Gino Paoli

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(Quattro amici)
Gino Paoli
Gino Paoli
Gino Paoli
Nazionalità Italia
Genere Musica leggera
Periodo attività 1960 -
Strumento {{{Strumento}}}
Etichetta Dischi Ricordi, RCA Italiana, CGD, Durium, Five Record, Fonit-Cetra
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Band {{{Band precedenti}}}
Album pubblicati 34
Studio 30
Live 4
Raccolte
Gruppi e artisti correlati {{{Correlati}}}
Sito ufficiale
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Gino Paoli (Monfalcone, 23 settembre 1934) è un cantautore e musicista italiano.

È riconosciuto come uno dei più grandi rappresentanti della musica leggera italiana degli anni sessanta e settanta.

Ha scritto ed interpretato brani quali Il cielo in una stanza, La gatta, Che cosa c'è, Senza fine, Sapore di sale, Una lunga storia d'amore, Quattro amici; ha partecipato a numerose edizioni del Festival di Sanremo; ha collaborato con numerosi colleghi alla realizzazione di album e di singoli di successo; ha composto musiche per colonne sonore di film.

Indice

[modifica] Biografia

Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Gino Paoli
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Luogo nascita Monfalcone, bandiera Italia
Data nascita 23 settembre 1934
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio
Professione Musicista
Partito Partito Comunista Italiano
Legislatura X Legislatura
Gruppo Sinistra Indipendente
Coalizione
Circoscrizione Napoli
Regione Campania
Collegio {{{collegio}}}
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Elezione {{{elezione}}}
Senatore a vita
Nomina
Data nomina
Incarichi parlamentari

Componente della IX COMMISSIONE (Trasporti) dal 4 agosto 1987 al 22 aprile 1992

[ Pagina istituzionale]

[modifica] Gli inizi

Gino Paoli nasce a Monfalcone da padre toscano, ingegnere navale, e madre giuliana. Molti suoi congiunti da parte materna furono coinvolti nell'esodo giuliano-dalmata e alcuni persero la vita durante le operazioni di pulizia etnica compiute dai reparti regolari e paramilitari jugoslavi[1]. Pochi mesi dopo la sua nascita, la famiglia si trasferisce però a Genova, nel sobborgo di Pegli, città alla quale rimarrà sempre legato.
La passione per la musica la ricevette dalla madre pianista. Gino, poco incline agli studi, frequenta un gruppo di amici che condividono questa passione e che costituiranno il primo nucleo della cosiddetta Scuola genovese: Luigi Tenco (con il quale forma il gruppo "I DIAVOLI DEL ROCK"), Bruno Lauzi, Fabrizio De André, Umberto Bindi, Joe Sentieri, Giorgio Calabrese, i fratelli Gian Piero e Gianfranco Reverberi.

Saranno proprio questi ultimi, musicisti professionisti, a far convocare a Milano Paoli e i suoi amici Bindi e Tenco per una audizione presso la Dischi Ricordi, da poco costituitasi come casa discografica. Sotto la direzione artistica di Nanni Ricordi, Gino realizza i suoi primi 45 giri nel 1959 (La tua mano, Non occupatemi il telefono, Senza parole, Sassi) senza ottenere alcun successo. Stesso destino sembra avere il successivo La gatta, brano autobiografico pubblicato nel 1960, che nei primi tre mesi vende poco più di cento copie. Un incessante passaparola fa sì che più tardi il brano arrivi in classifica, calamitando l'attenzione degli addetti ai lavori e l'interesse del paroliere Mogol, che fa da prestanome al giovane Paoli, non ancora iscritto alla SIAE.
Mogol propone a Mina, cantante già affermata, di incidere Il cielo in una stanza, scritta da Paoli, ma che porta appunto la sua firma come paroliere e quella del maestro Renato Angiolini (che si firma con lo pseudonimo di Toang) come compositore. L'enorme successo di vendite di questo brano, ispirato a Paoli da un bordello, dove si trovava un giorno[2], e che rimane in classifica per più di sei mesi, sancisce la definitiva affermazione di Gino Paoli come cantautore.

Nel 1961 Gino conosce Ornella Vanoni e intreccia con lei una relazione sentimentale, che ispira alcune delle sue canzoni d'amore più famose: Senza fine, Anche se, Me in tutto il mondo, Che cosa c'è. Del 1961 è anche la sua prima partecipazione al Festival di Sanremo con Un uomo vivo, presentata in coppia con il vincitore dell'anno precedente Tony Dallara.

Gino Paoli e Ornella Vanoni nel 1963

Sempre nel 1961 incominciano i suoi problemi con l'alcol, nati quasi per gioco, dopo una sfida con Sergio Bernardini, proprietario della Bussola di Viareggio, e che andranno avanti per 15 anni, fino al 1976. Dopo la morte del fratello, avvenuta in quel periodo, e causata dall'abuso di alcolici, Paoli deciderà di disintossicarsi dal whisky.[3]

Nel 1962, in occasione di una lunga tournée nei locali italiani, incontra Stefania Sandrelli, allora giovanissima attrice, e se ne innamora. Dal loro legame, giudicato scandaloso dalla stampa e dall'opinione pubblica (Paoli era sposato e in attesa di un figlio dalla moglie legittima, la Sandrelli ancora minorenne), nascerà Amanda, oggi attrice affermata.

Intanto Nanni Ricordi esce dall'omonima casa discografica e approda alla RCA Italiana. Gino lo segue e incide quello che si rivelerà il 45 giri di maggior successo di tutta la sua carriera. Il titolo è Sapore di sale, è arrangiato da Ennio Morricone e Paoli dichiarerà che l'ispirazione per questo brano è nata proprio dalla sua storia con la Sandrelli. Sapore di sale partecipa al Cantagiro e Gino avrà in questa occasione l'impatto con il grosso pubblico, ma una serie di difficoltà mette in crisi il giovane cantante, che inspiegabilmente tenta il suicidio sparandosi al cuore: si salva, ma è impossibile rimuovere il proiettile dalla cavità toracica.

[modifica] La crisi

Gino Paoli e Lucio Dalla durante il Cantagiro del 1964

Nel 1964 partecipa al Festival di Sanremo con Ieri ho incontrato mia madre, in coppia con Antonio Prieto.

Dopo alcune canzoni non scritte da lui (Lei sta con te, Rimpiangerai rimpiangerai) e un album registrato in studio ma dal vivo e in presenza di pubblico (Gino Paoli allo Studio A), si chiude il contratto con la RCA. Gino firma con la CGD, ma il suo periodo d'oro è terminato. La successiva partecipazione a Sanremo con La carta vincente è del 1966, ma il brano non arriva in finale.

Per anni Gino Paoli non sarà più sotto i riflettori, ricomincia a suonare per pochi soldi nelle balere e nei night della Liguria ed è di questo periodo l'incontro con la droga, da cui riesce a liberarsi solo dopo un terribile incidente automobilistico che per fortuna non avrà conseguenze sulla sua salute.

In questo periodo si dedica anche all'attività di talent-scout, scoprendo e lanciando Viola Valentino, per cui nel 1968 produce il 45 giri di debutto.

[modifica] Il periodo "impegnato"

Dopo alcuni anni di silenzio, Paoli torna nel 1971 con una trilogia di album incisi per la Durium: Le due facce dell'amore, Rileggendo vecchie lettere d'amore e Amare per vivere: lanciati da Renzo Arbore nelle sue trasmissioni televisive e radiofoniche, questi album testimoniano una visione più matura e concreta della vita, ma il loro successo sarà limitato ad un pubblico di estimatori. In questi anni Paoli si afferma come editore musicale grazie all'acquisizione dei diritti dei successi dei Bee Gees. Le royalties che percepisce attraverso la casa di edizioni "Senza Fine" gli garantiranno una dignitosa sopravvivenza anche quando le altre attività, come ad esempio la gestione di un locale sulla Riviera ligure, si saranno rivelate fallimentari.

Il successo di critica lo spingerà successivamente a pubblicare altri lavori "d'autore", come I semafori rossi non sono Dio, interamente basato su pezzi del cantautore catalano Joan Manuel Serrat, Ciao, salutime un po' Zena cantato in genovese, Il mio mestiere (33 giri doppio) e Ha tutte le carte in regola, quest'ultimo dedicato a Piero Ciampi.

Minore successo avranno invece i suoi singoli, alcuni dei quali parteciperanno senza fortuna a manifestazioni quali Un disco per l'estate: si tratta di prodotti dignitosi, ben curati e ben arrangiati, ma il grosso pubblico li snobba e i dischi non vanno in classifica. Tra i titoli: Se Dio ti dà, Non si vive in silenzio, Come si fa, Un amore di seconda mano, La ragazza senza nome.

[modifica] Il ritorno

Il grande successo di pubblico torna inaspettatamente con Una lunga storia d'amore, che Paoli compone in origine come colonna sonora per Una donna allo specchio, film del 1984 interpretato dalla Sandrelli, e che diventerà in seguito un evergreen al pari dei suoi vecchi hits. Nel 1985 Gino Paoli e Ornella Vanoni portano in giro per l'Italia un tour trionfale, da cui verrà realizzato il doppio album live Insieme. Altri successi sono Averti addosso (1984), premiata al Club Tenco, e Cosa farò da grande (1986).

Nel 1989 partecipa al Festival di Sanremo con Questa volta no, ma decide sorprendentemente di non incidere il brano e di regalarlo a Ornella Vanoni che lo includerà in un suo album dello stesso anno, Il giro del mio mondo.

Il 1991 è l'anno del suo grande successo con Matto come un gatto, album il cui brano trainante Quattro amici vincerà il Festivalbar: sulla coda del brano inizia in assolvenza Vita spericolata che va avanti per alcuni versi, risuonata e ricantata da Gino Paoli e Vasco Rossi insieme.

Gino Paoli al Salone del Libro di Torino nel 2009

Nel 1992 esce l'album Senza contorno, solo... per un'ora , ennesima riedizione dei suoi vecchi successi con l'inedito La bella e la bestia, canzone dei titoli di coda per la versione italiana dell'omonimo film della Disney, cantata con la figlia Amanda Sandrelli.

Nel 1996 esce Appropriazione indebita in cui Paoli rielabora alcuni classici di Charles Aznavour, James Taylor, John Lennon e di altri grandi musicisti internazionali.

Il 2002 è l'anno del suo ritorno a Sanremo con Un altro amore, che si classifica terzo e vince il premio della critica per il miglior testo dell'anno.

Nel 2004 esce il disco di inediti Ti ricordi? No, non mi ricordo, realizzato con Ornella Vanoni, e parte un nuovo tour che li vedrà duettare ancora insieme nei teatri d'Italia, testimoniato da un altro doppio live l'anno successivo.

Nel 2007 esce la raccolta Milestones - Un incontro in jazz, con la collaborazione di artisti come Enrico Rava, Danilo Rea, Flavio Boltro, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto.

[modifica] Scoperte e collaborazioni

Autografo di Gino Paoli sul muretto di Alassio

Come talent scout, Paoli scopre e lancia alcuni dei più grandi nomi della musica italiana: Lucio Dalla e Fabrizio De André. Nel periodo RCA, si occupa della traduzione e dell'adattamento italiano delle canzoni del cantautore francese Alain Barrière e di Aznavour ("Devi sapere"). Sua inoltre è la traduzione di Ne me quitte pas di Brel ("Non andare via"), successivamente tradurrà e interpreterà in italiano "Avec le temps" di Leo Ferrè ("Col Tempo").

Molte canzoni scritte da Paoli vengono interpretate da colleghi di rilievo, anche molto distanti dal suo tipo di approccio musicale. Oltre alle già citate Mina e Ornella Vanoni, tra gli interpreti delle canzoni di Paoli ricordiamo: Claudio Villa, Carla Boni, Umberto Bindi, Luigi Tenco (di cui Paoli è stato grandissimo amico), Gianni Morandi, Carmen Villani, Patty Pravo, Franco Battiato e anche Marco Masini (con l'album "Tozzi-Masini") . Il chitarrista Jazz Wes Montgomery, nel suo album del 1967 Movin' Wes inserisce una cover di Senza fine.
La collaborazione con la Pravo dà origine a splendide esecuzioni della cantante veneziana di Non andare via (Ne me quitte pas) del 1970 e Di vero in fondo del 1971.
Nel 1986 Paoli scrive con Zucchero Come il sole all'improvviso e Con le mani. Nel 2000 collabora con Giuliano Palma and The Bluebeaters nelle cover di due pezzi storici: Domani e Che Cosa C'è. Quindi avvicina e opera con poeti come Alda Merini, Gian Ruggero Manzoni, Edoardo Sanguineti.

[modifica] Vita privata

Dalla prima moglie Anna, Gino Paoli ha avuto un figlio, Giovanni, nato nel 1964. Allora, il cantante era già affermato, e la sua vita privata finì sui giornali dell'epoca per via della relazione con l'attrice, ancora minorenne, Stefania Sandrelli, che si scoprì poi essere incinta di Amanda, oggi pure lei affermata attrice.

Tra gli anni '60 e '70 ebbe una lunga relazione con Ornella Vanoni, con la quale poi tornerà a collaborare professionalmente negli anni Duemila, ottenendo successo con la tournée dal titolo allusivo Ti ricordi? No, non mi ricordo.

Ha poi sposato Paola Penzo, e il matrimonio dura tutt'ora: da Paola Penzo, Paoli ha avuto due figli, Nicolò, nato nel 1980, e Tommaso, nato nel 1992.

[modifica] Partecipazioni al festival di Sanremo

Paoli ha partecipato alle seguenti edizioni del Festival di Sanremo:

  • 1961 con la canzone Un uomo vivo cantata con Tony Dallara
  • 1964 con la canzone Ieri ho incontrato mia madre cantata con Antonio Prieto
  • 1966 con la canzone La carta vincente cantata con Ricardo
  • 1989 con la canzone Questa volta no
  • 2002 con la canzone Un altro amore (terza classificata)

[modifica] Riconoscimenti

Gino Paoli ha ricevuto nel 1974 il Premio Tenco. Sempre dal Club Tenco è stato insignito della Targa Tenco nel 1984 per la canzone Averti addosso.
"Fatti di Musica", la rassegna del miglior live d'autore diretta da Ruggero Pegna gli ha attribuito nel 2005 il "Riccio d'Argento" nella categoria riservata ai "Migliori Autori Italiani", premiando anche come "Miglior Live Teatrale dell'anno" il concerto con Ornella Vanoni.

[modifica] Esperienza politica

Nel 1987 Paoli si presenta alle elezioni politiche e viene eletto come deputato fra le file del Partito Comunista Italiano (poi PDS) anche se in Parlamento si collocherà nel Gruppo Indipendente di Sinistra in quanto non è mai stato tesserato in alcun partito politico. Nel 1992 darà l'addio all'attività politica non essendo stato rieletto deputato nelle liste del PDS. È stato anche assessore alla Cultura nel comune di Arenzano. Durante quest'esperienza ebbe attriti con il consigliere Daniele Barresi per via dell'abolizione del mestiere di parrucchiere ad Arenzano e con il consigliere della Lega Nord Enrico Zerbo riguardo a Manifestazioni estive da lui organizzate. Lascerà l'incarico prima della scadenza del mandato.

[modifica] Discografia

ALBUM


[modifica] 45 giri

[modifica] EP

[modifica] Curiosità

  • Nel 1963 Gino Paoli si sparò una pallottola che tuttavia non lo uccise. La pallottola si trova tutt'ora a pochi centimetri dal cuore del musicista.[4]

[modifica] Note

  1. ^ http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2005/12_Dicembre/21/paoli.shtml
  2. ^ http://www.madrepennuta.it/novit%C3%A02.htm
  3. ^ http://musica.excite.it/news/4474/Gino_Paoli_Io_ex_alcolista
  4. ^ Intervista sul Corriere della Sera

[modifica] Altri progetti

nel 2000 nel disco " Per una storia" il brano " Marinu'"e' arrangiato da Alex Britti.

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