Città violenta

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Città violenta
Cittàviolenta.jpg
Charles Bronson
Titolo originale Città violenta
Paese di produzione Italia, Francia
Anno 1970
Durata 103 min.
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 2,35:1
Genere Noir, Thriller
Regia Sergio Sollima
Soggetto Dino Maiuri, Massimo De Rita
Sceneggiatura Sauro Scavolini, Gianfranco Calligarich, Lina Wertmuller, Sergio Sollima
Produttore Harry Colombo, George Papi
Produttore esecutivo Piero Donati
Casa di produzione United Artists
Distribuzione (Italia) International Co-Productions
Fotografia Aldo Tonti
Montaggio Nino Baragli
Musiche Ennio Morricone
Scenografia Franco Fumagalli
Costumi Giulio Coltellacci
Trucco Mario Van Lier
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
« Non sempre chi dà gli ordini è quello che comanda. »
(Umberto Orsini in una scena del film)

Città violenta è un noir italiano del 1970 diretto da Sergio Sollima, interpretato da Charles Bronson, Jill Ireland, Telly Savalas e Umberto Orsini.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In una località esotica delle Isole Vergini, un killer freddo e lucido, oramai a riposo, di nome Jeff Heston, assieme ad una ex-prostituta, Vanessa Shelton, di cui si è innamorato, viene a lungo pedinato in automobile da dei sicari di un certo Al Weber, un boss della mafia che lo vuole eliminare. Heston, grazie alla sua abilità nella guida ed anche ad una sua vecchia pratica con le armi, riesce a mettere in salvo la sua fidanzata e ad assalire gli inseguitori, riconoscendone uno, un certo Coogan, ma nella sparatoria viene ferito all'addome da un colpo di pistola e poi alla spalla.

Rimessosi in forze e curato in un ospedale penitenziario, Heston viene trasferito in seguito in un carcere sud-americano, nel quale resterà per un tempo indefinito. Durante la sua carcerazione, Jeff riceve la visita del suo avvocato Steve, il quale lo avverte che la sua ragazza è misteriosamente scomparsa. Heston, dal canto suo, nega di conoscerla e dice di essere andato alle Isole Vergini da solo e di non conoscere nessuna Vanessa Shelton.

Dopo essere uscito di prigione, tornato in aereo a New Orleans, Heston s'imbatte dapprima in tre uomini di Weber, che gli offrono di entrare nel loro giro, poi nel suo vecchio amico Killain, che lo conduce in albergo e gli consiglia di dimenticare la sua fidanzata, in quanto a suo parere la situazione non si è ancora calmata del tutto. Heston accetta per un po' il suo consiglio, poi gli chiede come segno della loro vecchia amicizia, di rintracciare Coogan, uno dei sicari di Weber che lo aveva assalito precedentemente alle Isole Vergini, e poi la sua ragazza Vanessa. Killain, anche se amareggiato, svolge la sua commissione e comunica a Jeff il luogo dove poter uccidere Coogan. Di Vanessa, invece, dice che se ne sono perse stranamente le tracce.

Giunta l'occasione propizia, Heston raggiunge segretamente, confondendosi con i tanti spettatori, il circuito automobilistico dove Coogan partecipava ad una corsa del campionato Can-Am. Le riprese sono effettuate dal vero e si riconoscono tre piloti famosi. Jo Siffert, Denny Hulme e Peter Revson. A sangue freddo, tramite una carabina telescopica, ben nascosto dietro una boscaglia al limitare della pista, lo uccide con grande freddezza e determinazione.

Dopo aver ritrovato Vanessa, oramai sposata segretamente con il boss Weber, Jeff se ne rinnamora follemente, sebbene in un primo tempo sia rimasto profondamente amareggiato per l'accaduto e, assieme a lei, decide di farla finita e di andarsene via dagli Stati Uniti.

All'aeroporto, tuttavia, un'impiegata gli porge una busta, con all'interno una foto ricattatoria raffigurante lui, appostato tra le boscaglie, intento a prendere la mira con un carabina per sparare sul circuito in cui gareggiava Coogan.

Heston, sconvolto ed infuriato, annulla la sua partenza e torna da solo in città. Raggiunto l'hotel dove alloggiava Killain, lo attende nella sua camera e lo sorprende alle spalle, con un revolver in mano. Minacciato di morte, Killain prova la sua innocenza e Jeff, scusatosi per l'accaduto, torna sul luogo della fotografia. Trovato il posto preciso in cui si era appostato e, notato ad un centinaio di metri un strano pacchetto di sigarette, comprende chi è allora l'uomo che lo ha tradito: Shiky, un corpulento meccanico che gli aveva fornito l'automobile con la quale si era diretto al circuito dove gareggiava Coogan.

Giunto alla sua officina, Heston comincia a picchiarlo e a malmenarlo, minacciando di ucciderlo con la benzina, ed ottiene la sua confessione. Mentre l'uomo sta per riferire a Jeff il nome del suo mandante, i tre sicari di Weber che avevano proposto ad Heston di entrare nel loro giro, raggiungono l'officina e ordinano ad Heston di salire con loro in macchina, in quanto il loro capo vuole vederlo.

Intuito ormai che il mandante di Shiky è Al Weber, Heston viene portato nella residenza dello stesso dai suoi uomini e, nel giardino della grande casa, riconosce tra i giocatori di tennis il suo avvocato Steve che lo raggiunge e gli parla. Jeff gli comunica che Weber vorrebbe vederlo, così Steve lo avverte di venire, subito dopo il colloquio col boss nel suo ufficio, concludendo la conversazione con una sua enigmatica frase: Non sempre chi da' gli ordini, è quello che comanda.

Giunto nel cottage giapponese dove Weber si stava rilassando con un massaggio, Heston viene invitato dallo stesso, dopo molte lusinghe, ad entrare nella famiglia. Jeff riflette per alcuni attimi, poi comunica a Weber che gli darà una risposta in giornata. Con l'intento di andarsene, Heston viene fermato sulla porta da Weber che lo invita ironicamente a restare suo ospite per un altro po'. Così, il boss lo porta in giro per New Orleans nella sua raffinata automobile, gli racconta di alcune sue vecchie imprese, come l'acquisto di un enorme grattacielo, sede della sua organizzazione, gestita dall'avvocato Steve, e lo invita al suo interno a bere qualcosa. Lì, tra una chiacchiera e un'altra, gli annuncia che si è sposato da un po' e conducendolo nell'atrio di una piscina interna, gli mostra da lontano sua moglie.

La donna in questione è Vanessa, la ex-fiamma di Heston. Dopo il secco rifiuto di Jeff di entrare nella famiglia di Weber, il killer solitario, come prestabilito, va da Steve, nel suo ufficio, e ascolta anche la proposta di quest'ultimo. L'avvocato, infatti, gli propone di tenersi a riposo per un po', giusto il tempo di permettere a lui stesso di prendere completamente le redini dell'organizzazione di Weber e di poterlo finalmente incalzare. Non sempre chi da' gli ordini, è quello che comanda, gli ricorda, infine, in tono glaciale.

Dopo la conversazione con l'avvocato, Heston va a trovare segretamente Vanessa nella sua villa, fuori da New Orleans, compratagli da Weber, e passa con lei la notte, attirato dal suo fascino e dalle sue informazioni. Nella sera, infatti, la ragazza gli racconta di Steve e di come ebbe modo di conoscere Weber.

Durante il carceramento di Heston, Steve l'aveva portata a cena una sera e i due avevano incontrato nel ristorante Weber. Quest'ultimo si era seduto al loro tavolo e aveva fatto conoscenza con la donna, dimostrandole che era un uomo ricco, temuto e rispettato.

Così, i due si erano dapprima frequentati, infine sposati segretamente. Heston ascolta per un po' la ragazza, poi, il giorno dopo, decide di portarla in barca lungo il fiume. Approdati su una riva, delimitata da un folto bosco, con la scusa di andare a caccia, Jeff la conduce nell'interno della selva e comincia a caricare il suo fucile. Lei, comprese le sue intenzioni, comincia a piangere, supplicando l'uomo di ucciderla rapidamente. Heston abbassa il fucile dal suo bersaglio e la riconduce a casa, ma nessuno dei due si accorge che un uomo, con una macchina fotografica, li ha seguiti e spiati.

La sera stessa, alla villa di Vanessa, Heston nota la presenza fuori di un estraneo e lo fulmina con un colpo di pistola. Uscito fuori, Jeff scopre che il tizio era Killain, suo vecchio amico, ora schiavo della droga e membro del giro d'affari di Weber.

Deciso di farla finita, il giorno dopo Heston e Vanessa raggiungono il grattacielo di Weber. Jeff lo tiene sotto tiro con il suo revolver, minacciandolo di ucciderlo, e gli ordina di dargli le copie e tutti i negativi della foto, raffigurante lui, intento a sparare sul circuito automobilistico. Weber, anche se a fatica, collabora, e dopo aver visto bruciare le foto sotto i suoi occhi, ordina a Vanessa di uscire fuori. Subito dopo, comincia a trattare con Heston, cercando di convincerlo a non ucciderlo, tramite denaro. Jeff non cade nel tranello e lo fredda con un colpo alla testa.

Nel frattempo Vanessa è fuggita e si è recata nell'ufficio di Steve, l'avvocato, col quale aveva un'ulteriore relazione. Gli riferisce l'accaduto e il giovane, mostrando grande freddezza e lucidità, le comunica che l'unica cosa rimasta da fare, prima di impadronirsi delle azioni e del controllo della società di Weber, è quella di eliminare Jeff. Per farlo, Steve contatta la polizia tramite telefono.

La zona di New Orleans dove sorgeva il grattacielo è a poco a poco invasa dalle forze di polizia. Heston comincia a fuggire a piedi, per le strade e i vicoli di provincia americana, è raggiunge il suo albergo. Lì, seminata la polizia, si impadronisce della carabina e raggiunge, confondendosi con la gente, il terrazzo di un fabbricato, che fronteggiava il grattacielo di Weber.

Appostato lì sopra, non appena l'ascensore esterno del palazzo comincia a muoversi, con al suo interno Steve e Vanessa, Jeff prende accuratamente la mira e li uccide entrambi, con freddezza agghiacciante.

Raggiunto, infine, da un agente che lo aveva notato dalla strada, muore sotto i colpi di quest'ultimo, mentre la macchina da presa gli arriva dritta sugli occhi glaciali, oramai privi di vita.

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