Bootleg

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando l'album di De Gregori, vedi Bootleg (Francesco De Gregori).
A partire dagli anni Ottanta, le musicassette hanno notevolmente aumentato la distribuzione di bootleg

Il bootleg indica generalmente una registrazione audio o video di uno spettacolo, effettuata in forma amatoriale o professionale, e distribuita in forma non ufficiale, di norma gratuitamente tra i fan, e quasi sempre senza l'avvallo ufficiale del detentore dei diritti.[1][2][3] Le normative che permettono l'uso per fini didattici e senza scopo di lucro ne vietano però anche la vendita e la commercializzazione, che, senza l'approvazione del detentore dei diritti d'autore, costituisce pertanto una violazione del copyright.

In inglese, la parola bootleg indica la gamba di uno stivale e, dall'abitudine di nascondervi piccoli oggetti per sottrarli da potenziali ispezioni, la parola è diventata poi un verbo e un aggettivo usati per indicare rispettivamente l'azione del contrabbandare e l'oggetto contrabbandato (o, più raramente, rubato). Il termine ha avuto il primo uso ampio durante il proibizionismo statunitense dell'inizio del XX secolo e faceva riferimento alla distribuzione clandestina di alcool.[4]

Il termine è talvolta utilizzato per traslato e non sempre propriamente anche in molti altri settori, dai videogiochi, alle pubblicazioni cartacee, alle registrazioni di film effettuate durante le proiezioni nei cinema.

Uso corrente[modifica | modifica wikitesto]

Il termine è entrato nella lingua italiana mutuato dall'inglese, e indica un album discografico prodotto, distribuito o commercializzato, non necessariamente a fini di lucro, senza l'autorizzazione del detentore dei diritti. Spesso tali dischi sono registrazioni eseguite senza il permesso dell'autore ai concerti, usando microfoni amatoriali o attraverso l'ingresso diretto del mixer. Può capitare di ascoltare un bootleg inficiato dal frastuono del pubblico, ma anche registrazioni di alta qualità, per esempio con il supporto di qualche tecnico che registri il concerto direttamente dal mixer. In altri casi (ad es. colonne sonore) vengono distribuite edizioni bootleg semplicemente perché il prodotto originale non è mai stato ufficialmente commercializzato.

In genere i negozi di dischi, specialmente le grandi catene commerciali, non vendono bootleg sia per motivi legali, sia perché questo genere di dischi non è supportato da una distribuzione vera e propria; pertanto preferiscono affidarsi alla vendita di prodotti distribuiti ufficialmente. Tuttavia alcuni negozi con un pubblico ristretto rispetto alle grandi catene, talvolta affiancano ai dischi ufficiali anche dei bootleg. Grazie ai bootleg, certi esercizi minori possono contare su un pubblico che, anche quando un gruppo o artista non pubblica nuovo materiale, periodicamente controlla le uscite non ufficiali.

Il pubblico che acquista o ricerca i bootleg lo fa sovente per motivi di collezionismo oppure perché non ritiene soddisfacente le registrazioni dal vivo ufficiali, che, in seguito alla post-produzione ed alcuni ritocchi per correggerne gli errori, possono risaltare più artificiosi di una registrazione amatoriale. Oppure semplicemente trova che il concerto registrato per ottenere il live ufficiale di un artista non sia soddisfacente e vorrebbe ascoltare un'altra registrazione relativa a quella tournée. Altre volte la ricerca di un bootleg è motivata dall'essere stato presente a quel determinato concerto, oppure per la ricerca di una certa versione di un brano o di una reinterpretazione che non è mai stata pubblicata; possono diventare oggetti di culto registrazioni che contengono errori.

Alcuni artisti hanno cercato di sfruttare questo fenomeno, mettendo essi stessi in vendita le registrazioni dei loro live, continuando però a utilizzare il termine bootleg per distinguerli dai live "ufficiali", venduti e distribuiti con modalità tradizionali.[5] Tali bootleg sono venduti sovente su ordinazione, oppure la loro distribuzione è limitata alle zone vicine al luogo in cui si è tenuto tale concerto. Sono storicamente famose alcune case discografiche specializzate nell'edizione di bootleg in vinile di alta qualità sonora e curati nella fattura come le lussemburghesi Flashback e The Swingin' Pig Records, le cui pubblicazioni sono spesso in vinile colorato.

L'Italia vide prosperare l'edizione di numerosi bootleg in vinile e CD di ottima qualità (spesso picture disc), a volte anche remixaggi di live ufficiali, grazie a un'interpretazione della legge sul diritto d'autore che permetteva in qualche modo la legalità dell'opera e l'apposizione del bollino SIAE aprendo un conto bancario in favore della band e depositandovi una parte dei proventi per copia.

Peculiarità[modifica | modifica wikitesto]

Grazie a bootleg molto vecchi, è possibile recuperare le registrazioni di materiale mai pubblicato o in versioni alternative. Nel caso di artisti/gruppi non più in vita o in attività, questo tipo di registrazioni si può rivelare sovente un archivio molto prezioso.

Se si pensa ad artisti come Frank Zappa, Jimi Hendrix, Stevie Ray Vaughan o al campo jazzistico nelle cui esibizioni dal vivo si è soliti modificare anche in modo molto rilevante i brani, è più evidente come la discografia ufficiale copra solo una parte della produzione.

Esempi famosi[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2000 i Pearl Jam misero in vendita tutte le registrazioni del loro tour europeo, sia tramite distribuzione ufficiale che tramite Internet (dato che, comprensibilmente, non erano state messe in giro troppe copie di ogni cd).
  • Jean Michel Jarre, nel 1983, scrisse l'album Musique pour supermarchés (Musica per supermarket): per esprimere il suo disgusto verso il mercato musicale, ne incise solo una copia e distrusse tutto il materiale utilizzato per l'incisione. Prima di mettere all'asta l'unica copia esistente, permise a Radio Luxembourg di trasmetterlo un'unica volta: qualcuno rimise insieme l'album utilizzando le registrazioni su nastro fatte durante l'unica trasmissione radio, ma la qualità risultò molto scarsa anche perché la stazione radio trasmetteva in AM. Alcuni pezzi furono rielaborati ed inseriti da Jarre in lavori successivi.
  • Embryo è un brano che i Pink Floyd non hanno mai inciso ufficialmente, eppure lo si ritrova in parecchi bootleg dei primi anni Settanta. C'è comunque da precisare che il pezzo si trova nella raccolta ufficiale Works pubblicata nel 1983.
  • Nel 1991 Paul McCartney e la sua band itinerante, appena rientrati dal colossale tour mondiale del 1990, fecero un breve show unplugged di circa 40 minuti trasmesso successivamente su MTV. Il disco che ne conseguì, commercializzato dalla stessa MPL di McCartney, risultò essere appunto Unplugged - The Official Bootleg, e si rifaceva, per quanto riguarda la reinterpretazione dell'album, al suo introvabile album russo Снова в СССР di tre anni prima. Stampato in edizione limitata e ritirato dal catalogo subito dopo l'uscita, è un altro esempio di bootleg autorizzato dall'artista e una dimostrazione di come si possa sfruttare a proprio vantaggio il florido mercato del bootleg (McCartney, infatti, è uno degli artisti ad avere all'attivo la bellezza di 2046 bootleg).
  • Da alcuni anni, Elio e le Storie Tese registrano la prima ora di ogni loro concerto e, durante il resto dell'esibizione, vengono realizzati quelli che loro chiamano CD Brulé: tali dischi vengono venduti a tutti quelli che hanno fatto richiesta prima dell'inizio dello show. Dal 2005, con le stesse modalità, i loro concerti vengono anche registrati e venduti su dvd. Le scalette di tali cd/dvd sono sempre uguali in ogni serata, dato che le copertine vengono stampate prima dell'inizio del tour. Nel 2003, quando venne inciso Cicciput, venne censurata loro la canzone Al mercato di Bonn, in quanto utilizzava senza permesso la melodia del brano Tanti auguri a te (Happy birthday to you, nella versione inglese), i cui diritti non furono concessi dalla Edizioni Hill[6]. Tale canzone fu trasmessa una sola volta, il 19 maggio 2003, durante la trasmissione radiofonica Cordialmente; il pubblico era stato avvisato di questa trasmissione con netto anticipo dallo stesso gruppo, che raccomandò vivamente agli ascoltatori di non registrare la canzone e di non diffonderla, ovviamente in tono ironico.
  • Sempre parlando dei Dream Theater, Mike Portnoy si è sempre dimostrato favorevole verso chi registra i loro concerti, in quanto può cogliere momenti particolari che possono diventare preziosi per la band. Inoltre la grande diffusione di bootleg ha incrementato la popolarità del gruppo, se si pensa che dal 1994 al 1998, anni cruciali per la band, non sono usciti live ufficiali, mentre solo ultimamente questi vengono pubblicati con maggiore frequenza. Nel 2000, per il loro fan club, è stato realizzato un cd composto da registrazioni di episodi curiosi capitati durante quel tour: tra questi un rap improvvisato da James La Brie durante alcuni problemi tecnici e una cover di War Pigs cantata da uno spettatore scelto a caso tra il pubblico. L'episodio più curioso, ormai diventato quasi "storico" tra i fan, è una versione di Spirit Carries On durante la quale i pompieri hanno fatto evacuare il palazzetto in cui si svolgeva il concerto, per motivi di sicurezza. Il brano è cantato da Mike Portnoy, con l'aiuto del pubblico, mentre La Brie tentava di negoziare con le forze dell'ordine, ma dopo pochi minuti viene tolta la corrente al palco. Tali canzoni sono state reperite proprio tramite registrazioni non ufficiali. Nel 2005, invece, è stato realizzato un DVD contenente un documentario sul tour per i 20 anni del gruppo; molte immagini di questo video, realizzate dentro e fuori i palazzetti, derivano dalle registrazioni dei fan che le hanno poi inviate al relativo fan club.
  • I Queen hanno offerto ai loro fan la possibilità di scaricare dal loro sito ufficiale alcuni tra i loro bootleg più interessanti: l'iniziativa, denominata "The Top 100 Bootlegs", va completamente a sostegno del The Mercury Phoenix Trust.
  • I Metallica, storicamente, sono uno dei gruppi che maggiormente si oppone a qualunque diffusione non ufficiale di materiale musicale e nel 2000 fecero chiudere Napster, ai tempi il più celebre portale di p2p. Lars Ulrich, batterista della band, ha però più volte dichiarato che la loro battaglia è solo contro la diffusione delle loro registrazioni in studio e che i Metallica hanno sempre permesso e continueranno a permettere la libera circolazione delle registrazioni amatoriali dei loro concerti. I Metallica stessi non avrebbero mai potuto realizzare il video Cliff 'Em All, dedicato a Cliff Burton, bassista tragicamente scomparso nel 1986 se non fosse stato per le registrazioni dall'audience: infatti, nonostante la popolarità crescente della band, sono molto pochi i video in cui Cliff si esibì con la band e pertanto sono stati integrati con delle registrazioni amatoriali, che però rendevano perfettamente il suo modo di suonare. Dal 2004 hanno iniziato a vendere sul Web le registrazioni dei loro concerti con qualità professionale.
  • Nel 2006 il DJ Ricardo Villalobos realizza per sé stesso un remix di The Sinner In Me dei Depeche Mode. Poco dopo sul circuito del P2P inizia a girare il cut di un suo DJ set dove viene "passato" questo disco. Poco dopo grazie al successo viene pubblicato in white label dallo stesso Villalobos la versione master del remix che diventa un disco molto famoso e apprezzato
  • Nel 1987 Prince stava per pubblicare un album susseguente a Sign o' the Times, ma poche settimane prima dell'uscita decise di ritirarlo e distruggere tutte le copie stampate. Si salvarono solo un centinaio di vinili promozionali, con la copertina tutta nera e senza scritte o titoli, da cui il nome The Black Album, dai quali sono stati tratti diversi bootleg fino alla sua ripubblicazione ufficiale nel 1994.
  • Un esempio di bootleg di un film è The Star Wars Holiday Special, film per la televisione del 1978 e spin-off della serie fantascientifica Star Wars. Il film venne trasmesso una sola volta - il 17 novembre 1978 - e ricevette critiche talmente negative che non venne mai più ritrasmesso in televisione o distribuito per l'Home Video; le uniche copie disponibili sono registrazioni effettuate durante quell'unica messa in onda.
  • Album concerto di Francesco Guccini con i Nomadi venne anche filmato dalla RAI, ma fino al 2010 - l'anno della sua pubblicazione su dvd - il video fu praticamente introvabile, essendo lo stesso bootleg rarissimo; l'audio stesso del filmato originale risulta differente da quello poi pubblicato, essendovi stato sovrapposto quello tratto dal disco (pubblicato invece nel 1979). Degli stessi Nomadi esistono molti altri bootleg, che documentano i tanti arrangiamenti cambiati dal gruppo alle canzoni (specialmente negli anni Ottanta) ma mai incisi in studio o pubblicati su album live ufficiali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ BastardArt Gallery, [1]
  2. ^ Treccani, Bootleg
  3. ^ Oxford Dictionary, bootleg
  4. ^ Enciclopedia Britannica, Bootlegging
  5. ^ Wired, [2]
  6. ^ Fonte
Controllo di autorità GND: 7699694-3