Lelio Luttazzi

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Lelio Luttazzi
Lelio Luttazzi in un'apparizione tv
Lelio Luttazzi in un'apparizione tv
Nazionalità Italia Italia
Genere Jazz
Swing
Musica leggera
Periodo di attività 1943-2010
Etichetta Columbia, Vedette, Twilight Music - Serie Via Asiago 10, Edel Music
Album pubblicati 8
Studio 7
Live 1

Lelio Luttazzi (Trieste, 27 aprile 1923Trieste, 8 luglio 2010) è stato un attore, cantante, direttore d'orchestra, musicista, regista, scrittore, showman e conduttore televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I genitori di Lelio Luttazzi

Figlio di Sidonia Semani (maestra elementare a Prosecco) e Mario Luttazzi, rimane orfano di padre a soli tre anni, poiché il genitore muore nel 1926 a causa del bacillo di Koch.

Lelio Luttazzi bambino con la mamma

La mamma si stabilisce nel 1929 a Prosecco, dove riprende a lavorare, e durante le elementari Luttazzi è allievo di sua madre, nella scuola elementare del paese, unico italiano in una classe di sloveni; in seguito parlando della sua infanzia il musicista si definirà un bambino triste e pessimista, a causa dei suoi problemi familiari[1].

Riceve la prima formazione musicale da don Crisman, parroco di Prosecco, che gli impartisce lezioni di pianoforte per alcuni mesi nella canonica del paese.

Dopo la scuola dell'obbligo si iscrive al Liceo Petrarca di Trieste; lì instaura una grande amicizia con un suo compagno di classe, Sergio Fonda Savio, nipote di Italo Svevo.

Iniziano anche in questo periodo i dissidi ideologici con la madre, che è una fascista convinta mentre Luttazzi si avvicina all'antifascismo[1].

Radio Trieste[modifica | modifica wikitesto]

Studente all'Università di Trieste in giurisprudenza, durante la seconda guerra mondiale, dà soltanto due esami perché inizia a suonare il pianoforte a Radio Trieste e a comporre le sue prime canzoni.

Nel 1943 avviene l'incontro che gli cambia la vita: con alcuni suoi compagni di università si esibisce al teatro Politeama in uno spettacolo musicale, in veste di direttore d'orchestra, per aprire il concerto di Ernesto Bonino, cantante torinese molto noto all'epoca, che rimane colpito da Luttazzi, al punto di chiedergli, al termine dello show, di comporre una canzone per lui.

Lelio ci prova e gliela spedisce, con poca convinzione, ma nello stesso anno Bonino la incide: è la celeberrima Il giovanotto matto, che diventa un grande successo.

Lelio Luttazzi con Teddy Reno e Vittorio Mascheroni negli uffici della CGD (1949)

Terminata la guerra, apprende dalla SIAE di aver guadagnato con la canzone 350.000 lire di allora[2], e decide quindi di fare il musicista in maniera professionale: nel 1948 si trasferisce a Milano e inizia a lavorare presso la casa discografica CGD, fondata dal suo concittadino Teddy Reno, che lo ha contattato per dargli l'incarico di direttore artistico; sempre per Teddy Reno nel 1948 scrive Muleta mia.

Nello stesso anno si sposa con la concittadina Magda Prendini (da cui si separerà nel 1963), e nel 1948 diventa padre di Donatella, che intraprenderà in seguito la carriera di cantante.

Orchestra Rai a Torino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1950 a Torino assume l'incarico di direttore dell'orchestra Rai creando la prima orchestra d'archi ritmica (in Italia) della RAI; da lì inizia una carriera strepitosa come artista a tutto tondo. Nel 1954 si trasferisce a Roma per dirigere una delle orchestre Rai di musica leggera con le quali parteciperà a diversi programmi di varietà.

Lelio Luttazzi nella trasmissione di Radio Rai Rosso e nero del 1956

Negli anni 1954/55/56 lavora nel programma radiofonico a quiz Il motivo in maschera presentato da Mike Bongiorno. Nella stagione radiofonica 56/57 dirige l'orchestra nel varietà radiofonico Rosso e nero.

Scrive canzoni dal carattere apertamente jazzistico e piene di swing, interpretandole al pianoforte e cantandole in uno stile molto personale: tra le più note si ricordano canzoni come Chiedimi tutto, Legata ad uno scoglio, Rabarbaro bles, Senza cerini, Timido twist e tante altre.

Compone brani come Una zebra a pois, cantata da Mina, Vecchia America per il Quartetto Cetra, Eccezionalmente, sì per Jula De Palma, You'll say tomorrow registrato in italiano da Sophia Loren, Souvenir d'Italie con la sua raffinata tecnica jazz; si lancia anche nel divertissement con El can de Trieste, da lui stesso cantata in dialetto triestino.

Come autore partecipa al Festival di Sanremo 1964 con Piccolo Piccolo, con testo di Antonio Amurri, interpretata da Emilio Pericoli e Peter Kraus, canzone che però non accede alla fase finale.

In televisione[modifica | modifica wikitesto]

Lelio Luttazzi e Lauretta Masiero in una scena de Il fornaretto di Venezia, da Biblioteca di Studio Uno, 1964

Il debutto televisivo di Luttazzi come direttore d'orchestra avviene nel programma della RAI Musica in vacanza, del 1955, programma di varietà settimanale, assieme a Gorni Kramer e agli attori Isa Bellini, Alberto Bonucci, Paolo Ferrari, Adriana Serra.

Lelio Luttazzi, assieme a Mina, durante una puntata di Ieri e oggi del 1969.

Presenta poi trasmissioni televisive come Studio Uno con Mina, Doppia coppia con Sylvie Vartan, Teatro 10, Ieri e oggi.

È anche attore, in L'avventura di Michelangelo Antonioni e L'ombrellone di Dino Risi, ed in televisione in Biblioteca di Studio Uno con il Quartetto Cetra, dove recita la parte di messer Alvise Guaro nella puntata dedicata al Fornaretto di Venezia; è inoltre compositore di colonne sonore di film, tra i quali Totò, Peppino e la malafemmina, Totò lascia o raddoppia? e Venezia, la luna e tu.

Ma sicuramente la trasmissione che gli diede più notorietà fu la radiofonica Hit parade, la vetrina settimanale dei dischi più venduti, andata in onda ininterrottamente dal 1967 al 1976: all'ora di pranzo del venerdì (con replica il lunedì), la sigla Lelio Luttazzi presenta... Hiiit Parade! era un appuntamento seguito da un altissimo numero di ascoltatori.

L'arresto e il ritorno[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno del 1970, proprio mentre era all'apice del successo, la vita di Luttazzi fu sconvolta: venne infatti arrestato con l'amico Walter Chiari con l'accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti. L'arresto avvenne in seguito all'intercettazione di una telefonata in cui si era limitato a girare ad uno sconosciuto, che si rivelò poi uno spacciatore, un messaggio di Chiari. Dopo ventisette giorni passati in carcere, Luttazzi fu rilasciato e la sua posizione stralciata.[3] Fu un clamoroso errore giudiziario che ebbe gravi conseguenze personali e sulla carriera. Nel periodo della sua detenzione, la conduzione di Hit parade fu affidata dapprima a Renzo Arbore e poi all'ex-cantante Giancarlo Guardabassi,[4] già presentatore della rubrica radiofonica Dischi caldi. La trasmissione Ieri e oggi, terminata il 4 gennaio 1970, prima dell'arresto di Luttazzi, riprese il 12 marzo 1972 con la conduzione di Arnoldo Foà e di altri presentatori.[5]

Lelio Luttazzi nel 1984

Ritornò alla radio a presentare Hit parade, dal 26 febbraio 1971 fino alla chiusura della trasmissione nell'inverno del 1976. Ma non si riprese mai più da quell'esperienza, per lui devastante.[6]

Negli anni successivi, lavorò ancora saltuariamente in televisione (nel 1982 nella trasmissione Cipria di Enzo Tortora, nel 1984 in Al Paradise di Antonello Falqui, nel 1991 per Telemontecarlo a Festa di compleanno), prima di ritirarsi a vita privata, amareggiato dalla gogna mediatica cui era stato sottoposto. Nel 1992, dopo una serie di concerti jazz in Italia, fu insignito del Premio "Una Vita per il Jazz" dal Brass Group di Trapani nel corso di un memorabile concerto con un trio di cui faceva parte Massimo Moriconi al contrabbasso, tenuto nel suggestivo Teatro all'aperto di Villa Margherita.

La riscoperta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 la RAI, per la serie di CD Via Asiago 10, contenente registrazioni storiche della Radio degli anni cinquanta, pubblicò il CD Lelio Luttazzi and Rai Orchestra 1954, registrazioni effettuate dal Maestro e trasmesse dalla radio appunto nel 1954, con brani suoi ma anche interpretazioni di Parlami d'amore Mariù di Vittorio De Sica, un omaggio a Cole Porter e un duetto con Gorni Kramer.

La sera dell'8 ottobre 2006 fu ospite d'onore della trasmissione di Fiorello Viva Radio2, che in quell'occasione andava in onda contemporaneamente alla radio e in televisione, ritornando così in RAI 36 anni dopo l'arresto; fu ospite della stessa trasmissione anche il 27 febbraio 2008.

Il 23 febbraio 2008 fu ospite di Fabio Fazio nel programma televisivo di RAI3 Che tempo che fa, facendovi ritorno il 21 dicembre. Il 16 maggio 2008 ha partecipato al Maurizio Costanzo Show, suonando Ritorno a Trieste. Il 9 dicembre 2008 è stato ospite nella trasmissione radiofonica di Rai Radio Uno condotta da Silvia Boschero Radio Uno Village.

Il 19 febbraio 2009 ha partecipato al Festival di Sanremo 2009, condotto da Paolo Bonolis, accompagnando al pianoforte la cantante Arisa nel brano Sincerità; rimasto sul palcoscenico, ha proseguito col brano Vecchia America. All'artista è stato conferito il "Premio alla musica 2009" al Teatro dell'Opera del Casinò di Sanremo.

L'ultimo viaggio a Trieste[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 2008 (dopo 60 anni trascorsi tra Milano, Torino e soprattutto Roma, in zona Trastevere), decide di ritornare definitivamente a Trieste insieme alla moglie Rossana, conosciuta nel 1975 a Roma e sposata nel 1979 a Cerveteri con rito civile. Per l'occasione il regista Pupi Avati gira un film-documentario, che andrà in onda su RAI 5 il 30 ottobre 2011.

L'artista si spegne la notte dell'8 luglio 2010 all'età di 87 anni, nella sua casa di Trieste, malato da tempo di una neuropatia.[7]

La Fondazione Lelio Luttazzi[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 ottobre 2010 nasce - per volere di Rossana Luttazzi, moglie del Maestro - la Fondazione Lelio Luttazzi che, con il patrocinio del Comune di Trieste, viene presentata con una conferenza stampa nazionale tenuta nella Sala dei Matrimoni del Comune alla presenza delle autorità. Contemporaneamente viene inaugurato anche il sito web della Fondazione (vedi in Collegamenti esterni). Uno dei primi passi della Fondazione è stata la catalogazione dell'eredità culturale e professionale lasciata dal Maestro. Sono stati raccolti materiali d'archivio da lui prodotti e la sua collezione privata di opere e dischi. I materiali trovati si possono dividere in tre grandi categorie: Musica, Produzione letteraria e Media e contengono più di 600 titoli e altrettante versioni e revisioni. Il lavoro di ricerca, conservazione e archiviazione che è stato svolto può essere descritto da un titolo del musicista Duke Ellington: “Movendoci tra i ricordi di un universo musicale sconfinato”. L'archivio è ora custodito dalla Fondazione Lelio Luttazzi che prevede di utilizzarlo presto per creare una mostra itinerante.

A dicembre del 2010 è ai nastri di partenza la prima edizione del Premio Lelio Luttazzi, un concorso nazionale per giovani pianisti jazz aperto agli artisti italiani nati dal 1983 al 1993, dunque di età compresa fra i 18 e 28 anni. L'iniziativa, promossa dalla Fondazione Lelio Luttazzi in collaborazione con la Casa della Musica di Trieste e con Veneto Jazz, è arrivata alle fasi finali nell'estate 2011 a Trieste, offrendo al vincitore l'occasione davvero preziosa di una Borsa di Studio per frequentare un corso semestrale di perfezionamento presso The New School for Jazz and Contemporary Music di New York. Artista poliedrico e innovatore, definito il “re dello swing”, tra i primi a portare il jazz in Italia, Lelio Luttazzi è rimasto nel cuore del pubblico per l'inconfondibile talento di esecutore così come di autore di un repertorio davvero intramontabile. È nel segno della sua genialità creativa di fine esecutore e di estroso compositore che ha preso il via la prima edizione del Premio a lui dedicato.

Il 4 aprile 2011 presso l'aula magna della Sapienza - Università di Roma, la Fondazione ha tenuto la conferenza sull'archivio personale di Lelio Luttazzi: “Frugando tra le scritture, le note e i manoscritti di un musicista”. La conferenza è stata realizzata all'interno del ciclo d'incontri dedicati agli Archivi di Persona: Viaggio attraverso storie di uomini e donne del novecento, dalla Scienza allo Spettacolo, organizzato dalla Scuola di specializzazione in beni archivistici e librari, Facoltà di Filosofia, Lettere, Scienze umanistiche e Studi orientali Dipartimento di Scienze documentarie, linguistico-filologiche della Sapienza - Università di Roma. La relatrice Dott.ssa Roberta Bassi ha accompagnato il pubblico alla scoperta del neonato archivio della Fondazione presentando anche i lati artistici meno conosciuti del Maestro.

Il 23 luglio 2011 a Trieste presso la Casa della Musica si sono tenute le finali del Premio Lelio Luttazzi, un concorso nazionale per giovani pianisti jazz. La giuria è stata presieduta da Roberto Podio e composta da: Rossana Luttazzi, Renato Chicco, Angelo Comisso, Marcello Tonolo, Rita Marcotulli, Lorenzo Hengeller, Adam Holtzman, Dario Salvatori e Adriano Mazzoletti. All'unanimità la giuria ha conferito il primo premio a Sebastiano Burgio, nato a Siracusa il 13 novembre 1989. Il 24 luglio 2011 a Trieste alla Sala Tripcovich si è tenuta la serata/evento Nel segno di Lelio Luttazzi. La serata ha avuto il patrocinio del Comune di Trieste e della Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia, è stata realizzata in collaborazione con: la Casa della Musica di Trieste, Veneto Jazz, Trieste Loves Jazz, The New School for Jazz and Contemporary Music di New York, Il Rossetti con il contributo della Fondazione CRTrieste, la Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia e la Regione Autonoma del Friuli Venezia Giulia. La serata (che ha potuto contare sulla partnership del quotidiano Il Piccolo), è stata condotta da Dario Salvatori e ha visto la partecipazione di artisti come: Dado Moroni, Freddy Colt, Lorenzo Hengeller, Rita Marcotulli, Adam Holtzman, le Voci di Corridoio e Rossana Casale. Durante la serata si sono esibiti i vincitori del Premio Lelio Luttazzi e sono stati consegnati loro i premi (targhe più attestati).

A ottobre 2011, nel corso del Festival Internazionale del Film di Roma, la Fondazione Lelio Luttazzi in collaborazione con Blue Serge Jazz, Neoclassica e la Casa della Musica di Trieste ha presentato un cofanetto prodotto da Sergio Cossu ed illustrato dall'artista Ugo Nespolo contenente due CD di colonne sonore scritte dal Maestro Luttazzi inerenti ai film dal 1953 al 1980. Per la realizzazione del Cofanetto sono stati usati esclusivamente master originali di registrazioni storiche in cui il Maestro ha collaborato con i migliori jazzisti italiani (Basso, Valdambrini, Corvini, Maltoni etc...) rese ancor più uniche, per la sua continua presenza al pianoforte, alla voce e alla direzione d'orchestra. Il cofanetto contiene inoltre una brochure con le fotografie delle locandine dei film e gli scritti di autorevoli personaggi della musica e del cinema. Il Cofanetto "Il Cinema di Lelio Luttazzi" vince il Premio MEI - Colonne Sonore. A differenza di molti compositori italiani suoi coetanei, dei quali sono presenti sul mercato molte pubblicazioni discografiche, relative anche ad una singola pellicola, del Maestro Lelio Luttazzi, nulla è mai uscito. Chi lo conosce e lo ama sa che ciò è sicuramente dovuto a quell'umiltà, ormai di pochi, che lo ha sempre contraddistinto.

Nei prossimi mesi la Fondazione Lelio Luttazzi lavorerà alla preparazione di una Mostra itinerante LELIOSWING sull'artista e su 50 anni di storia d'Italia (da portare in giro nelle principali città italiane: Trieste, Milano, Torino, Roma). Ci saranno manoscritti, testi, foto, locandine, video con ore e ore di filmati e registrazioni televisive allo scopo di illustrare la grande personalità del musicista compositore, interprete autore, personalità creativa e geniale, fra le più amate e celebrate nell'Italia dagli anni cinquanta ai nostri giorni. Testimonianze di un percorso straordinario, quello del maestro Lelio Luttazzi, amato oltre che per la genialità creativa di fine esecutore e brillante show-man, anche per quello spessore umano e per quella sensibilità intellettuale, culturale e civile che sempre trasparivano, suscitando un affetto che andava oltre il lato strettamente artistico.

La Grande Mostra "Lelioswing 50 anni di storia italiana" è stata inaugurata a Roma nella splendida location dei Mercati di Traiano - Museo dei Fori Imperiali il 6 novembre 2013 e ivi è rimasta fino al 2 febbraio 2014 riscuotendo un grande successo di critica e di pubblico.

Sito Ufficiale della Mostra www.lelioswing.com

Dal 16 marzo al 5 maggio 2014 la Mostra è stata a Trieste al "Magazzino delle Idee" per volere della Provincia, in prima persona dal Presidente e assessore alla cultura dottoressa Maria Teresa Bassa Poropat. Grande successo.

Omaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • A dicembre del 2006 è uscito il CD Per amore, pubblicato dalla Sony BMG: si tratta di un omaggio al Maestro, in cui alcuni grandi artisti interpretano le sue canzoni: Sono tanto pigro, eseguita da Greg & i Blues Willies, Giovanotto matto e Chiedimi tutto, interpretate da Fiorello, Una zebra a pois, cantata da Gianni Morandi, Mi piace, da una sensualissima Mina, Vecchia America, eseguita in chiave originale da Lucio Dalla, e Canto (anche se sono stonato), Bum! Ahi! Che colpo di Luna e Legata ad uno Scoglio, eseguite da un Christian De Sica in grande forma. È presente nell'album anche lo stesso Luttazzi, in duetto con Mina in Chi mai sei tu e da solo nella celebre El can de Trieste; per un errore, il brano Muleta mia è scritto in copertina con due t (Muleta mia).
  • Nel 2008 esce il Cofanetto / DVD "Il Giovanotto Matto" regia di Pupi Avati, contenente una pubblicazione sul Maestro scritta da Adriano Mazzoletti.
  • Nel dicembre 2009 è uscito il CD Swing, pubblicato da Rai Trade: si tratta di un altro omaggio, in cui l'attore Christian De Sica interpreta alcuni grandi successi del Maestro Luttazzi.
  • Nel 2009 esce il Cofanetto Lelio Luttazzi and Friends LIVE - Concerto tenuto dal Maestro in sestetto il 15 agosto 2009 nella sua Piazza Unità a Trieste.
  • Una piazza piena all'inverosimile, un tripudio.
  • Il 30 ottobre 2011 il Festival Internazionale del Film di Roma ha reso omaggio a Lelio Luttazzi con la presentazione e la proiezione in prima mondiale de L'illazione, unico film diretto dall'artista. La pellicola, sino ad allora inedita, è stata restaurata per l'occasione.[8] Nel medesimo giorno Rai 5 ha trasmesso L'illazione in televisione per la prima volta, facendo precedere il film dal documentario di Pupi Avati Il giovanotto matto – Lelio Luttazzi.[9]
  • Al Festival di Sanremo 2013 la cantante Simona Molinari, in coppia con Peter Cincotti ha eseguito il brano Dr. Jekyll and Mr. Hyde, con testo di Lelio Luttazzi e Alberto Zeppieri / Musica di Lelio Luttazzi[10].
  • Il 27 aprile 2013 il Maestro compie 90 anni. La Fondazione Lelio Luttazzi per volere della moglie Rossana fa uscire un CD "Per pianoforte e amici" etichetta Warner Music. Una raccolta dei brani del Maestro interpretati da Mina a Stefano Bollani, da Rita Marcotulli a Danilo Rea, a Franco D'Andrea, Renato Sellani, Fiorello, Dado Moroni, Rossana Casale, Christian De Sica, Enrico Intra, Arisa, Renzo Arbore, Jula De Palma, Sophia Loren, le Gemelle Kessler, Lorenzo Hengeller, Simona Molinari, Voci di Corridoio, Luca Bianchi, Toni Concina, Antonio Luca Di Bella, Seby Burbio & Urban Fabula vincitore del Premio Lelio Luttazzi - Giovani Pianisti Jazz. Un CD da non perdere!

Le principali canzoni scritte da Lelio Luttazzi[modifica | modifica wikitesto]

Anno Titolo Autori del testo Autori della musica Interpreti
1943 Giovanotto matto Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Ernesto Bonino; Fiorello; Christian De Sica (2009)
1948 Troppo tardi Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Teddy Reno
1951 Vecchia America Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Quartetto Cetra; Lucio Dalla (2006); Christian De Sica (2009)
1951 Muleta mia Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Teddy Reno
1955 Souvenir d'Italie Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi Lelio Luttazzi Jula De Palma; Renzo Arbore (2006) Christian De Sica (2009)
1957 Quando una ragazza a New Orleans Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi Lelio Luttazzi Jula De Palma; Paolo Bacilieri; Renzo Arbore (2006)
1958 Cocoleta Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Alberto Sordi
1958 Ma dove vai Sabrina? Rudy Crespi Lelio Luttazzi Mamie Van Doren
1958 Ricordando Pic Nic Antonio Amurri Lelio Luttazzi Paolo Bacilieri
1958 Lullaby Antonio Amurri Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi
1958 Tu ed io Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi
1960 Una zebra a pois Lelio Luttazzi, Marcello Ciorciolini e Dino Verde Lelio Luttazzi Mina; Ivan Cattaneo (1981); Gianni Morandi (2006)
1960 Sentimentale" Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Mina
1960 Risate di Gioia Lelio Luttazzi Anna Magnani, Totò, Ben Gazzara
1961 Bum! Ahi! (che colpo di luna!) Leo Chiosso Lelio Luttazzi Mina; Christian De Sica (2009)
1961 Soltanto ieri Leo Chiosso Lelio Luttazzi Mina
1961 Canto (anche se sono stonato) Leo Chiosso Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi; Mina (1991); Christian De Sica (2009)
1961 Legata ad uno scoglio Leo Chiosso Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi; Mina (1991); Christian De Sica (2009)
1961 Chiedimi tutto Leo Chiosso Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi; Mina (1995); Christian De Sica (2009)
1962 Mi piace Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Jula de Palma; Mina (2008)
1964 Piccolo Piccolo Antonio Amurri Lelio Luttazzi Emilio Pericoli e Peter Kraus
1965 Chi mai sei tu Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Mina (solo in televisione)
1966 La bretella Leo Chiosso e Lina Wertmuller Lelio Luttazzi Rita Pavone
1968 El can de Trieste Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi
1968 L'ottimista Walter Chiari Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi
1968 Senza cerini Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi
1969 Ritorno a Trieste Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi
1969 Sono tanto pigro Giulio Scarnicci e Renzo Tarabusi Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi; Greg & i Blues Willies (2006)
1969 Papà fammi cantare con te Donatella Luttazzi Lelio Luttazzi Donatella Luttazzi
1969 Il male oscuro Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi
1969 Incredibile amore Leo Chiosso Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi
1969 Promesse di Marinaio Antonio Amurri Lelio Luttazzi
Ciao Errol Garner Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi
Fugantino per Organo e Pianoforte Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi
Pigrizia Lelio Luttazzi
Il mio Pianoforte Lelio Luttazzi Lelio Luttazzi Joe Sentieri
Di che segno sei? Sergio Corbucci Lelio Luttazzi
Tutto Antonio Amurri Lelio Luttazzi Mina

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Discografia estera[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Attore e compositore[modifica | modifica wikitesto]

Luttazzi con Dorian Gray ne Gli attendenti, 1961

Programmi radiofonici RAI[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • L'ispirazione per il film Detenuto in attesa di giudizio venne ad Alberto Sordi quando lesse il libro Operazione Montecristo scritto da Lelio Luttazzi nei 27 giorni di carcere per un sospetto di spaccio e uso di droga che risultò poi del tutto infondato.[11]
  • Daniele Luttazzi, il cui vero cognome è Fabbri, ha scelto il suo nome d'arte proprio in omaggio a Lelio Luttazzi[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Intervista di Pupi Avati a Lelio Luttazzi, nel DVD allegato al volume Lelio Luttazzi - Il giovanotto matto, Edizioni Rai Trade, Roma, 2008; libro + DVD
  2. ^ Ciao Lelio, porta lo swing in paradiso - Spettacoli - ilGiornale.it
  3. ^ Gian Antonio Stella, Mi drogai di acqua sciroppata, 28 agosto 1995. URL consultato il 12 maggio 2013.
  4. ^ Il Focolare Radio - TV: Lunedì 15 marzo 1971 (Radio)
  5. ^ http://www.teche.rai.it/storia/varieta/varieta.pdf
  6. ^ Aldo Grasso, Addio a Lelio Luttazzi, l’elegante pigrizia «oblomovista», 10 luglio 2010. URL consultato il 12 maggio 2013.
  7. ^ Addio al maestro Lelio Luttazzi in Libero Quotidiano.
  8. ^ Cinema: Festival Roma, 'L'illazione' di Lelio Luttazzi inedito e restaurato - - liberoquotidiano.it
  9. ^ L'illazione, il film inedito di Lelio Luttazzi alle 22.15 su Rai5
  10. ^ Aurora De Donatis, Testo Dr. Jekyll And Mr. Hide Simona Molinari Peter Cincotti, 12 febbraio 2013.
  11. ^ Valerio Cappelli, Il film inedito di Luttazzi sugli errori della giustizia in Corriere della Sera -Archivio storico.
  12. ^ Satyricon: Luttazzi, è polemica sul nome d'arte, 22 marzo 2001. URL consultato il 15 agosto 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]