Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche
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La Convenzione di Berna per la protezione delle opere letterarie e artistiche, adottata a Berna nel 1886, ha per la prima volta stabilito il riconoscimento reciproco del diritto d'autore tra le nazioni aderenti.
Fu elaborata su pressione di Victor Hugo. Prima dell'adozione della convenzione, le nazioni spesso si rifiutavano di riconoscere sul materiale di nazioni straniere il diritto d'autore. Così per esempio un lavoro pubblicato a Londra da un cittadino britannico era tutelato nel Regno Unito ma liberamente riproducibile in Francia, così come un lavoro pubblicato a Parigi da un francese era protetto in Francia ma liberamente riproducibile nel Regno Unito.
La convenzione di Berna stabilisce che ogni contraente deve riconoscere come soggetto a diritto d'autore il lavoro creato da cittadini degli altri stati contraenti. La tutela è automatica, nessuna registrazione è richiesta e neppure è necessario apporre un avviso di copyright. Inoltre alle nazioni firmatarie è proibito richiedere alcuna formalità come una registrazione agli autori stranieri che possa ostacolare il "godimento e l'esercizio" del diritto d'autore. I contraenti rimangono liberi di imporre richieste di registrazione o note di copyright ai propri autori e ad autori di nazioni non aderenti alla convenzione di Berna, ma questa pratica è applicata molto di rado tranne che per gli Stati Uniti.
I firmatari restano liberi di imporre registrazioni o pubblici requisiti agli autori domestici o agli autori provenienti da nazioni non firmatarie, ma in pratica si tratta di casi di estrema rarità.
La convenzione stabilisce un termine minimo di tutela per tutta la vita dell'autore più 50 anni, ma le parti contraenti sono libere di estendere questo periodo, come ha fatto l'Unione europea con la direttiva sull'armonizzazione del diritto d'autore nel 1993. Gli Stati Uniti hanno più volte esteso il termine di copyright, l'ultima volta con il Sonny Bono Copyright Term Extension Act nel 1998.
Le nazioni soggiacenti alla prima versione del trattato possono scegliere di aderire, e per certi tipi di opere (come registrazioni musicali e film) si può aderire per termini minori, altrimenti l'attuale durata generale del copyright è pari alla vita dell'autore (o dell'ultimo autore sopravvissuto se ne esiste più di uno) più 70 anni o nel caso di lavori creati da enti diversi da singoli individui, 95 anni dalla prima pubblicazione.
Inizialmente gli Stati Uniti rifiutarono di entrare nella convenzione, poiché ciò avrebbe richiesto importanti cambiamenti nella propria legislazione sul copyright (in particolare per quanto riguarda i diritti morali, la rimozione della necessità di registrazione e della nota di copyright). Così fu adottata la Universal Copyright Convention nel 1952, per ovviare a queste obiezioni. Gli Stati Uniti aderirono alla convenzione di Berna nel 1989 e in base quanto in essa stabilito la nota di copyright non è più necessaria per ottenere la tutela del diritto d'autore.
La convenzione di Berna ebbe diverse revisioni: Berlino (1908), Roma (1928), Bruxelles (1948), Stoccolma (1967) e Parigi (1971). Dal 1967 la convenzione è amministrata dall'Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO).
Nel 1994 l'organizzazione mondiale del commercio (WTO) elaborò l'accordo Agreement on trade-related aspects of intellectual property rights, in base al quale le nazioni aderenti (quasi tutte le nazioni mondiali sono membri del WTO) devono accettare pressoché tutte le condizioni della convenzione di Berna.
[modifica] Paesi aderenti
| Per approfondire, vedi la voce Lista dei paesi che aderiscono ai trattati internazionali sul copyright. |
In base ad una pubblicazione del Copyright Office statunitense, al gennaio 2003 la seguenti nazioni avevano recepito la convenzione di Berna:
- Albania 6 marzo 1994
- Algeria 19 aprile 1998
- Antigua e Barbuda 17 marzo 2000
- Argentina 10 giugno 1967
- Armenia 19 ottobre 2000
- Australia 14 aprile 1928
- Austria 1º ottobre 1920
- Azerbaijan 4 giugno 1999
- Bahamas 10 luglio 1973
- Bolivia 4 novembre 1993
- Brasile 9 febbraio 1922
- Cile 5 giugno 1970
- Colombia 7 marzo 1988
- Costa Rica 10 giugno 1978
- Ecuador 9 ottobre 1991
- Guatemala 28 luglio 1997
- Haiti 11 gennaio 1996
- Honduras 25 gennaio 1990
- Italia 20 giugno 1978 (legge di ratifica n. 399 del 20 giugno 1978)
- Messico 11 giugno 1967
- Nicaragua 23 agosto 2000
- Panama 8 giugno 1996
- Paraguay 2 gennaio 1992
- Perù 20 agosto 1988
- Repubblica Dominicana 24 dicembre 1997
- Stati Uniti 1º marzo 1989
- Uruguay 10 luglio 1967
- Arabia Saudita, Bahrain, Bangladesh, Barbados, Bielorussia, Belgio, Belize, Benin, Bhutan, Bosnia Erzegovina, Botswana, Bulgaria, Burkina Faso, Camerun, Canada, Capo Verde, Repubblica Centroafricana, Chad, Cina, Città del Vaticano, Congo, Costa d'avorio, Croazia, Cuba, Cipro, Corea, Congo, Danimarca, Gibuti, Dominica, Egitto, El Salvador, Emirati Arabi Uniti, Estonia, Fiji, Filippine, Finlandia, Francia, Gabon, Gambia, Georgia, Germania, Ghana, Giappone, Giordania, Grecia, Grenada, Guinea, Guinea Equatoriale, Guinea-Bissau, Guyana, India, Indonesia, Irlanda, Islanda, Israele, Jamaica, Kazakhstan, Kenya, Kyrgyzstan, Lesotho, Lettonia, Libano, Liberia, Libia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Madagascar, Malawi, Malesia, Mali, Malta, Marocco, Mauritania, Mauritius, Micronesia (Stati federati di), Moldavia, Monaco, Mongolia, Namibia, Nuova zelanda, Niger, Nigeria, Norvegia, Olanda, Oman, Pakistan, Polonia, Portugal, Qatar, Regno Unito, Republica Ceca, Repubblica di Corea, Romania, Russia, Rwanda, Saint Kitts e Nevis, Santa Lucia, Saint Vincent e Grenadines, Senegal, Serbia e Montenegro, Singapore, Slovaccia, Slovenia, Sudafrica, Spagna, Sri Lanka, Sudan, Suriname, Swaziland, Svezia, Svizzera, Siria, Tagikistan, Tailandia, Macedonia, Togo, Tonga, Trinidad e Tobago, Tunisia, Turchia, Ungheria, Ucraina, Tanzania, Venezuela, Vietnam, Zambia, Zimbabwe

