Carla Bruni

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Carla Bruni-Sarkozy
Carla Bruni-Sarkozy nel 2010

Carla Bruni-Sarkozy nel 2010


Première dame di Francia
Predecessore Cécilia Attias
Successore Valérie Trierweiler
Carla Bruni
Carla Bruni nel 2008
Carla Bruni nel 2008
Nazionalità Italia Italia
Francia Francia
Genere Chanson
Folk
Pop
Periodo di attività 20022008
2013 –in attività
Strumento chitarra
Etichetta Naïve Records
Barclay
Album pubblicati 4
Studio 4
Sito web
Carla Bruni
Carla Bruni Cannes 1999.jpg
Carla Bruni nel 1999
Altezza 176[1] cm
Misure 86-61-89[1]
Taglia 34[1] (UE) - 4[1] (US)
Peso 59.6 kg
Scarpe 38[1] (UE) - 7[1] (US)
Occhi Blu
Capelli Castani

Carla Gilberta Bruni Tedeschi, conosciuta come Carla Bruni, nome che lei continua ad utilizzare per la carriera artistica, o Carla Bruni-Sarkozy, che utilizza a seguito del matrimonio con Nicolas Sarkozy, (Torino, 23 dicembre 1967), è un'ex modella, cantautrice, attrice, già Première dame di Francia, italiana naturalizzata francese.

È la terza moglie dell'ex presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, dal quale ha avuto una figlia, Giulia, il 19 ottobre 2011. Secondo la rivista Forbes è stata nel 2010 al 35º posto nella lista delle donne più potenti del mondo[2].

Vive in Francia dall'età di sette anni, conduce una carriera da modella tra il 1987 e il 1997 per poi riconvertirsi nella musica come cantautrice. Ha scritto diversi brani dell'album Si j'étais elle di Julien Clerc nel 2000, e ha pubblicato il suo primo album, Quelqu'un m'a dit nel 2002. Ha vinto due anni dopo, la Victoire de la musique come l'artista musicale femminile dell'anno. Nel 2007, ha pubblicato il suo secondo album, No Promises, poi Comme si de rien n'était nel 2008 e Little French Songs nel 2013.

Impegnata nel sociale, nel 2009 ha creato la Fondation Carla Bruni-Sarkozy per promuovere l'accesso alla cultura e alla conoscenza a tutti.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Proveniente da una ricca famiglia torinese, proprietaria del castello di Castagneto Po con annesso podere, stalle e allevamento suinicolo, all'età di 6 anni si trasferisce con i genitori a Parigi per paura di un rapimento da parte delle Brigate Rosse. Il nonno, Virginio Bruni Tedeschi, aveva fondato negli anni venti la CEAT, la seconda industria italiana della gomma dopo la Pirelli, poi venduta dal padre a metà degli anni settanta[3]. Dopo il trasferimento a Parigi, il padre si dedica all'attività di compositore, fino a diventare direttore artistico del Teatro Regio di Torino.

Dopo gli studi presso scuole private in Svizzera, ritorna in Francia per iscriversi alla facoltà di architettura alla Sorbona, che però lascia a 19 anni per diventare una modella a tempo pieno. Negli anni novanta diventa una delle modelle più pagate al mondo, arrivando a guadagnare 7,5 milioni di dollari all'anno e lavorando con numerose case di moda, tra le quali Christian Dior, Paco Rabanne, Sonia Rykiel, Christian Lacroix, Karl Lagerfeld, John Galliano, Yves Saint-Laurent, Chanel, Versace.[4]

Per un periodo la Bruni vive presso Jean-Paul Enthoven e ad un certo punto si innamora di suo figlio, il professore di filosofia Raphaël Enthoven, ed avvia una relazione con lui; a quel tempo, Raphaël era sposato con la romanziera Justine Lévy, figlia del filosofo Bernard-Henri Lévy[5]. Questa relazione, con la conseguente fine del proprio matrimonio, ispira alla Lévy il libro Rien de grave, nel quale la scrittrice fa un ritratto al vetriolo del personaggio "Paula", la modella "imbellita chirurgicamente" che ruba il marito alla protagonista, descrivendola come una "mantide" e una "sanguisuga con un sorriso da Terminator"[6]. Da Raphaël Enthoven la Bruni ha avuto nel 2001 un figlio, Aurélien[7]; allo stesso Raphaël ha dedicato la canzone Raphaël, contenuta nel suo primo album Quelqu'un m'a dit.

Nel 1998 esce dal mondo della moda per dedicarsi ad un'altra sua passione, la musica. Nel 2000 compone i testi di alcune canzoni dell'album Si j'étais elle di Julien Clerc. Inizia la sua carriera solista nel 2002, pubblicando l'album Quelqu'un m'a dit, uscito in Italia l'anno dopo. Il disco ottiene un grande successo di critica e di vendite, soprattutto in Francia[8]. Nel 2003 è invitata al Festival di Sanremo come ospite. Nel 2004 vince il premo Victoire de la musique come artista femminile dell'anno.

Il 15 gennaio 2007 è uscito in tutta Europa il suo secondo album No Promises, interamente cantato in inglese. Da ottobre del 2007 e di nuovo nel 2008 Carla Bruni è testimonial pubblicitario della Lancia Musa in due spot televisivi. Il 16 dicembre 2007 la stampa francese ha reso pubblica la sua relazione con il Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, da poco separato dalla moglie Cécilia Attias, i due si erano conosciuti nel novembre 2007 ad una cena da Jacques Séguéla. La coppia si è sposata il 2 febbraio 2008 al Palazzo dell'Eliseo, con una breve cerimonia in forma civile; una dei suoi due testimoni è stata l'attrice Marine Delterme[9].

L'11 luglio 2008 esce il suo terzo album Comme si de rien n'était, cantato interamente in francese, ad eccezione di due cover: You Belong to Me, vecchia canzone del 1952 di Pee Wee King, Redd Stewart e Chilton Price, portata al successo da Jo Stafford,[10] ed Il vecchio e il bambino di Francesco Guccini. Il ricavato delle vendite dell'album è devoluto in beneficenza.[11]

Il 1º dicembre 2008, Carla Bruni-Sarkozy è nominata ambassadrice mondiale pour la protection des mères et des enfants contre le SIDA presso il Fondo mondiale, l'Unicef e l'ONUSIDA. Il 23 aprile 2009, crea una fondazione col proprio nome: la Fondation Carla Bruni-Sarkozy per promuovere l'accesso al sapere e alla conoscenza verso i gruppi svantaggiati. Il 19 maggio 2010, lancia la campagna internazionale Born HIV Free, per sensibilizzare l'opinione pubblica circa la possibilità di eliminare la trasmissione del virus HIV da madre a figlio entro il 2015.

Nel 2010, viene fatta oggetto di insulti ed incitazioni ad ucciderla, in Iran, per la sua campagna a favore di Sakineh Mohammadi Ashtiani, condannata alla lapidazione per adulterio e omicidio[12].

A partire dai primi di maggio del 2011 sono iniziate a girare voci della sua presunta gravidanza gemellare, notizia successivamente smentita dalla stessa Bruni, la quale annuncia ufficialmente il 17 maggio 2011 di aspettare un figlio dal Presidente Francese Nicolas Sarkozy. Il 19 ottobre dello stesso anno è stata data notizia dagli stessi genitori della nascita di Giulia[13][14].

Nel gennaio del 2013 Carla Bruni, è tornata alle scene musicali e ha rilasciato il suo primo singolo intitolato Chez Keith et Anita che anticipa l'uscita del suo quarto album in studio intitolato Little French Songs. Per presentare questo lavoro, il 13 febbraio ha partecipato come ospite alla seconda serata del Festival di Sanremo, condotto da Fabio Fazio. Tra i brani, oltre a Chez Keith et Anita che cita Keith Richards e Anita Pallenberg, Mon Raymond dedicata al marito Nicolas Sarkozy e Dolce Francia adattamento in italiano della canzone di Charles Trenet Douce France.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Naturalizzata francese[15], è legalmente figlia dell'industriale e compositore Alberto Bruni Tedeschi e della pianista e attrice Marisa Borini; è sorella dell'attrice Valeria Bruni Tedeschi e cugina di secondo grado della ballerina e attrice Alessandra Martines. Aveva anche un fratello maggiore, Virginio, marinaio e fotografo, morto nel 2006 per complicazioni dovute all'HIV/AIDS, a cui sono dedicati la Fondation Virginio Bruni Tedeschi[16] e il Trophée Virginio[17], e al quale aveva dedicato la canzone Salut marin contenuta nell'album Comme si de rien n'était.

I Bruni Tedeschi hanno origini ebraiche e fu il nonno Virginio ad adottare il doppio cognome in seguito al matrimonio con la cattolica Orsola Bruni[18]. In Italia la famiglia viveva nel Castello di Castagneto Po, venduto nel 2009 da Carla, dalla sorella Valeria Bruni Tedeschi e dalla madre delle due per 17,5 milioni di euro al principe saudita Al-Walid bin Talal, tredicesimo uomo più ricco del mondo, in seguito divenuto il 14°[19][20].

Tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008, molti mezzi d'informazione hanno dato spazio alle dichiarazioni dell'imprenditore torinese Maurizio Remmert, il quale è il vero padre di Carla Bruni[21][22] e aveva avuto una relazione sentimentale con la madre Marisa Borini. Lo stesso afferma anche che la cosa era nota ad Alberto Bruni Tedeschi, il quale ha sempre trattato Carla Bruni come figlia legittima.

Lo stesso Remmert è stato invitato numerose volte all'Eliseo in occasione di feste famigliari e private, comparendo spesso al fianco di Carla Bruni e Sarkozy, che si sono anche recati a visitarlo in Brasile. Attraverso suo padre biologico Carla Bruni ha una sorella, Consuelo Remmert, che frequenta regolarmente[23] e che per un breve periodo ha lavorato come stagista dell'Eliseo[24].

La scoperta del padre biologico per Carla Bruni è avvenuta dopo la morte del padre naturale nel 1996, ed è il momento centrale del film biografico È più facile che un cammello che Valeria Bruni Tedeschi ha girato ispirandosi alla storia della sorella nel 2002.

Opinioni politiche[modifica | modifica wikitesto]

In occasione delle elezioni presidenziali in Francia del 2007, Carla Bruni, non avendo (ancora) la cittadinanza francese, non poté votare. Tuttavia al Le Nouvel Observateur affermò: "La Royal veramente non mi piace, ma voterei sempre a sinistra, come han sempre fatto i miei genitori".[25]

Nel luglio del 2008 dichiarò a France Inter: "Comprendo assolutamente tutte le reazioni; ed è in questo, che mi sento donna di sinistra: nella libertà che riconosco agli altri".

Nel gennaio del 2011 dichiarò a Le Parisien: "Ho fatto parte di una comunità di artisti. Eravamo bohémien, eravamo di sinistra, ma in quel periodo io votavo in Italia. Non ho mai votato per la sinistra in Francia e, vi dirò, non è adesso che comincerò a farlo. Non mi sento più veramente di sinistra. Ci sono stati alcuni fatti, alcuni commenti, in particolare sull'affare Polanski-Mitterrand (NDLR: il Ministro della Cultura aveva sostenuto il cineasta, egli è stato poi accusato di aver avuto rapporti sessuali con minori e averne fatto apologia nel suo libro "La Mauvaise Vie"). Ho sentito leader socialisti dire la stessa cosa di quelli del Fronte Nazionale. Sono rimasta davvero scioccata".[26]

Nel maggio del 2011, intervistata ancora da Le Parisien, affermò: "Anzitutto, io sono sarkozista... Sono ultra-sarkozista... Non sono più assolutamente, assolutamente di sinistra".[27]

Rapporto con l'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Benché italiana di nascita e da sempre legata alla cultura italiana, nel 2006 ad esempio ha consegnato la bandiera italiana per l'alzabandiera durante cerimonia di apertura delle Olimpiadi invernali di Torino, città a cui è da sempre legata e nella quale ritorna spesso, alcune sue dichiarazioni le hanno portato dure critiche da parte da parte di politici e dell'opinione pubblica italiana:

  • Secondo il Time si sarebbe impegnata attivamente[28] per impedire l'estradizione dalla Francia all'Italia della brigatista Marina Petrella, già condannata in Italia all'ergastolo per l'omicidio di un agente di polizia, tentato sequestro e tentato omicidio, sequestro di un magistrato, rapina a mano armata e vari attentati.
  • In un'intervista al Journal du Dimanche dell'8 novembre 2008[29], nel quale parlava di uguaglianza (nei confronti delle donne) e di un episodio di razzismo nei confronti di Naomi Campbell, concludeva dicendo: "Quella era l'America nel 1992! Quindi l'arrivo di Obama è ovviamente una gioia immensa. Per me, per tutti coloro che amano l'America. Per tutti i francesi, tra cui uno di loro che conosco abbastanza bene. So quanto siamo tutti pieni di speranza, pieni di aspettative. Al contrario, quando sento Silvio Berlusconi prendere l'evento alla leggera e scherzare sul fatto che Obama è 'sempre abbronzato', mi fa strano. Lo si metterà sull'umorismo ... Ma spesso, sono molto felice di essere diventata francese!" commentando la dichiarazione del Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi sul neoeletto presidente degli Stati Uniti, Barack Obama: "Obama è giovane, bello e anche abbronzato"; le ha subito replicato il senatore a vita Francesco Cossiga, dicendo: "Siamo ben lieti che Carla Bruni non sia più italiana"[30].
  • Secondo la stampa brasiliana, è intervenuta presso il Ministro della Giustizia brasiliano (che ha confermato) a favore della decisione di concedere asilo politico all'ex-terrorista Cesare Battisti[31]; la notizia è stata pubblicamente smentita nella trasmissione "Che tempo che fa" del 25 gennaio 2009.[32][33]. Inoltre è inverosimile immaginare che dopo aver lasciato l'Italia negli anni 70 per paura delle Brigate Rosse, la stessa anni dopo si impegni attivamente per difendere dei terroristi; in ogni caso, anche se nel caso di Battisti fosse intervenuta a suo sostegno, in seguito il governo brasiliano (presso cui sarebbe intervenuta) è cambiato (così come il governo francese con l'uscita di Sarkozy) e l'estradizione di Battisti verso l'Italia al 2013, a 4 anni dal suo presunto intervento, non è ancora avvenuta; quindi si dovrebbe evincere o che il suo intervento è stato talmente influente da perdurare negli anni anche a seguito dei citati cambiamenti politici oppure non c'è stato alcun intervento e la decisione è stata presa in autonomia dal Brasile.
  • Sempre durante la succitata trasmissione ha precisato di avere doppia nazionalità, italiana e francese, la seconda ottenuta per matrimonio[34], smentendo una sua precedente affermazione durante un'intervista da parte di una TV americana.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Quelqu'un m'a dit
  1. Quelqu'un m'a dit
  2. Raphaël
  3. Tout le monde
  4. La Noyée
  5. Le Toi du moi
  6. Le Ciel dans une chambre
  7. J'en connais
  8. Le Plus Beau du quartier
  9. Chanson triste
  10. L'Excessive
  11. L'Amour
  12. La Dernière Minute
No Promises
  1. Those dancing days are gone
  2. Before the world was made
  3. Lady weeping at the crossroads
  4. I felt my life with both my hands
  5. Promises like piecrust
  6. Autumn
  7. If you were coming in the fall
  8. I went to heaven
  9. Afternoon
  10. Ballade at thirty-five
  11. At last the secret is out
Comme si de rien n'était
  1. Ma jeunesse
  2. La Possibilité d'une île
  3. L'Amoureuse
  4. Tu es ma came
  5. Salut marin
  6. Ta Tienne
  7. Péché d'envie
  8. You belong to me
  9. Le Temps perdu
  10. Déranger les pierres
  11. Je suis une enfant
  12. L'Antilope
  13. Notre grand amour est mort
  14. Il vecchio e il bambino
Little French Songs
  1. J'arrive à toi
  2. Chez Keith et Anita
  3. Prière
  4. Mon Raymond
  5. Dolce Francia
  6. Pas une dame
  7. Darling
  8. La valse posthume
  9. Little french song
  10. Liberté
  11. Le pingouin

Classifiche di vendita[modifica | modifica wikitesto]

Anno Album Classifiche[35][36] Vendite
francesi / totali
Francia Francia D Belgio BEL/Fr Belgio BEL/Nl Svizzera Austria Italia Portogallo Spagna Svezia Paesi Bassi Danimarca Finlandia Germania Regno Unito Polonia Stati Uniti Canada World map.svg MONDO
2002 Quelqu'un m'a dit 1 1 9 4 27 4 5 14 ? ? 1 200 900 / ~ 2 000 000
2007 No Promises 1 1 1 2 1 11 11 6 5 55 47 2 65 27 630 000 / ?
2008 Comme si de rien n'était 1 1 2 6 3 10 15 21 32 31 38 23 15 58 30 195 15 20 193 000 / 481 000[37]
2013 Little French Songs 2 2 8 8 30 26 92 68 28 30 29

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

Televisione e cinema[modifica | modifica wikitesto]

Serie televisive[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

  • 2003 - Quelqu'un m'a dit fa parte della colonna sonora originale del film Le Divorce - Americane a Parigi.
  • 2003 - Tout le monde fa parte della colonna sonora originale del film In the city.
  • 2005 - Tre sue canzoni, Le Plus Beau du Quartier, J'en connais, "L'excessive, fanno parte della colonna sonora originale del film Conversations with Other Women.
  • 2006 - La Noyée fa parte della colonna sonora originale del film La casa sul lago del tempo.
  • 2007 - La canzone Quelqu'un m'a dit è presente nell'episodio 8 della stagione 1 della serie spagnola Colors en sèrie.
  • 2008 - La canzone Ballade at Thirty-Five appare alla fine dell'episodio 12 della stagione 5 della serie statunitense The L Word.
  • 2009 - La canzone Le Ciel dans une chambre appare nell'episodio 5 della stagione 3 della serie britannica Skins.
  • 2009 - Quelqu'un m'a dit fa parte della colonna sonora originale del film (500) giorni insieme.
  • 2010 - La canzone L'Amoureuse è suonata nell'episodio 5 della stagione 3 della serie statunitense Chuck.
  • 2010 - La canzone Tout le monde è presente in un episodio della serie spagnola Puzzled Love.

Premi e distinzioni[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere de l'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere de l'Ordre des Arts et des Lettres
— 24 giugno 2003[38]
Dama di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine di Carlo III
— 24 aprile 2009[39][40][41][42]
Dama di Gran Croce dell'Ordine Nazionale al Merito di Benin - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Gran Croce dell'Ordine Nazionale al Merito di Benin
— 26 gennaio 2010[43]

Note e bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f (EN) Carla Bruni in Fashion Model Directory, Fashion One Group.
  2. ^ Forbes sceglie Michelle "È la più potente del mondo" - Repubblica.it
  3. ^ Il padre Alberto, preferendo dedicarsi all'attività di compositore, vendette la CEAT alla Pirelli; dopo un periodo di grande splendore. iniziò per la CEAT una serie di crisi, che la portarono all'amministrazione straordinaria; vedi anche: Giuseppe Beraudo, Angelo Castrovilli, Carmelo Seminara, La CEAT, una fabbrica particolare (PDF) in Storia della Barriera di Milano dal 1946, Torino, Associazione Culturale "Officine della Memoria", 2006, p. 109. URL consultato il 29 aprile 2011.
  4. ^ Fashion Insider
  5. ^ (FR) When Carla Bruni broke hearts – Gala, Eliane Georges , 17 August 2005
  6. ^ John Follain, Nicolas Sarkozy and Carla Bruni: Coup de foudre, Times Online, 23 December 2007
  7. ^ Brendan Bernhard, The Supermodel School of Poetry, New York Sun, 2 febbraio 2007.
  8. ^ Scheda su deejay.it
  9. ^ Ansa.it
  10. ^ Anni dopo il brano riebbe una certa notorietà, essendo stato inserito nella colonna sonora del film L'ultimo spettacolo; venne anche reinciso da Vonda Shepard e, per la colonna sonora di Natural Born Killers, da Bob Dylan.
  11. ^ Bruni's 'Promises' To Arrive This Summer - Billboard.biz, May 21, 2008
  12. ^ Iran: quotidiano torna ad attaccare Carla Bruni, merita di morire - Adnkronos Esteri
  13. ^ L'annuncio di Sarkozy su Le Figaro
  14. ^ Ringraziamenti pubblici sul sito personale di Carla Bruni
  15. ^ Carla Bruni a obtenu sa naturalisation, 9 luglio 2008. URL consultato il 22 dicembre 2009.
  16. ^ Carla Bruni-Sarkozy | Fondation Virginio Bruni Tedeschi
  17. ^ Trophée Virginio
  18. ^ Valerie Benaim, Yves Azeroual, Nicolas Sarkozy and Carla Bruni. The true story, London, Cutting Edge Press, 2011.
  19. ^ Uno sceicco compra il castello di Carlà - LASTAMPA.it
  20. ^ Carla Bruni cede il castello di famiglia a uno sceicco
  21. ^ Bruno Vespa, Donne di cuori, Milano, Ed. Mondadori, 2009. ISBN 978-88-04-59362-1
  22. ^ Il padre naturale di Carla Bruni: "Vi racconto il legame con mia figlia.", da sito di La Repubblica, 09/01/2008
  23. ^ Le Figaro - France : Maurizio Remmert, le discret père de Carla Bruni
  24. ^ La stagista di Sarkozy? Consuelo Remmert, sorellastra di Carla
  25. ^ « Carla Bruni : “Je voterai toujours à gauche” », Le Nouvel Observateur, 27 décembre 2007
  26. ^ « Carla Bruni-Sarkozy : “Je n'ai jamais voté pour la gauche en France” », Le Parisien, 31 janvier 2011.
  27. ^ « Carla Bruni-Sarkozy : “Je suis ultra-sarkozyste” », Le Parisien, 2 mai 2011.
  28. ^ time.com
  29. ^ Carla Bruni-Sarkozy: "Il faut aider les élites à changer"
  30. ^ Gaffe Obama, la Bruni riapre il caso «Felice di non essere più italiana» - Corriere della Sera
  31. ^ globo.com
  32. ^ Carla Bruni da Fazio: nessun ruolo nella vicenda Battisti
  33. ^ Carla Bruni dément être intervenue dans l'affaire Battisti
  34. ^ Nel diritto francese, bisogna aspettare almeno 4 anni per ottenere la cittadinanza del marito francese, oppure 5 anni (ma possono diventare 2) attraverso la procedura di naturalizzazione (condizione necessaria ma non sufficiente), in entrambi i casi senza aver bisogno di ripudiare la prima cittadinanza: http://www.vie-publique.fr/decouverte-institutions/citoyen/citoyennete/citoyen-france/comment-devient-on-citoyen-francais.html
  35. ^ lescharts.com
  36. ^ acharts.us
  37. ^ (EN) Carla Bruni's Music Plans Spark Political Concerns - ABC News, 1er octobre 2010
  38. ^ Versailles - Iggy Pop - Yves Saint-Geours Sur le site jean-jacques-aillagon.typepad.fr
  39. ^ Le Figaro - Flash actu : Zapatero décore Sarkozy
  40. ^ Mme Sarkozy est reléguée au second plan par la princesse d'Espagne dans l’exhibition glamour. Sur le site dailymail.co.uk
  41. ^ Carla, ambassadrice de charme Sur le site parismatch.com
  42. ^ Bollettino Ufficiale di Stato
  43. ^ Distinction honorifique: Carla Sarkozy faite Grand Croix de l’Ordre national du Bénin Sur le site lapressedujour.net du 27 janvier 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 76126452 LCCN: no2008072891 SBN: IT\ICCU\UBOV\845147

in lingua francese
  • (FR) Christine Richard, Édouard Boulon-Cluzel, Carla Bruni, Itinéraire Sentimental : Qui est-elle Vraiment ?, Editions Privé, 2008, ISBN 978-2-35076-080-3.
  • (FR) Thierry Coljon, Carla Bruni, la dame de coeur, Renaissance du livre, 2008, ISBN 978-2-507-00022-6.
  • (FR) Yves Azéroual, Valérie Bénaïm, Carla Bruni-Sarkozy, la véritable histoire, Archipoche Editions, 2009, ISBN 978-2-35287-118-7.
  • (FR) Chiara Gemiolli, Carla Bruni : Une première dame pas comme les autres, Editions de la Lagune, 2008, ISBN 978-2-84969-134-2.
  • (FR) Rachel Flora, Carla Bruni, Fan de toi, 2008, ISBN 978-2-35601-018-6.
  • (FR) Anouk Vincent, Carla Bruni-Sarkozy, l'attrait de la lumière, City Editions, 2009, ISBN 978-2-35288-286-2.
  • (FR) Besma Lahouri, Carla, une vie secrète, Flammarion, 2010, ISBN 978-2-08-122649-4.
  • (FR) Michaël Darmon, Yves Derai, Carla et les Ambitieux, Editions du Moment, 2010, ISBN 978-2-35417-072-1.
  • (FR) Victoire Blondelli, Carla Bruni : Quelqu'un..., Premium, 2011, ISBN 978-2-35636-040-3.
  • (FR) Carole Stern, Carla Bruni, Exclusif, 2012, ISBN 978-2-84891-108-3.
in lingua italiana
  • Christine Richard, Édouard Boulon-Cluzel, Carla Bruni. Istinto e passione, tradotto da C. Volpi, Milano, Sperling & Kupfer, 2008, ISBN 978-88-200-4564-7.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Victoire de la musique de l'artiste interprète féminine Successore
Lynda Lemay 2004 Françoise Hardy