Peppino De Filippo

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« Fare piangere è meno difficile che far ridere. Per questo, teatralmente parlando, preferisco il genere farsesco. Io sono sicuro che il dramma della nostra vita di solito si nasconde nel convulso di una risata provocata da un'azione qualsiasi, che a noi è sembrata comica. Sono convinto insomma che spesso nelle lacrime di una gioia si celino quelle del dolore. Allora la tragedia nasce e la farsa, la bella farsa, si compie. »
(Peppino De Filippo, citato in Corriere della Sera, 25 gennaio 2000.)
Peppino De Filippo

Peppino De Filippo, all'anagrafe Giuseppe De Filippo (Napoli, 24 agosto 1903Roma, 26 gennaio 1980), è stato un attore cinematografico, comico, attore teatrale e commediografo italiano.

È considerato uno dei più celebri attori comici italiani, sia in ruoli di protagonista che di coprotagonista. Celebre anche per aver fatto coppia con Totò in molti film di successo degli anni cinquanta e sessanta.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio naturale del commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo, nonché fratello di Eduardo e Titina, trascorse i primi anni d'infanzia a Caivano[1] (NA), e si esibì sui palcoscenici sin da bambino.

Dopo varie esperienze con diverse compagnie teatrali, sempre in ruoli da 'generico', nel 1931 fonda con i fratelli la Compagnia Teatro Umoristico: i De Filippo.

È un'esperienza di grande successo: tournée in tutta Italia, nuove commedie, critiche entusiaste e teatri sempre pieni. Tuttavia nel 1944, per dissidi con il fratello Eduardo (dovuti anche alla relazione che Peppino aveva iniziato con Lidia Maresca, che divenne poi la sua seconda moglie[2]), Peppino lascia la compagnia. Questa separazione darà modo a Peppino di trovare un suo stile come autore, distinguendosi da Eduardo per il tono delle sue commedie, più leggero. Anche come attore Peppino avrà modo di mostrare tutta la sua versatilità; si ricordano in particolare due interpretazioni che danno la dimostrazione della capacità di Peppino di uscire dai limiti del teatro brillante e dialettale: quella de Il guardiano di Harold Pinter, diretto da Edmo Fenoglio nel 1977 con Ugo Pagliai e Lino Capolicchio, e quella di Arpagone ne L'avaro di Molière.

Sempre nel 1977 Peppino pubblica, per l'Editore Marotta, l'autobiografia Una famiglia difficile.

Peppino insieme ai genitori ed Eduardo e Titina in una foto dei primi del Novecento

Ma Peppino non è legato solo al teatro: probabilmente la sua grande popolarità è dovuta soprattutto al cinema e alla televisione. Il suo sodalizio con Totò in diversi film ha dato vita ad una delle più celebri e acclamate coppie comiche del cinema italiano. I due attori, infatti, avevano una straordinaria intesa e capacità di compensarsi, e Peppino De Filippo può considerarsi senza dubbio il partner migliore di Totò, al punto che nel suo caso il termine "spalla" sarebbe senz'altro riduttivo. I loro film furono straordinari successi di pubblico, sebbene la critica dell'epoca li snobbasse; in particolare si ricordano: Totò, Peppino e la... malafemmina (memorabile la scena della lettera dettata da Totò e scritta da Peppino, divenuta un vero cult, affettuosamente citata da Roberto Benigni e Massimo Troisi in Non ci resta che piangere), Totò, Peppino e i fuorilegge, La banda degli onesti. Ha lavorato anche con Federico Fellini e Alberto Lattuada in Luci del varietà: sarebbe poi tornato a lavorare col Maestro riminese nell'episodio Le tentazioni del dottor Antonio, inserito in Boccaccio '70.

Peppino De Filippo nei panni di Gaetano Pappagone

Altrettanto memorabile è il personaggio inventato per la trasmissione televisiva Scala reale: Pappagone. Un umile servitore, al servizio del Cummendatore Peppino De Filippo, in cui convergono le tipiche maschere del teatro napoletano (Pulcinella e Felice Sciosciammocca), inventore di un gergo particolarissimo ed esilarante. I suoi piriché, ecquequà, carta d'indindirindà entrarono nel parlato comune divenendo modi di dire diffusissimi. Alla fine del 1979 le sue ultime partecipazioni televisive dove, già malato, conduce il varietà televisivo Buonasera con... coadiuvato dalla collaborazione del figlio Luigi. Del programma televisivo De Filippo incise anche la sigla dal titolo La gallina, uscito anche su 45 giri.

Sposato tre volte, dalla sua prima moglie Adele Carloni ebbe un figlio, Luigi, che continua con successo l'attività paterna; in seconde nozze sposò l'attrice e soubrette Lidia Maresca (attiva con il nome d'arte Lidia Martora), sorella di Marisa Maresca, sposata dopo una convivenza trentennale nel 1971, poche ore prima della morte dell'attrice[3]. Nel 1977 sposò Lelia Mangano, sua partner in compagnia. Al pari di molti altri attori famosi, Peppino De Filippo recitò in diversi film del genere del musicarello.

Muore all'età di 76 anni, a causa di un tumore. Riposa nella tomba di famiglia al cimitero del Verano di Roma.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • Trampoli e cilindri, (Un atto in lingua napoletana) (1927)
  • Un ragazzo di campagna, originariamente rappresentato con il titolo Tutti uniti canteremo (Farsa in due parti) (1931)
  • Don Rafele 'o trumbone, (Commedia in un atto) (1931)
  • Spacca il centesimo, (Commedia in un atto) (1931)
  • Miseria bella, (Farsa in un atto) (1931)
  • Una persona fidatissima, (Farsa in un atto) (1931)
  • Aria paesana, (Storia vecchia uguale per tutti in un atto) (1931)
  • Amori e balestre!, (Farsa in un atto in lingua napoletana) (1931)
  • Sto bene con l'elmo, (commedia in un atto unico) (1931)
  • Cupido scherza e spazza, (Farsa in un atto in lingua napoletana) (1932)
  • Quale onore, (Farsa in un atto) (1932)
  • Caccia grossa, (Un atto ironico romantico) (1932)
  • Cinque minuti dopo, (Atto unico) (1932)
  • Uno, due e tre - Hop...là (atto unico) (1932)
  • A Coperchia è caduta una stella, (Farsa campestre in due parti) (1933)
  • La lettera di mammà, (Farsa in due parti) (1933)
  • Quaranta ma non li dimostra, (Commedia in due parti in collaborazione con Titina De Filippo) (1933)
  • Il ramoscello d'olivo, (Farsa in un atto) (1933)
  • I brutti amano di più, (Commedia romantica in tre parti) (1933)
  • Lorenzo e Lucia, (commedia in tre atti) (1934)
  • Liolà (dalla novella di Luigi Pirandello, trasposta in lingua napoletana) (1935)
  • Un povero ragazzo, (Commedia in tre atti e quattro quadri) (1936)
  • Il compagno di lavoro, (Un atto in lingua napoletana) (1936)
  • Il mio primo amore (atto unico dei fratelli De Filippo, radiotrasmesso) (1937)
  • Bragalà paga per tutti!, (Un atto in lingua napoletana) (1939)
  • Il grande attore, (Commedia in un atto) (1940)
  • Una donna romantica e un medico omeopatico, (Da una commedia - parodia in cinque atti di Riccardo di Castelvecchio. Riduzione in tre atti in lingua napoletana) (1940)
  • ...di Pasquale del Prado, (rifacimento in tre atti di Lo chicos crescen di Darthes e Damiel) (1941)
  • Prestami cento lire, (atto unico di A. Vacchieri, versione napoletana di Peppino) (1941)
  • Non è vero... ma ci credo, (Commedia in tre atti) (1942)
  • I casi sono due, (Commedia in tre atti) (1945)
  • Quel bandito sono io!, (Farsa in tre atti e quattro quadri) (1947)
  • L'ospite gradito!, (Tre atti comici) (1948)
  • Quel piccolo campo..., (Commedia in tre atti) (1948)
  • Per me come se fosse!, (Commedia in due parti e quattro quadri) (1949)
  • Carnevalata, (Un atto)(1950)
  • Gennarino ha fatto il voto, (Farsa in tre atti) (1950)
  • I migliori sono così, (Farsa in due parti e otto quadri) (1950)
  • Pronti? Si gira!, (Satira buffa in un atto) (1952)
  • Pranziamo insieme!, (Farsa in un atto) (1952)
  • Io sono suo padre!, (Commedia in due parti e quattro quadri) (1952)
  • Pater familias, (Commedia in un atto) (1955)
  • Noi due!, (Commedia in un atto) (1955)
  • Un pomeriggio intellettuale, (Commedia in un atto) (1955)
  • Dietro la facciata, (Commedia in un atto) (1956)
  • Le metamorfosi di un suonatore ambulante, (Farsa all'antica in un prologo, due parti e cinque quadri. Con appendice e musiche di Peppino De Filippo) (1956)
  • Il talismano della felicità, (Farsa in un atto) (1956)
  • La collana di cento noccioline, (Commedia in un atto) (1957)
  • Omaggio a Plauto, (Un atto) (1963)
  • Tutti i diavoli in corpo, (Un atto) (1965)
  • L'amico del diavolo, (Commedia in tre atti) (1965)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Peppino De Filippo con Arlette Poirier nel film Via Padova 46 (1953)
Il film che consacrò il sodalizio della coppia Totò - Peppino : La banda degli onesti (1956), Peppino (al centro) con Giacomo Furia e Totò
Ancora con Totò nel film Letto a tre piazze (1960)

Prosa radiofonica RAI[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 2 giugno 1975[4]

Nastro d'argento

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sisto Sallusti, Dizionario biografico degli italiani (Treccani.it), De Filippo, Peppino (Giuseppe). URL consultato il 02/10/2012.
  2. ^ Giammusso Maurizio, Pellizzari Tommaso (Corriere della Sera), divorzio alla napoletana. URL consultato il 17 giugno 2011.
  3. ^ " Massimo come papa' Peppino? Si' , nei baffi "
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Salvatore Tolino, Mostra storica permanente della Poesia, del Teatro e della Canzone Napoletana, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1999
  • Peppino De Filippo e la comicità nel Novecento, a cura di Pasquale Sabbatino e Giuseppina Scognamiglio, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2005, ISBN 88-495-1058-6
  • Per Peppino De Filippo attore e autore, a cura di Pasquale Sabbatino e Giuseppina Scognamiglio, Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 2010, ISBN 978-88-495-1792-7
  • Peppino De Filippo, Una famiglia difficile, 1977, Ed. Marotta (autobiografia)

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