001[26] e successive integrazioni, è stata effettuata una nuova ripartizione del territorio della Regione Autonoma della Sardegna, che ha portato il numero delle province da quattro a otto. Le modifiche hanno assunto piena operatività a partire dal maggio 2005, quando si sono svolte le elezioni per rinnovare tutti i Consigli provinciali.

La Provincia di Oristano ha acquisito 10 comuni dalla Provincia di Nuoro e, complessivamente, una popolazione di 15.000 abitanti ed una superficie di 410 km². I comuni che hanno aderito alla provincia di Oristano sono: Bosa, Flussio, Genoni, Laconi, Magomadas, Modolo, Montresta, Sagama, Suni e Tinnura.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato ISTAT al 30-11-2010. URL consultato il 27 aprile 2011.
  2. ^ Nome ufficiale dal sito web della provincia. URL consultato il 23 marzo 2010.
  3. ^ Dato ISTAT al 30-11-2010. URL consultato il 27 aprile 2011.
  4. ^ Testo integrale della Legge 16 luglio 1974, n. 306 dal sito Normattiva, il portale della legge vigente. URL consultato il 13 maggio 2011.
  5. ^ a b Il territorio della provincia di Oristano. URL consultato il 22 gennaio 2010.
  6. ^ Stagno di Sale 'e Porcus. URL consultato il 6 settembre 2010.
  7. ^ Comune di Cuglieri - Montagna. URL consultato il 6 aprile 2010.
  8. ^ Isola di Mal di Ventre su SardegnaTurismo. URL consultato il 23 marzo 2010.
  9. ^ Dati climatici del Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare (periodo 1971-2000)
  10. ^ Referendum, Cappellacci firma decreti. Il Presidente: "Riforme condivise per ripresa morale, sociale e culturale della Sardegna", Regione Autonoma della Sardegna, 25 maggio 2012. URL consultato il 27 maggio 2012.
  11. ^ Politica: Province, via tutte ma tra nove mesi in La Nuova Sardegna, 25 maggio 2012. URL consultato il 27 maggio 2012.
  12. ^ Province, inizia il conto alla rovescia Gli enti scompariranno a febbraio 2013 in L'Unione Sarda, 26 maggio 2012. URL consultato il 27 maggio 2012.
  13. ^ Province in vita per altri 9 mesi, il Consiglio approva la legge. In Aula rissa Maninchedda-Stochino in Radiopress.it. URL consultato il 27 maggio 2012.
  14. ^ Province, arriva la proroga ma solo sino a giugno 2013 (PDF) in L'Unione Sarda, 27 febbraio 2013, p. 9. URL consultato il 2 marzo 2013.
  15. ^ Scheda del Parco sul sito SardegnaForeste
  16. ^ Scheda dell'Area naturale sul sito SardegnaForeste
  17. ^ Scheda del Monumento sul sito SardegnaForeste
  18. ^ a b Dati della Camera di Commercio di Oristano
  19. ^ Informazioni sui porti sul sito SardegnaTurismo
  20. ^ Museo naturalistico dell'Oasi di Assai. URL consultato il 12 maggio 2011.
  21. ^ Milis, Museo del gioiello e del costume sardo. URL consultato il 25 agosto 2010.
  22. ^ Spiagge della provincia dal sito SardegnaTurismo
  23. ^ Notizie sulle cascate dal sito SardegnaTurismo
  24. ^ Informazioni sul lago dal sito SardegnaTurismo
  25. ^ Dati ISTAT per provincia aggiornati al 31-12-2012
  26. ^ Legge Regionale 12 luglio 2001, n.9

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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