Bruno Canfora

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Bruno Canfora
Bruno Canfora nel 1955
Bruno Canfora nel 1955
Nazionalità Italia Italia
Genere leggera
Jazz
sinfonica
Periodo di attività 1943 – in attività
Strumento pianoforte, oboe
Etichetta Dischi Ricordi, Twilight Music - Serie Via Asiago 10
« Nell'immaginario televisivo Bruno Canfora è quel signore con i baffi che sta dietro Mina »
(Dario Salvatori, nella presentazione del CD Tribute to Ellington, riportata nel libretto dell'album)

Bruno Canfora (Milano, 6 novembre 1924) è un direttore d'orchestra, compositore, arrangiatoreparoliere italiano. È entrato nella storia dello spettacolo e della musica leggera italiana come autore delle musiche di trasmissioni televisive e di canzoni diventate degli evergreen, come Fortissimo, Il ballo del mattone, Il geghegè (lanciate da Rita Pavone), Due note, Brava, Sono come tu mi vuoi, Vorrei che fosse amore, Zum zum zum (portate al successo da Mina), Da-da-un-pa e La notte è piccola (successi delle gemelle Kessler) e Stasera mi butto, incisa da Rocky Roberts, "Soli" "Ne come ne perché" "Rome by Night" "La Vita" (portata al successo mondiale da Shirley Bassey) e moltissime altre.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Bruno Canfora nel 1955

Figlio di Ludovico, dirigente della Banca Commerciale di Milano appassionato di musica e chitarrista autodidatta, si avvicina alla musica insieme al fratello maggiore Oreste, iniziando a studiare l'Oboe con il maestro Leandro Serafin, primo Oboe al Teatro alla Scala di Milano; Oreste, il fratello, si diploma in Fagotto e dopo la guerra entrerà al Teatro alla Scala dove vi rimarrà come primo Fagotto fino alla fine della sua carriera, Bruno invece, consegue il diploma in Oboe, entrambi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

Inizia lo studio del Pianoforte contestualmente allo studio dell'oboe al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, grazie al professor Alessandro Longo noto revisore ed al professor Enzo Calace, entrambi docenti di pianoforte al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli. Studia teoria musicale con il M° Ettore Pozzoli.

In questi anni inoltre si avvicina al jazz grazie al suo insegnante di oboe Leandro Serafin, il quale lo spinge verso la musica americana, all'epoca difficilmente reperibile e spesso censurata dal regime perché considerata troppo "licenziosa", iniziando a suonare in alcuni complessi. Durante la Seconda guerra mondiale, militare in marina, viene nel 1943 coinvolto dai tedeschi in un'orchestra che trasmette da un'emittente radio a Padova, suonando musica americana, e qui conosce la cantante Elsa Rovere in arte Elsa Pejrone, già voce solista del complesso del Maestro Enzo Ceragioli, con la quale avrà due dei suoi tre figli.

Con la Pejrone e con Tullio Gallo alla tromba organizza un trio che si esibisce nei locali del Veneto.

Nel 1945 viene chiamato dall'EIAR per suonare il pianoforte nell'orchestra di Venezia.

Si trasferisce a Trieste, ancora occupata dagli Alleati, dove accompagna con un complesso varie formazioni di rivista inglesi e statunitensi.

In seguito si sposta a Torino, dove nel 1948 conquista il riconoscimento del concorso Bacchetta d'Oro al quale parteciparono grandi orchestre dell'epoca tra cui quelle di Armando Trovajoli e Piero Piccioni, concorso che successivamente gli aprirà le porte più importanti del panorama musicale. Nello stesso anno lavora in Germania dopodiché, al ritorno, la sua orchestra diventa una di quelle più trasmesse durante le trasmissioni radiofoniche.

Il Maestro Bruno Canfora dirige la sua orchestra durante un'esibizione in un locale (1964)

Comincia inoltre l'attività di compositore, scrivendo le prime canzoni come Rosetera, Oggi, domani e sempre, Violette.

Negli anni sessanta diventa uno dei più noti e virtuosi direttori d'orchestra televisivi, dirigendo l'orchestra della Rai in numerosi programmi come Studio Uno e Canzonissima (a partire dall'edizione del 1959 con Nino Manfredi, Paolo Panelli e Delia Scala), lavorando spesso con il regista Antonello Falqui; nello stesso periodo inoltre firma come autore numerosi brani di successo della musica leggera italiana quali Vorrei che fosse amore, Due note, Conversazione, Sono come tu mi vuoi e Brava interpretati da Mina, Il ballo del mattone, Fortissimo, Il geghegè eseguite da Rita Pavone, la nota sigla Da-da-um-pa proposta dalle Gemelle Kessler, Stasera mi butto, portata al successo da Rocky Roberts e molte altre. L'ultima apparizione in video è del 1995 con Papaveri e papere, un programma televisivo di intrattenimento, trasmesso da Rai Uno con cadenza settimanale, ideato da Michele Guardì che ne ha curato anche la regia. È stato direttore artistico del Festival di Sanremo e presidente della commissione concorsi per l'orchestra di musica leggera e di ritmi moderni della Rai.

Tra le tante manifestazioni a cui ha partecipato ricordiamo Un disco per l'estate 1965 con Come si fa a non volerti bene, cantata da Domenico Modugno, il Festival di Sanremo 1963 con Fermate il mondo, interpretata da Joe Sentieri e Johnny Dorelli, il Festival di Sanremo 1968 con La vita, interpretata da Elio Gandolfi e Shirley Bassey e la Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia nel 1965 con L'ultima occasione, portata al successo da Mina; inoltre ha diretto l'orchestra al Festival di Sanremo 1961, al Festival di Sanremo 1988 e all'Eurovision Song Contest 1991 ancora Festival di Sanremo 1993. Ha diretto più volte l'orchestra della Rai in occasione del "Premio Italia" trasmesso in Eurovisione.

Ha collaborato con Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scrivendo le musiche per molte commedie musicali del duo, tra cui Viola violino e viola d'amore nel 1967, con le Gemelle Kessler ed Enrico Maria Salerno, Angeli in Bandiera, Un Angelo è sceso a Brooklyn, o collaborando alle orchestrazioni, come in Promesse...promesse... nel 1970, con Johnny Dorelli e Catherine Spaak; sempre in campo teatrale nel 1976 ha musicato Amori miei, scritto da Iaia Fiastri e rappresentato in tutta Italia da Ornella Vanoni, Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi.

Ha inoltre partecipato ad alcuni musicarelli nella parte di sé stesso, ed ha composto le musiche di molte colonne sonore di film. I suoi "stacchetti" musicali in puro stile americano, sono usatissimi tutt'oggi dalle principali televisioni italiane e spagnole.

Negli anni sessanta e con la sua orchestra porta Mina in un'importante tournée in Giappone dove scrive per lei un brano in giapponese dal titolo "Anata To Watashi (Tu Ed Io)" che ebbe un grandissimo successo.

Continua l'attività anche nei decenni successivi, sia in televisione che dal vivo con la sua orchestra. Si occupa anche di Jazz Sinfonico in particolare con l'orchestra sinfonica del "Teatro Massimo" di Palermo, con la quale va più volte in tournè con dei ricercatissimi e sofisticati arrangiamenti e strumentazioni fatti da Canfora personalmente di musiche di Cole Porter, Gershwin, Hoagy Carmichael e molti altri autori americani.

Bruno Canfora grazie alla sua abilità di direttore d'orchestra di arrangiatore e di strumentatore, viene considerato dagli addetti ai lavori il più "americano" di tutti.

Canzoni scritte da Bruno Canfora[modifica | modifica wikitesto]

Anno Titolo Autori del testo Autori della musica Interpreti
1958 Rome by night Strumentale Bruno Canfora Armando Trovajoli and His Orchestra
1959 Luna timida Walter Chiari Bruno Canfora Stella Dizzy
1961 Pollo e champagne Dino Verde Bruno Canfora Gemelle Kessler
1961 Da-da-un-pa Dino Verde Bruno Canfora Gemelle Kessler
1961 Due note Antonio Amurri e Faele Bruno Canfora Mina
1962 Abbiamo sedici anni Dino Verde Bruno Canfora Rita Pavone
1962 Le stelle dell'orsa maggiore Dino Verde Bruno Canfora Quartetto Cetra
1962 Ehi, stop! Dino Verde Bruno Canfora Quartetto Cetra
1962 Champagne twist Dino Verde Bruno Canfora Mina
1963 Il ballo del mattone Dino Verde Bruno Canfora Rita Pavone
1963 Fermate il mondo Dino Verde Bruno Canfora Joe Sentieri e Johnny Dorelli
1964 Prima o poi...telefonerai Daniele Pace Bruno Canfora Gigliola Cinquetti
1965 Sai, sai, sai Castellano e Pipolo Bruno Canfora Dino
1965 La notte è piccola Castellano e Pipolo Bruno Canfora Gemelle Kessler
1965 Brava Bruno Canfora Bruno Canfora Mina
1965 L'ultima occasione Tony Del Monaco Bruno Canfora Mina
1965 Come si fa a non volerti bene Antonio Amurri e Vito Pallavicini Bruno Canfora Domenico Modugno
1965 Soli Castellano e Pipolo Bruno Canfora Mina
1965 Un bacio è troppo poco Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1966 Fortissimo Lina Wertmuller Bruno Canfora Rita Pavone
1966 Sono come tu mi vuoi Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1966 Mai così Lina Wertmuller Bruno Canfora Mina
1966 Su su giù giù Dino Verde Bruno Canfora Gemelle Kessler
1966 Il geghegè Lina Wertmuller Bruno Canfora Rita Pavone
1967 Stasera mi butto Antonio Amurri Bruno Canfora Rocky Roberts
1967 Conversazione Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1967 Un amore come dico io Pietro Garinei e Sandro Giovannini Bruno Canfora Enrico Maria Salerno
1967 Poco poco Pietro Garinei e Sandro Giovannini Bruno Canfora Gemelle Kessler
1967 Tranquillamente senza di te Pietro Garinei e Sandro Giovannini Bruno Canfora Ellen Kessler
1967 Viola violino e viola d'amore Pietro Garinei e Sandro Giovannini Bruno Canfora Gemelle Kessler
1967 Se c'è una cosa che mi fa impazzire Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1968 La vita Antonio Amurri Bruno Canfora Elio Gandolfi e Shirley Bassey
1968 Vorrei che fosse amore Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1968 E sono ancora qui Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1968 Né come né perché Antonio Amurri Bruno Canfora Mina
1968 Zum zum zum Antonio Amurri Bruno Canfora Mina e Sylvie Vartan
1969 Quelli belli come noi Dino Verde, Italo Terzoli ed Enrico Vaime Bruno Canfora Gemelle Kessler
1969 Domani che farai Dino Verde, Italo Terzoli ed Enrico Vaime Bruno Canfora Johnny Dorelli
1971 Noi siamo noi Franco Castellano e Pipolo Bruno Canfora Rita Pavone
1971 Ma cos'è questo amore Antonio Amurri Bruno Canfora Rita Pavone
1971 Arriverciao Antonio Amurri Bruno Canfora Rita Pavone
1973 Ma come ho fatto Leo Chiosso e Gustavo Palazio Bruno Canfora Ornella Vanoni
1975 Come ti amavo ieri Roberto Lerici Bruno Canfora Ornella Vanoni
1975 Se dovessi cantarti Antonello Falqui e Roberto Lerici Bruno Canfora Ornella Vanoni
1976 Notte matta Franco Castellano e Pipolo Bruno Canfora Loretta Goggi
1976 Pupo pupazzo Franco Castellano e Pipolo Bruno Canfora Loretta Goggi
1976 Una fabbrica d'amore Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni e Duilio Del Prete
1976 La biandria Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni e Gianrico Tedeschi
1976 Ping pong Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni
1976 Mamma Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni, Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi
1976 Vado via Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni
1976 Amori miei Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni, Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi
1976 Anna Lisa Iaia Fiastri Bruno Canfora Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi
1976 La scappatella Iaia Fiastri Bruno Canfora Erika Blanc, Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi
1976 Peggio per te Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni
1976 Meglio per me Iaia Fiastri Bruno Canfora Duilio Del Prete
1976 Mi viene da piangere Iaia Fiastri Bruno Canfora Ornella Vanoni
1976 La scatola cinese Iaia Fiastri Bruno Canfora Duilio Del Prete e Gianrico Tedeschi

Principali colonne sonore composte dal Maestro Bruno Canfora[modifica | modifica wikitesto]

Film in cui ha recitato il Maestro Bruno Canfora[modifica | modifica wikitesto]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Il dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Canfora, Bruno, di Fabrizio Stramacci, pagg. 260-261
  • Maurizio Becker, Intervista con Bruno Canfora, pubblicata nel volume Quanto mi dai per Endrigo?, Coniglio editore, 2008, pagg. 165-173
  • Eddy Anselmi, Festival di Sanremo. Almanacco illustrato della canzone italiana, edizioni Panini, Modena, 2009, alla voce Bruno Canfora, pagg. 623-624
  • Freddy Colt, Spaghetti Swing. Prontuario biografico della canzone jazzata, Editrice Zona, Civitella in Val di Chiana, 2009, alla voce Canfora Bruno, pagg. 54-55