Società Italiana degli Autori ed Editori

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Società Italiana degli Autori ed Editori
Società Italiana degli Autori ed Editori
Abbreviazione SIAE
Tipo ente pubblico economico
Fondazione 23 aprile 1882 a Milano Italia
Fondatore Cesare Cantù, Tullo Massarani
Scopo tutela giuridica ed economica delle opere dell'ingegno[1]
Sede centrale Italia Roma
Presidente Italia Gino Paoli[2]
Direttore Gaetano Blandini[3]
Lingua ufficiale italiano
Bilancio Red Arrow Down.svg –27 370 028 € (valore di produzione – costi)[4] (2013)
Patrimonio 1 506 035 905 €, di cui 939 260 830 € di debiti verso detentori di diritti[4] (2013)
Impiegati 1268[4] (2013)
Sito web

La Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE) è un ente pubblico economico a base associativa, preposto alla protezione e all'esercizio dell'intermediazione dei diritti d'autore.

Oltre a ciò può esercitare altri compiti connessi con la protezione delle opere dell'ingegno e può assumere, per conto dello stato, di enti pubblici o privati, servizio di accertamento e di percezione di tasse, contributi, diritti.

Risultati della gestione[modifica | modifica wikitesto]

Il dissesto finanziario[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE versa in profondo dissesto a causa dell'elevato costo del personale, del fondo pensioni e del suo patrimonio immobiliare.[5]

Il conto operativo è da anni in perdita, di 27 milioni di euro nel solo 2013; il risultato di esercizio è positivo di 1 milione grazie a operazioni finanziarie.[4] Il bilancio SIAE riporta debiti per oltre 900 milioni di euro che non ha distribuito ai detentori dei diritti come da suo oggetto sociale.[4]

Quanto al diritto d'autore e copia privata, SIAE nel 2013 ha riscosso 589 milioni di euro (p. 33), di cui liquidati 464 (p. 145); ma ha imposto agli associati 101 milioni in quote sociali e provvigioni (p. 61), consumando in costi un totale di 183 milioni (p. 63)[4] pari al 39 % degli ammontari liquidati.

Efficienza[modifica | modifica wikitesto]

SIAE gode storicamente di un monopolio garantito per legge (vedi sezione Ruolo giuridico) che, secondo studi scientifici, costa alla cultura italiana 13,5 milioni di euro l'anno a causa dell'inefficienza della SIAE rispetto agli equivalenti enti di paesi esteri che non prevedono un simile monopolio, come il Regno Unito.[6]

Nel dettaglio:

« 
  • A differenza di quanto avviene nella maggior parte dei paesi europei, in Italia la gestione collettiva dei diritti d'autore è affidata in via esclusiva ad un ente pubblico, la SIAE cui è quindi riconosciuto un monopolio legale.
  • La minor efficienza della SIAE rispetto agli organismi esteri equivalenti costa agli autori, ai discografici e ai fruitori di opere musicali protette (quindi ai consumatori) 13,5 milioni di euro.
  • I bassi tassi di efficienza della SIAE si ripercuotono negativamente sull’intera industria culturale italiana e sulla capacità di diffusione delle nuove tecnologie dell’informazione.
  • Il monopolio legale risulta anacronistico, oltre che lesivo della concorrenza.
  • La conservazione del regime di esclusiva in capo alla SIAE impedisce la creazione in Italia di soluzioni più efficienti di tutela e gestione dei diritti d’autore e dei diritti connessi. »
(Istituto Bruno Leoni[6])

Squilibri di ripartizione e di diritto[modifica | modifica wikitesto]

  • Il 65% degli artisti registrati alla SIAE alla fine dell'anno percepisce in ripartizione dei diritti meno di quanto versa all'ente per la quota di iscrizione[7].
  • Negli ultimi anni è in vigore una complessa "Ordinanza di ripartizione dei diritti" che di fatto fa sì che per alcune classi e attività (ad esempio i "concertini"), non vi sia certezza per l'autore di percepire i diritti, che pur i locali pagano.

Ruolo giuridico[modifica | modifica wikitesto]

Attività di intermediario[modifica | modifica wikitesto]

La legge n. 633/1941 sul diritto d'autore, al titolo quinto, attribuisce alla SIAE, in forma esclusiva, l'attività di intermediario, comunque attuata, sotto ogni forma diretta e indiretta di intervento, mediazione, mandato, rappresentanza ed anche cessione per l'esercizio dei diritti di rappresentazione, di esecuzione, di recitazione, di radiodiffusione e di riproduzione meccanica e cinematografica di opere tutelate.

Tale attività viene esercitate per effettuare:

  • concessione, per conto e nell'interesse degli aventi diritto, di licenze ed autorizzazioni per l'utilizzazione economica di opere tutelate;
  • la percezione dei proventi derivanti da dette licenze ed autorizzazioni;
  • la ripartizione dei proventi medesimi tra gli aventi diritto.

Esclusiva e monopolio[modifica | modifica wikitesto]

  • Inizialmente la violazione dell'esclusiva veniva penalmente sanzionata (art. 172), ma la disposizione sanzionatoria è stata debilitata per effetto della "depenalizzazione" e viene applicata solo la sanzione amministrativa.
  • La SIAE detiene nel territorio italiano un monopolio legale (ovvero concesso dallo Stato) sull'attività di intermediazione. Più volte è stato sollevato il problema dell'effettiva correttezza di una posizione del genere. Alcuni enti, come la FIMI, hanno chiesto che venisse modificato l'articolo 180 in favore di un mercato più concorrenziale.
  • La SIAE svolge un ruolo preponderante nel Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore in base a norme poste in essere quando vigeva il Diritto corporativo.
  • Nelle deliberazioni assembleari il peso del voto non è uguale per tutti i soci ma in funzione di quanto percepito dall'associato[8][9][10].

Natura giuridica[modifica | modifica wikitesto]

La Corte Costituzionale, nelle sentenze del 1968 e 1972, ha stabilito la natura della SIAE come ente di diritto pubblico. In precedenza e per due volte la Suprema Corte aveva affermato e ribadito la natura della SIAE quale "ente pubblico ed economico".

Vi sono notevoli dubbi al riguardo, soprattutto in presenza del fenomeno di "riprivatizzazione" dell'ente che consiste nella partecipazione degli autori e degli editori al sodalizio. Gli organi sociali sono eletti dagli autori, editori, concessionari o produttori che per continuità di appartenenza alla società e per diritti incassati diano dimostrazione del carattere professionale dell'attività svolta.

La procedura di privatizzazione non ha però avuto seguito.[non chiaro]

Attenuazione dell'esclusiva[modifica | modifica wikitesto]

Il parlamento europeo ha approvato una proposta di direttiva in tema di Società di gestione collettiva di diritti d'autore mirante all’introduzione di sistemi di licenza su base multi-territoriale, che, se introdotta, minerebbe alla radice l'esclusività dell'intermediazione.

L'introduzione delle norme comunitarie ha fatto sì che il principio, prima assoluto, dell'esclusiva nell'intermediazione, resti ora molto attenuato. Permane il divieto di costituire nuove organizzazioni di intermediazione, ma ora l'autore, oltre la soluzione di autotutelare il proprio diritto, può liberamente iscriversi ad associazioni di autori degli altri 26 paesi dell'Unione. Tale diritto è ora palesemente ammesso anche sul sito della SIAE.

Modalità di vigilanza[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE, insieme all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, al fine di prevenire ed accertare le violazioni del diritto d'autore, vigila:

  • sull'attività di pubblico spettacolo (L.248/2000) e in convenzione con l'Agenzia delle Entrate per i controlli IVA (Dpr 640/72)
  • sull'attività di riproduzione e duplicazione con qualsiasi procedimento e su qualsiasi supporto delle opere tutelate, compresa qualsiasi diffusione radiotelevisiva
  • sulla proiezione nelle sale cinematografiche delle opere tutelate e sui diritti connessi
  • sulla distribuzione, vendita, noleggio, emissione e utilizzazione in qualsiasi forma dei supporti contenenti riproduzioni di opere tutelate
  • sui centri di riproduzione pubblici o privati che usano per proprio conto, o rendono disponibili a terzi, apparecchi per fotocopia, xerocopia o analoghi sistemi.

Divieti agli associati[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE identifica il diritto d'autore con il diritto per la SIAE di riscuotere pagamenti, impedendo la libertà di un autore di condividere la propria opera con chiunque, anche senza scopo di lucro. Infatti, secondo l'art. 27 del Regolamento Generale della società, è vietato all'iscritto di rilasciare direttamente permessi di utilizzazione, anche se a titolo gratuito, ossia rilasciare opere e/o altro materiale sotto differente licenza (ad esempio Creative Commons), salvo autorizzazione da parte di SIAE stessa.[11]

Gli interventi dell'Autorità garante della concorrenza[modifica | modifica wikitesto]

L'Autorità garante della concorrenza è intervenuta per approfondire aspetti controversi. Su richiesta dell'associazione locali da ballo l'autorità ha aperto una istruttoria basata sulla base della constatazione che gli oneri imposti dalla SIAE sono molto più ingenti di quelli delle corrispondenti istituzioni estere.

Modalità di riscossione[modifica | modifica wikitesto]

Equo compenso - tassazione preventiva[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE acquisisce un contributo per la copia privata (denominato anche equo compenso)[12]) sui dispositivi di memorizzazione venduti in Italia. Ciò significa che esiste una tassazione preventiva su pellicole fotografiche[senza fonte], musicassette, VHS, CD, DVD, HD DVD, Blu ray, masterizzatori, hard disk, pendrive, schede di memoria, personal computer, decoder, lettori MP3, telefoni cellulari, ecc. poiché viene assunto a priori che vi si registrerà una copia privata di materiale protetto dai diritti d'autore, indipendentemente dal fatto che poi ciò realmente accada. L'ammontare complessivo degli introiti da contributo per la copia privata viene stimato, da Confindustria e Assinform, in 300 000 000 euro all'anno[13][14][15]. A fronte di ciò, la SIAE dichiara che tuttavia non può essere pienamente soddisfatta dei livelli di compenso che il decreto oggi fissa, non ritenendolo ancora pienamente "equo"[16].

Eventi non lucrativi[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE può esigere il compenso anche per eventi di natura non lucrativa. Vi sono stati vari casi emblematici che hanno sollevato molte critiche:

  • Richiesta di pagamento ad un'associazione che aveva improvvisato una piccola festa con dei bambini di Chernobyl che avevano cantato una canzone popolare bielorussa per ringraziare le famiglie del Progetto accoglienza di Chernobyl che li avevano ospitati in Italia[17].
  • Richiesta di pagamento al Circolo Pensionati ed Anziani di Predazzo per aver cantato alcune canzoni della tradizione locale durante la tradizionale festa degli ultranovantenni del paese[18].
  • Richieste di pagamento per il noleggio dello spartito dell'inno nazionale della Repubblica Italiana[19][20].
  • Richiesta di pagamento forfettario per l'attività di fotocopiatura nelle biblioteche universitarie[21].
  • Multa della SIAE dell'ordine di alcune centinaia di euro ai danni di una parrocchia della provincia di Matera per aver organizzato un "capodanno solidale" ospitando anziani e persone sole nei locali della parrocchia allestendo un cenone preparato con la collaborazione e l'autotassazione dei parrocchiani. La multa è stata fatta a causa della presenza di un PC portatile da cui veniva trasmessa musica di sottofondo durante il cenone.
  • La pretesa della SIAE di richiedere compensi per diritto d'autore anche per le attività didattiche è stata oggetto di un'interrogazione[22] al Governo da parte del senatore Mauro Bulgarelli, che ha anche proposto di valutare l'opportunità di estendere anche in Italia il concetto del fair use.

Borderò[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Borderò.
Borderò verde della SIAE

In Italia i borderò sono gestiti dalla SIAE.

Inizialmente il borderò andava compilato anche per le opere di pubblico dominio e per le opere non tutelate dalla SIAE, per effetto del Regio decreto-legge 18 maggio 1942, n. 1369, articolo 51, in materia di "Approvazione del regolamento per l'esecuzione della legge 22 aprile 1941, n. 633, per la protezione del diritto di autore e di altri diritti connessi al suo esercizio." in attuazione degli articoli 175 e 176 della Legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio." che tenevano conto del diritto demaniale.

Nel 1996 il Decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669, articolo 6, in materia di "Disposizioni urgenti in materia tributaria, finanziaria e contabile a completamento della manovra di finanza pubblica per l'anno 1997." ha abrogato i citati articoli 175 e 176 della Legge 22 aprile 1941, n. 633 e di conseguenza, per abrogazione implicita, anche il citato articolo 51 del Regio decreto legge 18 maggio 1942, n. 1369 che da essi dipendeva.

Quindi non c'è più l'obbligo di compilare il borderò per le opere di pubblico dominio e per le opere non tutelate dalla SIAE come, ad esempio, le opere rilasciate sotto licenza Creative Commons.[23][24]

Bollino SIAE[modifica | modifica wikitesto]

Bollino SIAE

Stando all'articolo 181 bis della Legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.", uno speciale contrassegno, comunemente denominato bollino SIAE, dovrebbe essere apposto su ogni supporto contenente programmi per elaboratore o multimediali, nonché su ogni supporto (CD, cassette audio e video, CD Rom, DVD, ecc.) contenente suoni, voci o immagini in movimento che reca la fissazione di opere o di parti di opere protette dalla legge sul diritto d'autore.[25]

A seguito della Sentenza della Corte di Giustizia delle Comunità Europee[26] e di alcune Sentenze della Corte di Cassazione[27], è stato decretato che non costituisce reato la semplice assenza del contrassegno SIAE sui supporti contenenti opere dell'ingegno[28] come esplicitamente riportato sul sito della stessa SIAE, in cui viene anche spiegato più in dettaglio che per ciò che concerne il contrassegno, la stessa Corte [di Cassazione] ha applicato, nella sua massima estensione, il principio proposto dalla Corte di Giustizia Europea, secondo cui il bollino SIAE è qualificabile come regola tecnica. Questa regola, non essendo stata comunicata in via amministrativa dallo Stato Italiano all'Unione Europea, non è rilevante penalmente nei confronti dei privati, che non appongono il contrassegno sui supporti[28].

Sono escluse dall’ambito di applicazione del contrassegno le categorie di supporti contenenti programmi per elaboratore:

  • accessoriamente distribuiti nell’ambito della vendita di contratti di licenza d’uso multipli sulla base di accordi preventivamente conclusi con la SIAE;
  • distribuiti gratuitamente con il consenso del titolare dei diritti;
  • distribuiti mediante scaricamento diretto (download) e conseguente installazione sul personal computer dell’utente attraverso server o siti Internet se detti programmi non vengano registrati a scopo di profitto in supporti diversi dall’elaboratore personale dell’utente, salva la copia privata (back-up);
  • distribuiti esclusivamente al fine di far funzionare o per gestire specifiche periferiche o interfacce (driver) oppure destinate all’aggiornamento del sistema o alla risoluzione di conflitti software ed hardware se derivanti da software già installato;
  • destinati esclusivamente al funzionamento di apparati o sistemi di telecomunicazione quali modem o terminali, sistemi GPRS (General Pocket Radio Service) o inclusi in apparati audio/video e destinati al funzionamento degli stessi o inclusi in apparati radiomobili cellulari, se con i medesimi confezionati e distribuiti in quanto destinati esclusivamente al funzionamento degli stessi;
  • inclusi in apparati di produzione industriale, di governo di sistemi di trasporto e mobilità, di impianti di movimentazione e trasporto merci o in apparati destinati al controllo oppure alla programmazione del funzionamento di elettrodomestici, se con i medesimi confezionati e distribuiti in quanto destinati esclusivamente al funzionamento degli stessi;
  • inclusi in apparati di analisi biologica o chimica oppure di gestione di apparati di tipo medico, o sanitario, di misurazione ed analisi se con i medesimi prodotti e distribuiti in quanto destinati esclusivamente al funzionamento degli stessi;
  • destinati esclusivamente alla funzione di ausilio o supporto per le persone disabili ai sensi della Legge 5 febbraio 1992, n. 104;
  • aventi carattere di sistema operativo, applicazione o distribuzione di servizi informatici (server) destinati ad essere preinstallati su di un elaboratore elettronico e distribuiti all'utente finale insieme ad esso.[29]

Nel 2008, con una decisione del Tribunale di Cesena, non solo è stato assolto un imprenditore a cui era stata contestata la commercializzazione in Italia di Cd-Rom privi del bollino[30], ma addirittura un editore italiano ha ottenuto dal Tribunale di Roma un decreto ingiuntivo per 1,2 milioni di euro a carico della SIAE quale rimborso per quanto versato tra il 2004 e il 2008 per acquistare i bollini da porre sui supporti che diffondeva in allegato alle proprie riviste cartacee[31].

Successivamente, il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana 23 febbraio 2009, n. 31, in materia di "Regolamento di disciplina del contrassegno da apporre sui supporti, ai sensi dell'articolo 181-bis della legge 22 aprile 1941, n. 633." ha riportato in vigore il bollino SIAE. Tale decreto presenta molti punti controversi, infatti l'entrata in vigore del DPCM innescherebbe una serie di problematiche di ordine strettamente pratico, che potrebbero costringere all'illegalità una serie di attori del mercato. Ci sono aziende che, sulla base del pronunciamento europeo e sulla base della sentenza con cui la Cassazione nella primavera del 2008 ha stabilito la non opponibilità della vidimazione, hanno richiesto e ottenuto dalla SIAE di operare senza apporre ai supporti il contrassegno. IL DPCM ha efficacia retroattiva e non prevede alcun periodo di transizione che consenta a questi attori di adeguarsi al nuovo quadro normativo. Questi soggetti dovrebbero fare richiesta alla SIAE per ottenere i contrassegni, dovrebbero attendere una manciata di giorni (tra i 10 e i 40) per ottenerli, dovrebbero provvedere ad apporli. Nel frattempo si troverebbero a violare la legge.[32] Nel 2013 si è confermata l'illegalità del bollino in questione e sul fatto che il governo nel 2008 ha sbagliato nell'imporre il suo utilizzo[33]

Il prezzo di ogni singolo contrassegno è di 3.65 centesimi di Euro (distribuzione normale) o 1.81 centesimi di Euro (distribuzione gratuita o abbinata a pubblicazioni in vendita senza maggiorazione del prezzo usuale).

Dal punto di vista tecnico, il bollino è difficilmente riproducibile (è un ologramma con particolari non rilevabili a occhio nudo), difficilmente rimovibile (se rimosso diventa inutilizzabile) e riporta le seguenti indicazioni:

  • il titolo dell'opera;
  • il nome del produttore;
  • il tipo di supporto
  • il tipo di commercializzazione consentita;
  • la numerazione generale progressiva;
  • la numerazione progressiva relativa a quell'opera.

Deposito presso SIAE[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE esercita per conto dei rispettivi detentori i diritti dell'autore:

Il deposito non è obbligatorio in quanto il diritto d'autore, per sua natura, sussiste sin dalla creazione dell'opera e quindi possono essere usati altri mezzi per la dimostrazione della titolarità dei diritti, come ad esempio Copyzero.

Secondo l'articolo 180 bis l'unico caso di obbligatorietà della sottoscrizione è per gli enti che ritrasmettono opere via cavo (una tecnologia scarsamente utilizzata in Italia). Non è quindi compresa la radiodiffusione, sia essa fonica o televisiva.

Iscrizione[modifica | modifica wikitesto]

Un autore può affidare la tutela delle sue opere alla SIAE tramite un rapporto che può essere di associazione o di mandato. L'autore si può rivolgere al Servizio Associati e Mandanti e Ufficio Relazioni con il Pubblico tramite il mod. 483. Ai primi è attribuito il diritto di candidarsi e di votare per l'elezione degli Organi Sociali della società, ora del Consiglio di Gestione e del Consiglio di Vigilanza e devono inoltre pagare un corrispettivo annuo, a differenza dei mandanti che devono rinnovare la tutela delle proprie opere ogni quattro anni, che si possono iscrivere in qualità di mandante alle Sezioni Musica, DOR e Lirica utilizzando il mod. 489 mentre per le Sezioni Cinema e Olaf utilizzando il mod. 487. Gli autori, editori, concessionari che non hanno la cittadinanza di un Paese dell'Unione Europea possono far tutelare le loro opere alla SIAE, ma non possono associarsi: sono obbligati a stabilire un mandato. I ragazzi minorenni possono iscriversi gratuitamente tramite mandato utilizzando il mod. 488; il mandato sarà valido fino al 31 dicembre dell'anno in cui il ragazzo compie 18 anni.

Pseudonimo e nome d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Gli autori che hanno scelto di rapportarsi nella forma di associati, hanno la facoltà, dietro opportuno pagamento, di registrare le proprie opere con uno pseudonimo o un nome d'arte. Non c'è vera e propria differenza etimologica tra i due termini, però, per la SIAE, lo pseudonimo è semplicemente un nome alternativo al proprio nome di battesimo, mentre il nome d'arte è un nome con il quale l'artista è conosciuto dai media e dai propri fan. Tutelare le opere con un nome d'arte è più economico rispetto ad uno pseudonimo, però bisogna presentare una documentazione (articoli di giornale, siti web, dischi, locandine) che attesti che si è realmente conosciuti con quel nome d'arte.

Deposito delle opere[modifica | modifica wikitesto]

Per depositare le opere l'autore deve portare allo sportello SIAE più vicino alla sua abitazione una domanda con la richiesta di deposito, firmata da tutti gli autori, una copia inedita della stessa su apposito modello denominato "modello 112" disponibile presso le agenzie e le filiali sparse in tutto il territorio italiano. Per gli associati, il deposito inerente alle opere musicali è gratuito. Per le opere video, quelle cioè non riprodotte su carta, la firma dovrà essere riposta anche sul supporto contenente l'opera. Inoltre, occorre presentare la notifica di pagamento dell'importo di deposito.

Tutela di opere musicali[modifica | modifica wikitesto]

Per proteggere un'opera musicale tramite l'intermediazione della SIAE è necessario, come per le altre opere d'ingegno, che almeno uno degli autori sia registrato presso la SIAE. In caso alcuni degli autori non fossero associati né alla SIAE né ad altri enti stranieri legati ad essa, al bollettino di dichiarazione dovrà essere allegato anche il modulo di "liberatoria autori non associati", che consente agli aventi diritto di avere i poteri di disposizione dell'opera stessa.

Per registrare un brano musicale, è necessario presentare il bollettino di dichiarazione (Modello 112) con allegato uno spartito dell'opera completo della parte letteraria e almeno della linea melodica della parte musicale. Naturalmente quanto più lo spartito è completo, tanti più si facilita l'identificazione del brano. Se l'opera non è trascrivibile (come nel caso della musica elettronica o, in casi eccezionali, di opere di musica sinfonica o da camera) è sufficiente depositare una registrazione. Sia sullo spartito sia nel bollettino devono essere presenti i nominativi di tutti gli autori con la specifica del loro apporto creativo.

La rete internazionale di Società di Autori in rapporti con la SIAE permette la tutela di opere protette anche al di fuori dell'Italia. Le Società incassano i proventi secondo le loro tariffe, ne deducono la loro provvigione e trasmettono il resto alla SIAE, che provvede a ripartire presso gli aventi diritto (autori, esecutori, produttori discografici ecc.) quanto resta.

Produzione di fonogrammi e SIAE[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista del diritto d'autore, le case discografiche sono utilizzatori di opere musicali a scopo commerciale, mediante la loro incisione, riproduzione e messa in commercio. Dato il ruolo della SIAE in quanto intermediario, il produttore discografico (a cui spettano i diritti di natura economica secondo l'articolo 72 della Legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.") è tenuto a versare ad essa le royalties che spettano ad autori ed editori delle opere riprodotto, e ad applicare il contrassegno SIAE.

Nel caso in cui la stessa azienda si occupi sia di produzione discografica sia di edizioni musicali, essa da una parte dovrà versare le royalties come si è descritto sopra, dall'altra sarà beneficiaria di parte di quelle royalties in quanto associata alla SIAE (l'editore è proprietario dell'opera secondo quanto stipulato nei contratti con gli autori, ed è quindi uno dei titolari dei diritti).

SIAE e Creative Commons[modifica | modifica wikitesto]

La prima forma di Creative Commons integrata ad una organizzazione di tutela dei diritti d'autore è nata nei Paesi Bassi, aprendosi ad un panorama di licenze flessibili, che concedano agli artisti una maggiore libertà di scelta nel promuovere e sfruttare le proprie opere.

Il motivo di questa scelta fu derivata dalle nuove frontiere informatiche, che permettevano agli autori di distribuire le proprie composizioni direttamente online, ma, secondo il vecchio regolamento, questo sarebbe risultato una specie di furto da parte delle organizzazioni stesse.

L'unica soluzione possibile, per coloro che intendevano distribuire gratuitamente la propria musica in Rete, fu rappresentata dalle licenze Creative Commons, in grado, con la clausola "non commercial", di tutelarli da redistribuzioni per scopi commerciali. Così facendo l'artista poteva sfruttare la velocità del web per promuovere le sue opere, traendo profitto da merchandising o esibizioni dal vivo.

Per gli artisti sarà quindi possibile rilasciare un'opera sotto licenza Creative Commons "non commercial" al fine di tutelarla e di distribuirla e sarà loro concesso, al tempo stesso, di ammettere per essa alcuni usi commerciali i cui ricavati saranno raccolti e redistribuiti da Buma/Stemra, la corrispondente nederlandese della SIAE.

In Italia, invece, il 23 dicembre 2008 nasce il Gruppo di Lavoro Giuridico misto, composto sia da esponenti della SIAE, che da rappresentanti del gruppo Creative Commons Italia.[34] Lo scopo di tale gruppo è quello di dare la possibilità agli autori di scegliere di rilasciare le proprie opere con licenze libere, mantenendo gli usi commerciali, affidando alla SIAE la distribuzione e la raccolta dei relativi ricavi. Al 2014, non sono noti risultati.[35]

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

In base all'articolo 181 del 1941, per il quale la società può esercitare altri compiti connessi alle opere d'ingegno e assumere per conto dello Stato o di enti pubblici o privati servizi di accertamento e di percezione di tasse, contributi e diritti.

La SIAE, di intesa con il Ministero per i beni e le attività culturali, promuove studi e iniziative volti ad incentivare la creatività di giovani autori italiani e ad agevolare la fruizione pubblica a fini didattici ed educativi delle opere dell'ingegno diffuse attraverso reti telematiche.[36]

La SIAE:

  • Provvede, in base a convenzioni stipulate con la pubblica amministrazione, alla riscossione dei: diritti erariali sugli spettacoli, sui trattenimenti pubblici, sulle scommesse e sui concorsi pronostici, diritto demaniale per talune forme di utilizzazione delle opere adatte al pubblico spettacolo o musicali e per la pubblicazione di opere letterarie, quando siano cedute a pubblico dominio, speciale compenso degli autori per il caso di apparecchi radioricevente, percentuale dovuta agli autori dopo la loro morte per gli aventi diritto sull'aumento di valore delle opere di arti figurative.[37] Ricade in questa categoria la tassa sui biglietti per accedere agli eventi sportivi dilettantistici (es. per vedere la squadra di calcio del proprio paese).
  • Contrassegna gli esemplari delle opere a stampa, salvo che l'autore preferisca contrassegnarle personalmente con la propria firma.
  • Contrassegna musicassette, videocassette, o altri supporti utilizzati per la distribuzione.
  • Riscuote e ripartisce i diritti dovuti da chi produce o importa nastri o supporti analoghi di registrazione audio e video.
  • Amministra con poteri di rappresentanza la comunione ereditaria imposta relativamente ai diritti di utilizzazione delle opere d'ingegno.
  • Su richiesta degli interessati segue la registrazione delle opere presso il Copyright Office di Washington.[38]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La SIAE nacque a Milano, presso Palazzo Marino, il 23 aprile 1882. Venne fondata in forma tipicamente associativa come Società degli autori, voluta principalmente da scrittori, musicisti, drammaturghi, autori delle arti visive ed editori allo scopo di promuovere e salvaguardare la tutela del diritto d'autore.

La neocostituita SIAE ebbe in Cesare Cantù, già avanti con gli anni, il presidente onorario e nel poliedrico letterato-pittore Tullo Massarani il primo presidente effettivo. Nel primo Consiglio Direttivo figuravano, tra gli altri, l'editore Emilio Treves, i letterati Edmondo De Amicis, Francesco De Sanctis, Giosuè Carducci e i musicisti Antonio Bazzini e Giuseppe Verdi, oltre ad esperti di diritti d'autore, accademici, politici. Fra i suoi fondatori Arrigo e Camillo Boito, Ermanno Loescher, Cesare Lombroso, Terenzio Mamiani, Edoardo Sonzogno, Antonio Stoppani, Giovanni Verga e tre ministri dell'epoca (Domenico Berti, Pasquale Stanislao Mancini e Giuseppe Zanardelli).

L'iniziativa si iscriveva in un quadro storicamente caratterizzato, in Italia e altrove, dal sopravvenire di sistemi normativi organici aventi per oggetto proprio la tutela del diritto d'autore. Infatti la sua fondazione avviene proprio a ridosso della Convenzione di Berna del 9 settembre 1886, che si poneva proprio a tutela della opere letterarie ed artistiche. Inoltre in questo quadro assumeva un determinato rilievo anche il dato fattuale costituito dall'incipiente e crescente fenomeno del consumo di massa delle opere letterarie ed artistiche e della conseguente necessità degli autori e degli aventi diritto di disporre di una struttura organizzativa idonea a rappresentarli e soprattutto a sostituirsi ad essi nella tutela dei loro diritti economici dentro e fuori dai confini nazionali.

Le successive vicende della SIAE possono essere così riassunte:

  • La società ottiene nel 1921 dallo stato il servizio di accertamento e riscossione delle imposte sugli spettacoli teatrali, poi esteso a spettacoli di tipo diverso, successivamente rinnovata fino al 1999, anno in cui tale imposta viene abolita.
  • Tra il 1896 e il 1929, la società si trasforma pian piano in organizzazione che opera espressamente in campo economico, prefigurando il suo ruolo di intermediazione tra autori ed esecutori. Infatti nel 1926/1927 trasferisce la sua sede a Roma, diventa Società Italiana degli Autori ed Editori, entra nella Confederazione internazionale delle Società di Autori e Compositori (CISAC).
  • 1942: diventa ente pubblico e prende il nome di Ente Italiano per il Diritto d'Autore (EIDA) (ma solo fino al 1945, poi torna alla denominazione SIAE).
  • Nel 1999, il decreto legislativo n. 419 la definisce ente pubblico a base associativa.
  • Nel 2008, la legge n.2 del 9 la definisce ente pubblico economico a base associativa.

La SIAE è sottoposta alla vigilanza congiunta del Consiglio dei ministri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Turismo, sentito il Ministero delle Finanze per le materie di propria competenza come previsto dalla legge n.2/2008.

Proposta di abolizione[modifica | modifica wikitesto]

I radicali propongono da sempre l'abolizione del monopolio SIAE e in merito hanno presentato numerose proposte di legge[39][40]. Nel febbraio 2014 la direttiva europea 2014/26/UE stabilisce la fine del monopolio SIAE. Da registrare in Italia l'ingresso di un nuovo competitore: la società inglese Soundreef[41].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Statuto SIAE 1995, articolo 2.
  2. ^ Organigramma SIAE sul sito ufficiale, 3 dicembre 2010. URL consultato il 27 dicembre 2010.
  3. ^ Gaetano Blandini. (archiviato il 7 novembre 2013).
  4. ^ a b c d e f Rendiconto di gestione al 31 dicembre 2013.
  5. ^ La grande famiglia dei dipendenti SIAE. Quattro su dieci legati da "parentela"
  6. ^ a b Diego Menegon, L'intermediazione dei diritti d'autore: Perché il monopolio è costoso e inefficiente in IBL Briefing Paper, Istituto Bruno Leoni, 19 luglio 2010.
  7. ^ Sprechi di Stato: il caso SIAE da il Fatto Quotidiano del 30 luglio 2010.
  8. ^ Nuovo statuto SIAE, ora la cultura è ufficialmente in vendita da il Fatto Quotidiano del 26 novembre 2012.
  9. ^ Nuova SIAE: perseverare è diabolico da l'Espresso del 2 dicembre 2012
  10. ^ CREA contro il nuovo statuto SIAE
  11. ^ Regolamento generale della SIAE, PDF creato il 17 maggio 2013.
  12. ^ Decreto ministeriale 20 giugno 2014, in materia di "Determinazione del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi ai sensi dell'art. 71-septies della legge 22 aprile 1941, n. 633."
  13. ^ Tassa su pc e telefonini per dare soldi alla SIAE da la Repubblica
  14. ^ Equo compenso. Equo? da L'espresso
  15. ^ Equo compenso?
  16. ^ Firmato il decreto per il compenso di copia privata
  17. ^ Paolo Russo, Blitz della SIAE alla festa, multati i bimbi di Chernobyl in la Repubblica - Cronaca di Bari, 3 settembre 2005. (archiviato il 22 gennaio 2010).
  18. ^ M. F., La SIAE batte cassa per i canti alla festa degli ultranovantenni in l'Adige, 29 ottobre 2009. (archiviato il 9 novembre 2013).
  19. ^ Interrogazioni con richiesta di risposta scritta dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca nella seduta n. 367 del 28 aprile 2010 del Senato della Repubblica.
  20. ^ L'Italia chiamò: liberate l'inno dalla SIAE da Sky TG24 del 5 maggio 2010.
  21. ^ La tassa sulle fotocopie e il diritto allo studio da il Fatto Quotidiano del 22 settembre 2011.
  22. ^ Interrogazione parlamentare
  23. ^ Comunicato stampa - Esenti da pagamento SIAE i repertori di pubblico dominio e la musica tradizionale, Associazione Nazionale Comuni Italiani, 29 agosto 2006. (archiviato il 24 aprile 2014).
  24. ^ Lettera Direzione Generale SIAE - Esenti da pagamento SIAE i repertori di pubblico dominio e la musica tradizionale, Associazione Nazionale Comuni Italiani, 29 agosto 2006. (archiviato il 4 novembre 2013).
  25. ^ Contrassegno supporti, Società italiana degli autori ed editori. URL consultato il 3 febbraio 2013.
  26. ^ La bocciatura dei bollini SIAE
  27. ^ Il bollino SIAE? Non più un obbligo
  28. ^ a b SIAE: l'abusiva riproduzione è sempre reato
  29. ^ Contrassegno supporti, Società italiana degli autori ed editori. URL consultato il 3 febbraio 2013.
  30. ^ Bollini, SIAE nuovamente battuta in Italia
  31. ^ SIAE, partono i rimborsi per bollini non dovuti
  32. ^ Bollini SIAE, un ritorno impugnato
  33. ^ Bollino SIAE illegale eppure si continua a pagare
  34. ^ http://www.siae.it/documents/Siae_VivaVerdi2009n2.pdf?41866
  35. ^ https://www.google.it/search?q="creative+commons"+site%3Asiae.it
  36. ^ Legge 9 gennaio 2008, n. 2, Disposizioni concernenti la Società italiana degli autori ed editori.
  37. ^ Legge 22 aprile 1941, n. 633, articolo 180, in materia di "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio."
  38. ^ La sezione OLAF, Società italiana degli autori ed editori. URL consultato il 3 febbraio 2013.
  39. ^ Liberalizzazioni. Consenso bipartisan per abolizione monopolio SIAE. Presto emendamento vincolante per asta frequenze | Dalle associazioni | Radicali italiani
  40. ^ Intervista al senatore Marco Perduca: "Maturi i tempi per l'abolizione del monopolio SIAE" | Dalle associazioni | Radicali italiani
  41. ^ Edoardo Bridda, Soundreef e la fine del monopolio Siae, sentireascoltare.com, 19 dicembre 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aliprandi, Capire il copyright - Percorso guidato nel diritto d'autore, PrimaOra, 2007
  • Auteri, Floridia, Mangini, Olivieri, Ricolfi, Spada, Diritto industriale - Proprietà intellettuale e concorrenza (ed. Giappichelli, 2005).
  • Bellani Valeria, Le leggi sul diritto di autore, Giuffrè Editore, 2007 ISSN 0012-3420
  • Bellani Valeria, Chimienti Laura, Il diritto di autore nella prassi contrattuale, 2010 ISBN 88-14-15018-4
  • Chimienti Laura, Lineamenti del nuovo diritto d'autore, VII ed- Giuffrè Editore, 2007 ISBN 88-14-12546-5
  • Antonella De Robbio, Diritto d'autore: la proprietà intellettuale tra biblioteche di carta e biblioteche digitali Roma: AIB, Sezione Lazio. 2001. 180 p. ISBN 88-7812-071-5
  • Pascuzzi e Caso, I diritti sulle opere digitali. Copyright statunitense e diritto d'autore italiano (ed. CEDAM, 2002).
  • David Terracina La tutela penale del diritto d'autore e dei diritti connessi Giappichelli editore ISBN 88-348-6319-4
  • Ubertazzi (a cura di), Commentario breve alle leggi su proprietà intellettuale e concorrenza Cedam, Padova, 2007.
  • Ubertazzi, I diritti d'autore e connessi, (ed Giuffrè, 2003).
  • Ercolani, Stefania "il diritto d'autore e i diritti connessi. La legge n. 633/1941 dopo l'attuazione della direttiva n. 2001/29/CE", Giappichelli, Torino, 2003.
  • Spada, Paolo (a cura di) "Gestione collettiva dell'offerta e della domanda di prodotti culturali", Giuffré, Milano, 2006
  • Giorgio Jarach - Alberto Pojaghi Manuale del diritto d'autore Mursia editore ISBN 9788842538172
  • Simone Aliprandi, Teoria e pratica del copyleft. Guida all'uso delle licenze opencontent, NDA Press/Copyleft-Italia.it, 2006, ISBN 88-89035-14-5. Disponibile anche su Wikimedia Biblioteca a questo link

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