Copia privata (Italia)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow.pngVoce principale: copia privata.

La giustizia

Questa voce fa parte della serie
Diritto d'autore

Storia del diritto d'autore
Diritto d'autore italiano:
I diritti dell'autore:
I diritti connessi
Libere utilizzazioni:
Copia privata - Fair use - Diritto di citazione
Fonti internazionali del diritto:

La copia privata nell'ambito del diritto d'autore italiano è una fattispecie prevista dall'ordinamento, e per la quale è previsto il pagamento di un contributo cosiddetto equo compenso.

La copia non deve essere superiore al 15% per opere cartacee, e per fonogrammi e videogrammi solo se questa è effettuata da una persona fisica, per uso esclusivamente personale (senza scopo di lucro o fini commerciali) e attraverso l'utilizzo di dispositivi e supporto per i quali sia già stato pagato il compenso per copia privata[1].

Norme di riferimento[modifica | modifica sorgente]

Nell'ambito della copia privata, il riferimento normativo è la Legge 633/1941 sul diritto d'autore[2][3]. Il diritto di riproduzione dell'opera dell'ingegno è regolato nell'art. 13[2], mentre la Riproduzione privata ad uso personale è regolata dall'art. 71-sexies[2], che consente la copia privata di fonogrammi e videogrammi su qualsiasi support a patto che sia effettuata da una persona fisica (e non sia effettuata da terzi), ad uso personale (senza scopi di lucro né commerciali) e nel rispetto di misure tecnologiche di protezione (regolati dall'art. 102-quater[2]). Nell'art. 71-septies[2] viene introdotto il meccanismo del compenso corrisposto alla SIAE su una quota del prezzo di listino del dispositivo adatto alla registrazione. Tale compenso viene anche esteso nell'ambito della videoregistrazione da remoto.

Per quanto riguarda la riproduzione cartacea, questa è regolata nell'art 68[2], che la permette se effettuata a mano o "con mezzi di riproduzione non idonei a spaccio o diffusione dell'opera nel pubblico"; con la legge n. 248 del 18 agosto 2000 ne viene però permessa la riproduzione personale attraverso fotocopia se in misura non superiore al 15% dell'opera.

Equo compenso[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Equo compenso in Italia.

In Italia, l'equo compenso è regolato dalla Legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio.". Le quote del compenso inserite nel prezzo sono calcolate sulla base della capacità di memorizzazione dei supporti[4] e vengono stabilite dal Ministero per i beni e le attività culturali, il cui ultimo relativo atto è il Decreto ministeriale 20 giugno 2014, in materia di "Determinazione del compenso per la riproduzione privata di fonogrammi e di videogrammi ai sensi dell'art. 71-septies della legge 22 aprile 1941, n. 633.".

Evoluzione della normativa[modifica | modifica sorgente]

In un contenzioso sorto nel 2006 da un cittadino italiano e la Universal Pictures, riguardo l'impossibilità del primo ad effettuare una copia di backup dei propri DVD (legalmente acquistati) se non violando i sistemi anticopia, nel 2009 il Tribunale di Milano ha stabilito che la tutela va destinata al diritto esclusivo di riproduzione detenuto dai titolari, scavalcando così il diritto alla copia privata[5].

Nel 2009, il deputato Roberto Cassinelli ha presentato alla Camera un progetto di modifica alla legge[6], nel quale i DRM costituirebbero ostacolo alla lecita copia privata e quindi, solo per questa finalità, da rimuovere[7].

Chi ne ha diritto[modifica | modifica sorgente]

La normativa italiana sulla copia privata prevede che possano beneficiare del diritto esclusivo di riproduzione senza il consenso preventivo (licenza) di autori, produttori e artisti solamente le persone fisiche a condizione che tale riproduzione venga effettuata:

  • per uso strettamente personale;
  • senza scopo di lucro;
  • senza fini commerciali di alcun genere;
  • attraverso l'utilizzo di apparecchi e supporti vergini per i quali sia stato corrisposto l'equo compenso per copia privata previsto dalla legge.

In qualsiasi altra condizione, la riproduzione di fonogrammi e videogrammi (in assenza di licenza di autori, artisti e produttori) prevede la violazione del diritto esclusivo di riproduzione, ed è illegale e penalmente perseguibile.

Esistono in oltre alcuni casi particolari che risultano penalmente perseguibili, quali:

  • la riproduzione effettuata da terzi per conto o a beneficio di persona fisica;
  • la prestazione di servizi finalizzata a consentire la riproduzione da parte di persona fisica per uso personale.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Copia privata & Domande e Risposte. SIAE.it
  2. ^ a b c d e f Legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di "Protezione del diritto d'autore e di altri diritti connessi al suo esercizio."
  3. ^ Jarach-Pojaghi Manuale del diritto d'autore Mursia p. 393
  4. ^ Guido Scorza, Copia Privata, l'Antitrust smentisce ministro e Siae. Pagano i consumatori, il Fatto Quotidiano, 5 luglio 2014.
  5. ^ Gaia Bottà, DRM batte copia privata. Punto-Informatico, 15-10-2009
  6. ^ Cassinelli: "Modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633, in materia di libere utilizzazioni di contenuti protetti da diritto d'autore" (2525). Camera.it
  7. ^ Claudio Tamburino, Italia, per aggiustare il diritto d'autore. Punto-Informatico, 29-10-2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

diritto Portale Diritto: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di diritto