Lina Wertmüller

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
Lina Wertmüller ospite del Giffoni Film Festival nel 1989

Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich (Roma, 14 agosto 1926[1]) è una regista e sceneggiatrice italiana, nota con il nome di Lina Wertmüller.

Indice

[modifica] Biografia

Nasce a Roma da padre lucano (di Palazzo San Gervasio, in provincia di Potenza) e madre romana, discendente da una nobile e agiata famiglia svizzera. A diciassette anni si iscrive all'Accademia Teatrale diretta da Pietro Sharoff, in seguito, per alcuni anni, è animatrice e regista degli spettacoli dei burattini di Maria Signorelli. Successivamente collabora con celebri registi teatrali, tra i quali Guido Salvini, Giorgio De Lullo e Garinei e Giovannini.

Lavora sia per la radio che per la televisione, in veste sia di autrice che di regista della prima edizione della celebre trasmissione Canzonissima e de Il giornalino di Gian Burrasca, serie televisiva-musical.

Assistente alla regia in E Napoli canta del 1953 (che segnò l'esordio sul grande schermo anche di Virna Lisi), fu aiutante e attrice di Federico Fellini nelle pellicole La dolce vita (1960) e di due anni più tardi.

Lina Wertmüller durante le riprese de I basilischi nel 1963

Il suo esordio come regista avvenne nel 1963 con I basilischi, amara e grottesca narrazione della vita di alcuni poveri amici del sud (il film fu girato in gran parte tra la Basilicata, a Palazzo San Gervasio, e la Puglia, a Minervino Murge), che le valse la Vela d'argento al Festival di Locarno.

Nella seconda metà degli anni sessanta nacque la sua collaborazione con l'attore Giancarlo Giannini, che fu presente nei suoi grandi successi Mimì metallurgico ferito nell'onore del 1972, Film d'amore e d'anarchia, ovvero stamattina alle 10 in Via dei Fiori nella nota casa di tolleranza del 1973, Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto del 1974, Pasqualino Settebellezze del 1976, La fine del mondo nel nostro solito letto in una notte piena di pioggia e Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova... si sospettano moventi politici, entrambi del 1978. Per Pasqualino Settebellezze, che ebbe grande successo anche negli Stati Uniti, la Wertmüller fu candidata alla vittoria di tre Premi Oscar nella cerimonia del 1977 (tra cui quello per la miglior regia) mentre una quarta nomination arrivò a Giancarlo Giannini per la sua interpretazione del protagonista. Nel 1986 la prima delle sue rare incursioni nel teatro lirico con la regia della Carmen di Bizet che inaugurò la Stagione lirica 1986/'87 del Teatro di San Carlo di Napoli, rappresentazione che venne ripresa in diretta su Raiuno. Successivamente la regista romana continuò a realizzare film venati di forte satira sociale e contraddistinti spesso da titoli esageratamente lunghi. Nel 1992 diresse Io speriamo che me la cavo con Paolo Villaggio, mentre nel 1996 tornò alla satira politica con Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine di sesso e politica, con Tullio Solenghi e Veronica Pivetti come i nuovi Giannini-Melato.

Dopo la ricostruzione storica Ferdinando e Carolina del 1999, la Wertmüller tornò dietro la macchina da presa con la fiction Francesca e Nunziata (2001, con Sophia Loren e Claudia Gerini) e il film Peperoni ripieni e pesci in faccia (2004, sempre con la Loren protagonista), che però, nonostante le proteste della regista, ebbe scarsa distribuzione nelle sale un paio d'anni dopo. Il successivo Mannaggia alla miseria (2008, con Gabriella Pession e Sergio Assisi) viene pertanto trasmesso direttamente in prima serata su Raiuno il 2 giugno 2010. Nello stesso anno le viene conferito il David di Donatello alla carriera.

[modifica] Politica e critiche

Quasi tutte le pellicole della Wertmüller riflettono in maniera inequivocabile il suo impegno politico e sociale, con i personaggi principali aderenti all'anarchismo, al comunismo (se uomini) e al femminismo (se donne). Anche la trama e le azioni principali degli attori riflettono i conflitti socio-economici (come per esempio la lotta di classe) presenti nella storia dell'Italia.

Malgrado questo, il cinema wertmülleriano è raramente didattico e/o didascalico ma spesso riflette le sensibilità iconoclaste della regista. Per esempio Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto narra la vicenda di una donna altolocata e di un operaio comunista che naufragano su un'isola deserta. Il lavoratore, dopo aver subito dalla "signora" vessazioni e angherie continue, sul panfilo di cui lei era proprietaria e lui lavorava, ha il modo di capovolgere la situazione per vendicarsi, facendola lavorare per la prima volta nella sua vita e trattandola, questa volta lui, come una schiava: ciò nonostante i due protagonisti si innamorano. Questa pellicola ha suscitato la critica delle femministe ortodosse che hanno chiesto senza successo alla Wertmüller una revisione della trama.

Altre critiche rivolte alla regista sono state quelle di rappresentare il sud-Italia e gli italiani del Sud secondo l'ottica di luoghi comuni che ha sicuramente il suo massimo picco in Io speriamo che me la cavo dove un maestro proveniente dal nord Italia arriva per sbaglio in un comune in provincia di Napoli a portare ordine in una scuola afflitta da evasione scolastica e governata da una direttrice assenteista e da bidelli che chiedono il pizzo sulla carta igienica e i gessetti. I bambini vengono prima mostrati come piccoli criminali ma poi il maestro riesce ad andarci d'accordo fino a tirare fuori il loro lato dolce e affabile. Il film, ambientato a Corzano (comune fittizio ma in realtà esistente nella provincia di Brescia) mostra case diroccate, strade cadenti e immondizia in ogni dove ed è stato girato nelle zone periferiche di Taranto e nel centro storico di Corato (dalle cui prime 3 lettere prende il nome il paese immaginario di Corzano, mentre il libro cui è ispirato il film è ambientato ad Arzano). Pietrangelo Buttafuoco disse dell'omonimo best-seller da cui è stato tratto il film e sul film stesso: «In alcune zone del napoletano dove l'ignoranza invece, è una cosa seria, vorrebbero linciare scrittore e regista con crudele piacere».

[modifica] Curiosità

[modifica] Filmografia

Lina Wertmüller

[modifica] Regista

[modifica] Sceneggiatrice

[modifica] Doppiatrice

[modifica] Note

  1. ^ Giorgio Dell'Arti, Massimo Parrini, Catalogo dei viventi 2009 - voce Wertmuller Lina, Venezia, Marsilio Editori, 2008, ISBN 978-88-317-9599-9

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

cinema Portale Cinema: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di cinema
Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue