Fair use
Il fair use (in italiano, uso o utilizzo leale,[1] equo o corretto) è una clausola legislativa presente nel Copyright Act (Titolo 17, § 107), la legge sul copyright statunitense. La clausola stabilisce la lecita citazione non autorizzata o l'incorporazione di materiale protetto da copyright nell'opera di un altro autore, sotto alcune condizioni.
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Ambito territoriale [modifica]
La dottrina del fair use è per tradizione considerata una esclusiva della legislazione degli Stati Uniti. In altre legislazioni di tradizione anglosassone è in vigore un principio simile: il fair dealing, più orientato agli usi didattici. Secondo tale tradizione, nelle legislazioni dell'Europa continentale il fair use non trovava applicazione. Tuttavia, anche su pressione statunitense, molti concetti del copyright anglosassone[2] col tempo sono stati recepiti nel diritto dei singoli stati europei.
Allo stesso modo, i precetti del fair use hanno cominciato ad introdursi sia nella normativa dell'Unione europea, sia in quella dei singoli paesi. [3]
Stati Uniti [modifica]
Il principio del fair use rende le opere protette da copyright disponibili al pubblico come materiale grezzo senza la necessità di autorizzazione, a condizione che tale libero utilizzo soddisfi le finalità della legge sul copyright, che la costituzione degli Stati Uniti d'America definisce come promozione "del progresso della scienza e delle arti utili" (I.1.8), o meglio dell'applicazione legale dei reclami di infrazione.
La dottrina tenta con ciò di equilibrare gli interessi dei titolari di diritti esclusivi con i benefici sociali o culturali che derivano dalla creazione e dalla distribuzione delle opere derivate.
Nella misura in cui questa dottrina protegge forme di espressione che potrebbero diversamente venire a configurarsi come infrazioni del copyright, è stata posta in relazione con la protezione della libertà di parola sancita dal primo emendamento della costituzione statunitense.
Tesi a favore di un ristringimento del fair use sono state sostenute dalla Copyright Alliance, che raggruppa molti dei soggetti che difendono interessi economici importanti. Per contro, la Computer & Communication Industry Association (CCIA) ha fatto richiesta alla Federal Trade Commission di chiarire la definizione di "fair use", al fine di evitare la confusione anche sul piano legale esistente. Secondo la tesi della CCIA, ciò che rende illecito il copiare non è l'attività in sé, ma il copiare a scopo di lucro.
I quattro fattori alla base del fair use [modifica]
La giurisprudenza statunitense ha elaborato quattro fattori, da valutare congiuntamente, per determinare un fair use, con l'avvertenza che un solo fattore non è da solo sufficiente per ammettere o escludere a priori gli altri: [4]
- L'oggetto e la natura dell'uso, in particolare se ha natura commerciale oppure didattico e senza scopo lucrativo.
- La natura dell'opera protetta.
- La quantità e l'importanza della parte utilizzata in rapporto all'insieme dell'opera protetta.
- Le conseguenze di questo uso sul mercato potenziale o sul valore dell'opera protetta.
La giurisprudenza [modifica]
Negli Stati Uniti ha suscitato grande eco il caso di un video-amatoriale che aveva come sottofondo un celebre brano musicale. Dopo un'aspra contesa, la magistratura ha ritenuto che fosse un caso legittimo di applicazione del principio del fair use [5].
Europa [modifica]
Nell'aprile 2007, il Parlamento europeo ha votato in seduta plenaria una relazione che accoglie la proposta della Commissione di una nuova direttiva sul diritto d'autore - Ipred2 - e, nello stesso tempo, introduce una serie di emendamenti.
Uno, in particolare, ricalcato sostanzialmente sul fair use statunitense, stabilisce che la riproduzione in copie o su supporto audio o con qualsiasi altro mezzo, a fini di critica, recensione, informazione, insegnamento (compresa la produzione di copie multiple per l'uso in classe), studio o ricerca, «non debba essere qualificato come reato».[6]
Italia [modifica]
Il senatore Mauro Bulgarelli ha interrogato il governo italiano sull'opportunità di estendere anche in Italia il concetto del fair use per le attività didattiche e scientifiche.[7] La deputata Anna Maria Cardano ha presentato analoga interrogazione presso la Camera dei deputati[8] Al parlamento sono stati presentati diversi disegni di legge per l'introduzione del fair use.[9]
La risposta[10] del governo ha affermato che a seguito dell'entrata in vigore del decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68, «Attuazione della direttiva 2001/29/CE sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione», il testo dell'articolo 70 della legge sul diritto d'autore riprodurrebbe sostanzialmente il regime del fair use statunitense.
Il comma 1-bis, art. 70 [modifica]
Nel dicembre 2007, il Parlamento italiano, su proposta della Commissione Cultura della Camera presieduta da Pietro Folena, ha approvato il contestato[11] comma 1 bis in estensione dell'art. 70 della Legge sul diritto d'autore, secondo cui:
- «1-bis. È consentita la libera pubblicazione attraverso la rete internet, a titolo gratuito, di immagini e musiche a bassa risoluzione o degradate, per uso didattico o scientifico e solo nel caso in cui tale utilizzo non sia a scopo di lucro. Con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, sentiti il Ministro della pubblica istruzione e il Ministro dell’università e della ricerca, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti, sono definiti i limiti all’uso didattico o scientifico di cui al presente comma».
Iniziativa per il comma 1-bis [modifica]
Nel marzo 2008, il giurista Guido Scorza e l'editorialista Luca Spinelli hanno promosso un'iniziativa nazionale[12] per definire il comma 1-bis e introdurre alcune ingenti liberalizzazioni nel diritto d'autore italiano[13].
L'iniziativa, sostenuta da personalità della ricerca e della politica italiana (Elio Veltri, Fiorello Cortiana, Mauro Bulgarelli, Salvatore Gaglio, Bruno Mellano ed altri[14]), ha portato ad una proposta di Decreto Attuativo ai ministri per i beni e le attività culturali, della pubblica istruzione e dell'università e della ricerca.
AGCOM [modifica]
Nella proposta di direttiva sul diritto d'autore sul web l'Agcom ha chiarito che essa non si applicherà ai casi previsti dal fair use, che in tal modo, avrebbe un indiretto esempio di applicazione nel diritto italiano[15]. L'indirizzo è stato ribadito dal presidente Calabrò[16].
Africa [modifica]
Nei paesi dove la trasmissione della cultura locale avviene principalmente in forma orale, come i paesi africani, lo stesso concetto di copyright viene percepito come un retaggio dei tempi coloniali o come un tentativo dei paesi "ricchi" di perpetuare i propri privilegi. Il fair use viene pertanto letto come una possibilità di attenuazione del problema della diffusione della alfabetizzazione e della cultura[17], con commento favorevole pure del ministro Meloni.[18]
Casi legali celebri [modifica]
Il caso Google Books c/ Microsoft [modifica]
Uno degli esempi più celebri di diversa lettura della normativa sul fair use è tra due colossi statunitensi della comunicazione sul web. Per Google, il fair use è la lecita riproduzione di stralci consistenti in qualche pagina di testi sotto copyright, come avviene nel suo servizio Google Books, rilanciato con la collaborazione di molte università statunitensi. L'iniziativa è invece contestata da Microsoft.[19]
Il caso YouTube [modifica]
Molti dei filmati posti sul noto sito YouTube invocano il fair use per legittimare l'uso di brani coperti da copyright. Nelle stesse linee guida dettate da YouTube, dopo aver elencato i casi in cui si è di fronte ad una chiara violazione del copyright, sono indicati casi particolari nei quali si potrebbe legittimamente invocare il fair use, ma viene lasciata la responsabilità della scelta all'utente.[20]
Per le proprie linee guida, YouTube è stata oggetto di alcuni processi intentati da autori che reputavano violati i propri diritti d'autore.
Note [modifica]
- ^ Usato anche nelle traduzioni ufficiali dell'UE: vedi ad esempio questa mozione approvata dal parlamento, n. 18.
- ^ La durata ad esempio si è innalzata dai 50 anni dalla morte dell'autore a 70 anni
- ^ In Italia l'unica norma assimilabile al fair use è l'articolo 70 della legge 633 del 1941., ma di essa la giurisprudenza dà un'interpretazione restrittiva. Articolo 70 L.D.A.
- ^ Una certa corrente interpretativa accentua, sulla fasariga del fair dealing, la distinzione tra uso commerciale e non commerciale, ma questo non appartiene, come elemento esclusivo, al diritto statunitense.
- ^ Claudio Tamburrino, "Il fair use è un gioco da bambini", punto informatico, 2 marzo 2010
- ^ Nel testo in lingua inglese si adopera esattamente l'espressione "fair use": Member States shall ensure that the fair use of a protected work, including such use by reproduction in copies or audio or by any other means, for purposes such as criticism, comment, news reporting, teaching (including multiple copies for classroom use), scholarship or research, does not constitute a criminal offence.
- ^ Mauro Bulgarelli, interrogazione, Senato.it
- ^ Maria Cardano, interrogazione, Camera.it
- ^ Paola Balducci, proposta di legge, Camera.it
- ^ Sottosegretario Andrea Marcucci, risposta del governo all'interrogazione Bulgarelli, Camera.it
- ^ Luca Spinelli, "Italia, al via le immagini degradate", Punto Informatico, 8 febbraio 2008
- ^ Lorenzo Gennari, "Diritto d'autore, chiarezza sul comma 1 bis", Pubblicaamministrazione.net, 11 marzo 2008
- ^ "Dare un senso al degrado", Diritto.it, marzo 2008
- ^ "Diritto d'autore, c'è chi vuole dare un senso al degrado", Punto Informatico, 4 marzo 2008
- ^ AGCOM
- ^ Corriere comunicazioni
- ^ Antonella De Robbio, "Diritto di accesso ai contenuti e diritti di proprietà intellettuale nell'infrastruttura globale dell'informazione"
- ^ Meridiana magazin
- ^ Elisa, "Microsoft e Google si scontrano (anche) su libri e diritto d'autore", Blogosfere, 4 giugno 2007
- ^ YouTube, "Suggerimenti sul copyright"
Voci correlate [modifica]
- Fair dealing
- Diritto di corta citazione
- Citazione
- Diritto d'autore
- Diritto d'autore italiano
- Public Domain Enhancement Act
- Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore
Collegamenti esterni [modifica]
- (EN) Fair use, Università del Minnesota
- (EN) Fair use, Università dell'Indiana
- (EN) Fair use, Università di Stanford
- (EN) Relazione ed emendamenti Nuova direttiva Parlamento Europeo
- (EN) Agreement on Guidelines for Classroom Copying in Not-For-Profit Educational Institutions with Respect to Books and Periodicals
- Biblioteca polo universitario di Prato
- Iniziative di Punto informatico per il fair use in Italia
- Computer & Communication Industry Association CCIA
Altri progetti [modifica]
Articolo su Wikinotizie: Dopo la stretta della SIAE, interrogazione parlamentare per introdurre il fair use in Italia 7 febbraio 2007
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