Jacques Brel

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Jacques Brel
Jacques Brel nel 1955
Jacques Brel nel 1955
Nazionalità Belgio Belgio
Genere Musica d'autore
Folk
Chanson
Cabaret
Periodo di attività 1953 – 1977
Sito web

Jacques Romain Georges Brel (Schaerbeek, 8 aprile 1929Bobigny, 9 ottobre 1978) è stato un cantautore e compositore belga di lingua francese. Considerato anche, grazie al forte potere espressivo dei suoi testi, poeta. Ricordato nelle nazioni francofone come attore e regista teatrale. Partecipò nel 1969 al film "Mon oncle Benjamin" nel ruolo principale. Scrisse, diresse ed apparve nel film "Le Far West" candidato nel 1973 per la Palma d'oro al Festival di Cannes.

Indice

Biografia [modifica]

Nacque a Schaerbeek, Belgio, un comune dell'agglomerazione urbana di Bruxelles, ma visse la maggior parte della sua vita a Parigi. Morì a Bobigny nei sobborghi della capitale francese e fu sepolto nelle isole Marchesi in Polinesia Francese.

Targa sulla casa dove è nato

Nei primi anni cinquanta si trasferì a Parigi, dove iniziò a scrivere musica e cantare nei cabaret e nelle sale concerti della città. Sul palco portava le sue canzoni accompagnate da grandi gestualità fisiche. Dopo che ebbe raggiunto il successo, anche sua moglie e le figlie si trasferirono dal Belgio nella capitale francese. Nel 1956, mentre stava girando l'Europa, registrò la canzone "Quand on n'a que l'amour" che gli permise di ricevere il primo importante riconoscimento. Apparve in uno show con Maurice Chevalier e Michel Legrand.

Nei suoi testi esplora l'amore ("Je t'aime", "Litanies pour un retour", "Dulcinéa"), la società ("Les singes", "Les bourgeois", "Jaurès") e il lato spirituale ("Le bon Dieu", "Dites, si c'ètait vrai", "Fernand"). Non ebbe un unico stile: fu abile sia nelle composizioni divertenti ("Les bonbons", "Le lion", "Comment tuer l'amant de sa femme...") sia in quelle drammatiche ("Voir un ami pleurer", "Fils de...", "Jojo").

Fu un "pittore" creativo ed innovativo della quotidianità, dotato di una facilità poetica assai rara. L'utilizzo intelligente delle parole era singolare e semplice e rivelava un forte vocabolario visuale. Pochi autori sono stati considerati in grado quanto lui di infondere attualità e senso ai testi utilizzando poche parole di uso comune.

Brel possedeva anche un intenso senso della metafora. In "Je suis un soir d'été" una sera d'estate racconta cosa osserva mentre scende sulla città. Benché fosse considerato un maestro coi testi, i suoi temi musicali non erano da meno, e pure qui non si limitò ad un unico stile. Compose melodie ritmiche, accattivanti e vivaci ("L'aventure", "Rosa", "Au printemps"), così come canzoni tristi e solenni ("J'en appelle", "Pourquoi faut-il que les hommes s'ennuient?").

Il romanticismo lirico di Brel a volte si dispiegava con amara ironia, e in certi versi le sue canzoni d'amore mostravano frustrazioni e risentimenti sommessi. Nei suoi perspicaci e compassionevoli ritratti dei "rifiuti della società" - alcolisti, vagabondi, drogati, prostitute ("Jef" e "Jacky") - evitava facili sentimentalismi, e dipingeva il lato sgradevole della vita.

Compose e registrò quasi esclusivamente in francese, ed è tuttora considerato nei paesi francofoni uno dei migliori compositori di tutti i tempi. Occasionalmente includeva nei suoi testi parti in nederlandese (nella variante fiamminga), come in "Marieke", e registrò perfino alcune canzoni completamente in nederlandese come "Le Plat Pays" e "Les bourgeois" (a causa della sua scarsa conoscenza della lingua nederlandese, le traduzioni di queste canzoni furono eseguite da Ernst van Altena, famoso traduttore di canzoni francesi).

Il suo atteggiamento verso i fiamminghi era contraddittorio: a volte si dichiarava fiammingo e presentava se stesso come un cantante fiammingo, ma allo stesso tempo irrideva il loro stile di vita rozzo con canzoni come "Les Flamandes". Più tardi nella sua carriera Brel si scagliò contro i "flamingants" (i sostenitori del movimento fiammingo). In La, la, la (1967) scrisse il verso "Vive les Belgiens, merde pour les flamingants" ("Viva i belgi, merda per i "flamingants"), e in "Les F..." (1977) dipinse i "flamingants" come "Nazis durant les guerres et catholiques entre elles" ("Nazisti durante le guerre e cattolici tra di esse"). Per Brel tutti i "flamingants" appartenevano alla destra estremista.

Busto di bronzo realizzato in occasione del 30º dalla sua morte

Sebbene Brel considerasse la Francia come la propria "nazione spirituale" ed esprimesse sovente dichiarazioni negative sulla propria terra, alcune delle sue migliori composizioni sono un accorato omaggio al Belgio: "Le plat pays" e "Il neige sur Liège".

Come attore ottenne fama recitando insieme a Claude Jade nel film "Mon oncle Benjamin" e insieme ad Annie Girardot nel film "La banda Bonnot".

Apparve nel musical "L'homme de la Mancha" del quale fu anche anche regista e traduttore. Prese parte a svariati film, ma le sue interpretazioni non godono della stessa considerazione delle sue esibizioni musicali. Per vent'anni fu una delle maggiori stelle a guadagnarsi riconoscimento al di là del pubblico francofono. Nel 1973 sì ritirò nella Polinesia francese, rimanendovi fino al 1977 quando tornò a Parigi e registrò il suo ultimo album.

Morì nel 1978 all'età di 49 anni di cancro ai polmoni, di cui era affetto da circa dieci anni[1] e fu sepolto nel "Calvary Cemetery" ad Atuona, Hiva Oa, Isole Marchesi, nella Polinesia francese, a pochi metri dal pittore francese Paul Gauguin.

"Jacques Brel is Alive and Well and Living in Paris" è uno spettacolo di varietà musicale sull'arte di Jacques Brel, eseguito in giro per il mondo per molti anni, che include traduzioni in rima dei suoi lavori in inglese; fu composto da Mort Shuman, amico di Brel, e debuttò nel 1968. L'opera è eseguita da 2 uomini e 2 donne (originariamente Elly Stone, Mort Shuman, Shawn Elliott e Alice Whitfield). Nel 1974 ne venne tratto un film.

Cover [modifica]

Le sue canzoni sono state reinterpretate in lingua originale da molti artisti: Isabelle Boulay, Florent Pagny, Serge Lama, Dalida, Céline Dion, Nina Simone, Marlene Dietrich, Barbara, Ginette Reno, Johnny Hallyday, Garou, Helene Segara, Julie Zenatti, Ute Lemper, Charis Alexiou, Bruno Pelletier. Tra gli artisti che in Italia hanno interpretato le sue canzoni ricordiamo in particolare Duilio Del Prete, Gipo Farassino, Giorgio Gaber, Dori Ghezzi, Bruno Lauzi, Gino Paoli, Patty Pravo, Ornella Vanoni e Franco Battiato.

Traduzioni delle sue canzoni (famosa è Ne me quitte pas in inglese con il titolo di If you go away) in italiano, inglese, emiliano, corso, tedesco sono state eseguite da David Bowie (Amsterdam), Gino Paoli e Patty Pravo (Non andare via), Franco Califano (Ne me quitte pas in francese), Scott Walker, Luca Faggella (che ha dedicato un intero album di cover a Brel), Terry Jacks, Alex Harvey, Jack Lukeman, Marc Almond, The Paper Chase, John Denver (Amsterdam), Shirley Bassey (If you go away), Emiliana Torrini (If you go away), Helen Merrill (If you go away), Ute Lemper (If you go away, Amsterdam), I Muvrini (Amsterdam), Herbert Pagani (Lombardia, Che bella gente, Il moribondo), Pippo Pollina (Amsterdam), The Dresden Dolls (Amsterdam), Franco Battiato, Patty Pravo, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti,Luca Barbarossa, (La canzone dei vecchi amanti), Giorgio Gaber (Che bella gente, "I borghesi"), Joe Sentieri (che tradusse e incise in genovese Vesoul, Jacky, Jef e La chanson des vieux amants), Bruno Lauzi (I bonbon, Le bigotte, Quella gente là), Rossana Casale, Walter Di Gemma, Dino Sarti (In dal pôrt d'Amsterdam), Giulio Casale (Se non hai che l'amore), Roberto Vecchioni (Le stagioni del sole) e dal polacco Jan Riesenkampf.

Nel 1999 Rossana Casale ha dedicato un intero album di cover a Brel, dal titolo Jacques Brel in Me

Duilio Del Prete ha inciso molte traduzioni di Brel, racchiuse in un album doppio.

Il comico romano Gigi Proietti prende affettuosamente in giro Ne me quitte pas nel suo celebre sketch Il cantante di night club.

Nel cd In territorio nemico del 2007 scritto da Giorgio Faletti per Milva, la cantante interpreta Jacques, raffinata canzone ispirata a Brel.

Discografia [modifica]

  • 1953: Primo singolo registrato a Bruxelles: La Foire/Il y a
  • 1954: Primo album: Jacques Brel et ses chansons
  • 1957: Quand on n'a que l'amour, Heureux Pardons,...
  • 1958: Je ne sais pas, Au printemps,...
  • 1958: Disco per la rivista Marie-Claire che comprende L'introduction à la Nativité e L'Évangile selon saint Luc
  • 1959: La valse à mille temps, Ne me quitte pas, Je t'aime, Isabelle, La mort, ...
  • 1961: Marieke, Le moribond,...
  • 1962: Olympia d'octobre 1961
  • 1963: Les Bigotes, Les vieux, La Fanette,...
  • 1964: Jef, Les bonbons, Mathilde,...
  • 1964: Olympia 1964
  • 1965: Ces gens-là, Fernand,...
  • 1967: 67 che comprende Mon enfance, À jeun,...
  • 1968: Vesoul, L'éclusier,...
  • 1970: L'Homme de la Mancha
  • 1972: Nuova registrazione di vecchie canzoni
  • 1977: Les Marquises
  • 1998: L'Intégrale
  • 2003: Coffret intégral 2003

Filmografia [modifica]

Jacques Brel in italiano [modifica]

Le canzoni di Jacques Brel sono state spesso tradotte in italiano (Duilio Del Prete ha dedicato all'autore un intero album, intitolato Duilio Del Prete canta Brel); di seguito riportiamo un elenco non esaustivo delle principali cover (con l'indicazione del titolo in italiano, dell'interprete e dell'anno di pubblicazione).
Alcune canzoni risultano essere state incise con diverse traduzioni (è il caso, ad esempio, di Le moribond).

  • - in quel periodo incide per la CAM , Casa discografica collegata a "Sorrisi", la colonna sonora originale del fim: La scocciatrice. (CAM AMP 127 stereo, 45 giri). Copertina: U.Iacolucci.
Anno Titolo originale Titolo italiano Autore del testo in italiano Esecutori
1962 Ne me quitte pas Non andare via Gino Paoli Gino Paoli; poi Patti Pravo nel 1970
1966 Le moribond Testamento all'italiana Herbert Pagani Herbert Pagani
1966 Le plat pays Lombardia Herbert Pagani Herbert Pagani
1966 Ces gens-là Quella gente là Bruno Lauzi Bruno Lauzi
1969 Ces gens-là Che bella gente Herbert Pagani Herbert Pagani; poi Giorgio Gaber nel 1971
1970 Les Bigottes Le bigotte Bruno Lauzi Bruno Lauzi
1971 La Chanson des Vieux Amants Canzone degli amanti Sergio Bardotti e Duilio Del Prete Patti Pravo; poi Franco Battiato nel 1999 e Susanna Parigi nel 2006, con Kaballà, e nel 2009
1972 Les bonbons I bonbons Bruno Lauzi Bruno Lauzi
1972 La java des bombes atomiques La giava delle bombe atomiche Bruno Lauzi Bruno Lauzi
1972 Mon enfance Un bambino Bruno Lauzi Bruno Lauzi
1975 Le moribond Stagioni fuori tempo Ermanno Capelli Maurizio
2001 Amsterdam Amsterdam Pippo Pollina Pippo Pollina
2005 Le moribond Le stagioni nel sole Roberto Vecchioni Roberto Vecchioni
2008 Les vieux I vecchi non parlano più Sergio Secondiano Sacchi Roberto Vecchioni
2008 Le moribond Questo nuovo amore Sergio Bardotti Max Manfredi
2008 Je ne sais pas Io non lo so Sergio Bardotti e Nini Giacomelli Max Manfredi
2008 Le plat pays Questa pianura Sergio Bardotti e Gino Paoli Max Manfredi

Gli interpreti italiani [modifica]

Le canzoni di Jacques Brel sono state cantate in italiano dai seguenti artisti (in ordine cronologico) :

Note [modifica]

  1. ^ La lunga morte di Brel Archiviolastampa.it
  2. ^ Due nuove canzoni, parole e musica di Norman Zoia, nel repertorio di Franco Visentin, il cantore che forse più ha riproposto Brel in Italia, grazie anche alle traduzioni di Enrico Medail. Particolarmente toccante è Chansonnier, ballata-omaggio allo stesso Jacques Brel.- Sprospettive, Barbara Ferrari, luglio 1990, pag 3.
  3. ^ Hanno interpretato Amsterdam
  4. ^ Ha tradotto Brel in milanese

"Se Brassens influenzò alcuni cantautori in modo intenso, specifico e però (o perciò) circoscritto, l'influsso di Brel è stato più indiretto e proprio per questo più diffuso, più pervasivo, più insinuante:è quello che, in maniera meno precisa e specifica ma molto più sottile e strisciante, penetra in misura più massiccia nel gusto dei cantautori italiani, che finiranno per saccheggiarlo a man bassa. Non stiamo cioè parlando solo delle traduzioni che Duilio Del Prete, Gino Paoli, Herbert Pagani, Bruno Lauzi, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Dino Sarti, Enrico Medail, Franco Visentin, Renato Dibì, Grazia De Marchi, Rossana Casale e altri hanno curato o inciso in italiano (e qualcuno anche in dialetto, ovvero Joe Sentieri in genovese e Walter Di Gemma in milanese, come Svampa per Brassens). C'è tutto un gusto della parola cantata, vivo ancora oggi, che porta la sua cifra. In Paoli, Tenco, Gaber, Endrigo, Lauzi, De André, Guccini, Vecchioni...in questi e altri ancora c'è molto o un po' di Brel."

di Enrico de Angelis

Tratto da TRASPARENZE "Le mal de Paris" - Influenza della canzone francese su quella italiana. Ed. San Marco dei Giustiniani in Genova pag. 46

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Collegamenti esterni [modifica]

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