Telemontecarlo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando la rete in lingua francese, vedi TMC (canale televisivo).
Tele Monte Carlo
20051129225122!Tmc-1-.svg
Paese Monaco Monaco
Italia Italia
Lingua Italiano
Tipo generalista
Target tutti
Slogan "La TV senza frontiere"
"La TV made in Europe"
Data di lancio 5 agosto 1974[1]
Data chiusura 24 giugno 2001
Formato 4:3 PS e 4:3 LB (16:9); SDTV
Editore Télé Monte Carlo (1974-1985)
Rede Globo de Televisão (1985-1993)
Montedison (1993-1995)
Cecchi Gori Communications (1995-2000)
Telecom Italia Media (2000-2001)
Diffusione
Terrestre
Analogico SÉCAM L in Monaco e Francia
PAL G in Italia
Satellite
Digitale sulla piattaforma francese
Hot Bird e
sulle piattaforme italiane
DStv e Telepiù Satellite

Tele Monte Carlo, nota anche con l'acronimo TMC (nome completo: TMC - Tele Monte Carlo - Rete Monegasque), è stata l'emittente televisiva di lingua italiana del Principato di Monaco che divenne negli anni settanta e nei primi anni ottanta la principale concorrente dei canali televisivi pubblici della Rai, essendo una delle televisioni estere in lingua italiana ricevibili nella penisola italiana.

Altre grafie utilizzate: Telemontecarlo, Tele-montecarlo, Tele Montecarlo, Tele Monte-Carlo.

La sua sede[2] era sita appunto in Monte Carlo al civico numero 16 del Boulevard Princesse Charlotte, la stessa sede della "sorella" di lingua francese nata venti anni prima.

Dopo il 2000 l'edificio che ospitava la sede delle due Tele Monte Carlo e anche di Radio Monte Carlo sia di lingua francese che italiana, oramai rimasto vuoto, è stato abbattuto per far posto alla costruzione di un albergo Novotel.

Tele Monte Carlo di lingua francese e Radio Monte Carlo si sono poi trasferiti nella nuova sede situata al porto e più precisamente alla banchina Quai Antoine 1er (località La Condamine).

Nel corso degli anni ottanta Telemontecarlo divenne un canale di nicchia, dopo l'ascesa dei canali di proprietà di Berlusconi, in particolare di Canale 5. Nel 1990, ottenne dalla legge Mammì la concessione di trasmettere sull'intero territorio nazionale.

Cambiò ufficialmente e definitivamente nome in LA7 il 24 giugno 2001[3], a seguito dell'acquisizione avvenuta il 6 agosto del 2000 da parte di Telecom Italia Media, che all'epoca si chiamava Seat Pagine Gialle, società appartenente a Telecom Italia.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

La nascita e la gestione Télé Monte Carlo (1974-1985)[modifica | modifica wikitesto]

Telemontecarlo nacque, o per meglio dire, iniziò ufficialmente a trasmettere il 5 agosto del 1974 un mese dopo la sentenza della Corte costituzionale che sanciva la legittimità degli impianti di ripetizione dei segnali televisivi esteri. Inizialmente come costola in lingua italiana di Télé Monte Carlo, la televisione nazionale del Principato di Monaco che invece trasmetteva e trasmette tutt'oggi in lingua francese, che divenne così una tv bilingue, e fin dal primo anno diffuse i suoi programmi a colori (sistema Secam), suscitando un immediato interesse nei telespettatori italiani (la RAI iniziò a trasmettere ufficialmente a colori solo nel febbraio 1977).

Delle trasmissioni in via sperimentale vi furono già dall'inizio del 1973, e lo scopo per cui era stata inaugurata questa versione in lingua italiana di Tele Monte Carlo francese era quello di rispondere inizialmente alle esigenze della forte comunità italiana presente nel Principato di Monaco.

Le trasmissioni iniziarono alle 17.45 con il programma musicale Un peu d'amour, d'amitié et beaucoup de musique condotto da Jocelyn, che all'epoca della trasmissione ancora non parlava italiano, e da sua moglie Sophie. Tra le trasmissioni agli inizi degli anni ottanta il primo gioco delle 20 dove fu vinta una delle prime grosse somme messe in palio in tv (70.000.000 di lire) ovvero Il Buggzum condotto da Roberto Arnaldi (Robertino di Radio Monte Carlo) che in seguito condusse anche un altro quiz preserale Gli affari sono affari.

Trasmettendo fuori dai confini italiani (ma con una serie di ripetitori in territorio italiano tale da poter essere ben ricevuta in buona parte della penisola italiana) l'emittente diffondeva i suoi programmi anche in Italia su scala nazionale infrangendo l'allora vigente monopolio TV diventando così (assieme alle altre due televisioni estere in lingua italiana TV Koper-Capodistria e TSI) la prima vera alternativa alle reti Rai per il pubblico italiano.

Inoltre Tele Monte Carlo proprio in virtù di essere una tv monegasca poteva fare trasmissioni in diretta via etere e su scala nazionale, rispetto alle nascenti tv private italiane alle quali invece resterà negata fino al 1991, perché era un monopolio del solo servizio televisivo pubblico. E come la RAI era membro appartenente all'Eurovisione.

Henri de France dal 1976 al 1980 partecipa alla creazione e funzionamento della rete di ripetitori di Tele Monte Carlo in Italia.

Ebbe tra i suoi primi collaboratori il giornalista sportivo Gianni Brera (che sarà curatore del primo programma sportivo della rete, Puntosport) e Indro Montanelli che fondò nel 1976 il telegiornale della rete chiamato Il Giornale nuovo, gestito dal quotidiano omonimo milanese, da lui stesso fondato. Il notiziario era condensato in dieci minuti, diviso in due parti. Nella prima, (Notiziario) un annunciatore, Antonio Devia, leggeva le notizie più importanti della giornata (i testi erano scritti dalla redazione del Giornale). Nella seconda (Editoriale) appariva in video Indro Montanelli (o un editorialista principe del quotidiano milanese: Enzo Bettiza, Mario Cervi, Cesare Zappulli), che diceva la propria opinione sul fatto del giorno. Il commento era registrato in tarda mattinata a Milano e poi trasportato a Monaco in automobile[4]. Il telegiornale dal 1977 si sdoppiò in due edizioni serali. Questo notiziario si alternò dal 1977 al 1979 con il programma serale di attualità curato da Luisella Berrino intitolato Monte Carlo sera, e dal 1980 al 1982 con un breve tg pomeridiano dalla durata di un quarto d'ora circa Monte Carlo news. Nel 1982 con l'acquisto della Rai del 10% del pacchetto azionario dell'emittente, a causa di disguidi, la redazione de Il Giornale lascia Tele Monte Carlo e poco dopo verrà cancellato dal palinsesto anche Monte Carlo news. Rimasero quindi solo due brevi telegiornali (Notizie Flash), ridotti ad uno solo nel 1985.

Dal 1978 al 1980 Tele Monte Carlo ebbe come direttore dei programmi il conduttore ed autore tv Paolo Limiti, che qui ideò varie trasmissioni tra cui la rubrica di cucina Telemenù condotta da Wilma De Angelis in seguito ribattezzata Sale, pepe e fantasia in onda con successo per tutti gli anni ottanta.

Nel 1979 approda sul canale monegasco anche Sandra Mondaini con il varietà di prima serata Stasera mi sento milionaria.

Nel 1980 il conduttore televisivo Ettore Andenna fu per un anno direttore dei programmi. In quell'anno andarono in onda sull'emittente monegasca alcuni suoi programmi (realizzati negli studi milanesi di Antenna 3 Lombardia), quali il mattutino Telemattina ed il quiz preserale Scusi, le faccio un assegno?.

Sempre nel 1980 Gianfranco Funari debuttava col suo primo programma tutto suo, il talk-show di seconda serata Torti in faccia realizzato dalla sede milanese dell'emittente, inaugurata in tale occasione; nello stesso anno si inaugurò anche la sede romana.

Gli studi milanesi di Tele Monte Carlo erano siti in Viale Coni Zugna 50, mentre quelli romani si trovavano fino al 1998 in Piazza della Balduina 49 per poi essere trasferiti nel nuovo polo di Via Novaro.

Nel 1981 si vociferava l'intenzione di messa in vendita da parte della proprietà franco-monegasca della filiale in lingua italiana di Tele Monte Carlo, TVI - TV Internazionale. Questo trovò conferma nel 1983 con l'adozione di un nuovo formato del disegno del marchio usato per la filiale in modo da distinguerla unicamente dalla sorella francese, operazione che anche lei fece, dopo aver utilizzato per anni entrambe un unico tipo di marchio. Questo è da spiegarsi con il fatto che la proprietà franco-monegasca aveva deciso di mettere in vendita le attività italiane di Tele Monte Carlo in quanto era ormai diventato troppo oneroso continuare ad operare in Italia; decidendo così di concentrarsi sul solo territorio francese. Va inteso con ciò che l'unico detentore e depositario del nome Tele Monte Carlo è il canale di lingua francese perché quello italiano era, fin dalla sua nascita, solo una filiale e che la sua vera ragione sociale era Tv Internazionale. Filiale che per continuare ad utilizzare il marchio Tele Monte Carlo doveva sempre pagare i diritti al canale francese di comproprietà del Governo del Principato di Monaco e di TF1.

Va fatto notare che nei primi anni sugli schermi televisivi quando appariva il marchio dell'emittente la grafia seguita era quella francese, perciò il sostantivo Tele era scritto Télé; grafia che però non è mai stata utilizzata dalla stampa italiana.

E sempre nei primi anni quando c'era la sigla dell'Eurovisione il nome che compariva era quello di Radio Télé Monte Carlo ovvero Radio Télévision de Monte Carlo, detto anche in italiano Radio Televisione di Monte Carlo.

Il 18 marzo 1982 la RAI ne acquisì per sei anni il 10% del pacchetto azionario dalla proprietà franco-monegasca fondatrice dell'emittente per timore che Canale 5 si impossessasse del satellite a disposizione di Tele Monte Carlo.

A partire comunque dai primi anni ottanta La Tele Monte Carlo italiana (che fino ad allora era stata l'unica vera alternativa alle reti della RAI per il pubblico italiano) iniziò mano a mano ad eclissarsi dal panorama televisivo italiano a causa dall'avvento dei grandi network privati nazionali italiani, prima Canale 5 ed in seguito Italia 1 e Rete 4, a seguito dei quali, la rete monegasca venne relegata alla posizione numero 7 del telecomando e quindi in una nicchia dalla quale non seppe più uscire nonostante le diverse gestioni susseguitesi nel corso degli anni abbiano più volte provato a fare affermare Tele Monte Carlo come terzo polo televisivo italiano.

Le annunciatrici di Tele Monte Carlo[modifica | modifica wikitesto]

Come ogni emittente del periodo anche Tele Monte Carlo ha avuto le sue signorine buonasera (o dette anche, alla francese, le speakerines): le più assidue sono state Loredana Bolis e Tiziana Arona alle quali si sono aggiunte, nei primi anni ottanta, anche Sissi Carullo e Cinzia Sgambati.
Poi, con il passaggio alla brasiliana Rede Globo, il network adottò un formato più americano che europeo e le annunciatrici vennero tolte dal palinsesto.

L'arrivo di Rede Globo (1985-1990)[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 agosto 1985 la stazione televisiva fu acquistata al rimanente 90% dai proprietari brasiliani (Roberto Irineu Marinho) di Rede Globo che le diedero come logo quello del potente network brasiliano. La direzione del canale fu affidata a Carlo Briani.

In conseguenza di ciò, diversi programmi brasiliani furono trasmessi in versione italiana, tra cui le seguenti telenovela (alcune erano già state precedentemente trasmesse su altri canali nazionali): Gabriela, Dancin' Days, Água Viva, Vite Rubate (Louco Amor), Mamma Vittoria (Pão Pão Beijo Beijo), Happy End (Final Feliz), Giungla di Cemento (Selva de Pedra), Il Cammino della Libertà (Sinhá Moça), Doppio Imbroglio (Cambalacho), Adamo Contro Eva (Guerra dos Sexos), Terre Sconfinate (Terras do Sem Fim), Potere (Roda de Fogo).

Oltre alle telenovelas vennero trasmessi anche alcune miniserie e telefilm di produzione brasiliana, fra i quali: Tris di Cuori (Rabo de Saia), Scacco alla Mafia (A Máfia no Brasil), Lampião e Maria Bonita, Roxana Banana, Anarchici Grazie a Dio (Anarquistas, graças a Deus), Società a irresponsabilità illimitata (Armação Ilimitada).

In quel periodo comparivano in palinsesto anche alcuni telefilm statunitensi per ragazzi fra i quali Get Smart, Batman, I misteri di Nancy Drew e Segreti e misteri.

Per i più piccoli in palinsesto c'era il contenitore pomeridiano L' albero della cuccagna con gags in studio, giochi e cartoni animati giapponesi.

Fra le autoproduzioni: il talk-show Specchio della vita, il contenitore del mattino Tv Donna condotto da Carla Urban, Sale, pepe e fantasia rubrica di cucina condotta da Wilma De Angelis, i pupazzi animati Teste di Gomma con la loro satira politica.

Molto curato in questa fase anche il telegiornale della rete che nel febbraio del 1986 con la direzione di Ricardo Pereira affiancato da Roberto Quintini assume il nome di Tele Monte Carlo News o semplicemente TMC News: primo in Italia a doppia conduzione (alternata fra un giornalista uomo e una giornalista donna) e con riprese (in studio) dinamiche (non statiche): vera novità per l'informazione televisiva italiana di quei tempi.

Oltre a questi programmi, venivano seguiti i festeggiamenti e le manifestazioni legate al carnevale di Rio de Janeiro mentre sul fronte sportivo furono trasmesse le partite di calcio del campionato brasiliano ed anche quelle della Nazionale carioca.

Anche la parte grafica della rete ha risentito del Padrão Globo de Qualidade, adottando alcune sigle originali di Rede Globo e i bumpers (molte riadattate a Roma da grafici come Fiammetta Grasselli, mentre la maggior parte delle musiche erano composte o riarrangiate da Silvio Amato), e perfino alcuni giornalisti brasiliani lavorarono per la rete.

Gli ultimi anni di Rede Globo e la gestione Montedison (1990-1995)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1990, vedendo i pochi riscontri di pubblico registrati dal canale, Rede Globo iniziò a defilarsi da Tele Monte Carlo cedendo il 40% della proprietà alla Montedison di Raul Gardini. Nel 1993, la Montedison completò l'acquisizione dell'emittente monegasca e nominò Emmanuele Milano (già direttore di Rai 1) direttore del network.

In questo periodo la rete non sembrò possedere una linea editoriale facilmente identificabile, nonostante non mancassero delle vere perle nella programmazione (prevalentemente sportiva) come i programmi comici Banane del 1990 (con Fabio Fazio, Gioele Dix, Paolo Hendel, Maria Amelia Monti, Silvio Orlando, David Riondino) e Teste di gomma.

Vari personaggi trovarono spazio nella tv monegasca, da Luciano Rispoli con Ho fatto 13!!! a Mino Damato (nella stagione 1991-1992 conduce I.T. suscitando notevoli polemiche per aver trasmesso il filmato della finta esecuzione di un condannato alla sedia elettrica) a Loretta Goggi, che nella stessa stagione presentò il varietà di seconda serata Festa di compleanno.

Vengono inoltre lanciati volti che diventeranno popolari dopo alcuni anni, come Alessia Marcuzzi (conduttrice nel 1992 insieme a Mauro Serio del programma per ragazzi Amici mostri) e Tiberio Timperi, uno degli speaker del notiziario della rete. Sempre nel 1992, poté trasmettere parte delle Olimpiadi di Barcellona, accompagnate dal mini cartone belga Zoolimpics.

Dal biennio 1992-1993 il palinsesto si arricchì di nuovi programmi come La più bella sei tu e Tappeto volante di Luciano Rispoli (accompagnato in qualità di padrona di casa da Melba Ruffo),Verde Fazzuoli di Federico Fazzuoli risposta di Tele Monte Carlo a Linea Verde di Rai 1 e presero l'avvio una serie di programmi sperimentali a forte innovazione attivi su target giovanili prodotti con la formula del barter da Lorenzo Torraca (finanziati da inserzionisti pubblicitari e ceduti a costo zero all'emittente) come T.R.I.B.U. con Gegè Telesforo, The Lion Trophy Show con Emily De Cesare, GENERAZIONE X con Pierluigi Diaco. Il piatto forte della rete però fu lo sport, dal calcio (il canale poteva trasmettere, in quanto monegasco e membro dell'Eurovisione, le partite degli Europei e dei Mondiali eludendo dunque l'esclusiva delle reti RAI) alle regate di vela dell'America's Cup, passando per lo sci alpino, di cui vengono trasmesse con la telecronaca di Bruno Gattai le gare di Coppa del Mondo e i Campionati Mondiali. Punta di diamante della programmazione sportiva fu Galagoal, la trasmissione sportiva che nel 1990 aveva visto l'esordio, in qualità di conduttrice, di una giovanissima Alba Parietti issata su un vertiginoso sgabello insieme a un altrettanto giovane Massimo Caputi che diventerà telecronista delle partite trasmesse da Tele Monte Carlo facendo per anni coppia con l'ex calciatore Giacomo Bulgarelli.

Alba Parietti condurrà sul canale monegasco anche il varietà Tre donne intorno al coro assieme ad Athina Cenci ed il talk show Corpo a corpo.

Sempre in questo periodo lavora nel canale italo-monegasco anche un'esordiente Simona Ventura in qualità di giornalista sportiva.

Nel 1993 Sandro Curzi fu nominato direttore del telegiornale. Nel 1994 arrivò dalla Rai il conduttore Corrado Augias che dà vita a una striscia quotidiana dopo il tg e poi a un settimanale di cultura e attualità del titolo Domino.

La scarsa copertura del segnale, un palinsesto debole, poco competitivo e continuamente rimaneggiato (dovuto anche ad una linea editoriale non chiara) ed un mercato pubblicitario monopolizzato dalle reti del gruppo Mediaset (allora chiamato Fininvest) furono le spine nel fianco della TMC di Montedison, che non riuscì mai a decollare veramente.

La gestione Cecchi Gori (1995-2000)[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 luglio 1995[5] l'imprenditore Vittorio Cecchi Gori, tramite la sua società Cecchi Gori Communications, dopo aver ottenuto l'assenso delle autorità del Principato di Monaco acquistò la storica emittente nel tentativo di creare, con l'altro network di sua proprietà Videomusic poi ribattezzato, il 1º giugno del 1996, TMC 2 (Tele Monte Carlo 2), un "terzo polo televisivo" che spezzasse il duopolio Rai-Mediaset. Pochi mesi dopo gli ascolti dell'emittente iniziano ad essere rilevati dall'Auditel.

Con la direzione di Michele Franceschelli (ex direttore di Rete 4) si cercò di proporre un palinsesto allettante, che potesse rappresentare un'alternativa ai colossi RAI e Mediaset. Ma Franceschelli non fece altro che proporre format già presenti sulle altre reti nazionali (ad esempio sulla falsariga de I Bellissimi di Retequattro nella seconda serata del canale iniziò ad andare in onda il ciclo di film I Magnifici di Tele Monte Carlo)

Alcuni volti noti come Marco Balestri (con il programma Strettamente personale), Jocelyn con il game show Il grande gioco del Mercante in fiera, sorta di riedizione de Il grande gioco dell'oca altro programma di Jocelyn andato in onda con successo alcuni anni prima su Rai 2 (per Jocelyn si trattò di un ritorno dato che nel 1974 era stato tra i primi a lavorare per l'emittente monegasca), Paola Saluzzi, Toto Cutugno, Gianfranco D'Angelo insieme a una banda di comici (con il varietà Retromarch che vuole ribattere la stessa strada del vecchio Drive in di Italia 1) e Luciano Rispoli (sempre con Tappeto volante, uno dei pochi, grandi successi del network) cercarono di portare ascolti alla rete. Tuttavia lo share superò difficilmente il 2% dimostrando come fosse difficile la strada verso l'affermazione del canale come terzo polo, a maggior ragione quando si tentò di riproporre un tipo di format già visti sulle reti nazionali principali.

Fu creata una striscia pomeridiana dedicata ai ragazzi intitolata Zap Zap (condotta tra gli altri da Guido Cavalleri e Marta Iacopini, che già avevano condotto insieme per diversi anni Ciao Ciao un programma analogo in onda su Italia 1), in onda tutti i giorni alle 18,00 che ripropose fondamentalmente varie serie di cartoni animati già trasmesse in precedenza da altre reti come Galaxy Express 999, Sampei e Bia, la sfida della magia.

Nel 1996 l'emittente si aggiudicò i diritti del campionato italiano di calcio di serie A, strappandoli alla RAI, ma non fornì in tempo utile alla Lega Calcio le fideiussioni bancarie a garanzia del pagamento dei diritti. Dopo una serie di diatribe e accordi, alla rete fu concesso di trasmettere, grazie allo scorporo in più pacchetti dei diritti in chiaro, la visione dei gol del campionato dalle 19:00 alle 20:30, in concorrenza però con i telegiornali che possono trasmetterli ugualmente. Sul fronte calcistico fu comunque trasmesso un trofeo internazionale: la Coppa delle Nazioni Africane.

Punti di forza della programmazione sportiva del periodo furono Il processo di Biscardi del lunedì sera, migrato nel frattempo da TMC 2 alla rete ammiraglia, e Goleada di Massimo Caputi, nella prima edizione affiancato da Martina Colombari, e successivamente da Ela Weber ed infine a Carolina Morace. Nel 1996 la rete acquisì anche il diritto di trasmettere alcuni dei cartoni animati di Cartoon Network, che vennero inseriti in un contenitore giornaliero condotto da Emanuela Panatta e Beppe Rispoli[6].

Il 12 febbraio 1997, per la prima volta, una rete privata trasmise in esclusiva una partita di calcio della Nazionale Italiana valida per la qualificazione ai campionati mondiali, Inghilterra-Italia. Il riscontro di pubblico ottenuto, in linea con quello delle altre partite della Nazionale, pose il problema della validità del palinsesto attraverso cui l'emittente cercò di scalfire il duopolio televisivo, al di là del problema della limitata copertura territoriale.

Nel 1997 tornò Wilma De Angelis, uno dei volti storici dell'emittente e già conduttrice negli anni ottanta della rubrica di cucina Sale, pepe e fantasia, con un programma mattutino intitolato Due come voi insieme a Benedicta Boccoli.

Nel 1998 il palinsesto fu nuovamente rinnovato con programmi che cercano di catturare un pubblico più profilato. Grazie a questo ennesimo cambiamento di linea editoriale arrivarono Ilaria Moscato (con il contenitore del mattino Casa, amore e fantasia), il visagista Diego Dalla Palma (con Questione di stile), mentre Alain Elkann fu promosso conduttore di un talk show domenicale, Il caffè della mattina, che contrapponeva le chiacchiere di un salotto chic a quelle di un bar popolare. Rita Forte fu inaspettatamente trasformata in presentatrice (con Forte fortissima).

Successivamente Antonio Lubrano accettò il passaggio al canale diventando direttore di TMC News, il telegiornale della rete monegasca, e conducendo la striscia quotidiana di servizio Candido. Biagio Agnes fu nominato direttore del canale ma oltre a riproporre lo storico programma Check up, ribattezzato Check up-salute con Annalisa Manduca, non riuscì a risollevare il palinsesto poco competitivo del canale. L'emittente fu affidata a Rita Rusic, moglie del proprietario Vittorio Cecchi Gori e produttrice cinematografica di successo.

Il 10 marzo 2000 alle 23:10 fu trasmessa la prima puntata del telefilm cult Sex and the City con Sarah Jessica Parker, inserito all'interno di un talk-show femminile intitolato Sesso - parlano le donne condotto da Anna Pettinelli che faceva da cornice al telefilm.

Nello stesso anno venne chiusa la sede centrale[7] di trasmissione a Monte Carlo, in conseguenza dell'intenzione dell'emittente di voler irradiare il segnale dall'Italia nella prossima stagione televisiva. Ciò comportò il licenziamento di tutti i dipendenti che vi lavoravano. La loro protesta[8] si fece sentire con una schermata televisiva apparsa su tutte le frequenze di Tele Monte Carlo il 30 maggio del 2000 alle ore 20:05 in cui si spiegava la ragione dell'interruzione delle trasmissioni. Fino all'estate di quell'anno Tele Monte Carlo veniva trasmessa facendo partire il segnale dalle due sedi italiane dell'emittente, a Milano e Roma, inviandolo in frequenza di servizio criptata al trasmettitore della sede di Monaco di cui poi la regia monegasca se ne occupava della messa in onda in modo da permettere che si irradiasse il Principato, la Francia meridionale e il territorio nazionale italiano.

E inoltre era dalla sede monegasca che venivano trasmessi gli spot pubblicitari, i bumper, i film ed i telefilm. Questo sistema veniva utilizzato per conservare lo status giuridico di televisione estera, quindi di canale monegasco. Dopo tale fatto la rete televisiva venne messa in onda direttamente da Roma (ormai da anni nella sede di Milano non veniva prodotto più nulla) e fino all'ultimo si fece chiamare con la sola sigla TMC e non più Tele Monte Carlo, (anche se il pubblico e la stampa continuavano a chiamarla in entrambi i modi) perdendo così definitivamente la connotazione di rete monegasca e diventando emittente italiana a tutti gli effetti.

La sede di Monaco restò aperta ancora per qualche mese, per via del fatto che la rete doveva trasmettere i campionati di calcio europei di Belgio ed Olanda e le Olimpiadi di Sidney. Poi terminate queste ultime, la sede di trasmissione monegasca venne definitivamente chiusa.

Ultima fase: la gestione Seat-Telecom (2000-2001)[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 agosto del 2000[9][10] , Cecchi Gori, dopo un mese e mezzo di lunghe trattative seguite al sorgere di difficoltà economiche, cedette Tele Monte Carlo e Tele Monte Carlo 2 a Seat Pagine Gialle, di Telecom Italia. La nuova proprietà per rilanciare una volta per tutte il canale decise che Tele Monte Carlo, ormai ridotta a un cadavere dopo la perdita del suo riferimento al Principato di Monaco, aveva bisogno di adottare una veste del tutto nuova e in grado di competere con i sei canali di Rai e Mediaset. Il nuovo editore intendeva puntare come aveva dichiarato fin dall'inizio ad un target giovanile per il rilancio della rete e per questo venne nominato direttore Roberto Giovalli, già direttore di Italia 1. L'ultima stagione venne vissuta come un periodo di transizione, dove vennero confermati i palinsesti decisi in precedenza, ma allo stesso tempo si stava lavorando ad un progetto di una nuova tv. In una conferenza stampa[11] tenuta il 3 maggio 2001 alla presenza dell'amministratore delegato Ernesto Mauri e del direttore di rete Roberto Giovalli venne comunicato ufficialmente che Tele Monte Carlo diventava La 7, e che la nuova rete sarebbe stata lanciata il 24 giugno. Questo cambio di nome doveva esserci in un modo o nell'altro dato che ormai il marchio Tele Monte Carlo da tantissimo tempo non corrispondeva più alla realtà che si era venuta a creare che di monegasco non aveva più nulla, tranne il nome, e quindi non aveva più senso il suo utilizzo. Iniziò ben presto una campagna acquisti per il nuovo corso dell'emittente, e il più importante fu quello di Gad Lerner, ex direttore del TG 1, che il 6 giugno fu nominato nuovo[12] direttore di Tele Monte Carlo News e con esso gli furono affidate anche le direzioni della redazione sportiva Tele Monte Carlo Sport, e della redazione giornalistica di TMC 2-MTV; incarico che assunse il 18 giugno. Molto si investì anche nella campagna pubblicitaria con promo televisivi su entrambe le reti, e con cartelloni per le strade che recitavano lo slogan: "LA7 difficile spegnerla".

Il 24 giugno di quell'anno, durante il programma di gala dal titolo Prima Serata, si sanciva ufficialmente la nascita di LA7 tramite un gesto simbolico compiuto alle ore 22:35 quando si invitò sul palco un'arzilla signora settantenne a fermare il logo TMC-LA7 che continuava a roteare da qualche minuto senza fermarsi sullo schermo. Tale gesto voleva rappresentare una sorta di "spartiacque" tra un prima e un dopo diversi tra loro; e fu così che Tele Monte Carlo divenne LA7. Ma in realtà il logo di Tele Monte Carlo venne subito affiancato[13] al nuovo marchio in alto a destra del teleschermo completamente trasparente. Questa disposizione dei loghi fu fatta per abituare gradualmente il pubblico al nuovo marchio adottato dall'emittente, e dimostrare una sorta di continuità e innovazione allo stesso tempo. Il logo di Tele Monte Carlo rimase in video fino alla mezzanotte di domenica 9 settembre 2001 per poi scomparire definitivamente.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

L'archivio di Tele Monte Carlo è sempre di proprietà di LA7 ma non è completo in quanto mancano i filmati delle produzioni in lingua italiana realizzate nella sede del Principato di Monaco quando la proprietà dell'emittente era franco-monegasca, perché non sono stati ceduti nella vendita a Rede Globo. Tali filmati sono ancora oggi proprietà di Télé Monte Carlo. Il restante archivio di filmati risale al 1980 ovvero alle produzioni realizzate nelle due sedi italiane dell'emittente e poi a quelli delle successive gestioni relativi ai programmi realizzati in tutte le sedi.

Per anni Tele Monte Carlo è stata l'unica emittente che in Italia trasmettesse, in diretta o in differita, gare di pattinaggio artistico su ghiaccio. Tale peculiarità cessò quando nella stagione 1999/2000, il responsabile dei programmi sportivi della rete, Aldo Biscardi, non ritenne necessario acquistare i diritti dei campionati europei e mondiali di pattinaggio di figura, preferendo dare un maggiore spazio al calcio.

Fino al 2000 Tele Monte Carlo è stata editata per la SSE (Société Speciale d'Enterprises Télé Monte Carlo), società anonima monegasca che è tuttora la società concessionaria e titolare di emissione del segnale televisivo del Principato di Monaco.

Emittenti ripetitrici di Tele Monte Carlo[modifica | modifica wikitesto]

Tele Monte Carlo per trasmettere sul territorio italiano aveva un trasmettitore sul Monte Agel in territorio francese (ma l'impianto godeva della extraterritorialità) rivolto verso l'Italia e che sovrasta il Principato di Monaco (canale UHF 35) e delle emittenti che ne ripetevano il segnale. Ecco una lista incompleta delle emittenti del Consorzio Tele Monte Carlo:

Sedi e centri di produzione[modifica | modifica wikitesto]

  • Principato di Monaco: Boulevard Princesse Charlotte 16; sede storica e legale dell'emittente dove vi si trovava la regia centrale della messa in onda di tutte le trasmissioni e dove venivano realizzate le produzioni relative alla programmazione motoristica e dove in origine si realizzava il telegiornale.
  • Roma: Piazza della Balduina 48-49; sede operativa inaugurata nel 1986 con tanto di studi e Direzione dove venivano realizzati il telegiornale e la maggior parte delle produzioni televisive. Dal 2003, la struttura è stata riconvertita in un supermercato.[14]
  • Roma: Via Umberto Novaro; moderno centro di produzione inaugurato nel 1998 e fortemente voluto dal presidente Biagio Agnes. Questo è ancora oggi il principale centro di produzione tv di LA7.
  • Milano: Viale Coni Zugna 50; inaugurata nel 1976 prima dell'apertura della sede romana era questa la sede-avamposto dell'emittente monegasca in Italia, dove si registravano alcune trasmissioni e soprattutto gli spazi di approfondimento di Indro Montanelli che affiancavano il notiziario realizzato negli studi di Monte Carlo. In seguito questa sede avrà un ruolo marginale.

Presidenti di Tele Monte Carlo[modifica | modifica wikitesto]

Direttori generali di Tele Monte Carlo[modifica | modifica wikitesto]

Direttori dei programmi di Tele Monte Carlo[modifica | modifica wikitesto]

Loghi[modifica | modifica wikitesto]

Loghi identificativi trasmessi in sovrimpressione[modifica | modifica wikitesto]

  • 1979 - 1983: Il logo, presente in basso a destra del teleschermo, era composto dalla scritta bianca TMC1 creata con un generatore di caratteri elettronico.
  • Prima metà del 1983: Il logo venne modificato in TMC.
  • Seconda metà del 1983: Sotto al logo viene aggiunta la scritta TELEMONTECARLO.
  • 1983 - 1985: Il logo e la scritta sottostante vennero giustificati. La scritta sottostante venne modificata in TELE MONTECARLO.
  • 1985 - 1987: Il logo viene rimpicciolito.
  • 1987 - 1995: Il logo è stato spostato in alto a destra e la scritta TELE MONTECARLO fu rimossa. Il logo, rispecchiando fedelmente l'ufficiale, è cavo con i contorni bianchi.
  • 1995 - 1998: Il logo viene spostato nuovamente in basso a destra. Questa volta il logo è nuovamente pieno e piccolo.
  • 1998 - 2000: Il logo rimane spostato in basso a destra. Ma questa volta il logo è pieno e grande.
  • 2000 - 2001: Dopo il distacco della regia monegasca nell'estate del 2000 il logo viene diviso in due parti: bianco in basso e trasparente in alto. Questa versione del logo da fine aprile 2001 e fino al 24 giugno viene alternata ad intervalli a roteazione[15] continua con il logo di LA7.
  • giugno 2001 - settembre 2001: Il logo vene spostato nuovamente in alto a destra ma questa volta era completamente trasparente. Per il periodo iniziale di prova, fino al 9 settembre, il logo era presente sul teleschermo insieme a quello di LA7.

Programmi di Tele Monte Carlo[modifica | modifica wikitesto]

Prima fase (1974-1985)[modifica | modifica wikitesto]

Seconda fase (1985-1993)[modifica | modifica wikitesto]

Terza fase (1993-1995)[modifica | modifica wikitesto]

Ultima fase (1995-2001)[modifica | modifica wikitesto]

Informazione e approfondimento[modifica | modifica wikitesto]

Intrattenimento[modifica | modifica wikitesto]

Talk-show[modifica | modifica wikitesto]

Film e serie tv[modifica | modifica wikitesto]

  • I magnifici di Telemontecarlo, ciclo di film in onda in seconda serata
  • Sex and the City, telefilm americano inserito all'interno del talk show femminile Sesso - Parlano le donne condotto da Anna Pettinelli.

Tv dei ragazzi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Satellite News: monografie: la storia delle televisioni di Monaco
  2. ^ Rara immagine della regia della sede monegasca
  3. ^ LA7
  4. ^ Mario Cervi, Gli anni del piombo, Mursia, 2009, pag. 139.
  5. ^ In basso: Tmc, stretta finale oggi a Mediobanca
  6. ^ Cartoni animati dagli USA in Italia tutti i giorni a Tmc2, articolo del "Corriere della Sera", del 1 luglio 1996
  7. ^ Radio e televisioni estere in lingua italiana
  8. ^ a b Tmc oscurata per protesta dai dipendenti articolo di "la Repubblica" del 31 maggio 2000
  9. ^ Seat-Tmc, nasce il nuovo polo tv, articolo di Repubblica del 7 agosto 2000
  10. ^ Mtv trova casa a Tmc2, articolo di "la Repubblica", del 7 novembre 2000
  11. ^ È ufficiale Tmc diventa la7, articolo di "la Repubblica", del 4 maggio 2001
  12. ^ La 7, Gad Lerner direttore dei tg, articolo di la Repubblica del 6 giugno 2001
  13. ^ LA 7-TMC (2001) - TvShots
  14. ^ Balduina, dalla tv al supermercato.
  15. ^ TMC-LA7 Logo rotante (2001)-TV SHOTS

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Buccafusca, Telecenerentola. Da Telemontecarlo a La7 la sfida avventurosa della tv antiduopolio, prefazione di Enrico Mentana, Centro di Documentazione Giornalistica, Roma, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

televisione Portale Televisione: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di televisione