Corrado Calabrò

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Corrado Calabrò
Corrado Calabrò (2011)

Corrado Calabrò (2011)


Presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Durata mandato 9 maggio 2005 –
10 luglio 2012
Predecessore Enzo Cheli
Successore Angelo Marcello Cardani

Corrado Calabrò (Reggio Calabria, 1935) è un giurista, scrittore e poeta italiano, presidente dell'Agcom dal 2005 al 2012.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Incarichi in magistratura[modifica | modifica sorgente]

Dopo una laurea in giurisprudenza conseguita nel giugno 1957 all'università di Messina, Calabrò ha fatto carriera prima nella Corte dei Conti e poi, dal 1968, nel Consiglio di Stato, del quale nel 1982 è diventato presidente di sezione. Nell'organismo di secondo grado della giustizia amministrativa si è occupato sia delle sezioni giurisdizionali che di quelle consultive ed è stato anche addetto al Consiglio di giustizia amministrativa per la Regione Siciliana, l'organismo di secondo grado della giustizia amministrativa nell'ordinamento a statuto speciale dell'isola. Dal 1990 è stato presidente aggiunto della Terza sezione del Consiglio di Stato, passando alla Quinta nel 1996.

L'anno successivo è diventato presidente titolare della III sezione, incarico mantenuto fino al 31 dicembre 2000. Nel mese di luglio del 1999 è stato eletto presidente dell'Associazione magistrati del Consiglio di Stato, incarico che ha conservato fino al mese di settembre del 2001. Il 1º gennaio 2001 è diventato presidente titolare della sezione per gli atti normativi. Il 1º ottobre dello stesso anno è diventato presidente del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, presiedendo anche la I sezione, quella dedicata alla funzione pubblica nell'economia con particolare attenzione all'Antitrust, alla Consob e alla Banca d'Italia. Nella sua carriera è stato anche presidente del Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore.

Calabrò, specialista di diritto del lavoro e di diritto amministrativo, è autore di alcuni saggi in materia.

Incarichi nella pubblica amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Giorgio Napolitano e Corrado Calabrò (2006)

Accanto agli incarichi in magistratura, Calabrò ha ricevuto numerosi incarichi nella pubblica amministrazione. Dal 1963 al 1968 ha seguito Aldo Moro alla presidenza del Consiglio dei ministri, guidando la segreteria tecnico-giuridica di Palazzo Chigi. Negli anni successivi è stato capo di gabinetto dei ministeri del Bilancio, del Mezzogiorno, della Sanità, dell'Industria, dell'Agricoltura, della Marina mercantile, delle Poste e telecomunicazioni (1978), della Pubblica istruzione e dell'università, delle Politiche comunitarie e delle Riforme istituzionali.

Dal 2002 al 2005 è stato Presidente del Comitato consultivo permanente per il diritto d'autore. Il 9 maggio 2005 è stato nominato, con decreto del presidente della Repubblica e su indicazione del Consiglio dei ministri, presidente dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni carica che ha ricoperto fino a luglio 2012.

Attività letteraria[modifica | modifica sorgente]

Sin dal 1960 Calabrò ha svolto anche un'intensa attività letteraria, come autore di poesia e narrativa. Per la sua opera letteraria, l'università Mechnikov di Odessa e l'università Vest Din di Timișoara gli hanno conferito, rispettivamente nel 1997 e nel 2000, la laurea honoris causa[1].

Opere letterarie:

  • Prima attesa (1960), Guanda
  • Agavi in fiore (1976), SEN
  • Vuoto d'aria (1979 e 1980), Guanda
  • Presente anteriore (1981), Vanni Scheiwiller
  • Mittente sconosciuta (1984), Franco Maria Ricci
  • Deriva (1989), Il Gabbiano
  • Vento d'altura (1991), BM Italiana
  • Rosso d'Alicudi, 1992, Mondadori
  • La última luna de junio (1995), Franco Maria Ricci
  • Ricorda di dimenticarla, (1999), Newton & Compton,
  • Le ancore infeconde (2000) Ed. Pagine, Lo scrigno
  • Lo stesso rischio (Le même risque) (2000), Crocetti
  • Una vita per il suo verso. Poesie (1960-2002), Mondadori, 2002
  • Poesie d’amore (2004), Newton Compton
  • La stella promessa (2009), ne “Lo Specchio” di Mondadori
  • T'amo di due amori (2010), EditVallardi
  • Dimmelo per SMS (2011), EditVallardi.

Le poesie di Corrado Calabrò sono state tradotte e pubblicate in una quindicina di lingue; numerose sono le trasposizioni teatrali e musicali dei suoi versi con recital in una ventina di città, anche all’estero.

Delle sue poesie sono in circolazione vari compact disc con le voci di Achille Millo, Riccardo Cucciolla, Giancarlo Giannini, Walter Maestosi, Paola Pitagora, Alberto Rossatti, Daniela Barra.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Insignito dall'Ordine Costantiniano di San Giorgio[2]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ la biografia sul sito dell'Agcom
  2. ^ Da Berlusconi a D’Alema, da Formigoni a Gianni Letta: ecco l’esercito dei Cavalieri - Il Fatto Quotidiano

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]