Pipolo

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Pipolo, nome d'arte di Giuseppe Moccia (Viterbo, 22 giugno 1933Roma, 20 agosto 2006), è stato uno sceneggiatore e regista italiano.

Assieme al collega Franco Castellano, col quale ha formato il duo "Castellano e Pipolo", è stato uno dei più noti sceneggiatori e registi italiani degli anni sessanta, settanta e ottanta.

Carriera[modifica | modifica sorgente]

La carriera iniziò negli anni cinquanta, alla radio. Dal febbraio 1954 al marzo 1956 collabora come soggettista e disegnatore al quindicinale Ciclamino. Dal 1957 è direttore del mensile Pulce. in questi anni scrive e disegnale storie di Ciclamino, Pulce, Violetta, Radicchio e Lievito. Lavora come vignettista per il Marc'Aurelio, di cui diviene in seguito redattore.

In televisione, sempre in coppia con Castellano, firmò programmi di successo come tre edizioni di Canzonissima (1966, 1967 e 1971), Scala reale (1966) con Peppino De Filippo, Studio Uno e Partitissima, condotta da Alberto Lupo, dove esordirono in tv Franco e Ciccio.

Il loro esordio sul grande schermo come sceneggiatori fu nel 1958 con Marinai, donne e guai di Giorgio Simonelli.

Al cinema furono più volte campioni d'incasso, grazie anche al sodalizio con alcuni attori, primo tra tutti Adriano Celentano, che, dopo Zio Adolfo in arte Führer (1978), li vuole a dirigere tutti i film che interpreta con grande successo negli anni ottanta: Mani di velluto (1979), Il bisbetico domato (1980) e Innamorato pazzo (1981), entrambi film che lo hanno visto in coppia con Ornella Muti e ispirati rispettivamente a Shakespeare e a Wyler, Asso (sempre del 1981), Segni particolari: bellissimo (1983) e Il burbero (1986), ispirato a Goldoni.

Molti altri attori di successo lavorarono con la "ditta Castellano & Pipolo". Ricordiamo Pozzetto, Montesano, Verdone, Abatantuono, Banfi, Villaggio, Boldi, De Sica, Manfredi, Haber, Placido, Teocoli, Heather Parisi e Laura Antonelli.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Giuseppe è il padre di Federico Moccia, autore dei best-seller Tre metri sopra il cielo e Scusa ma ti chiamo amore e dei rispettivi seguiti (Ho voglia di te e Scusa ma ti voglio sposare), tutti trasposti in film: insieme sono anche stati ospiti di una puntata della trasmissione televisiva di Rai 2 Matinée nel luglio 2006, un mese prima della sua improvvisa scomparsa a causa di un'emorragia cerebrale.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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