Jethro Tull (gruppo musicale)

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Jethro Tull
I Jethro Tull in concerto nel 2006
I Jethro Tull in concerto nel 2006
Paese d'origine Inghilterra Inghilterra
Genere Rock progressivo[1]
Folk rock[1]
Blues rock[1]
Art rock[1]
Hard rock[1]
Periodo di attività 1967-2011
Album pubblicati 54
Studio 21
Live 10
Raccolte 13
Opere audiovisive 11
Sito web
Jethro Tull logo.png

I Jethro Tull sono stati un gruppo rock progressivo originario di Blackpool, in Inghilterra, fondato nel 1967 dallo scozzese Ian Anderson (flauto traverso e polistrumentista).
La band prende il nome dal pioniere della moderna agricoltura, l'agronomo Jethro Tull (1674-1741).
La loro musica è contraddistinta, soprattutto, dalla presenza dominante del flauto traverso, suonato dal carismatico leader Ian Scott Anderson.
Inizialmente con uno stile blues, i Jethro Tull hanno attraversato la storia del rock, passando per vari generi, dal classico al folk rock, dal progressive alla musica etnica, dal jazz all'art rock.
Hanno venduto più di 60 milioni di album in tutto il mondo[2]. Nel mese di aprile 2014 Anderson ha dichiarato che i "Jethro Tull" come band non esistono più e la volontà di lasciare l'eredità del nome continuando la sua carriera solista.[3]

Storia del gruppo[modifica | modifica wikitesto]

This Was (1967-1968)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi This Was.

Inizialmente la band, capitanata sia da Ian Anderson che dal chitarrista Mick Abrahams, era sostanzialmente orientata verso il blues. Il loro primo album, This Was (1968), mise in fila una serie di brani rock-blues tra cui spicca Song for Jeffrey in quanto, molto probabilmente, la più vicina allo stile che la band avrebbe preso negli anni successivi.

Nel gruppo si aprì subito una discussione sulla direzione da prendere: vinse Ian Anderson e Mick Abrahams uscì dalla formazione andando a fondare i Blodwyn Pig con cui continuò la propria strada nel British blues[4].
I Tull, da qui in poi, si incamminarono lungo un percorso che flirta contemporaneamente con quattro stilemi che, con equilibri diversi nelle varie fasi della loro lunga vita, si possono individuare nella musica folk, nella musica jazz, nella musica classica, e ancora il blues, che resta comunque negli ingredienti della loro produzione. In quel periodo militò nella formazione per un breve periodo anche Tony Iommi, chitarrista dei Black Sabbath, prima dell'arrivo del futuro compagno di lungo tempo dei Jethro Tull, il chitarrista Martin Lancelot Barre[5].

Stand Up (1969)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stand Up (Jethro Tull).

Stand Up (1969) è il primo vero successo di Anderson e compagni. Passò alla storia soprattutto per la rivisitazione di una Bourée di J.S. Bach (dalla Suite per liuto nº 1 BWV 996). Ma nel disco si ritrovarono anche brani che ripresero le altre matrici A new day Yesterday (Blues) Jeffrey goes to Leicester Square (folk) e le ballate We Used to Know (ripresa nella progressione armonica anni dopo dagli Eagles per Hotel California) e Reasons for Waiting.

Ma la chiave del successo fu, oltre all'ormai definito stile jethro, nel suono del flauto e nella personalità di Ian Anderson.
L'ingresso a pieno titolo del flauto nel rock è appunto merito soprattutto dei Jethro Tull, anche se è da ricordare qualche sprazzo dei Focus e di altri gruppi dell'epoca, fra cui i Moody Blues e i Genesis.
Dal vivo il flauto di Anderson, oltre che strumento musicale, divenne una vera appendice del corpo del leader, che con movenze da serpente o da demone ipnotizzava gli spettatori e li ammaliava con la sua voce da imbonitore o da caldo narratore.

Benefit (1970)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Benefit.

A un anno di distanza da Stand Up venne pubblicato Benefit(1970), l'album è particolarmente incentrato sul rapporto fra Ian Anderson e la famiglia e specialmente con la sua prima moglie Jennie Franks. Il blues venne progressivamente abbandonato, in favore di sonorità sempre più tendenti al folk, al jazz e al rock.
All'indomani dell'uscita di Benefit i Tull andarono incontro a un allargamento della formazione con l'ingresso di John Evan alle tastiere, apportando un decisivo impulso verso sonorità classiche.
La notorietà consolidata, l'esperienza e la bravura tecnica dei componenti consentirono ai Tull di sperimentare forme musicali dilatate spesso in forma di improvvisazioni a cavallo del jazz e della classica.
Nell'agosto del 1970 parteciparono al festival dell'Isola di Wight da cui è poi stato tratto il live Nothing Is Easy: Live at the Isle of Wight 1970. Al termine della serie di concerti legati al tour di Benefit il bassista Glenn Cornick venne sostituito nel gruppo da Jeffrey Hammond, compagno di scuola di Anderson ed Evan e già presente nella John Evans Band.

Aqualung (1971)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aqualung (Jethro Tull).

Avendo un po' deluso le attese con il precedente Benefit, l'uscita di Aqualung colse quasi di sorpresa pubblico e critica nel 1971.

L'album colpì il pubblico grazie alla celebre copertina raffigurante un barbone, molto somigliante al leader del gruppo Ian Anderson. L'immagine impressiona soprattutto per la crudezza dell'espressione e dello sguardo del volto di Aqualung, cui fa da contraltare un manifesto che reclamizza eleganti e dispendiose vacanze natalizie.

Pare che il titolo dell'album derivi dal rantolo roco del barbone simile - secondo Anderson - al rumore di un respiratore artificiale (l'Aqualung ne è un modello particolare).

Le liriche raccontarono in maniera aspra la vita di Aqualung, fallimentare a scuola come nelle relazioni interpersonali. Unico suo interlocutore possibile restò Dio al quale in punto di morte - in un ultimo rantolo rabbioso - Aqualung dedicò solo parole sprezzanti.

Aqualung e Locomotive Breath sono forse i punti cardine dell'album ma, molto importante è anche My God, la quale contiene un accordo dissonante molto efficace e che rimarrà, anche dopo decenni, una delle canzoni dei Tull più apprezzate. Nel disco tornarono atmosfere blues e fortemente rock ad alternarsi con episodi acustici delicati ma mai sdolcinati o leziosi. Inoltre, i testi, che composero un vero e proprio concept (nonostante Anderson stesso neghi questa caratteristica), furono una critica corrosiva alla società e alle istituzioni e diedero un ulteriore contributo a fare di Aqualung il disco più famoso dei Jethro Tull.

Ian Anderson (1973)

Thick as a Brick e Living in the Past (1972)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Thick as a Brick e Living in the Past.

La fama di Ian Anderson e compagni raggiunse ormai livelli stratosferici e i Tull diventano vere e proprie superstar. Con il successivo Thick as a Brick (1972) ritentarono la carta del concept album. Qui addirittura tutta la musica è unita in una sola grande suite, separata solo dal necessario cambio di facciata del disco. Ottima prova di grandissimo impatto e valore musicale.

Thick as a Brick è generalmente considerato il primo album strettamente progressive dei Jethro Tull, pur mantenendo, secondo lo stile del gruppo, forti connotazioni rock, blues e folk. La struttura delle tracce è inedita: il disco presentò un unico brano, suddiviso in due parti (senza una reale soluzione di continuità) solo per le esigenze tecniche del vinile (e successivamente riunificato nell'edizione in CD). Lo stesso schema verrà adottato successivamente dai Jethro Tull per l'album A Passion Play. Il batterista Barriemore Barlow fece il suo ingresso nella band in sostituzione dell'uscente Clive Bunker, partecipando alla registrazione di Thick as a Brick ed al successivo tour promozionale.

Non sorprende che Thick as a Brick fosse un concept album; i testi furono inizialmente presentati come opera di un bambino prodigio, il poeta Gerald Bostock il quale è però in realtà un'invenzione dello stesso Anderson. Nell'edizione originale, la copertina fu caratterizzata da un packaging decisamente insolito: il fronte era un intero quotidiano ripiegato e sfogliabile, il St. Cleve Chronicle del 7 gennaio 1972. In prima pagina la notizia della premiazione di Gerald Bostock, poeta di solo otto anni soprannominato ironicamente il Little Milton e, all'interno, i testi dell'opera, confusi tra altri articoli.

Pare che l'idea di realizzare un concept album sia venuta a Ian Anderson in reazione ai critici che avevano etichettato come tale il precedente album del gruppo, Aqualung. Con Thick as a Brick Anderson volle prendere ironicamente le distanze dalla "moda" stessa dei concept album tipica del rock progressivo, portando l'idea al suo eccesso (un singolo, monolitico brano). Gli ascoltatori che padroneggiano la lingua inglese potranno anche apprezzare i numerosi elementi di sarcasmo e umorismo che caratterizzano i testi di quest'opera.

Thick as a Brick venne generalmente considerato uno dei momenti più alti della carriera dei Jethro Tull e un perfetto esempio del particolarissimo approccio del gruppo al rock progressivo. Una versione ridotta di questa lunghissima suite costituì uno degli appuntamenti fissi delle esibizioni dal vivo del gruppo (celebre in particolare la versione live sul doppio Bursting Out).

Della capacità strumentale e improvvisativa si ascolta riprova nella facciata live contenuta nel doppio (greatest hits con inediti) Living in the Past (1972), celebrazione antologica, di grande successo tra i fan, del primo periodo della band. Nel disco sono contenuti infatti molti pezzi inediti composti negli anni precedenti, molti dei quali saranno poi inclusi nelle riedizioni degli album come bonus tracks.

A Passion Play (1973)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi A Passion Play.

Dopo Thick as a Brick iniziò un periodo nero per i Jethro Tull. Il successivo A Passion Play (1973) venne accolto malissimo. L'opera si incentrava sulla storia di un certo Ronnie Pilgrim il quale, dopo morto, sperimenta il giudizio e l'aldilà, visitando paradiso e inferno, per poi rinascere. La storia, apparentemente banale, nasconde in realtà una miriade di allegorie e allusioni che fanno di A Passion Play (in italiano Mistero Sacro) il disco, sia dal punto di vista musicale che concettuale, più complesso nella storia della band. L'album divise pubblico e critica: fra chi lo ritenne il capolavoro del gruppo e chi un'opera ambiziosa e mal riuscita.[senza fonte]. Ciononostante, negli Stati Uniti le classifiche di Billboard lo videro raggiungere il primo posto[6].

War Child (1974)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi War child.

Non fu un enorme successo nemmeno War Child (1974), inizialmente accolto positivamente dalla critica fu poi accantonato dai più e tuttora è considerato, nonostante l'ottima qualità dei brani, un album inferiore rispetto ai classici. Inizialmente nei piani War Child doveva essere un doppio album colonna sonora di un film, una commedia nera metafisica su di una ragazza che nell'aldilà incontrava personaggi come Dio, San Pietro e Lucifero.

Il disco, ridotto a un singolo album con dieci tracce, mostrò un certo allontanamento dai canoni del rock progressivo (e del rock in generale), a favore di una più forte commistione con la musica folk e popolare; vi fu in particolare la rilevanza acquisita dallo strumento della fisarmonica e i riferimenti alla musica da ballo.

Ian Anderson in concerto nel 1973

Minstrel in the Gallery (1975)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Minstrel in the Gallery.

I Jethro Tull rialzarono la testa con Minstrel in the Gallery che, con mal dissimulato stupore, ricevette delle recensioni prevalentemente positive. Dopo War Child, Minstrel in the Gallery confermò la scelta string-orchestrated dei Tull, ovvero l'inserimento di elementi d'orchestra quali fiati e viole nella costruzione del sound atmosferico di sfondo di ogni singolo brano. A seguito di Minstrel in the Gallery, il bassista Jeffrey Hammond abbandonò il gruppo (sostituito da John Glascock, proveniente dai Carmen) per dedicarsi alla sua attività pre-Tulliana: la pittura.

Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die! (1976)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die!.

Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die! fu un vero e proprio epitaffio; la storia di Ray Lomas, narrata nel bel fumetto della reinterpretazione e nei testi dell'album, propose una visione nostalgica e solo marginalmente ottimistica della vita di una generazione invecchiata fra musica e motociclette e ormai troppo vecchia per il R&R ma troppo giovane per morire. L'album, noto anche semplicemente come 'Too Old to Rock 'n' Roll', partiva da un progetto molto ambizioso: così come War Child, era stato pensato come colonna sonora per un film mai realizzato o per un musical teatrale. Con questo obiettivo iniziale, Ian Anderson insieme a David Palmer cominciò a scrivere le canzoni nel 1975, che poi divennero i brani di Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die!.

Songs from the Wood (1977)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Songs from the Wood.

Con Songs from the Wood (1977) tra i Jethro Tull, la critica e il pubblico, tornò il sereno. Un album semplice ma pieno di ottimi brani, diretti e non involuti in pretenziosi concetti inaccessibili ai più. Sgombrato il campo dalle pretese di grandeur, tornati con i piedi per terra, Ian Anderson scoprì che vi erano belle canzoni da suonare e i Jethro Tull ripresero il loro cammino. Non erano più i "giovani leoni" di Stand Up, ma la band ormai non aveva nulla da chiedere o pretendere in termini di sperimentazione o improvvisazione: Jethro Tull era un classico, ne aveva coscienza, e decideva di comportarsi di conseguenza, senza tradire mai i propri fan e senza mai (o quasi) deviare da una strada affidabile.

Heavy Horses e i due album dal vivo (1978)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Heavy Horses, Bursting Out e Live at Madison Square Garden 1978.

Heavy Horses fu l'undicesimo album in studio dei Jethro Tull. Le canzoni scritte da Ian Anderson toccarono la tematica della diminuzione progressiva del lavoro dei cavalli nei campi, sostituiti da trattori e macchine meccaniche. Seguì la linea acustica di Songs from the Wood, anche se non mancano i riff di chitarra elettrica di Martin Barre come ad esempio in No Lullaby. La title track Heavy Horses è tra i brani di maggior successo di sempre dei Jethro Tull e venne riproposta in maniera frequente nei concerti degli anni a venire. Bursting Out fu il primo live della band. Venne pubblicato nel 1978 a dieci anni di distanza dal loro esordio discografico This Was. Le tracce vennero registrate in occasione del tour Europeo di Heavy Horses fra il maggio e il giugno del 1978. La formazione si presentò con la formazione classica del 1978, con gli storici Ian Anderson e Martin Barre, John Evan e David Palmer alle tastiere, John Glascock al basso e Barriemore Barlow alla batteria.

Dello stesso periodo restò celebre un'esibizione al Madison Square Garden di New York, prima diretta televisiva transoceanica in assoluto, successivamente (più di trent'anni dopo nel 2009) pubblicata nell'album Live at Madison Square Garden 1978.

Stormwatch (1979)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stormwatch (album).

Stormwatch formò con Songs from the Wood e Heavy Horses la cosiddetta trilogia folk del gruppo.

In Stormwatch il tema predominante fu il rapporto fra uomo e natura, visto con un certo pessimismo. In particolare venne condannato il comportamento dell'uomo interessato soltanto alla crescita economica anche a discapito dell'ambiente, senza pensare alle terribili conseguenze che questo avrebbe sulla stessa umanità. E il titolo dell'album derivò proprio da quest'idea: sulla copertina è visibile Ian Anderson con un binocolo mentre "guarda" (watch) una "tempesta" (storm) in arrivo. Questa tempesta rappresenta ovviamente il risultato del disinteresse dell'uomo nei confronti della natura.

La registrazione del disco fu segnata da un'atmosfera cupa, dovuta ai problemi di cuore del bassista John Glascock. Glascock morì il 17 novembre 1979 (giorno del compleanno di Martin Barre) mentre il gruppo si trovava a San Diego per un concerto. Dal vivo il ruolo di bassista venne affidato a Tony Williams, prima e, successivamente, a Dave Pegg, futuro bassista del gruppo.

Stormwatch segnò la fine di un'epoca a causa della morte di John Glascock e per la partenza contemporanea dal gruppo del tastierista John Evan, del batterista Barriemore Barlow e dell'arrangiatore orchestrale e tastierista David Palmer, storici membri dei Jethro Tull per tutti gli anni settanta.

Anderson nel 1977

A e Slipstream (1980-1981)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi A (Jethro Tull) e Slipstream (Jethro Tull).

Gli anni ottanta si aprirono all'insegna dell'elettronica. Dopo la morte di John Glascock e l'abbandono di John Evan, Barriemore Barlow e David Palmer, nel 1980 la Chrysalis chiese a Ian Anderson di realizzare un album solista contenente alcune delle canzoni acustiche registrate durante gli anni precedenti. Tuttavia Anderson pensò che sarebbe stato più opportuno comporne di nuove. Fu così che iniziò il lavoro servendosi di Martin Barre alla chitarra e Dave Pegg (Peggy per gli amici) al basso. L'idea di Anderson era però un album basato essenzialmente sul suono delle tastiere e dei sintetizzatori, tipico di quegli anni, tuttavia decisamente rivoluzionario per quanto riguarda il classico "suono Jethro". Fu così che decise di contattare Eddie Jobson, ex Roxy Music e Frank Zappa, il quale portò con sé l'amico batterista Mark Craney. Una volta finite le registrazioni la casa discografica optò, al contrario di Anderson per etichettare A come il nuovo album dei Jethro Tull.

Nel 1981 venne pubblicato il primo video della band, dal titolo Slipstream. Fu un'opera alquanto originale, che presentò alcuni pezzi storici della band, come Sweet Dream e Too Old to Rock 'n' Roll: Too Young to Die! sotto forma di video musicale, e brani dal vivo registrati durante il tour di A con Ian Anderson, Martin Barre, Dave Pegg, Eddie Jobson e Mark Craney.

The Broadsword and the Beast (1982-1983)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Broadsword and the Beast.

Esempio di ottima coniugazione tra musica rock, elettronica, folk e hard fu l'album The Broadsword and the Beast (1982), anche conosciuto semplicemente come Broadsword, che vide l'innesto del talentuoso Peter-John Vettese alle tastiere e di Gerry Conway alla batteria. Broadsword fu un misto di sound electronico e strumenti acustici, punto d'incrocio tra i sintetizzatori dominanti nella musica degli anni ottanta e lo stile folk che i Tull ebbero nella decade precedente.

Il tour di Broadsword and the Beast fu l'ultimo portato in scena con grande teatralità da parte dei Tull. Il set, completamente arredato per sembrare come una nave da pirati, venne successivamente considerato da Ian Anderson alquanto sciocco, come da lui stesso espresso nel 2005 nelle note della edizione rimasterizzata del CD.

Nel 1983 Ian Anderson pubblicò un album solista dal titolo Walk Into Light, dove si avvalse della presenza del tastierista dei Tull Peter-John Vettese. I fans si aspettavano un disco prevalentemente acustico ma queste attese furono deluse, essendo letteralmente dominato dall'elettronica, con l'uso di tastiere, sintetizzatori, sequencer, campionatori e la drum machine.

Under Wraps e A Classic Case (1984-1986)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Under Wraps e A Classic Case.

Quando nel 1984 uscì Under Wraps i fan vennero colpiti da un profondo shock. Un album fortemente dominato dai sintetizzatori e dalle programmazioni elettroniche di Peter Vettese (tra l'altro co-autore delle musiche, insieme a Martin Barre ed, ovviamente, Ian Anderson), di cui, le principali caratteristiche furono la totale assenza di un batterista (sostituito completamente dalla drum machine) e lo scarso utilizzo del flauto traverso e della chitarra folk, strumenti simbolo di tutta la produzione tulliana sino ad allora. Tutte queste particolarità lo differenziarono completamente dai lavori precedenti dei Tull e lo resero, senza dubbio, l'album dal sound meno Jethro della band. La carenza di un batterista fu successivamente colmata, durante il tour di Under Wraps, con l'ingresso nella band dello statunitense Doane Perry.

Under Wraps si rivelò come il disco più difficile in assoluto da esibire dal vivo, sia dal punto di vista strumentale, ma soprattutto da quello vocale. Infatti in quel periodo (1985) Anderson cominciò a soffrire di diverse malattie alla gola (già negli anni precedenti la voce di Ian aveva subito un calo anche se leggero) e alle corde vocali, dovute probabilmente a un uso sconsiderato della propria voce essendo egli un cantante fai-da-te senza mai aver studiato particolari tecniche di canto o di modulazione della voce. Arrivò anche a subire un'operazione alle corde vocali ma questo non migliorò la situazione. Da quell'anno la sua voce ebbe dei progressivi peggioramenti, divenendo sempre più limitata, fatto riscontrabile nei successivi dischi e durante le successive esibizioni live. Tutto ciò lo costrinse a un periodo di riposo forzato, interrotto solo in occasione di un concerto celebrativo per il trecentesimo anniversario della nascita di Johann Sebastian Bach, autore, fra l'altro, della Bourée divenuta un cavallo di battaglia del gruppo.

Unico lavoro di questo periodo fu A Classic Case, disco completamente strumentale composto da vecchie canzoni della band con arrangiamenti orchestrali eseguiti dalla London Symphony Orchestra diretta da David Palmer.

Crest of a Knave (1987)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Crest of a Knave.

Nel 1987 i Jethro Tull pubblicarono Crest of a Knave, considerato in un certo senso l'album della rinascita del gruppo.

In effetti, i primi anni ottanta segnarono una sorta di declino e, in seguito ad Under Wraps, sembrava che la band dovesse sciogliersi. Ma dopo 3 anni dall'uscita del precedente album Ian Anderson, che in seguito all'abbandono di Peter-John Vettese, ricoprì anche il ruolo di tastierista, riuscì a sfornare finalmente un nuovo disco che mise d'accordo tutti i fan, cosa che non succedeva da ormai una decina d'anni circa.

Crest of a Knave non fu un album caratterizzato dall'elettronica come lo erano i precedenti. Tornarono infatti prepotentemente il flauto traverso e i riff di chitarra elettrica. Durante i concerti dal vivo, come avvenne per i brani di Aqualung e Thick as a Brick, canzoni come Farm on the Freeway e Budapest divennero, da questo momento in poi, appuntamenti classici fissi.

Il risultato fu un successo nel vero senso del termine tanto da restituire fama e lustro alla band. Addirittura il disco vinse il Grammy Award per il miglior prodotto heavy metal dell'anno, nel 1989. Questo evento creò una certa confusione dal momento che nessuno considerava, a ragione, i Jethro Tull come un gruppo heavy metal, tanto che la Chrysalis consigliò alla band di non presentarsi nemmeno alla consegna dei premi, dato che gli altri concorrenti in corsa per il premio erano i molto più quotati Metallica, Jane's Addiction e AC/DC. Il Premio fu consegnato da Alice Cooper

I Jethro Tull, al crocevia con così diverse componenti musicali, finirono anche per fondare una specie di alleanza con altre formazioni folk rock inglesi quali ad esempio i Fairport Convention con cui per lunghi tratti ebbero in comune Dave Pegg al basso.

20 Years of Jethro Tull (1988)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 20 Years of Jethro Tull.

L'anno 1988 segnò il ventesimo anniversario dalla nascita della band, nata nel 1968. Inizialmente la Chrysalis, la casa discografica che curava gli interessi del gruppo, non ebbe intenzioni particolari per celebrare l'evento ma, spinta da diverse lettere da parte di molti fan, decise di pubblicare del materiale inedito.

Nacque così la raccolta 20 Years of Jethro Tull. Due fra i più grandi appassionati della band, David Rees e Martin Webb, crearono una collezione che sarebbe stata sicuramente di alto gradimento. Il risultato fu un set di 3 dischi per un totale di 65 canzoni, con inediti, brani live, successi e un fascicolo ricco di fotografie e storia del gruppo.

I tre dischi del boxset furono:

  1. The Radio Archives and Rare Tracks
  2. Flawed Gems and the Other Side of Tull
  3. The Essential Tull

A corredo di questo corposo cofanetto, effettivamente molto apprezzato da fan e critica, venne pubblicato un video dallo stesso titolo, con interviste e video musicali della band.

Rock Island (1989-1990)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Rock Island (album).

Il filone hard rock intrapreso con Crest of a Knave proseguì con Rock Island del 1989; album che, nonostante la buona qualità dei brani, non riuscì ad ottenere il medesimo successo del precedente lavoro. Questo disco ebbe la particolarità di suscitare diverse polemiche per le esplicite allusioni sessuali del brano Kissing Willie.

Jethro Tull in concerto nel 1998

Catfish Rising e A Little Light Music (1991-1992)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Catfish Rising e A Little Light Music.

Gli anni novanta videro il progressivo allontanamento di Dave Pegg e l'arrivo del tastierista Andrew Giddings. In quegli anni vi fu un ritorno a ritmi jazz e blues nel disco Catfish Rising (1991). L'intenzione di Anderson fu quella di abbandonare il suono dei sintetizzatori che aveva caratterizzato i dischi degli anni ottanta e registrare pezzi meno impegnati, più leggeri e umoristici. Per raggiungere quest'obiettivo gli strumenti acustici si presentarono molto più adatti. Il risultato fu un disco con reminiscenze blues, quasi sulle tracce di This Was, anche se lo stesso Anderson sostenne più volte che non fu assolutamente questa la sua intenzione.

Nel 1992 venne pubblicato un cd live dal titolo A Little Light Music, tratto dal tour di Catfish Rising e principalmente acustico. Alla batteria fu presente David Mattacks, altro componente, insieme a Dave Pegg, dei Fairport Convention. Martin Barre pubblicò un disco solista dal titolo A Summer Band.

Venticinquesimo anniversario e Nightcap (1993-1994)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi 25th Anniversary Box Set, Nightcap e A New Day Yesterday: 1969-1994 The 25th Anniversary Collection.

Nell'anno del venticinquesimo anniversario dalla nascita della band venne pubblicato un nuovo cofanetto dal titolo 25th Anniversary Box Set composto da 4 album.

Oltre al 25th Anniversary Box Set e al doppio CD The Anniversary Collection, la Chrysalis pubblicò Nightcap, un apprezzatissimo doppio CD contenente materiale inedito registrato negli anni fra il 1972 e il 1991. Il primo CD, chiamato My Round, provocò entusiasmo tra i fan, in quanto conteneva le registrazioni effettuate nel 1972 a Château D'Hérouville, in Francia, materiale che fu in seguito riarrangiato e riadattato in A Passion Play. Registrazioni che tutti credevano andate perdute ma che lo stesso Ian Anderson riuscì a scovare. Il secondo CD, chiamato Your Round, conteneva invece registrazioni di tracce inedite ma che poi saranno reinserite nelle rimasterizzazioni dei vari album.

Nel 1994 venne prodotto anche un video dal titolo A New Day Yesterday: 1969-1994 The 25th Anniversary Collection che comprese video, interviste e brani dal vivo. Martin Barre realizzò un album solista dal titolo A Trick Of Memory.

Roots to Branches (1995-1998)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Roots to Branches.

Roots to Branches (1995) può considerarsi come l'album della piena maturità del gruppo. In esso vi fu un ritorno allo stile degli anni settanta, con reminiscenze folk, ma soprattutto una novità che colpì particolarmente: l'influenza della musica asiatica che rese il disco molto "orientaleggiante". Ritornarono prepotentemente i temi scottanti della religione, in particolare la title track trattò del fenomeno sempre più attuale della distorsione da parte dell'uomo per il proprio tornaconto, dei veri insegnamenti della religione (qualunque essa sia). Da qui il titolo Roots to Branches, che letteralmente significa dalle radici ai rami, dove le radici erano evidentemente i concetti originari e i rami costituivano le loro distorsioni successive. Un album quindi, che segna un ritorno a testi "sociali" e "impegnati". Per l'atmosfera che richiama, l'album venne accostato a Benefit, Heavy Horses, Broadsword e Rock Island, i cosiddetti dark albums. I testi e la musica furono inoltre estremamente complessi e per questo motivo non facilmente accessibili da molti fan. Ciononostante un album di successo tra gli stessi.

Venne inoltre pubblicato un disco solista di Ian Anderson dal titolo Divinities: Twelve Dances with God (1995). I 12 brani di Divinities furono interamente strumentali e studiati per essere eseguiti da flauto ed orchestra. Furono presenti Andrew Giddings alle tastiere e Doane Perry alle percussioni, oltre ad altri 7 musicisti della Royal Philharmonic Orchestra di Londra.

Martin Barre pubblicò nel 1996 un disco solista dal titolo The Meeting, con al basso il futuro membro del gruppo Jonathan Noyce.

J-Tull Dot Com e Living with the Past (1999-2002)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi J-Tull Dot Com e Living with the Past.

L'influenza musicale del mondo asiatico fu presente anche in J-Tull Dot Com del 1999; un album non di forte ispirazione concettuale ma che denotò l'abilità di Anderson e compagni a trattare i più svariati argomenti. La title track parla infatti di due innamorati lontani fra loro per lavoro, che hanno come unico mezzo d'incontro internet. J-Tull Dot Com (letteralmente "J-Tull punto com") fu anche il link del sito internet della band: www.j-tull.com. Il bassista Jonathan Noyce, con il gruppo già dal 1996, fece il suo debutto ufficiale in studio in questo disco. In Dot Com è presente, al termine del disco, una ghost track che fu il brano che diede il titolo al disco solista di Ian Anderson The Secret Language of Birds, pubblicato nel 2000.

Il primo album che uscì negli anni duemila fu Living with the Past. Si trattò di un disco formato da brani tratti da concerti dal vivo, registrazioni televisive e dalla reunion dei membri del 1968 per l'esecuzione live di alcune canzoni prese da This Was, tra cui Some Day the Sun Won't Shine for You. Living with the Past fu accompagnato anche dall'omonimo DVD contenente molti dei brani già presenti nel CD con l'aggiunta di altri.

The Jethro Tull Christmas Album (2003)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi The Jethro Tull Christmas Album.

A distanza di quattro anni dall'ultima fatica in studio nel 2003 uscì The Jethro Tull Christmas Album, album di carattere natalizio, con diversi brani della band riproposti in nuove versioni e alcuni pezzi inediti. Nel Christmas Album si poterono trovare rimembranze del suono che stregò i fan tanti anni addietro. Vennero riproposti brani come Bourée e Another Christmas Song accanto a nuove composizioni, di cui molte strumentali. L'album vide inoltre la presenza di due ospiti d'eccezione: Dave Pegg, di ritorno al basso dopo il suo abbandono con Roots to Branches, e James Duncan, figlio di Ian Anderson alla batteria. L'idea di quest'album è stata partorita da Len Fico, capo della casa discografica Fuel 2000 il quale suggerì a Ian Anderson, nel Natale 2002, l'opportunità di registrare un nuovo album dal clima natalizio. Fu così che Anderson si mise subito al lavoro riproponendo pezzi già editi in precedenti album ma anche canzoni nuove. Ben 7 brani su 16 sono strumentali tra i quali il pezzo in chiusura, A Winter Snowscape, composto da Martin Barre e inserito anche nel suo album Stage Left (2003) in un'altra versione.

L'album solista di Ian Anderson Rupi's Dance (2003) venne pubblicato nello stesso anno in cui uscì il disco di Martin Barre, Stage Left. Esso precedette, inoltre, di un solo mese la pubblicazione del Christmas Album, infatti al suo interno è possibile trovare la traccia Birthday Card at Christmas che aprirà poi l'album natalizio.

Anniversari e pubblicazioni live (2004-2011)[modifica | modifica wikitesto]

A partire dal 2004 i Jethro Tull trascorsero un periodo in cui non pubblicarono nessun nuovo lavoro in studio. In compenso, però, furono pubblicati ufficialmente numerosi concerti che la band eseguì nei decenni passati e prodotte le versioni Collector's Edition dei primi 5 album della band che inclusero nuovi remix e bonus tracks in studio e dal vivo.

Nel 1970 I Jethro Tull presero parte al festival della musica rock sull'Isola di Wight insieme ad altri grandi band rock dell'epoca. Nel 2004 il concerto venne pubblicato su un album e un DVD dal titolo Nothing Is Easy: Live at the Isle of Wight 1970. La formazione era quella del disco Benefit, con Ian Anderson, Martin Barre, Glenn Cornick, Clive Bunker e John Evan.

Ian Anderson nel 2006

Nel 2005 venne prodotto il disco Aqualung Live, versione dal vivo del celebre album del 1971 registrato nel 2004 dalla formazione dei primi anni duemila: Ian Anderson, Martin Barre, Doane Perry, Jonathan Noyce ed Andrew Giddings. L'esibizione fu riservata a un'audience di quaranta invitati negli XM Studios di Washington. L'intero incasso del disco venne poi donato in beneficenza ad associazioni benefiche in favore dei senzatetto.

In occasione del noto Montreux Jazz Festival, i Jethro Tull tennero un concerto nel 2003 a Montreux, in Svizzera. Quattro anni dopo, nel 2007, questa esibizione venne pubblicata su CD e DVD nell'album dal titolo Live at Montreux 2003. Fu un prodotto molto ben accolto dai fan, in quanto l'acustica, soprattutto della sezione ritmica, fu davvero notevole. L'intero repertorio della band, da This Was a The Jethro Tull Christmas Album, fu portato in scena con esecuzioni davvero impeccabili.

Tra il 2006 e il 2007 sia il tastierista Andrew Giddings che il bassista Jonathan Noyce lasciarono la band. La formazione vide quindi l'ingresso nel gruppo del nucleo di musicisti che faceva da supporto agli album solisti di Ian Anderson: il bassista David Goodier, il tastierista e arrangiatore orchestrale John O'Hara, il batterista James Duncan (già presente in The Jethro Tull Christmas Album) e il chitarrista Florian Opahle.

La mitica esibizione della Band tenutasi nel 1978 al Madison Square Garden di New York, prima diretta televisiva mondiale transoceanica, venne proposta nel 2009 in un box (CD+DVD) della EMI, dal titolo Live at Madison Square Garden 1978. Nel CD e nell'omonimo video si ripercorre la serata di trentuno anni prima dove la classica line-up degli anni settanta formata da Anderson, Barre, Evan, Palmer e Barlow, con l'aggiunta del bassista Tony Williams in sostituzione dello sfortunato John Glascock, ripropose il classico repertorio presente anche nel primo live del gruppo Bursting Out, pubblicato lo stesso anno. Nel 2009, il disco Live - Christmas at St Bride's 2008 venne incluso con la ristampa di The Jethro Tull Christmas Album, mentre il concerto tenuto nel 2008 a Basilea, in Svizzera venne pubblicato nel 2009 nel DVD Live at AVO Session Basel.

Dagli archivi del gruppo venne poi estratto un video di esibizioni dal vivo tenutesi in Germania dal titolo Jack in the Green: Live in Germany 1970-1993 (2008). I concerti principali vennero tratti dal Rockpop Concert del 1982 e dall'Out in the Green del 1986, senza dimenticare incursioni negli anni settanta con la formazione classica di Stand Up e Benefit. Nel corso del 2013 venne quindi pubblicato il video Around the World Live, con 4 DVD contenenti esibizioni dal vivo a partire dall'anno 1970 fino al 2005, in diverse località del mondo.

Il 2008 fu l'anno del quarantesimo anno di carriera artistica dei Jethro Tull. Per festeggiare l'evento venne organizzato un grande tour mondiale e venne pubblicata una versione deluxe rimasterizzata in doppio CD del primo album della band: This Was "40th Anniversary Collector's Edition". La pubblicazione ufficiale celebrativa dei 40 anni di attività del gruppo fu il doppio DVD documentario Classic Artists - Their Fully Authorised Story. Il documentario vide la presenza di molti degli storici membri della band che illustrarono la lunga storia dei Jethro Tull, attraverso un percorso narrativo che partiva dai primi anni sessanta sino ad arrivare agli anni duemila.

In seguito fu pubblicata una versione deluxe rimasterizzata in doppio CD + DVD del secondo album della band: Stand Up "Collector's Edition" (2010) e venne celebrato il quarantesimo anniversario (2011) di Aqualung, l'album di maggior successo, con l'uscita di due versioni del disco: la 40th Anniversary Collector's Edition e la Special Edition. Entrambe riprosero i brani di Aqualung rimasterizzati e remixati su doppio CD, con l'aggiunta di diversi brani extra e, nel caso della 40th Anniversary Collector's Edition, la riprosizione del disco in vinile, in DVD e in Blu-Ray.

Carriera solista dei membri e la fine della band (2012-2014)[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2011 la band si trovò in una condizione di inattività. Il 1º febbraio 2012 Ian Anderson annunciò tramite il sito ufficiale dei Jethro Tull un sequel di Thick as a Brick, dal titolo Thick as a Brick 2, un concept album progressive rock degno del suo predecessore[7]. La tematica del concept fu "dal ragazzino all'uomo e oltre". L'album fu incentrato quindi su quello che potrebbe essere accaduto al bambino poeta Gerald Bostock nella vita adulta (o, forse, a qualcuno di noi). Venne pubblicato il 2 aprile 2012 e accreditato come album solista di Ian Anderson.

In occasione del quarantennale di Thick as a Brick, il 5 novembre 2012 il disco dei Jethro Tull venne ristampato in vinile, con un nuovo mixaggio. Accanto al classico disco del 1972 vi fu anche la versione in vinile di Thick as a Brick 2. Thick as a Brick 40th Anniversary Collector's Edition con il remixaggio del 2012, ad opera di Steven Wilson, venne pubblicato anche in versione CD+DVD[8]. Tra il 2012 e il 2013 Ian Anderson, accompagnato dalla sua band solista, portò in giro per il mondo il tour Thick as a Brick 1&2 Live e The Best of Jethro Tull Live. Martin Barre, allo stesso modo, eseguì diversi concerti solisti e non partecipò al progetto Thick as a Brick 2.

In seguito, come accaduto in precedenza per Aqualung, Thick as a Brick, Stand Up e This Was, furono pubblicate le versioni Collector's Edition in CD, DVD e LP di Benefit (2013) e A Passion Play (2014), con nuovo mixaggio ad opera di Steven Wilson.

Nel 2013 venne inoltre pubblicato un disco di Martin Barre dal titolo Away with Words, che presentò in gran parte dei rifacimenti di alcuni classici dei Jethro Tull, come Hymn 43 o One Brown Mouse, ai quali si accompagnarono brani dello stesso Barre dal sapore celtico. L'album contenne anche due brani esclusivamente di Barre: All Bars Hold e Sundown.

Il 5 luglio 2013 Ian Anderson annunciò tramite il sito ufficiale dei Jethro Tull[9] la realizzazione di un nuovo album solista. Il 23 novembre 2013 venne rivelato che il titolo dell'album sarebbe stato Homo Erraticus[10]. Il concept album folk/progressive rock riprese la storia di Gerald Bostock, il protagonista di Thick as a Brick, raccontando le strane fantasie successive la visita all'Old Library Bookshop nel villaggio di Linwell ed il ritrovamento di un polveroso manoscritto inedito, scritto dallo storico dilettante locale Ernest T. Parritt (1873 -1928), dal titolo "Homo Britanicus erraticus". Homo Erraticus venne pubblicato il 14 aprile 2014.

In un'intervista del mese di Aprile 2014, in seguito alla pubblicazione del disco solista Homo Erraticus, Anderson annunciò che da quel momento in avanti ogni sua nuova pubblicazione sarebbe stata rilasciata con il proprio nome. Anderson dichiarò, inoltre, che i Jethro Tull "sono arrivati praticamente alla fine nel corso degli ultimi 10 anni o giù di lì" ed espresse la sua preferenza nel voler usare il proprio nome per la maggior parte delle successive pubblicazioni, essendo il compositore di quasi tutta la musica dei Jethro Tull dal 1968.[3]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Il nome del gruppo non fu scelto da Ian Anderson, ma fu sostanzialmente dettato dal caso.
Come lo stesso Anderson spiega, forse con una buona dose di autoironia ed esagerazione, all'inizio della carriera la loro musica non era un gran che, e i Jethro Tull stentavano a ottenere ingaggi. Per poter essere chiamati per nuove serate, dovevano ogni volta fingere di essere un altro gruppo, e quindi dovevano settimanalmente cambiare nome alla band: tali denominazioni erano di solito suggerite dal loro agente (ma sembra che talvolta suonassero senza neanche sapere come si sarebbero dovuti chiamare). La prima volta che un loro concerto fu apprezzato da chi gestiva un locale (nella fattispecie da John Gee del Marquee Club di Londra), e che furono reinvitati a suonare, la band dovette tenere il nome della settimana precedente: "Jethro Tull".
  • I Jethro Tull hanno fatto più di 3000 concerti in 40 paesi, con una media di 100 all'anno.[senza fonte]
  • Ian Anderson imparò il flauto da autodidatta dopo averne casualmente acquistato uno mentre viaggiava con il suo gruppo nei primissimi anni d'attività. Egli racconta che più di 20 anni dopo cercò di insegnarlo alla figlia, alla quale veniva già insegnato alla scuola elementare, fu da lei severamente criticato per le posizioni non standard che utilizzava ("papà, lo suoni tutto sbagliato!"). In conseguenza di questo, Anderson si ritirò per alcuni mesi a ristudiare le posizioni sul metodo della figlia.
  • Il primo singolo della band Airplane fu, per un errore di stampa sul 45 giri, accreditato ai "Jethro Toe" anziché ai Jethro Tull.
  • L'album del 1980 A era in realtà un primo tentativo di disco solista di Ian Anderson; infatti la "A" del titolo sta per Anderson ed era quanto scritto sui contenitori dei nastri del materiale registrato. Su di essi veniva scritto "A." per indicare l'artista. Alla fine, la casa discografica decise che sarebbe stato più consono pubblicarlo come lavoro dell'intero gruppo (nonostante la formazione fu assoldata appositamente da Anderson) e lo pubblico a suo nome.
  • Phil Collins, batterista dei Genesis è stato batterista dei Jethro Tull per una sola serata, al Prince's Trust Gala, il 7 luglio del 1982 al teatro Dominion di Londra. Phil Collins ha suonato tre canzoni e, due di esse (Jack in the Green e Pussy Willow), sono contenute in un video ufficiale della serata, non commercializzato in tutti i paesi.
  • Nonostante spesso si sia soliti definire i Jethro Tull un gruppo progressive, lo stesso Anderson nel DVD di Living with the Past del 2002 ricorda che i Tull non sono un gruppo progressive perché i gruppi progressive fanno concept album ("... progressive rock bands do make concept albums!!")
  • Nel 2004 David Palmer (arrangiatore orchestrale e, dal 1977 al 1980, tastiere e synthesizers) annunciò di esser stato sottoposto a operazione chirurgica per cambiare sesso, trasformando il suo nome da David a Dee Palmer.
  • Nel 1989 l'album Crest of a Knave viene premiato negli Stati Uniti, con un inaspettato e sorprendente Grammy e giudicato miglior disco heavy metal dell'anno 1987. La notizia crea negli ambienti musicali un certo scalpore e fa sorridere i vecchi fan, che adesso vedono anche etichettarsi i vecchi Jethro Tull come gruppo heavy metal. Tra gli altri candidati per il premio c'erano i più quotati Metallica, Jane's Addiction e AC/DC e il premio fu consegnato da Alice Cooper.

I Jethro Tull nei media[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film "Jumanji" in una scena c'è la zia dei due piccoli protagonisti che, mentre fa le pulizie, ascolta in cuffia "Locomotive Breath" nella versione in studio dell'album "Aqualung".
  • Nella puntata 10x06 del telefilm statunitense Friends dal titolo "Il Finanziamento", Phoebe, una delle protagoniste, regala a Rachel, un'agenda nella quale sono scritti i nomi di tutte le persone con le quali Phoebe aveva avuto un rapporto. Tra di essi, Rachel nota che vi è presente anche il nome della band: "Jethro Tull".
  • Nel film Armageddon, la band viene citata in un dialogo: "Ciò che mi fa perdere le staffe sono quelli che pensano che Jethro Tull...sia un musicista del complesso" "Chi è Jethro Tull?"
  • Al termine dell'episodio dei Simpson dal titolo "Le ragazze vogliono solo sommare" (17x19), Martin Prince, dopo essere stato introdotto da Lisa Simpson con "e adesso godetevi il vostro flautista!" suona con il flauto "Thick as a Brick" (tributo a Ian Anderson, flautista del gruppo e polistrumentista così come Martin), cantando "And the sand-castle virtues are all swept away in the tidal destruction the moral melee", ovvero "E le virtù fatte di castelli di sabbia sono tutte spazzate via nella distruzione della marea, è il caos morale": la canzone prosegue poi nei titoli di coda. Probabilmente, l'idea di inserire il brano nella puntata è frutto dell'affinità fra Jake Boyman (Lisa, ragazzina di notevole intelligenza, si traveste infatti da ragazzino - adottando appunto il nome Jake - per dimostrare che anche le donne sono in grado vincere premi di matematica) e Gerald Bostock (autore fittizio del poema utilizzato come testo per la canzone, e presentato come un bambino prodigio - sia lui sia Lisa hanno infatti 8 anni - vincitore di un concorso di poesia) e fra l'intento provocatorio del gruppo (Anderson aveva infatti voluto creare questo concept album proprio in risposta ai commenti dei critici in merito ad Aqualung) e la polemica creatasi nella puntata fra Lisa e il Direttore Seymour Skinner, il quale ritiene le donne inferiori agli uomini in ambito matematico; non a caso, Martin inizia a suonare la canzone proprio al termine della premiazione di Lisa.[senza fonte]

Formazioni[modifica | modifica wikitesto]


1967 - 1968

Prima della prima formazione dei Jethro Tull i sopra citati elementi facevano parte della "John Evan Band", ma lo stesso John Evan non appare nei primi Jethro Tull poiché dovette abbandonare la band per motivi di studio. John Evan entrerà comunque a far parte dei Jethro Tull in seguito.


1968 - 1969
  • Ian Anderson - voce, flauto, armonica, chitarra folk, tastiera, mandolino
  • Martin Barre - chitarra elettrica, flauto
  • Glenn Cornick - basso
  • Clive Bunker - batteria, percussioni

1969 - 1970
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk
  • Martin Barre - chitarra elettrica, voce
  • Glenn Cornick - basso, voce
  • Clive Bunker - batteria, percussioni, voce
  • John Evan - tastiera, piano, voce

1970 - 1971
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk
  • Martin Barre - chitarra elettrica, flauto, flauto dolc3
  • Jeffrey Hammond - basso, flauto dolce, voce
  • Clive Bunker - batteria, percussioni
  • John Evan - tastiera, piano

1971 - 1975
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk, sax soprano, violino
  • Martin Barre - chitarra elettrica, lute
  • Jeffrey Hammond - basso, voce
  • Barriemore Barlow - batteria, percussioni
  • John Evan - tastiera, piano, sintetizzatori

1975 - 1976
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • John Glascock - basso, voce
  • Barriemore Barlow - batteria, percussioni
  • John Evan - tastiera, piano

1976 - 1978
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk, flauto, flauto celtico (la maggiore)
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • John Glascock - basso, voce
  • Barriemore Barlow - batteria, percussioni
  • John Evan - tastiera, piano
  • David Palmer - tastiera, sintetizzatori, essenzialmente arrangiantore, nonché compositore

1978
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk, flauto a fischietto
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • Tony Williams - basso
  • Barriemore Barlow - batteria, percussioni
  • John Evan - tastiera, piano
  • David Palmer - tastiera, sintetizzatori

1979
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • John Glascock - basso, voce
  • Barriemore Barlow - batteria, percussioni
  • John Evan - tastiera, piano
  • David Palmer - tastiera, sintetizzatori

1979 - 1980
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • Dave Pegg - basso, mandolino, voce
  • Barriemore Barlow - batteria, percussioni
  • John Evan - tastiera, piano
  • David Palmer - tastiera, sintetizzatori

1980 - 1981
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • Dave Pegg - basso, mandolino, voce
  • Mark Craney - batteria, percussioni
  • Eddie Jobson - tastiera, violino

1981
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk, tastiera
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • Dave Pegg - basso, mandolino, voce
  • Gerry Conway - batteria, percussioni

1982
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • Dave Pegg - basso, mandolino, voce
  • Gerry Conway - batteria, percussioni
  • Paul Burgess - batteria, percussioni
  • Peter-John Vettese - tastiera

1984 - 1985
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • Dave Pegg - basso, mandolino, voce
  • Gerry Conway - batteria, percussioni
  • Doane Perry - batteria, percussioni
  • Peter-John Vettese - tastiera

1985 - 1987
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk, chitarra elettrica
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • Dave Pegg - basso, mandolino, voce
  • Gerry Conway - batteria, percussioni
  • Doane Perry - batteria, percussioni
  • Peter-John Vettese - tastiera
  • Eddie Jobson - tastiera, violino
  • Ric Sanders - violino

1987 - 1988
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk, tastiera
  • Martin Barre - chitarra elettrica, chitarra folk
  • Dave Pegg - basso, mandolino, voce
  • Doane Perry - batteria, percussioni
  • Don Airey - tastiera

1988 - 1991
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk, armonica, mandolino
  • Martin Barre - chitarra elettrica, mandolino
  • Dave Pegg - basso, mandolino, voce
  • Doane Perry - batteria, percussioni
  • Martin Allcock - tastiera, chitarra folk
  • Peter - John Vettese - keyboards

1991 - 1992
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra acustica
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • Dave Pegg - basso, mandolino, voce
  • Matt Pegg - basso
  • Doane Perry - batteria, percussioni
  • Dave Mattacks - batteria, percussioni
  • Martin Allcock - tastiera
  • Andrew Giddings - tastiera

1992 - 1995
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk, armonica
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • Dave Pegg - basso, mandolino, voce
  • Doane Perry - batteria, percussioni
  • Andrew Giddings - tastiera

1995 - 2006
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk, mandolino, mandocello, armonica, flauto di bamboo
  • Martin Barre - chitarra elettrica, chitarra folk
  • Jonathan Noyce - basso
  • Doane Perry - batteria, percussioni
  • Andrew Giddings - tastiera

2007 - 2011
  • Ian Anderson - voce, flauto, chitarra folk
  • Martin Barre - chitarra elettrica
  • David Goodier - basso
  • Doane Perry - batteria, percussioni
  • John O'Hara - tastiera

Altri membri:

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Grammy Award

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Jethro Tull in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ (EN) Ian Anderson’s ‘Homo Erraticus’ to be released on 14th April in jethrotull.com, 31 gennaio 2014. URL consultato il 16 ottobre 2014.
  3. ^ a b Gary Graff, Ian Anderson Releases New Solo Album, Talks 'End' of Jethro Tull, Billboard, 15 aprile 2014. URL consultato il 18 aprile 2014.
  4. ^ Mick Abrahams (sito ufficiale dei jethro tull).
  5. ^ Martin Barre (sito ufficiale dei jethro tull).
  6. ^ (EN) Jethro Tull-Charts & Awards, Allmusic. URL consultato il 22 aprile 2011.
  7. ^ Thick As A Brick 2, j-tull.com, 2012. URL consultato il 1º febbraio 2012.
  8. ^ Thick as a Brick 40th Anniversary Special Collector's Edition Official website
  9. ^ nuovo disco solista di Ian Anderson nel 2014, jethrotull.com, 2013. URL consultato il 5 luglio 2013.
  10. ^ Homo Erraticus, jethrotull.com, 2013. URL consultato il 23 novembre 2013.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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