Polygala sinisica

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Poligala del Sinis
Polygala sinisica 01.jpg
Polygala sinisica
Stato di conservazione
Status iucn3.1 CR it.svg
Critico[1]
Classificazione Cronquist
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Magnoliopsida
Ordine Polygalales
Famiglia Polygalaceae
Genere Polygala
Specie P. sinisica
Classificazione APG
Regno Plantae
(clade) Angiosperme
(clade) Eudicotiledoni
(clade) Rosidi
(clade) Eurosidi I
Ordine Fabales
Famiglia Polygalaceae
Nomenclatura binomiale
Polygala sinisica
Arrigoni, 1983
Nomi comuni

Poligala del Sinis

La poligala del Sinis (Polygala sinisica Arrigoni, 1983) è una specie di pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Polygalaceae. Non è noto l'esatto numero di individui che ne compongono l'esigua popolazione[2].

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Portamento[modifica | modifica wikitesto]

I fusticini raggiungono un'altezza compresa tra i ed i 15 ed i 20 centimetri e con portamento quasi eretto. Le parti apicali posso giungere al terreno. Gli steli sono prevalentemente glabri o, al più, leggermente ricoperti da una finissima peluria.

Foglie[modifica | modifica wikitesto]

Le foglie sono alternate sul fusto, di piccole dimensioni e dalla forma lineare o lanceolata.

Fiori[modifica | modifica wikitesto]

Le inflorescenze sono apicali e costituite da gruppetti di 15-20 piccoli fiori, di colore variabile dal rosa al blu e dotati di un corto gambo. Tre sepali sono piccoli e pelosi mentre gli altri due assumono la forma ellittica. I petali sono piccoli, di lunghezza compresa tra 11 e 12 millimetri. La fioritura avviene nel mese di maggio. Il frutto è una capsula entro la quale si formano i piccoli semi pelosi.

Radici[modifica | modifica wikitesto]

L'apparato radicale è fittonante.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

È una pianta endemica della Sardegna. Il suo habitat naturale è rappresentato dalle basse colline aride lungo la costa occidentale della provincia di Oristano, vegetando tra la sabbia e le pietre calcaree. Si trova associata ad altre specie endemiche della Sardegna come Arum pictum, Genista corsica, Ornithogalum biflorum, Bellium bellidioides e Romulea requienii, oltre ad altre specie di rilevante interesse botanico quali Helianthemum caput-felis, Viola arborescens e Coris monspeliensis[2].
Il suo attuale areale è rappresentato dalle coste tra Tharros e Capo Mannu, nella penisola del Sinis, per una superficie stimata di pochi ettari.

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

A causa della perdita dell'habitat naturale e dell'impatto esercitato dall'uomo Polygala sinisica è classificata nella IUCN Red List come specie in pericolo critico di estinzione[1]. La specie è stata inserita dalla IUCN nella lista delle 50 specie botaniche più minacciate della area mediterranea[2].

In Italia è inclusa nel Libro rosso delle piante d'Italia ed è indicata come specie vulnerabile. A livello regionale un progetto di legge che ne vietava la raccolta (così come di altre specie vegetali a rischio) fu proposto, ma non approvato, da alcuni componenti del consiglio regionale della Sardegna nel 2006[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Camarda, I. 2006, Polygala sinisica in IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2014.3, IUCN, 2014.
  2. ^ a b c Polygala sinisica in Top 50 Mediterranean Island Plants. URL consultato il 7 dicembre 2009.
  3. ^ Consiglio regionale della Sardegna - Proposta di legge n.262/2006. Disciplina per la raccolta e la trasformazione delle piante officinali, Allegato C - Specie endemiche e rare presenti in Sardegna di cui è vietata la raccolta. URL consultato il 1º dicembre 2009.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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