Tony Iommi

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« L'heavy metal, il vero heavy metal, è iniziato con Tony Iommi. »
(David Fricke, Rolling Stone[1])
Tony Iommi
Tony Iommi in concerto nel 2009.
Tony Iommi in concerto nel 2009.
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Genere Heavy metal
Hard rock
Proto doom
Blues rock
Periodo di attività 1964 – in attività
Strumento Chitarra
Pianoforte
Flauto
Sintetizzatore
Gruppo attuale Black Sabbath
Gruppi precedenti Heaven & Hell
The Rockin' Chevrolets
The Rest
Mythology
Jethro Tull[2]
Album pubblicati 3
Studio 3
Sito web

Frank Anthony Iommi, meglio noto come Tony Iommi (Birmingham, 19 febbraio 1948), è un chitarrista e compositore britannico di origini italiane, fondatore e leader dei Black Sabbath e unico componente fisso nell'arco della loro carriera. Figura di spicco dell'heavy metal, è stato menzionato da numerosi chitarristi come notevole ispirazione nelle proprie composizioni. Oltre alla chitarra, Iommi suona anche il pianoforte, il sintetizzatore e il flauto.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Inizi[modifica | modifica sorgente]

Unico figlio di Anthony Frank e Sylvia Maria Velenti due proprietari di vigneti che erano immigrati dall'Italia, Tony iniziò a suonare la chitarra ascoltando prevalentemente jazz e blues. Crebbe con la musica degli Shadows, il cui chitarrista, Hank Marvin, fu un suo modello di ispirazione[3]. Durante il periodo scolastico ebbe modo di conoscere il futuro cantante dei Black Sabbath: Ozzy Osbourne. Il soprannome "Ozzy" deriva proprio dalle esperienze scolastiche del futuro cantante, il quale, balbuziente, era spesso bersaglio di svariate prese in giro all'interno dell'ambiente scolastico. Dopo aver terminato le scuole, Tony iniziò a lavorare in una officina dove si lavoravano metalli. Dopo essere stato selezionato come temporaneo rimpiazzo nei Jethro Tull si convinse di avere la possibilità di diventare musicista professionista, ma durante uno dei suoi ultimi turni di lavoro una pressa gli amputò le falangi superiori del medio e dell'anulare della mano destra[4] (Tony è mancino, quindi le falangi della mano destra gli servono per premere le corde). Ricoverato in ospedale, venne dimesso dopo un mese di inutili tentativi di riattaccare le parti amputate, provò a imparare a suonare da destro ma non ci riuscì e cadde in un periodo di profonda depressione, decidendo di abbandonare la chitarra.

Un giorno, però, ascoltò la musica di Django Reinhardt[4], un chitarrista belga di origini sinte che rimase menomato ad una mano a causa di un incidente (il suo carrozzone aveva preso fuoco mentre lui era all'interno): la sua mano sinistra rimase gravemente ustionata permettendogli di muovere solo indice e medio, mentre anulare e mignolo rimasero atrofizzati definitivamente. Nonostante ciò, Reinhardt non abbandonò la musica e la sua esperienza incoraggiò Tony nel ricominciare a suonare, ricorrendo all'applicazione di alcune protesi, realizzate da lui stesso fondendo e sagomando la plastica di alcuni tappi di flaconi di detersivo liquido "Fairy". Per poter suonare meglio con le protesi, che lo ostacolavano soprattutto nell'esecuzione del bending, Iommi scelse di accordare il suo strumento un semitono sotto rispetto alle chitarre normali, perché le corde potessero essere più morbide. A questa scelta, inizialmente compiuta per necessità, si deve lo sviluppo del tipico suono cupo della chitarra di Iommi, particolarmente apprezzato in ambito hard rock e heavy metal; inoltre, il materiale delle protesi permette di fare degli slide molto rapidi. Sono in molti a pensare che proprio questa menomazione abbia casualmente influenzato il suono della chitarra di Iommi in una maniera che è stata molto importante per il successo dei Black Sabbath.

Esordio musicale[modifica | modifica sorgente]

L'attività musicale di Iommi iniziò nel 1964, suonando in una band blues chiamata "The Rockin' Chevrolets". Iniziò ad esibirsi dal vivo per poter entrare nel giro della musica e abbandonare il lavoro da operaio.

Nel 1966 entra nei "The Rest" e nei "Mythology", assieme al batterista e suo compagno di scuola Bill Ward. I due, dopo aver lasciato i gruppi, incontrarono Ozzy Osbourne tramite un annuncio inserito dal cantante in un negozio di dischi[5]. Dopo che i tre si incontrarono, Osbourne portò con sé il chitarrista Geezer Butler (che suonerà, d'ora in poi, il basso), entrambi venivano da una band di breve vita chiamata "Rare Breed". Una volta uniti, formarono un sestetto (con il secondo chitarrista Jimmy Phillips e il sassofonista Alan "Aker" Clarke), chiamato "Polka Tulk Blues Band".

Phillips e Clarke abbandonarono e i restanti membri accorciarono il nome in "Polka Tulk", in seguito cambiato in "Earth" ma, a causa di omonimia con un'altra band, decisero di chiamarsi, definitivamente, Black Sabbath.

I Black Sabbath[modifica | modifica sorgente]

Tony Iommi in concerto con i Black Sabbath nel 1978, a New Haven.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Black Sabbath e Heaven & Hell.

Con la band, Tony comporrà album storici dell'heavy metal, da citare Black Sabbath, Paranoid, Master of Reality, Vol. 4, Sabbath Bloody Sabbath e Heaven and Hell.

Dopo i successi degli anni '70, la storica formazione della band inizia a sfaldarsi dopo l'uscita di Ozzy Osbourne nel 1979, subendo numerosi cambi di line up, con il solo Iommi a rimanere membro stabile. Negli anni, la formazione dei Black Sabbath vede l'alternarsi di rilevanti artisti come Ronnie James Dio, Ian Gillan, Tony Martin, Cozy Powell, Neil Murray Eric Singer e tanti altri.

Nel 1986 venne pubblicato Seventh Star, con l'ex Deep Purple Glenn Hughes nelle vesti di cantante. In principio esso doveva essere un album solista di Iommi ma, per motivi contrattuali con la casa discografica, uscì con il nome Black Sabbath featuring Tony Iommi[6].

È l'unico membro fisso dalla formazione e dal 2006 al 2010 ha partecipato al progetto Heaven & Hell con la formazione dell'album omonimo dei Sabbath del 1980.

A partire dal 2011 partecipa alla reunion dei Black Sabbath nella formazione classica, che nel 2013 ha rilasciato l'album 13, il primo di inediti dopo 18 anni e il primo con Ozzy Osbourne alla voce dopo 35 anni di assenza, in seguito le registrazioni dell'album e il tour il batterista Bill Ward è stato sostituito da Brad Wilk.

Impegni solisti[modifica | modifica sorgente]

A cinque anni da Forbidden, il chitarrista pubblica il suo primo disco "ufficiale" da solista chiamato Iommi (2000). Vi sono molti ospiti speciali nelle tracce dell'album come Ozzy Osbourne, Phil Anselmo, Brian May, Dave Grohl, Serj Tankian e Billy Corgan.

Nel 2004 esce il secondo The 1996 DEP Sessions, inciso, originariamente, nel 1996 ma mai pubblicato. Di questo lavoro esiste anche un bootleg chiamato "Eighth Star", con Dave Holland (ex Judas Priest) alla batteria. Le parti di Holland vengono ri-registrate da Jimmy Copley. The 1996 DEP Sessions vede anche la collaborazione di Glenn Hughes (voce e basso) e i tastieristi Don Airey, Geoff Nicholls e Mike Exeter.

Nel 2005 viene lanciato sul mercato Fused. Le musiche vengono composte da Iommi e il tastierista Bob Marlette mentre i testi sono di Glenn Hughes. Alla batteria è presente il session man Kenny Aronoff.

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Nel 1968 Tony ha suonato per poco nei Jethro Tull, sostituendo Mick Abrahams nel live dei Rolling Stones, "Rock'n'Roll Circus". Nel 1989 partecipa al progetto "Rock Aid Armenia", per aiutare il popolo armeno vittima di un violento terremoto nel 1988. Altri personaggi coinvolti in questa iniziativa sono Bryan Adams, Ritchie Blackmore, Bruce Dickinson, Keith Emerson, Ian Gillan, David Gilmour e Brian May. Insieme incidono un disco chiamato appunto Rock Aid Armenia, ove vengono suonati brani di Black Sabbath, Queen, Iron Maiden, Asia, Rush, Pink Floyd.

Nel 1992, prende parte al Freddie Mercury Tribute Concert, suonando quattro brani dei Queen con i membri restanti e con altri ospiti della manifestazione, come James Hetfield dei Metallica e Roger Daltrey degli Who. Ha collaborato anche con artisti come Skin e Gary Jules.

Nel 2006, Iommi ha formato il progetto Heaven & Hell, che prendeva il nome dall'album omonimo dei Black Sabbath. Il gruppo era, inoltre, costituito dalla stessa formazione che incise l'album. Si sciolsero nel 2010, dopo la morte di Ronnie James Dio.

Nel 2013, Tony Iommi ha scritto la canzone Lonely Planet per il gruppo armeno Dorians.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Tony è sposato con Maria Sjöholm, ex-cantante del gruppo grunge svedese Drain STH e negli anni ottanta ebbe una relazione con la cantante Lita Ford. Sua figlia, Toni-Marie Iommi, al momento è cantante della band LunarMile.

Il 9 gennaio 2012, annuncia tramite il suo sito ufficiale che gli è stato diagnosticato un linfoma in stadio iniziale.

Stile e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

« Mi ferì ad un concerto della reunion dei Black Sabbath nel 1999. Durante "Snowblind", fummo tutti presi in un mosh, e mentre cademmo io colpì una sedia e mi ruppi le costole.
E allora dissi: "Cazzo, fa tanto male, ma non me ne voglio andare. Devo continuare a guardare Tony suonare!" »
(Brent Hinds dei Mastodon.[7])
La Gibson SG di Iommi

Iommi è stato sempre un attivo sperimentatore di nuovi suoni e tecniche chitarristiche. Una delle sue prime chitarre fu una Fender Stratocaster, la quale veniva manomessa in continuazione, inserendo al suo interno lamine metalliche per modificarne il suono.

Sfortunatamente, durante la registrazione del primo album dei Black Sabbath, uno dei pick-up si ruppe e la chitarra dovette essere riparata; in sostituzione Iommi usò una Gibson SG. È stato onorato nel 1997 dalla Gibson con la produzione del suo modello personalizzato di pick-up, marchiato "Tony Iommi signature series"[8].

Lo stile del chitarrista ha avuto un enorme impatto sulla musica heavy metal e i suoi riff sono avvertibili nello stile di molti chitarristi moderni. Secondo All Music Guide, Tony, assieme a Jimmy Page dei Led Zeppelin, è stato il pioniere del genere.[9] Iommi è situato al 25º posto nella lista dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone.[7]

Tra i chitarristi che citano Iommi un'influenza sono da menzionare Ross the Boss[10] (Manowar, The Brain Surgeons), Paul Gilbert[11] (Racer X, Mr. Big), Dimebag Darrell[12] (Pantera, Damageplan), Scott Ian[13] (Anthrax), James Murphy[14] (Death, Testament, Obituary), Gary Holt[15] (Exodus), Gus G.[16] (Firewind), Dino Cazares[17] (Fear Factory, Brujeria, Divine Heresy). Ha inoltre indicato, in un'intervista, James Hetfield come suo "degno erede" nello stile, riferendosi a lui come colui che ha meglio incarnato il suo metodo di composizione.

Il 19 novembre 2013 è stato insignito di un dottorato honoris causa dall'Università di Coventry, "come riconoscimento del suo contributo al mondo della musica popolare".

Discografia solista[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Ordine d'Onore (Armenia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine d'Onore (Armenia)
Dottorato honoris causa nelle arti. - nastrino per uniforme ordinaria Dottorato honoris causa nelle arti.
«In riconoscimento del suo contributo al mondo della cultura popolare e del suo ruolo come uno dei padri fondatori dell'heavy metal»
— Coventry University, 19 novembre 2013.

Note[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 54335469