Jacques Brel
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| Jacques Brel | ||
![]() Ritratto di Jacques Brel. |
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| Nazionalità | ||
| Genere | Musica d'autore Musica popolare Chanson |
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| Periodo attività | 1953 - 1977 | |
| Sito ufficiale | Fondazione Brel | |
| Si invita a seguire lo schema del Progetto Musica | ||
Jacques Brel (Schaerbeek, 8 aprile 1929 – Bobigny, 9 ottobre 1978) è stato un cantautore e compositore belga di lingua francese. Considerato anche, grazie al forte potere espressivo dei suoi testi, poeta. Ricordato nelle nazioni francofone come attore e regista teatrale. Partecipò nel 1969 al film "Mon oncle Benjamin" nel ruolo principale. Scrisse, diresse ed apparve nel film "Le Far West" candidato nel 1973 per la Palma d'Oro al Festival di Cannes.
Indice |
[modifica] Biografia
Nacque a Schaerbeek, Belgio, un distretto di Bruxelles, ma visse la maggior parte della sua vita a Parigi. Morì a Bobigny nei sobborghi della capitale francese e fu sepolto nelle isole Marchesi in Polinesia Francese.
Nei primi anni '50 si trasferì a Parigi, dove iniziò a scrivere musica e cantare nei cabaret e nelle sale concerti della città. Sul palco portava le sue canzoni accompagnate da grandi gestualità fisiche. Dopo che ebbe raggiunto il successo, anche sua moglie e le figlie si trasferirono dal Belgio nella capitale francese. Nel 1956, mentre stava girando l'Europa, registrò la canzone "Quand on n'a que l'amour" che gli permise di ricevere il primo importante riconoscimento. Apparve in uno show con Maurice Chevalier e Michel Legrand.
I temi dei suoi testi sono estremamente diversi, esplorano l'amore ("Je t'aime", "Litanies pour un retour", "Dulcinéa"), la società ("Les singes", "Les bourgeois", "Jaurès") e il lato spirituale ("Le bon Dieu", "Dites, si c'ètait vrai", "Fernand"). Il suo lavoro non si limita ad un unico stile. Fu abile sia nelle composizioni divertenti ("Les bonbons", "Le lion", "Comment tuer l'amant de sa femme...") che in quelle drammatiche ("Voir un ami pleurer", "Fils de...", "Jojo").
La sua acuta intuizione lo fece diventare un "pittore" creativo ed innovativo della quotidianità con una facilità poetica molto rara. Fu un grande poeta. Il suo utilizzo intelligente delle parole era singolare e semplice, rivelava un forte vocabolario visuale e di significati. Pochi suoi pari sono considerati in grado quanto lui di inserire tanta attualità e senso ad una frase utilizzando poche parole di uso comune.
Brel possedeva anche un intenso senso della metafora, in "Je suis un soir d'été" il narratore è una sera d'estate che racconta cosa osserva mentre scende sulla città. Benché fosse considerato un maestro con i testi, i suoi temi musicali non erano da meno, ed anche quì non si limitò ad un unico stile. Compose sia melodie ritmiche, accattivanti e vivaci ("L'aventure", "Rosa", "Au printemps") così come canzoni tristi e solenni ("J'en appelle", "Pourquoi faut-il que les hommes s'ennuient?").
Il romanticismo lirico di Brel, qualche volta rivelava livelli di oscurità e amara ironia. In certi momenti le sue canzoni d'amore potevano mostrare istanti di frustrazioni e risentimenti appena soppressi. I suoi perspicaci e compassionevoli ritratti di coloro chiamati comunemente rifiuti della società, alcolisti, vagabondi, drogati, prostitute descritti in "Jef" e "Jacky", evitavano semplici sentimentalismi, e dipingevano anche il lato sgradevole di questo stile di vita.
Compose e registrò le sue canzoni quasi esclusivamente in francese, ed è tutt'ora considerato nei paesi francofoni uno dei migliori compositori di tutti i tempi. Ma occasionalmente includeva nei suoi testi parti in olandese (come in "Marieke"), e registrò perfino alcune canzoni in olandese come "Le Plat Pays" e "Les bourgeois" (a causa della sua scarsa conoscenza della lingua olandese, le traduzioni di queste canzoni furono eseguite da Ernst van Altena, famoso traduttore di canzoni francesi).
La sua attitudine verso i fiamminghi sembrava contraddittoria: a volte si dichiarava come un fiammingo e presentava sé stesso come un cantante fiammingo, ma allo stesso tempo irrise il loro stile di vita rozzo con la canzone "Les Flamandes". Più tardi nella sua carriera diresse la sua ira contro i "flamingants" (i sostenitori del movimento fiammingo). Da La, la, la (1967) queste parole "Vive les Belgiens, merde pour les flamingants" ("Viva i belgi, merda per i "flamingants"). In "Les F..." (1977) Brel dipinse i "flamingants" come "Nazis durant les guerres et catholiques entre elles" ("Nazisti durante le guerre e cattolici tra di esse"). Apparentemente a Brel tutti i "flamingants" apparivano l'estrema destra estremista.
Sebbene la Francia fosse la sua "nazione spirituale" e Brel espresse dichiarazioni contradditorie sulla sua nazione nativa, molti fanno notare come alcune delle sue migliori composizioni paghino tributo al Belgio, per esempio le canzoni "Le plat pays" e "Il neige sur Liège".
Come atttore ottenne fama recitando insieme a Claude Jade nel film "Mon oncle Benjamin".
Apparve nel musical "l'homme de la Mancha" del quale si occupò anche della regia e della traduzione del testo, inoltre prese parte in svariati film, sebbene le sue interpretazioni non godano della stessa considerazione delle sue esibizioni musicali. Per vent'anni è stato una delle maggiori stelle a guadagnarsi riconoscimento al di là del pubblico francofono. Nel 1973 sì ritirò nella Polinesia francese, rimanendovi fino al 1977 quando tornò a Parigi e registrò il suo ultimo album.
Morì di un cancro ai polmoni e fu sepolto nel "Calvary Cemetery" ad Atuona, Hiva Oa, Isole Marchesi, nella Polinesia francese giusto pochi metri lontano dal pittore francese Paul Gauguin.
"Jacques Brel is Alive and Well and Living in Paris" è uno spettacolo di varietà musicale sull'arte di Jacques Brel che fu eseguito in giro per il mondo per molti anni. Che include traduzioni in rima dei suoi lavori in lingua inglese, fu composto da Mort Shuman amico di Brel e debuttò nel 1968. L'opera è eseguita da 2 uomini e 2 donne (originariamente Elly Stone, Mort Shuman, Shawn Elliott e Alice Whitfield). Nel 1974 venne tratto un film dallo spettacolo.
[modifica] Cover
Le sue canzoni sono state reinterpretate da molti artisti in lingua originale, fra loro Isabelle Boulay, Florent Pagny, Serge Lama, Dalida, Céline Dion, Nina Simone, Barbara, Ginette Reno, Johnny Hallyday, Garou, Helene Segara, Julie Zenatti, Ute Lemper...
Traduzioni delle sue canzoni (la più famosa è Ne me quitte pas in inglese con il titolo di If you go away) in italiano, inglese , emiliano, corso... sono state eseguite da David Bowie (Amsterdam), Patty Pravo (Non andare via) Scott Walker, Terry Jacks, Alex Harvey, Jack Lukeman, Marc Almond, The Paper Chase, John Denver (Amsterdam), Shirley Bassey (If you go away), Emiliana Torrini (If you go away), Helen Merrill (If you go away), Ute Lemper (If you go away, Amsterdam), I Muvrini (Amsterdam), Pippo Pollina (Amsterdam), The Dresden Dolls (Amsterdam), Gino Paoli (Non andare via), Franco Battiato (La canzone dei vecchi amanti), Giorgio Gaber (I borghesi), Rossana Casale, Walter Di Gemma, Patty Pravo (La canzone dei vecchi amanti), Petra Magoni e Ferruccio Spinetti (La canzone dei vecchi amanti, Non andare via), Dino Sarti (In dal pôrt d'Amsterdam) e dal polacco Jan Riesenkampf.
[modifica] Discografia
- 1953 : Primo singolo registrato a Bruxelles: La Foire/Il y a
- 1954 : Primo album: Jacques Brel et ses chansons
- 1957 : Quand on n'a que l'amour, Heureux Pardons,...
- 1958 : Je ne sais pas, Au printemps,...
- 1958 : Disco per la rivista Marie-Claire che comprende L'introduction à la Nativité e L'Évangile selon saint Luc
- 1959 : La valse à mille temps, Ne me quitte pas, Je t'aime, Isabelle, La mort, ...
- 1961 : Marieke, Le moribond,...
- 1962 : Olympia d'octobre 1961
- 1963 : Les Bigotes, Les vieux, La Fanette,...
- 1964 : Jef, Les bonbons, Mathilde,...
- 1964 : Olympia 1964
- 1965 : Ces gens-là, Fernand,...
- 1967 : 67 che comprende Mon enfance, À jeun,...
- 1968 : Vesoul, L'éclusier,...
- 1970 : L'Homme de la Mancha
- 1972 : Nuova registrazione di vecchie canzoni
- 1977 : Les Marquises
- 1998 : L'Intégrale
- 2003 : Coffret intégral 2003
[modifica] Filmografia
- 1968 : Les Risques du métier di André Cayatte
- 1968 : La banda Bonnot (La Bande à Bonnot) di Philippe Fourastié
- 1969 : Mio zio Beniamino (Mon oncle Benjamin) di Édouard Molinaro
- 1970 : Mont-Dragon di Jean Valère
- 1971 : Les Assassins de l'ordre di Marcel Carné
- 1971 : Franz
- 1972 : L'avventura è l'avventura (L'aventure c'est l'aventure) di Claude Lelouch
- 1972 : Le Bar de la Fourche di Alain Levent
- 1972 : Le Far-West
- 1973 : Il rompiballe (L'Emmerdeur) di Édouard Molinaro
[modifica] Gli interpreti italiani
Le canzoni di Jacques Brel sono state cantate in italiano dai seguenti artisti (in ordine cronologico) :
- Gino Paoli
- Herbert Pagani
- Sergio Endrigo
- Bruno Lauzi
- Roby Matano
- Gipo Farassino
- Duilio Del Prete
- Cristiano Metz
- Patty Pravo
- Giorgio Gaber
- Dino Sarti
- Milly
- Maurizio Arcieri
- Grazia De Marchi
- Franco Visentin[1].
- Dori Ghezzi
- Filipponio
- Ornella Vanoni
- Rino “Joe” Sentieri
- Dalida
- Renato Dibì
- Franco Battiato
- Rossana Casale
- Pippo Pollina
- Roberto Vecchioni
- Alessio Lega
- IANVA[2]
- Walter Di Gemma[3]
[modifica] Note
- ^ Due nuove canzoni, parole e musica di Norman Zoia, nel repertorio di Franco Visentin, il cantore che forse più ha riproposto Brel in Italia, grazie anche alle traduzioni di Enrico Medail. Particolarmente toccante è Chansonnier, ballata-omaggio allo stesso Jacques Brel.- Sprospettive, Barbara Ferrari, luglio 1990, pag 3.
- ^ Hanno interpretato Amsterdam
- ^ Ha tradotto Brel in milanese
"Se Brassens influenzò alcuni cantautori in modo intenso, specifico e però (o perciò) circoscritto, l'influsso di Brel è stato più indiretto e proprio per questo più diffuso, più pervasivo, più insinuante:è quello che, in maniera meno precisa e specifica ma molto più sottile e strisciante, penetra in misura più massiccia nel gusto dei cantautori italiani, che finiranno per saccheggiarlo a man bassa. Non stiamo cioè parlando solo delle traduzioni che Duilio Del Prete, Gino Paoli, Herbert Pagani, Bruno Lauzi, Patty Pravo, Ornella Vanoni, Dino Sarti, Enrico Medail, Joe Sentieri, Franco Visentin, Renato Dibì, Grazia De Marchi, Rossana Casale e altri hanno curato o inciso in italiano ( e qualcuno, ovvero Walter Di Gemma, anche in milanese, come Svampa per Brassens). C'è tutto un gusto della parola cantata, vivo ancora oggi, che porta la sua cifra. In Paoli, Tenco, Gaber, Endrigo, Lauzi, De André, Guccini, Vecchioni...in questi e altri ancora c'è molto o un po' di Brel."
di Enrico de Angelis
Tratto da TRASPARENZE "Le mal de Paris" - Influenza della canzone francese su quella italiana. Ed. San Marco dei Giustiniani in Genova pag. 46
[modifica] Collegamenti esterni
- Fondazione Jacques Brel
- Jacques Brel discografia
- Jacques Brel Lyrics
- Collezione Jacques Brel
- {it+fr+en+nl} La chanson de Jacky - Le chansons, le covers, la vita e l'attualità di Jacques Brel


