Carlo Verdone

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Carlo Verdone nel 2007

Carlo Gregorio Verdone (Roma, 17 novembre 1950) è un regista, attore e sceneggiatore italiano. Figlio del critico cinematografico Mario Verdone. È fratello del regista Luca Verdone e di Silvia, moglie di Christian De Sica. È un popolare attore e regista.

È stato sposato dal 1980 al 1996 con Gianna Scarpelli, dalla quale ha avuto due figli, Giulia (1986), apparsa in un cameo in Al lupo al lupo e in Viaggi di nozze e Paolo (1988), apparso in un cameo in Grande, grosso e... Verdone e in Io, loro e Lara, mentre ha avuto un ruolo più rilevante in Posti in piedi in paradiso.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Conseguita la maturità classica al "Liceo Nazareno" di Roma si laurea in Lettere Moderne all'Università di Roma "La Sapienza", dove il padre era docente in storia del cinema (Verdone dovette sostenere due volte l'esame perché fu inizialmente bocciato al primo appello proprio da suo padre[1]). Carlo Verdone si laureò nell'Anno Accademico 1976/1977 con una tesi dal titolo "Letteratura e cinema muto italiano", la cui relatrice fu Evelina Tarroni[2]: per visionare le pellicole oggetto della tesi si recò, in compagnia del padre, a Grado dove ebbe modo di assistere alle proiezioni in presenza della diva del cinema muto Francesca Bertini. Prima della laurea, Carlo Verdone si diploma anche in regia al Centro sperimentale di cinematografia della Capitale.

Notevole è stata, specie ad inizio di carriera, la sua attività artistica rivolta al cabaret e, in particolare, alla televisione, con la partecipazione a programmi caratterizzati da un taglio innovativo (come in Non stop nel 1978, assieme a molti altri attori emergenti) in cui la figura del guitto veniva rivalutata e riportata all'antico splendore. Precedentemente aveva girato alcuni spot per la popolare trasmissione Carosello. Carlo Verdone si diletta sin da giovanissimo nella ripresa amatoriale di cortometraggi. Poesia solare (1969), Allegoria di primavera (1971) ed Elegia notturna (1973) sono le prime prove di regia di Carlo Verdone, di ispirazione underground, girati in formato Super8 e purtroppo andati perduti dalla RAI che li aveva ricevuti in prestito dal regista per la preparazione di un documentario a lui dedicato.

Carlo Verdone nel ruolo di Furio in Bianco, rosso e Verdone (1981)
Carlo Verdone nel ruolo di Ruggero in Un sacco bello (1980)
Carlo Verdone nel ruolo di Pasquale Ametrano in Bianco, rosso e Verdone (1981)
Carlo Verdone nel ruolo di Sergio Benvenuti in Borotalco (1982)

Il suo debutto alla regia di un lungometraggio avviene con Un sacco bello, nel 1980, film dove interpreta più personaggi, portandone sul grande schermo alcuni del suo repertorio televisivo. Prodotto dalla Medusa Distribuzione, Verdone viene iniziato alle tecniche di ripresa e conduzione di un set da Sergio Leone. Il giovane regista lo considererà un maestro severissimo, ma vitale. La pellicola successiva, del 1981, Bianco, rosso e Verdone, una seconda kermesse di personaggi del suo repertorio, propone la figura attempata ma divertente di Elena Fabrizi, la sorella di Aldo, meglio nota come la "Sora Lella". Come attore e regista, Verdone, dopo un inizio dedicato prettamente al genere comico, con il passare del tempo si è evoluto verso canoni più aderenti alla classica commedia all'italiana.

Da taluni è considerato l'erede naturale di Alberto Sordi (anche se lui ha negato spesso questo accostamento), per la capacità di far rivivere nel contesto degli anni ottanta una figura di abitante della capitale che, in tutte le sue sfaccettature anche contrastanti, rappresenta l'archetipo dell'italiano medio. Sordi e Verdone hanno anche girato due pellicole insieme, entrambe da loro sceneggiate con Rodolfo Sonego: In viaggio con papà, per la regia dello stesso Sordi, e Troppo forte diretto da Verdone stesso.

Dall'ultimo decennio del Ventesimo Secolo ad oggi nella sua opera ai toni della commedia si è affiancato un registro meno comico, con un certo retrogusto amaro nella stesura delle storie e più attento ai temi della modernità, del cinismo e degli eccessi della società e del disagio dell'individuo di fronte ad essa. E la goffaggine e inadeguatezza della maschera comica ha fatto posto alle nevrosi e all'ipocondria, reazioni quasi somatiche alle pressioni di un mondo frenetico. Verdone mantiene comunque un rapporto, per così dire, privilegiato con i canoni della commedia all'italiana presenti nella tradizione, dai grandi della comicità fino ad arrivare ai dettami di un cinema più impegnato, tenendo fede ad uno stile "medioalto" che ne fa un regista ed un interprete tra più amati dal pubblico.

Oltre ai citati, i suoi film più noti sono: Compagni di scuola, definito Grande freddo all'italiana, per certi versi il più compiuto dei suoi lavori; Maledetto il giorno che t'ho incontrato, una tragicomica storia d'amore di due nevrotici e insoddisfatti interpretata in coppia con Margherita Buy; Al lupo, al lupo, in cui analizza le dinamiche familiari e il rapporto complesso di tre fratelli; Viaggi di nozze, forse il suo maggiore successo di pubblico, in cui ripropone lo stile macchiettistico e la struttura ad episodi dei film d'esordio; Il mio miglior nemico; Grande, grosso e... Verdone, che riprende lo stile dei precedenti Un sacco bello, Bianco, rosso e Verdone e Viaggi di nozze, ovvero un film a tre episodi e tre ruoli interpretati dallo stesso Verdone, fino a Posti in piedi in paradiso.

Per quel che riguarda il teatro, vanno ricordati gli spettacoli Tali e quali e Senti chi parla. Verdone ha inoltre girato alcuni spot televisivi come regista, affiancato da calciatori come Roberto Baggio, Angelo Peruzzi o da attori come Ornella Muti, è stato il produttore di Zora la vampira, e il doppiatore del gatto Zorba in La gabbianella e il gatto e ha doppiato anche i figli di Leo Nuvolone, Clemente e Sisto, nel film Grande, grosso e Verdone. Ha scritto alcuni libri autobiografici e ha girato insieme al fratello Luca alcuni documentari.

Ha pure girato i videoclip delle canzoni Mi piaci di Alex Britti e Meraviglioso dei Negramaro: quest'ultima poi è stata utilizzata come colonna sonora nel film di Giovanni Veronesi Italians, del quale Verdone è stato protagonista insieme a Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio. Verdone ha lavorato con Veronesi anche nella trilogia di Manuale d'amore. Nel 2012 esce nelle librerie La casa sopra i portici, scritto dallo stesso Verdone, autobiografia dei ricordi più importanti del regista, con la collaborazione di Fabio Maiello. Nel 2014 è membro della Giuria del Concorso in occasione della 71ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia,

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo ha suonato in alcuni dischi del suo amico Venditti.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Carlo Verdone e Christian De Sica sono cognati, perché la sorella di Carlo (Silvia) è sposata con Christian De Sica. Dal film Borotalco in poi, i due cognati lavoreranno spesso insieme (in gioventù sono stati anche molto amici; quasi coetanei, abitavano nello stesso quartiere ed erano compagni di banco al collegio Nazareno di Roma). Eppure, come ha raccontato Christian De Sica in un'intervista, una volta da ragazzi i due si picchiarono perché Verdone aveva chiamato "puttaniere" Christian, il nuovo fidanzato di sua sorella, in quanto lui aveva 21 anni e lei 14.
  • Sergio Leone prese una volta a schiaffi Verdone, per non aver ubbidito ad un ordine datogli sul set di Un sacco bello. Per girare una scena al telefono, Sergio Leone disse a Verdone di farsi due giri dell'isolato per avere un'aria più sconvolta, così la scena avrebbe potuto esser migliore: Verdone non voleva fare i giri (anche perché l'edificio era molto grande), quindi aspettò vicino alle scale del portone. Appena iniziato il ciak, Sergio gli diede un ceffone: infatti lui, affacciato alla finestra, non aveva visto Verdone passare. Questo episodio sarà ripreso da Verdone per una famosa scena del film di Castellano e Pipolo Grand Hotel Excelsior.
  • In alcuni film da lui girati e diretti, si può notare come Verdone ripeta labialmente le battute dei coprotagonisti mentre essi stessi le pronunciano: a prima vista sembra un metodo che Verdone adotta per trovare il giusto tempo per rispondere alla battuta. Il fatto è piuttosto visibile in alcune scene di Un sacco bello e di Acqua e sapone.
  • Ha dichiarato di essere da sempre un grandissimo appassionato di medicina, che afferma di studiare nel tempo libero, leggendo anche il prontuario farmaceutico più aggiornato, ed ha confessato addirittura di ricevere spesso da amici richieste di consigli per risolvere piccoli problemi di salute; ciò ha contribuito a diffondere la convinzione che fosse affetto da una cronica forma di ipocondria, voce da lui seccamente smentita; nel marzo 2007 gli è stato conferito un particolare riconoscimento dall'Università degli Studi di Napoli Federico II, ossia una targa che riporta una delle più celebri frasi del Giuramento di Ippocrate: "In qualsiasi casa entrerò, io vi andrò come sollievo per i malati"[3].
  • È un grande tifoso della Roma.
  • Ha l'hobby di collezionare vinili.
  • Esiste un programma radiofonico interamente dedicato alla filmografia di Carlo Verdone: il titolo della trasmissione è "Giallo, Rosso e Verdone" e va in onda ogni sabato dalle 8 alle 10 sulle frequenze di "Retesport", storica emittente della radiofonia romana. In ogni puntata viene analizzato un film dell'attore e regista romano, con interventi degli attori protagonisti, oltre a racconti di aneddoti e retroscena sulle varie pellicole. Il titolo della trasmissione è un riferimento al fatto che Retesport ha un palinsesto interamente dedicato all'AS Roma, squadra che ha come colori sociali il giallo e rosso, e di cui Verdone è un acceso tifoso.
  • Carlo Verdone è un grande appassionato di musica, spesso nei suoi film ci sono chiari riferimenti ai suoi artisti preferiti. In Borotalco interpreta Sergio Benvenuti, un rappresentante impegnato nella vendita porta a porta di un Enciclopedia dei Colossi della Musica; in Maledetto il giorno che t'ho incontrato è un giornalista impegnato nella redazione di una biografia di Jimi Hendrix; in Posti in piedi in paradiso interpreta Ulisse Diamanti, un ex produttore discografico proprietario di un negozio di memorabilia e cimeli musicali. Verdone è un batterista dilettante, e si è esibito a volte in tale ruolo durante ospitate in trasmissioni televisive.
  • Fu intervistato in fila presso la camera ardente di Enrico Berlinguer per salutare, insieme ad altri artisti, lo scomparso segretario del Partito Comunista Italiano. è possibile vederlo nel documentario sui funerali di Berlinguer Ciao Enrico.
  • È stato un elettore fino al 1994, anno della sua dissoluzione, del PSI. Attualmente sostiene moderatamente il Partito Democratico, mantenendo comunque una indipendenza ideologica.
  • Nel 1985 ha recitato nella miniserie televisiva Sogni e Bisogni per la regia di Sergio Citti: l'episodio in cui compare Carlo è L'Imbiancone, dove recita in compagnia di una giovane Serena Grandi.
  • Un tema ricorrente in numerosi film di Verdone è quello del viaggio: in Io e mia sorella i protagonisti sono costretti a spostarsi a Budapest, in Maledetto il giorno che t'ho incontrato i protagonisti vanno in Inghilterra, in Perdiamoci di vista a Praga, il finale di Il mio miglior nemico è ambientato a Istanbul, parte della trama di Sono pazzo di Iris Blond si svolge in Belgio e nel recente Posti in piedi in paradiso Ulisse incontra la figlia a Parigi.
  • Nel suo libro autobiografico La casa sopra i portici uno dei capitoli è dedicato al deludente incontro con il regista sperimentale Gregory Markoupoulos, che si presentò a casa Verdone completamente ubriaco e con abiti sporchi; l'iniziale intento di Carlo era di quello di mostrare all'importante regista una serie di cortometraggi che aveva girato in quel periodo.
  • Verdone ha fatto apparire spesso i suoi assistenti personali nelle sue pellicole, che recitavano anche in più film, rendendoli dei veri e propri caratteristi, il film Sotto una buona stella è dedicato ad uno di questi, Ivo Di Persio, apparso in parecchi film, scomparso premarutamente poco prima delle riprese di questo. Il più presente tra questi è stato Pierluigi Ferrari, apparso in ben in 8 film.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Premi e riconoscimenti di Carlo Verdone.

Nel corso della sua carriera ha ricevuto nove David di Donatello (fra cui due David Speciali, uno nel 1980 come attore emergente e nel 2008 alla carriera): è stato premiato come quattro volte come attore, due come sceneggiatore e una come regista.

Ha vinto il Nastro d'Argento come migliore attore esordiente (1980), come migliore attore non protagonista (2006 e 2013), per il miglior soggetto originale (1993 e 2010); inoltre come ha vinto il Nastro d'argento speciale (2003), Nastro dell'anno (2008) e per la migliore commedia (2012).

Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 2 giugno 1993[4]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista e sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Assistente alla regia[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

  • Il castello nel paesaggio laziale (1974)
  • L'accademia musicale Chigiana (1975)
  • Dialetti miei diletti (1998)
  • Uomini forti (2006)
  • Verdone racconta Leone (2009)
  • Alberto il grande (2013)
  • Carlo! (2013)

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Videoclip[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

  • Nestlè
  • Invernizzi
  • Valtur
  • Agip
  • Campagna per la pulizia di Roma (1983) (interpreta Enzo de "Un sacco bello" ed un rabbioso imperatore Nerone)
  • Campagna antipirateria
  • Status Single
  • Johnson e Johnson
  • Italiana Petroli
  • Galbani

Radio[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

  • Bianco, rock e Verdone

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Gesta, opera di burattini scritto da Maria Signorelli, interpretato da Carlo Verdone (1971)
  • Pittura sul legno, scritto da Ingmar Bergman, regia di Luca Verdone (1971)
  • Pantagruel, di Rebelais, regia di Luca Verdone (1973)
  • Tali e quali, scritto e interpretato da Carlo Verdone, regia di Mauro De Sica con Daniela Ferrari e Mauro De Sica (1977)
  • Rimanga fra noi, diretto e interpretato da Carlo Verdone (1977)
  • Senti chi parla, diretto e interpretato da Carlo Verdone per la Compagnia del Piccolo Eliseo diretta da Giuseppe Patroni Griffi, con Diana Dei e Pier Luigi Ferrari (1979 - 1980)

Teatro d'opera[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nino Luca, Quella volta che un professore bocciò il figlio: Carlo Verdone in Il Corriere della Sera, 26 giugno 2009. URL consultato il 6 aprile 2010.
  2. ^ dichiarazioni rilasciate al sito www.formacinema.it: vedi video parte 1/3 e scansione della copertina della tesi
  3. ^ Patrizio Fiore, Verdone: sono un antidepressivo senza effetti collaterali in Il Policlinico Federico II, gennaio-marzo 2007, p. 3.
  4. ^ http://www.quirinale.it/elementi/DettaglioOnorificenze.aspx?decorato=177999

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Naso a patata, di Carlo Verdone (1983)
  • Verdone: in che senso scusa?, di Aldo Piro (1988)
  • Doppio corpo: il cinema di Carlo Verdone, di Marco Pizzo (1993)
  • Carlo Verdone, a cura di Alberto Castellano, Dino Audino Editore (1995)
  • Un malin...comico autore, di Alberto Castellano, Edizioni Scientifiche Italiane (1996)
  • Carlo Verdone, di Franco Montini, Gremese (1997)
  • Carlo Verdone, di Antonello Panero, Gremese (1998)
  • TUTTOVERDONE, di Antonello Panero, Gremese (1998)
  • Fatti coatti (o quasi), di Carlo Verdone e Marco Giusti, Mondadori (1999)
  • Malinconia allo specchio, di Luca Martignone (1999)
  • Carlo Verdone, di Antonio D'Olivo, Il Castoro Cinema (2008)
  • La casa sopra i portici, di Carlo Verdone (a cura di Fabio Maiello), Bompiani (2012)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 27882619 SBN: IT\ICCU\CFIV\009862