Ente pubblico economico
Nel diritto italiano, un ente pubblico economico è un ente pubblico che è dotato di propria personalità giuridica, proprio patrimonio e proprio personale dipendente, il quale è sottoposto al rapporto d'impiego di diritto privato; essendo separato dall'apparato burocratico della Pubblica Amministrazione può adattarsi più facilmente ai cambiamenti del mercato, anche perché hanno ad oggetto esclusivo o principale l'esercizio di un'impresa commerciale, inoltre, devono iscriversi nel registro delle imprese.
Rimane tuttavia il legame con la Pubblica Amministrazione in quanto gli organi di vertice sono nominati in tutto o in parte dai Ministeri competenti per il settore in cui opera l'ente; ai detti Ministeri spetta un potere di indirizzo generale e di vigilanza. Spesso sono il passaggio intermedio nella trasformazione di un'azienda autonoma in una società per azioni. Per questi motivi vengono classificati come enti pubblici strumentali in quanto agiscono secondo gli indirizzi e sotto il controllo di un organo dello Stato per svolgere funzioni ausiliarie.
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[modifica] Descrizione ISTAT
La presente è la descrizione dettagliata, articolata in paragrafi, tratta dal fascicolo "Classificazione delle forme giuridiche delle unità legali" redatto dall'ISTAT (Istituto Nazionale di Statistica). Ivi l'ente pubblico economico ha codice 1.6.10 e rientra nel gruppo "Forme disciplinate dal diritto privato", sottogruppo "Ente pubblico economico, azienda speciale e azienda pubblica di servizi".
[modifica] Definizione
L'ente pubblico economico ha rappresentato per lungo tempo la forma giuridica più importante e diffusa dell'impresa pubblica. Gli enti pubblici economici pur essendo regolati da norme di legge, possedevano un accentuato grado di autonomia finanziaria patrimoniale, amministrativa e contabile: personalità giuridica e patrimonio proprio, propri organi di gestione e controllo, bilanci propri (ma vi era anche un controllo esterno, contabile e di gestione, affidato alla Corte dei conti).
I più importanti enti pubblici economici erano (in ordine di costituzione) l'INA (1912), l'Iri (1933-1937), l'Eni (1953), l'Efim (1962, poi posto in liquidazione nel 1992), l'Enel (1962), le Ferrovie dello Stato (1985) e, pur non essendo stato definito come tale, l'IMI. Enti Pubblici Economici in Italia sono l'Agenzia del Demanio; e la SIAE (Società Italiana degli Autori ed Editori), come da legge 9 gennaio 2008, n. 2.
[modifica] Funzioni
Gran parte di essi operavano come holding di controllo di varie società e costituivano il termine di riferimento di gruppi industriali e finanziari fra i maggiori del paese. Le società controllate, pur avendo la forma privatistica della società per azioni, erano per lo più possedute totalmente dallo Stato o dagli enti pubblici economici.
[modifica] Note
La scelta della forma della società per azioni agli enti pubblici economici originariamente privi di soci è stata realizzata attraverso una trasformazione ex lege (art. 15 d.l. n. 333 del 11 luglio 1992 convertito con l. 8 agosto 1992 n. 359): Iri, Eni, INA e Enel sono trasformati in società per azioni.
Lo stesso procedimento è stato utilizzato in situazioni nelle quali mancava la personalità giuridica, come per le aziende autonome; art. 3 d.l. 14 agosto 1992 n. 365 (non convertito in legge) “l'Amministrazione autonoma dei monopoli di stato è trasformata in Società per azioni”. Con il d.lgs. 9 luglio 1998 n. 283 è istituito l'Ente Tabacchi Italiani, ente pubblico economico. Il trasferimento delle attività commerciali ad un ente pubblico economico è stato il primo passo verso l'ulteriore trasformazione dell'Ente in società per azioni, avvenuta in data 19 luglio 2000.
In attuazione della legge, dunque, i principali enti pubblici economici sono divenuti società per azioni con socio unico lo Stato. Le partecipazioni sono state poi cedute al mercato per la maggior parte di essi.
[modifica] Riferimenti normativi
- D.l. del 11 luglio 1992, n.333, convertito con l. 08 agosto 1992 n. 359;
- D.l. del 14 agosto 1992, n.369 (non convertito in legge);
- D.l. del 30 agosto 1996, n.456 (non convertito in legge);
- D.lgs. del 9 luglio 1998 n. 283.
[modifica] Bibliografia
- Pier Giusto Jaeger e Francesco Denozza. Appunti di diritto commerciale: impresa e società. Milano, Giuffrè, 2000.
[modifica] Collegamenti esterni
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