Il segno di Venere

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Il segno di Venere
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Titoli di testa del film
Titolo originale Il segno di Venere
Paese di produzione Italia
Anno 1955
Durata 100 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere commedia
Regia Dino Risi
Soggetto Edoardo Anton, Luigi Comencini e Franca Valeri
Sceneggiatura Edoardo Anton, Ennio Flaiano, Franca Valeri e Dino Risi (con la collaborazione di Cesare Zavattini)
Produttore Marcello Girosi
Casa di produzione Titanus
Distribuzione (Italia) Titanus (1955)
Fotografia Carlo Montuori
Montaggio Mario Serandrei
Musiche Renzo Rossellini
Scenografia Gastone Medin
Costumi Fabrizio Carafa
Trucco Goffredo Rocchetti
Interpreti e personaggi

Il segno di Venere è un film del 1955 diretto da Dino Risi.

È stato presentato in concorso all'8º Festival di Cannes.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Le cugine Agnese (Sophia Loren) e Cesira (Franca Valeri)

Due cugine di diversa provenienza, la meridionale Agnese e la milanese Cesira, vivono insieme a Roma, con il padre della prima e la zia nubile napoletana Tina.

Agnese, di carattere amabile e dall'aspetto prorompente, non può evitare di attirare le attenzioni di qualunque uomo incroci la sua strada, fino ad esserne infastidita. La ragazza non si rende conto di mettere costantemente in ombra la cugina, a cui invece invidia il fatto di avere un lavoro, mentre lei è costretta in casa dal padre, in attesa del futuro matrimonio.

Cesira, più grande di età e dall'aspetto più comune, malgrado la lingua aguzza è una sognatrice sentimentale e, dopo che una chiromante, la signora Pina, le ha spiegato che sta attraversando il "segno di Venere" ed è il momento ideale per trovare l'amore, si convince che ogni uomo che incontra, anche se non dimostra un particolare interesse nei suoi confronti, possa essere il compagno della vita.

Attorno a loro ruota una serie di figure maschili: Mario, fotografo all'albergo diurno La casa del passeggero, dove Cesira lavora come dattilografa; Romolo, che vive di espedienti e tenta in ogni modo di rifilare a Mario un'auto senza documenti di circolazione, ovviamente rubata; il sedicente poeta Alessio, autore di un misconosciuto programma radiofonico letterario, che approfitta delle persone come Cesira, sensibili ai suoi modi raffinati e al suo fascino intellettuale; e soprattutto il vigile del fuoco Ignazio, che Cesira conosce per caso in occasione di un incidente stradale in cui lui è coinvolto (lei, presente sulla scena dell'incidente, testimonia a suo favore malgrado lui abbia torto).

Scena del film con Peppino De Filippo e Alberto Sordi

Una sera, si ritrovano riuniti insieme a cena in trattoria. Alessio finge di offrire a tutti, ma quando l'oste rifiuta di fargli credito è costretto ad attingere ai soldi raccolti da Cesira e Agnese per la "giornata dell'arte", come aveva in realtà progettato fin dall'inizio. Lasciato precipitosamente il locale, Cesira accompagna a casa il poeta, che non solo non mostra di essere interessato a trascorrere la notte con lei, ma la vuole sfruttare ancor di più, rifilandole il compito di battere a macchina delle copie di un suo manoscritto. Tornata a casa, ha la peggiore delle delusioni, quando si imbatte in Ignazio e Agnese abbracciati e scopre che quello che sperava fosse l'uomo giusto per lei ha invece iniziato da tempo, a sua insaputa, una relazione con la bella cugina. Arrabbiata con entrambi e decisa a volersene andare di casa ma senza sapere cosa fare, facendo addirittura temere loro di volersi suicidare, si ritrova invece con Romolo, giusto per finire insieme a lui in questura, per l'auto rubata, dove il furfante scoppia in lacrime di fronte alla madre. Quand'è ormai mattina, Cesira viene riaccompagnata a casa da Alessio, prontamente accorso alla sua chiamata, e si illude che il poeta possa essere l'uomo per lei, finché non si accorge di quanto presto lui faccia amicizia con la signora Pina, incrociata sul portone: la cartomante, benché non giovanissima, è una signora attraente e abbastanza benestante, il che basta ad Alessio per farne l'oggetto delle proprie interessate premure.

A conclusione di quella notte piena di avvenimenti, mentre la relazione tra Agnese e Ignazio è ormai nota in famiglia e il padre della ragazza organizza addirittura con entusiasmo un matrimonio riparatore, Cesira riprende con una certa rassegnazione la solita vita quotidiana.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film originariamente era basato su una sceneggiatura intitolata La chiromante, incentrata completamente sul personaggio interpretato da Franca Valeri, e avrebbe dovuto essere diretto da Luigi Comencini, che abbandonò però il progetto quando fu stravolto dalla politica hollywoodiana della casa di produzione Titanus di riunire nel cast il meglio del cinema italiano del momento per garantirsi il successo, riducendo a co-protagonista la Valeri, pur centrale nella narrazione, affiancandole star del livello di Sophia Loren e Vittorio De Sica, oltre ad Alberto Sordi e Peppino De Filippo nei ruoli secondari.[2]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

L'incasso accertato a tutto il 31 marzo 1959 fu di Lit. 506.531.170

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il Dizionario Mereghetti «il film non ha una vera progressione narrativa e le scene servono soprattutto a mettere in evidenza l'abilità dei singoli attori, ma in certi momenti la comicità è davvero irresistibile». [3] Per il Dizionario Morandini il film è «raccontato con garbo, recitato con discrezione, forbito di situazioni divertenti e di un dialogo spiritoso con un pizzico di farsa».[4]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Catalogo Bolaffi del cinema 1945/1955 a cura di Gianni Rondolino
  • AA.VV. La città del cinema, Napoleone editore Roma 1979

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Official Selection 1955, festival-cannes.fr. URL consultato il 3-6-2011.
  2. ^ Paolo Mereghetti, Su tutti, una dissacrante, autoironica e misantropa Franca Valeri, I dvd del Corriere della Sera. Bianco e nero all'italiana n. 5, RCS Quotidiani, 2009.
  3. ^ Il Mereghetti - Dizionario dei Film 2008. Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007. ISBN 978-88-6073-186-9 p. 2627
  4. ^ Il Morandini - Dizionario dei Film 2000. Bologna, Zanichelli editore, 1999. ISBN 88-08-02189-0 p. 1185

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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