Corvus cornix

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Cornacchia grigia
Corvus cornix -perching-8.jpg
Corvus cornix
Stato di conservazione
Status none NE.svg
Specie non valutata
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Sottoregno Eumetazoa
Superphylum Deuterostomia
Phylum Chordata
Subphylum Vertebrata
Infraphylum Gnathostomata
Superclasse Tetrapoda
Classe Aves
Sottoclasse Neornithes
Superordine Neognathae
Ordine Passeriformes
Sottordine Oscines
Infraordine Corvida
Superfamiglia Corvoidea
Famiglia Corvidae
Genere Corvus
Specie C. cornix
Nomenclatura binomiale
Corvus cornix
Linnaeus, 1758
Sinonimi

Corvus corone cornix
Linnaeus, 1758

Sottospecie
  • C. c. capellanus
  • C. c. cornix
  • C. c. pallescens
  • C. c. sharpii

La cornacchia grigia (Corvus cornix Linnaeus, 1758) è un uccello passeriforme appartenente alla famiglia Corvidae, diffuso in Eurasia e Nordafrica.[1]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La cornacchia grigia si differenzia da quella nera (Corvus corone) per il colore del piumaggio e per le dimensioni. Questa specie ha il dorso e la pancia ricoperte da piume grigie, le restanti parti invece sono di color nero, le sue dimensioni sono di circa 50 cm, a differenza della nera che è un po' più piccola.

Peso adulto Lunghezza Apertura alare Cova Numero uova
360 - 370 g 43 - 48 cm 92 - 100 cm 17 - 21 giorni 4 - 6

Si mescola spesso agli stormi di cornacchia nera, con cui dà origine ad individui ibridi nelle zone in cui gli areali si sovrappongono.

Biologia[modifica | modifica wikitesto]

Voce[modifica | modifica wikitesto]

Un forte e roco "craaak craaak craaak". Gracchia frequentemente; alcuni richiami, spesso quelli emessi da posatoi elevati, hanno significato territoriale, come il miewing call (la voce da gatto) emessa durante ritmici inchini del capo e del dorso.

Verso della cornacchia grigia

Alimentazione[modifica | modifica wikitesto]

Le cornacchie hanno un'alimentazione molto varia. Non sono rapaci ma hanno vari scontri tra di loro. Mangiano carogne, frutti, predano pulcini e mangiano uova. Per questo rappresentano un problema per le nascite di altre specie di uccelli. Riescono a seguire le file del seminato causando danni all'agricoltura. Nelle zone abitate è facile vederle mangiare nei piatti degli animali domestici.

Riproduzione[modifica | modifica wikitesto]

Le cornacchie grigie depongono 4-6 uova tra la metà di marzo fino alla seconda metà di maggio. Sono ovali, lisce e leggermente lucide. Il nido è a coppa, voluminoso, composto da rami, stecchi, steli ed erbe. Spesso i vecchi nidi vengono occupati da altri grossi uccelli. I giovani si involano all'età di 4-5 settimane. Nel periodo dell'allevamento dei piccoli frequentano spesso pollai per catturare i pulcini che rappresentano un ottimo cibo altamente proteico per la crescita dei loro piccoli.
Specie di ambienti parzialmente alberati, amante anche di ambienti antropizzati, la cornacchia grigia è nettamente favorita dalle trasformazioni ambientali. Un ridotto numero di alberi in vaste estensioni di coltivi è sufficiente per la costruzione dei nidi. Sono state osservate nidificazioni su tralicci dell'alta tensione.

Relazioni con l'uomo[modifica | modifica wikitesto]

Le cornacchie grigie sono tra gli uccelli meglio adattati alla sempre più veloce urbanizzazione. Sono capaci di vivere in città senza alcun problema e di trovare il cibo in ogni luogo. Sono abituate alla presenza dell'uomo eppure mantengono il loro stato selvatico senza mai avvicinarsi troppo. Si segnalano casi di relazioni molto strette tra l'uomo e la cornacchia grigia quando questa viene in contatto molto giovane con l'uomo; alcune di esse prendono domicilio sugli alberi circostanti la casa degli uomini che le hanno nutrite in giovane età e comunicano quotidianamente con essi, situazione che anticamente può aver dato luogo a credenze come quella che fossero famigli delle streghe, o a caricature, in tempi moderni, come Gennarino che accompagna la strega Amelia di Walt Disney.

Comportamento[modifica | modifica wikitesto]

Le cornacchie sono animali incredibilmente intelligenti. Studi recenti hanno identificato la famiglia dei corvidi tra i primi animali come intelligenza.[senza fonte] Diversi test effettuati su questi animali hanno dimostrato che conoscono la legge di gravità. Secondo alcuni etologi, che hanno avuto modo di studiare da vicino il loro comportamento, sono l'unica specie di uccello che giochi con i propri simili. Questo comportamento, peraltro molto raro nel mondo animale, prevede un elevato grado di coscienza e un cervello complesso.[senza fonte]

Distribuzione e habitat[modifica | modifica wikitesto]

Diffusa in Europa settentrionale, centrale, meridionale e orientale fino ai Monti Urali; nel nord Europa presenta un comportamento migratore mentre a sud (Austria, Svizzera, Italia) presenta un comportamento prevalentemente stanziale. È presente anche in Asia ed in Egitto.

Tassonomia[modifica | modifica wikitesto]

Sottospecie[modifica | modifica wikitesto]

Specie simili[modifica | modifica wikitesto]

La specie più simile è la cornacchia nera (Corvus corone), con la quale talvolta si ibrida laddove gli areali si sovrappongono. Il corvo comune (Corvus frugilegus), presente in pianura padana da ottobre a marzo e decisamente gregario, è molto simile alla cornacchia grigia (gli adulti se ne differenziano per avere le guance nude e grigiastre); la taccola (Coloeus monedula), non più grande di un piccione e con becco piuttosto piccolo, è facilmente identificabile per il colorito nero con nuca grigia e per l’acuto verso di richiamo ("kià"); gregaria, nidifica in piccole colonie nei centri abitati, ad esempio sulle pareti dei castelli e tra le merlature delle torri medievali.

Conservazione[modifica | modifica wikitesto]

Sono molto diffuse ovunque e grazie alla loro intelligenza ed alla loro capacità nel trovare il cibo hanno un basso rischio di estinzione. La specie non rientra tra quelle inserite nella Lista rossa IUCN.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Corvidae in IOC World Bird Names (ver 4.2), International Ornithologists’ Union, 2014. URL consultato il 5 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • BirdLife International. 2004. Birds in Europe: population estimates, trends and conservation status. BirdLife International, Cambridge, U.K.
  • Brazil, M. 2009. Birds of East Asia: eastern China, Taiwan, Korea, Japan, eastern Russia. Christopher Helm, London.
  • Crick, H. Q. P.; Dudley, C.; Glue, D.E.; Thomson, D.L. 1997. UK birds are laying earlier. Nature 388: 526.
  • IUCN. 2012. IUCN Red List of Threatened Species (ver. 2012.1). Sito
  • Linnaeus, C. 1758. Systema Naturae per regna tria naturæ, secundum classes, ordines, genera, species, cum characteribus, differentiis, synonymis, locis, Tomus I. Editio decima, reformata. Holmiæ: impensis direct. Laurentii Salvii. i–ii, 1–824 pp: (105–106) DOI: 10.5962/bhl.title.542.
  • Vahatalo, A. V.; Rainio, K.; Lehikoinen, A.; Lehikoinen, E. 2004. Spring arrival of birds depends on the North Atlantic Oscillation. Journal of Avian Biology 35: 210-216.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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