Songs from the Wood

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Songs from the Wood
Artista Jethro Tull
Tipo album Studio
Pubblicazione 4 febbraio 1977
Durata 41 min : 09 s
Dischi 1
Tracce 9
Genere Folk rock
Progressive folk
Etichetta Chrysalis
Produttore Ian Anderson
Registrazione 1976, Morgan Studios e Maison Rouge, Londra, Inghilterra
Note Ristampato nel 2003 con 2 bonus tracks
Jethro Tull - cronologia
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Allmusic 4/5 stelle
George Starostin 10/15 stelle[1]
« Songs from the wood make you feel much better! »
(da "Songs from the Wood")
« Jack, do you never sleep? Does the green still run deep in your heart? Or will these changing times, motorways, powerlines, keep us apart? »
(da "Jack-in-the-Green")

Songs from the Wood è un album della band progressive rock inglese Jethro Tull, pubblicato nel 1977.

Il disco[modifica | modifica sorgente]

Songs from the Wood è considerato il primo album di una trilogia di folk rock, completata da Heavy Horses e Stormwatch e caratterizzata dalla presenza di temi del folklore britannico. Esso si distanzia dal rock progressivo degli album precedenti ed ebbe un ottimo impatto sia sui fan sia sulla critica. Con Songs from the Wood Anderson intraprenderà una sorta di opera di sensibilizzazione riguardo ai problemi ambientali, intento che toccherà il suo apice con Stormwatch.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Tutte le canzoni sono state scritte da Ian Anderson.

  1. Songs from the Wood – 4:52
  2. Jack-in-the-Green – 2:27
  3. Cup of Wonder – 4:30
  4. Hunting Girl – 5:11
  5. Ring Out, Solstice Bells – 3:43
  6. Velvet Green – 6:03
  7. The Whistler – 3:30
  8. Pibroch (Cap in Hand) – 8:27
  9. Fire at Midnight – 2:26
    • Bonus track presenti nella versione del 2003:
  10. Beltane – 5:19
  11. Velvet Green (live) – 5:56

Songs from the Wood[modifica | modifica sorgente]

L'album si apre con la title track. Si tratta di un invito a tutti gli esseri umani a vivere come un tempo, in armonia con la Natura (rappresentata dal bosco), anziché tentare di distruggerla a tutti i costi. Particolarmente significativo a questo proposito è il verso "Let me [...] show you how the garden grows" ("Lascia/lasciate che ti/vi mostri come cresce il giardino"), segno che gli uomini si sono talmente staccati dal mondo naturale che non sanno nemmeno come nascano e crescano le piante e l'erba.

Jack-in-the-Green[modifica | modifica sorgente]

La seconda canzone dell'album si rifà a Jack in the Green, una figura del folklore inglese nata fra il XVI e XVII secolo ed associata a diversi riti di fertilità e responsabile del rifiorire degli alberi e della natura in generale dopo il periodo invernale. Nel pezzo in questione Anderson sostituisce l'inverno con il progresso tecnologico e il conseguente inquinamento ambientale, ma sottolinea come ci sia ancora speranza.

Cup of Wonder[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un esplicito richiamo a considerare quanto la tradizione ha da offrire. Il testo presenta diverse immagini della tradizione celtica e riferimenti pagani precristiani fra cui la cup of crimson wonder a cui si rifà il titolo, che si riferisce in particolare ad un sacrificio umano druido. Per il grande ricorso a immagini e riferimenti al folklore celtico la canzone risulta di non facile comprensione per chiunque fosse poco esperto in materia.

Hunting Girl[modifica | modifica sorgente]

La quarta traccia dell'album presenta allusioni di tipo sessuale, in particolare il testo narra di una ragazza aristocratica che seduce un contadino attraverso pratiche poco usuali. In essa è ben dipinta la condizione della donna nel mondo celtico dove, contrariamente a molte altre zone del mondo, aveva un ruolo privilegiato. Peraltro godeva anche di una certa libertà sessuale in quanto prima dell'invasione cattolica il concetto di peccato non esisteva per cui capitava spesso di imbattersi in "donne cacciatrici".

Ring Out, Solstice Bells[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una danza per celebrare il solstizio d'inverno. Anticamente per molti popoli europei, tra cui Celti e Germani, questa festa era una delle principali nel corso dell'anno, fino all'avvento del Cristianesimo che la rimpiazzò con il Natale.

Velvet Green[modifica | modifica sorgente]

È una delle canzoni più apprezzate dell'album con un inizio strumentale molto "medievale". Il narratore è un giovane uomo innamorato che chiede alla sua amata di uscire con lui. Il pezzo descrive l'amore negli spazi aperti (non solo a livello sentimentale ma anche carnale) e sottolinea il bisogno dell'uomo, nonostante l'avanzare della "civilization", di avere sempre e comunque una donna al suo fianco. La struttura della canzone è molto complessa: il tempo cambia in continuazione risultando a volte stentato, aumentando la "suspense" nel pubblico, ed altre volte una dolce ma ritmata e spensierata danza. Per le immagini che evoca, la traccia in questione presenta certe analogie con Sweet Dream.

The Whistler[modifica | modifica sorgente]

Ancora una canzone d'amore, ma che illustra anche una delle idee chiave dell'intero album: una vita felice per essere tale dev'essere priva di preoccupazioni. Lo stesso titolo (intraducibile letteralmente in italiano ma che potrebbe essere reso con "Il fischiettatore") rende quest'idea, infatti il fischiettare è sintomo di assenza di preoccupazioni o timori. Il tutto è accompagnato dalla musica, con una massiccia presenza di un tin whistle.

Pibroch (Cap in Hand)[modifica | modifica sorgente]

La canzone è anche nota semplicemente come Pibroch (dal gaelico piòbaireached, un genere di musica triste, funerea) e anch'essa ha come tema l'amore. Al contrario delle precedenti però narra di un amore irrequieto, un uomo che viaggia fra i boschi verso la casa della propria amata alla quale non è mai riuscito a dichiarare i propri sentimenti. È però ormai troppo tardi, quando arriva a destinazione c'è un altro uomo accanto a lei.

Fire at Midnight[modifica | modifica sorgente]

L'album si conclude con una quarta canzone d'amore che descrive la gioia di ritornare a casa dalla propria moglie dopo un duro giorno di lavoro. Il pezzo traspira un'atmosfera di relax, armonia e pace.

Beltane[modifica | modifica sorgente]

La traccia è stata aggiunta nella versione rimasterizzata su CD nel 2003, anche se registrata durante le sessioni di Heavy Horses salvo poi essere edita nella raccolta 20 Years of Jethro Tull (1988). Anderson ancora evoca un immaginario rurale, estrapolando immagini dall'antico festival celtico di Beltane.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Recensione di George Starostin
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